Speciale Uomini e Donne
Uomini e Donne, Alice Barisciani choc: «Minacce e insulti per qualche chilo in più, poi persi peso con diete drastiche»
Alice Barisciani rivela di aver ricevuto insulti e persino minacce dopo essere aumentata di peso a causa di un’intolleranza al glutine. I commenti la spinsero a seguire diete drastiche senza alcun controllo, pur di tornare la ragazza che il pubblico aveva inizialmente acclamato.
Alice Barisciani, ex corteggiatrice di Uomini e Donne, racconta il lato più feroce della popolarità conquistata davanti alle telecamere. Durante la partecipazione al programma di Maria De Filippi prese qualche chilo a causa di un’intolleranza al glutine e una parte del pubblico trasformò quel cambiamento fisico in un bersaglio.
Non arrivarono soltanto commenti sgradevoli o critiche non richieste. Barisciani sostiene di aver ricevuto insulti continui e persino minacce, provenienti anche da donne più grandi di lei. Una violenza verbale che l’ex corteggiatrice, allora impreparata a gestire l’esposizione mediatica, finì per riversare sul proprio corpo.
Nel tentativo di recuperare l’immagine che tanti spettatori avevano apprezzato all’inizio del suo percorso televisivo, Alice cominciò a perdere peso rapidamente attraverso diete drastiche affrontate senza il sostegno di professionisti. Oggi guarda a quel periodo con una consapevolezza diversa e racconta la propria esperienza per mostrare quanto possano diventare pericolosi i giudizi lanciati con leggerezza attraverso uno schermo.
Alice Barisciani: «Ricevevo minacce da donne più grandi di me»
Alice Barisciani partecipò a Uomini e Donne come corteggiatrice di Federico Nicotera, distinguendosi nello studio per il carattere forte e deciso. Proprio durante il programma, però, il suo corpo cambiò e l’attenzione di alcuni spettatori si spostò dalla sua personalità al peso.
«Durante il programma presi qualche chilo a causa di un’intolleranza al glutine. Mi riempirono di insulti e ricevevo addirittura minacce da donne più grandi di me», ha raccontato sui social.
La provenienza degli attacchi la colpì particolarmente. Barisciani non si aspettava che altre donne, comprese persone molto più adulte, potessero rivolgerle parole tanto aggressive soltanto per una variazione di peso. Il passaggio dalla popolarità agli attacchi fu rapido e difficile da comprendere.
Le diete drastiche per tornare «la ragazza bella che acclamavano»
Quando entrò nel mondo dello spettacolo, Alice non aveva messo in conto una simile ondata di ostilità: «Non sapevo minimamente che questo fosse il rischio del mestiere, non conoscevo tanta rabbia nelle persone e presi i commenti malissimo».
Quelle parole ebbero conseguenze concrete. L’ex corteggiatrice racconta di aver perso molti chili in pochissimo tempo, seguendo diete drastiche senza essere affiancata da qualcuno in grado di tutelarne la salute. L’obiettivo non consisteva più nello stare bene, ma nel riconquistare l’approvazione degli sconosciuti.
«Tutto pur di tornare la ragazza bella che prima acclamavano», ha ammesso. Alice arrivò così ad associare il dimagrimento estremo a una sensazione di benessere, anche quando il suo peso scendeva eccessivamente. Il giudizio degli altri aveva finito per contare più dei segnali inviati dal suo corpo.
Dopo Uomini e Donne, la nuova consapevolezza di Alice
Oggi Alice Barisciani lavora come influencer e rappresenta un punto di riferimento per molte ragazze che la seguono. Il rapporto con le critiche è cambiato: ha compreso che gli attacchi arrivano soprattutto da estranei ai quali non deve spiegazioni e che nessun commento dovrebbe decidere il valore o l’aspetto di una persona.
La sua testimonianza si inserisce nel dibattito sul body shaming che continua a coinvolgere numerose donne esposte sui social. Troppo magre, troppo formose, troppo sensuali oppure troppo poco curate: qualunque aspetto può trasformarsi in un pretesto per processare pubblicamente il corpo femminile.
Nel caso di Alice, gli insulti non rimasero parole prive di conseguenze. Alimentarono comportamenti estremi e un rapporto problematico con il cibo e con la propria immagine. Oggi l’ex volto di Uomini e Donne ha imparato ad ascoltare se stessa. Soprattutto, non intende più consegnare agli sconosciuti il potere di stabilire se il suo corpo vada bene oppure no.
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Speciale Uomini e Donne
Sophia Loren, il segreto raccontato da Alessandra Mussolini: «Pagò mio nonno perché riconoscesse mia madre e le desse il suo cognome»
Alessandra Mussolini racconta a Verissimo il gesto compiuto da Sophia Loren quando era ancora giovanissima: usò i soldi guadagnati con il cinema per aiutare la sorella Maria, che il padre Riccardo Scicolone non aveva voluto riconoscere.
Per il mondo è Sophia Loren, una delle più grandi attrici della storia del cinema, premio Oscar e icona italiana conosciuta in ogni angolo del pianeta. Per Alessandra Mussolini, però, è sempre stata soprattutto zia Sophia. E proprio nel giorno in cui l’attrice ha compiuto 92 anni è riemersa una storia familiare sorprendente, che risale a quando la futura diva era ancora una ragazza e racconta molto del legame che la univa alla sorella Maria Scicolone, madre di Alessandra.
Ospite di Silvia Toffanin a Verissimo, Mussolini ha raccontato di avere telefonato alla zia per farle gli auguri e ha rassicurato il pubblico sulle sue condizioni: «L’ho sentita oggi per farle gli auguri, sta bene».
Poi il racconto è tornato molti anni indietro, quando Sophia Loren non era ancora la leggenda del cinema che sarebbe diventata. Sua sorella Maria aveva un problema enorme per quell’epoca: il padre Riccardo Scicolone non l’aveva riconosciuta.
Fu allora che Sophia intervenne.
Sophia Loren e quei soldi dati alla madre Romilda
La storia della famiglia Scicolone è complessa e segnata da anni difficili. Sophia e Maria erano figlie di Romilda Villani e Riccardo Scicolone, ma il padre aveva inizialmente riconosciuto soltanto Sophia.
Maria, nata nel 1938, si trovò così a crescere senza il cognome paterno. Una condizione che nell’Italia di quegli anni aveva un peso sociale molto diverso da quello di oggi e che Romilda decise a un certo punto di affrontare direttamente.
È Alessandra Mussolini a ricostruire quanto accadde.
«C’era un signore, Riccardo Scicolone, che non la voleva riconoscere. Si capisce che ai tempi non essere riconosciuta era una cosa grave», ha raccontato parlando della madre.
Romilda decise quindi di andare direttamente dall’uomo e porgli una domanda brutale: «Quanto vuoi per riconoscerla?».
Servivano però i soldi.
Ed è a quel punto che intervenne Sophia.
«Zia Sophia prese i soldi del suo primo film»
Alessandra Mussolini racconta la zia lontano dall’immagine della diva internazionale che tutti conoscono. «Zia è una persona semplice. Tutti dicono la diva, ma è semplice. Nel momento del bisogno ha aiutato mia mamma».
Sophia stava cominciando a lavorare nel cinema e, secondo il racconto della nipote, mise a disposizione della famiglia proprio il denaro che aveva appena guadagnato.
«Ha raccolto i soldi guadagnati col primo film e li ha dati a nonna Romilda», racconta Mussolini.
Quei soldi sarebbero quindi serviti per convincere Riccardo Scicolone a riconoscere Maria.
Alessandra ricostruisce la scena con il suo consueto linguaggio diretto, raccontando che Romilda consegnò il denaro a Scicolone dicendogli sostanzialmente di prenderlo e andarsene.
Il risultato, però, fu decisivo: Maria ottenne finalmente il riconoscimento paterno e il cognome Scicolone.
Una famiglia tenuta insieme soprattutto dalle donne
Dietro l’aneddoto c’è una storia familiare molto più ampia, che Alessandra Mussolini riassume attraverso le donne che hanno segnato la sua vita: «Eravamo io, mia madre, mia sorella e nonna Romilda».
Un nucleo nel quale Sophia Loren ha continuato ad avere un posto particolare.
La futura star internazionale era cresciuta insieme alla madre Romilda e alla sorella Maria attraversando anche gli anni durissimi della guerra e del dopoguerra. Prima del successo, degli Oscar, di Hollywood e dei grandi film, c’era stata una famiglia che aveva conosciuto anche serie difficoltà economiche.
Ed è proprio in quel periodo che si colloca il gesto ricordato oggi da Alessandra: Sophia utilizzò una parte di quello che stava guadagnando grazie ai suoi primi passi nel cinema per risolvere un problema che riguardava direttamente la sorella.
Un episodio che cambia completamente prospettiva rispetto all’immagine pubblica della Loren. Non la star sul tappeto rosso, ma una ragazza che, appena cominciato a guadagnare qualcosa, decise di usare quei soldi per la propria famiglia.
Sophia Loren compie 92 anni: «Sta bene»
Il racconto arriva in un giorno particolare. Sophia Loren è nata il 20 settembre 1934 e ha appena compiuto 92 anni.
Negli ultimi mesi erano circolate anche indiscrezioni sulle sue condizioni di salute, tanto che già a luglio Alessandra Mussolini era intervenuta pubblicamente per smentire le voci secondo cui la zia fosse ricoverata. In quell’occasione aveva spiegato di averla sentita personalmente e di averla trovata serena e in buona salute.
Ora la rassicurazione arriva nuovamente da Verissimo.
Mussolini racconta di averla chiamata proprio per il compleanno: «Sta bene».
Poche parole che assumono un significato particolare per il pubblico italiano, perché Sophia Loren non rappresenta soltanto una delle ultime grandi protagoniste dell’età d’oro del cinema, ma un pezzo della storia culturale del Paese.
Il legame tra Sophia Loren e Maria Scicolone
Sophia Loren e Maria Scicolone hanno condiviso un’infanzia tutt’altro che semplice. Cresciute principalmente dalla madre Romilda, hanno vissuto gli anni della guerra e le difficoltà economiche prima che la carriera cinematografica di Sophia cambiasse radicalmente il destino della famiglia.
Per Alessandra Mussolini, però, il punto centrale della storia resta proprio quello che accadde quando sua madre aveva bisogno di essere aiutata.
Sophia non esitò.
Il denaro guadagnato lavorando nel cinema poteva rappresentare per una ragazza che veniva da una famiglia con pochi mezzi l’inizio di una nuova vita. Una parte di quei soldi, invece, servì alla sorella.
È anche per questo che Alessandra insiste nel descrivere una Sophia diversa dalla figura quasi irraggiungibile costruita da settant’anni di cinema: «Tutti dicono la diva, ma è semplice».
Alessandra Mussolini: «Gli uomini hanno sempre avuto un ruolo marginale»
Nel racconto fatto a Silvia Toffanin ritorna continuamente un elemento: la forza delle donne della famiglia.
Romilda che cresce le figlie e affronta Scicolone. Sophia che comincia a lavorare e mette a disposizione i propri soldi. Maria che costruisce la propria vita. Alessandra e sua sorella che crescono all’interno di quella rete familiare.
Mussolini riesce persino a chiudere una storia dolorosa con una battuta: «Gli uomini hanno sempre avuto un ruolo marginale, ma è stata colpa loro».
Una frase pronunciata sorridendo, ma che sintetizza bene il senso del suo racconto.
Nel giorno dei 92 anni di Sophia Loren, Alessandra Mussolini ha così riportato alla luce una delle pagine meno conosciute della storia privata della diva: prima ancora di diventare Sophia Loren, quando i soldi e il successo erano appena arrivati, Sofia Scicolone li utilizzò per aiutare sua sorella ad avere il cognome del loro padre.
Prima dell’Oscar, di Hollywood e della leggenda c’era già zia Sophia.
Speciale Uomini e Donne
Alessandra Mussolini e il marito Mauro Floriani, lo scandalo che travolse il matrimonio: «Non l’ho mai perdonato e mai lo farò»
Sposati dal 1989 e genitori di tre figli, hanno superato una delle crisi più dure quando Floriani rimase coinvolto nel caso delle baby squillo dei Parioli. Lei gli è rimasta accanto, ma su una cosa non ha mai cambiato idea: «Si vive, non si perdona».
Sono sposati da quasi quarant’anni, hanno avuto tre figli e sono rimasti insieme anche quando sulla loro famiglia è esploso uno degli scandali più clamorosi della cronaca romana. Ma se Alessandra Mussolini ha scelto di continuare la propria vita accanto a Mauro Floriani, non significa che abbia dimenticato quello che accadde.
Anzi. Quando le hanno chiesto se avesse perdonato il marito dopo il suo coinvolgimento nel caso delle baby squillo dei Parioli, la risposta è stata brutale: «Ma che siamo matti? Si vive, non si perdona!».
Una frase che racconta meglio di qualsiasi ricostruzione il modo in cui la Mussolini ha affrontato la crisi più difficile del suo matrimonio. Floriani è rimasto suo marito e una figura fondamentale nella famiglia, ma quella ferita, almeno nelle parole di Alessandra, non si è mai davvero chiusa.
Chi è Mauro Floriani, il marito di Alessandra Mussolini
Mauro Floriani e Alessandra Mussolini si conobbero giovanissimi grazie ad amici comuni e si sposarono il 28 ottobre 1989. Dal matrimonio sono nati tre figli: Caterina, Clarissa e Romano.
Floriani ha alle spalle un curriculum molto lontano dal mondo dello spettacolo. Dopo la laurea in Scienze politiche all’Università di Trieste, ha frequentato la business school IMD di Losanna, ha conseguito un master alla Bocconi e una seconda laurea in Scienze economiche a Tor Vergata.
Ha poi intrapreso la carriera nella Guardia di Finanza, raggiungendo il grado di capitano, prima di congedarsi e diventare dirigente di Trenitalia. In seguito ha avviato insieme alla moglie anche un’attività nella ristorazione a Roma.
Per molti anni la coppia ha mantenuto una vita familiare relativamente lontana dai riflettori. Poi è arrivata la vicenda che ha rischiato di mandare tutto in pezzi.
Lo scandalo delle baby squillo dei Parioli
Il nome di Mauro Floriani finì nell’inchiesta sulle cosiddette baby squillo dei Parioli, il caso di prostituzione minorile che sconvolse Roma e conquistò per mesi le prime pagine.
Per Alessandra Mussolini il colpo fu devastante anche sul piano personale. Il materiale fornito riferisce che Floriani uscì dalla vicenda giudiziaria pagando 1.800 euro di multa. Fu però soprattutto il tradimento coniugale a lasciare un segno profondo nel rapporto con la moglie.
La coppia attraversò una crisi che arrivò a mettere seriamente in discussione il matrimonio. Mussolini, tuttavia, decise di non rompere la famiglia e di continuare il rapporto.
Una scelta che non ha mai voluto far coincidere con il perdono.
Alessandra Mussolini: «Perdonare mio marito? Ma che siamo matti?»
Quando Francesca Fagnani, durante Belve, le chiese direttamente se avesse perdonato Floriani, Alessandra Mussolini non cercò una risposta diplomatica.
«Perdonare mio marito? Ma che siamo matti? Si vive, non si perdona!», rispose, aggiungendo che perdonare «spetta al Papa, ai preti, alle suore».
Poi spiegò perché, nonostante tutto, aveva scelto di restare con lui: «Vivi, comprendi e stai con una persona che è fondamentale, lo è stata e lo sarà, per i miei figli, per me, per la mia famiglia».
Una distinzione chiarissima: restare insieme non significa cancellare quello che è successo.
Il matrimonio è sopravvissuto, il perdono no
È probabilmente questo l’aspetto più sorprendente della storia tra Alessandra Mussolini e Mauro Floriani. Dopo la tempesta, i due hanno continuato la loro vita insieme, hanno mantenuto unita la famiglia e hanno persino condiviso nuovi progetti professionali.
Mussolini non ha però mai cercato di trasformare quella scelta in una favola sulla riconciliazione perfetta. Al contrario, quando è tornata pubblicamente sull’argomento, ha sempre lasciato intendere che alcune cose possono essere superate senza essere cancellate.
Mauro Floriani è rimasto suo marito. Alessandra Mussolini ha continuato a considerarlo una persona fondamentale per lei e soprattutto per i loro tre figli. Ma sullo scandalo che rischiò di distruggere il matrimonio, la sua posizione non potrebbe essere più netta.
Sono rimasti insieme. Lei è andata avanti. Ma perdonare è tutta un’altra storia.
Speciale Uomini e Donne
Martina De Ioannon lascia la tv e vuole diventare criminologa: l’ex tronista di Uomini e Donne dice no anche al Grande Fratello Vip
Martina De Ioannon esclude una partecipazione al Grande Fratello Vip e annuncia di voler intraprendere gli studi in criminologia: «So che in Italia questa figura non è riconosciuta da un punto di vista lavorativo, ma non mi interessa».
Dalle tentazioni televisive alle scienze criminali. Martina De Ioannon sembra intenzionata a mettere da parte reality, troni e telecamere per dedicarsi a un progetto decisamente diverso: studiare criminologia. La 26enne romana, diventata popolare prima come concorrente di Temptation Island e poi come tronista di Uomini e Donne, ha annunciato sui social di voler tornare sui libri.
Una scelta che, almeno nelle intenzioni, allontana anche le indiscrezioni su una sua possibile partecipazione al Grande Fratello Vip. De Ioannon ha spiegato ai follower di non essere interessata a nuovi reality e di non voler inseguire a tutti i costi una carriera televisiva. Il suo obiettivo adesso guarda altrove.
Martina De Ioannon dice no al Grande Fratello Vip
Il pubblico aveva conosciuto Martina a Temptation Island, dove aveva partecipato insieme all’allora fidanzato Raul Dumitras. Quell’esperienza le aveva aperto le porte dell’universo televisivo di Maria De Filippi fino al trono di Uomini e Donne, dove la sua vita sentimentale era tornata inevitabilmente sotto i riflettori.
Oggi De Ioannon è legata a Gianmarco Steri e, dopo un anno vissuto tra amore, televisione e popolarità social, sembra aver deciso di cambiare direzione. Durante una diretta con i follower ha escluso l’ipotesi di entrare nella casa del Grande Fratello Vip e, più in generale, quella di continuare a collezionare partecipazioni ai reality.
Una decisione che sorprende proprio perché il passaggio da programmi come Temptation Island e Uomini e Donne al Grande Fratello rappresenta una delle strade più battute dai personaggi diventati popolari attraverso i dating show.
L’ex tronista vuole studiare criminologia
Il nuovo progetto di Martina riguarda invece un interesse che, secondo quanto ha raccontato, coltiva da molto tempo: le scienze criminali e investigative. Su TikTok ha chiesto direttamente ai follower informazioni sul percorso universitario da intraprendere.
«C’è qualcuno all’ascolto che mi può consigliare da un punto di vista di laurea triennale in criminologia?», ha domandato ai suoi utenti.
De Ioannon ha spiegato di essersi già informata anche sulle prospettive professionali e sulle caratteristiche di un settore nel quale in Italia non esiste un Albo professionale unico dei criminologi. Una circostanza della quale è perfettamente consapevole e che, assicura, non cambia i suoi programmi.
«Voglio intraprendere questo percorso di studi a tutti i costi»
«So perfettamente che in Italia la figura del criminologo non è riconosciuta da un punto di vista lavorativo, però non mi interessa», ha spiegato Martina. La ragione è semplice: «È una cosa che voglio fare da troppo tempo e quindi la farò lo stesso».
La 26enne ha poi ribadito la decisione: «È un percorso di studi che voglio intraprendere a tutti i costi».
Non esistendo un unico percorso universitario obbligatorio per diventare criminologo, le strade possibili passano generalmente attraverso discipline come Psicologia, Giurisprudenza, Sociologia o corsi dedicati alle scienze investigative e della sicurezza, seguiti da una specializzazione in ambito criminologico o forense.
Per Martina De Ioannon si profila dunque un futuro molto diverso da quello che sembrava essersi delineato dopo l’esperienza televisiva. Per il momento niente casa del Grande Fratello Vip: l’ex tronista preferisce le aule universitarie. E dopo aver affrontato falò di confronto e corteggiatori, la prossima sfida potrebbe essere decisamente più impegnativa: esami, diritto penale, psicologia forense e criminologia.
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