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Giorgia Meloni segue solo 55 persone su Instagram e tra Sinner e Le Pen spunta Nancy Brilli: «Mi piace, è tutta d’un pezzo»

La presidente del Consiglio ha una lista ristrettissima di profili seguiti su Instagram e tra politici e personaggi famosi compare anche Nancy Brilli. L’attrice aveva già espresso pubblicamente parole di grande apprezzamento per Meloni.

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    Cinquantacinque. Non cinquecento e nemmeno cinquemila: Giorgia Meloni su Instagram segue appena 55 profili. Una cerchia social decisamente ristretta nella quale, accanto a nomi prevedibili della politica e a personaggi come Jannik Sinner e Marine Le Pen, compare una presenza decisamente più sorprendente: Nancy Brilli.

    Una curiosità che diventa ancora più gustosa proprio mentre l’attrice si ritrova protagonista di Un giorno da pecora, la trasmissione di Rai Radio1, dove prende il posto per un giorno di Geppi Cucciari. Ma quello tra Brilli e la presidente del Consiglio non sembra essere un incrocio nato ieri. Basta riavvolgere il nastro per ritrovare parole decisamente lusinghiere pronunciate dall’attrice nei confronti della premier.

    Nancy Brilli e quelle parole al miele per Giorgia Meloni

    Ospite de La confessione di Peter Gomez, Nancy Brilli aveva parlato apertamente del suo giudizio sulla presidente del Consiglio, senza nascondere una certa ammirazione.

    «Meloni mi piace, è una donna tutta d’un pezzo», aveva spiegato l’attrice, sottolineando come a suo giudizio la premier si fosse «impegnata al 100% nel suo compito».

    Un apprezzamento che Brilli aveva legato soprattutto al carattere della leader di Fratelli d’Italia: «Mi piace molto questa fierezza che vorrei vedere nelle donne». Parole nette, tanto più significative in un mondo dello spettacolo dove le prese di posizione sulla politica finiscono facilmente per trasformarsi in terreno di scontro.

    Meloni segue 55 profili: nella lista anche Sinner e Le Pen

    A rendere curioso il caso è soprattutto il numero estremamente contenuto dei profili seguiti dalla presidente del Consiglio. Meloni ha milioni di follower, ma dall’altra parte della barricata social utilizza il contagocce: sono soltanto 55 gli account ai quali ha deciso di concedere il proprio «segui».

    Dentro questa piccola lista trovano posto figure molto diverse tra loro. C’è Jannik Sinner, simbolo dello sport italiano, c’è Marine Le Pen, protagonista della destra francese, e poi c’è appunto Nancy Brilli.

    Difficile stabilire quanto un semplice follow possa raccontare delle preferenze personali della premier. Nel caso dell’attrice romana, però, il dettaglio acquista inevitabilmente un sapore particolare alla luce delle dichiarazioni pubbliche con cui Brilli aveva manifestato la propria stima nei confronti di Meloni.

    Nancy Brilli «titolare» per un giorno a Un giorno da pecora

    La coincidenza vuole che il nome di Nancy Brilli torni sotto i riflettori proprio mentre l’attrice affronta un’incursione nel territorio della satira politica. A Un giorno da pecora, storico programma di Rai Radio1, Brilli diventa infatti «titolare» per un giorno al posto di Geppi Cucciari.

    Un palcoscenico particolarmente curioso per chi, davanti alle telecamere di Peter Gomez, non aveva avuto problemi a dichiarare apertamente il proprio apprezzamento per la premier.

    E così basta una sbirciata ai 55 «prescelti» di Giorgia Meloni per trasformare un follow su Instagram in un piccolo caso politico-gossipparo. Nancy Brilli apprezza Meloni, Meloni segue Nancy Brilli. Almeno sui social, la simpatia sembra ricambiata.

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      Radio

      Luciana Littizzetto torna in libreria con “Il tempo del la la la”: “La radio mi tiene la mente allenata”

      Luciana Littizzetto presenta “Il tempo del la la la”, il suo debutto nel romanzo pubblicato da Mondadori, e spiega perché dopo 24 anni continua ad amare la radio.

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        Dopo anni passati tra satira, televisione, monologhi e raccolte ironiche, Luciana Littizzetto adesso debutta ufficialmente nel romanzo. Si intitola Il tempo del la la la ed è pubblicato da Mondadori. Per presentarlo, la comica piemontese è stata ospite di Deejay Chiama Italia, dove ha parlato non soltanto del libro ma anche del suo rapporto storico con la radio.

        E proprio lì ha spiegato perché, dopo ben 24 anni, continua ancora a divertirsi dietro un microfono.

        “La radio mi tiene la mente allenata”

        Parlando de La bomba, il programma che conduce ogni sabato mattina insieme a Vic su Radio Deejay, Littizzetto ha spiegato con grande semplicità il motivo per cui non riesce ancora a staccarsi dalla radio.

        “La radio tiene la mente allenata”, ha detto. Una frase apparentemente leggera ma che racconta molto del rapporto quasi artigianale che la comica continua ad avere con il lavoro.

        Perché la radio, più della televisione, obbliga all’immediatezza, al ritmo, alla velocità mentale. Non puoi nasconderti dietro scenografie o montaggi: lì esistono solo la voce, i tempi e le idee.

        Il primo vero romanzo

        Con “Il tempo del la la la”, Luciana Littizzetto prova invece a entrare in un territorio diverso rispetto ai libri che aveva pubblicato finora. Non più soltanto raccolte ironiche o riflessioni comiche, ma un vero romanzo.

        Un passaggio importante per una figura che da anni alterna comicità popolare e scrittura con naturalezza, riuscendo sempre a mantenere uno stile riconoscibile: ironico, malinconico e profondamente umano.

        Una carriera costruita sulla parola

        La cosa più interessante della carriera di Luciana Littizzetto è forse proprio questa: la centralità assoluta della parola. Che sia in televisione, in radio, a teatro o nei libri, tutto il suo lavoro continua a ruotare attorno al linguaggio, al ritmo e alla capacità di osservare il quotidiano.

        Ed è probabilmente anche questo il motivo per cui la radio resta così importante per lei dopo tanti anni. Perché è il luogo più puro dove allenare quello sguardo rapido, ironico e lucidissimo che da decenni rappresenta il suo marchio di fabbrica.

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          Radio

          “Mi sposo a giugno ma amo un altro uomo”: confessione choc a RDS, la storia che sembra uscita da una serie HBO

          Nella rubrica “Il piccolo sporco segreto” un ascoltatore racconta il suo dilemma sentimentale: matrimonio fissato e un sentimento inatteso che cambia tutto

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            A volte la radio supera la fiction, e questa volta lo fa senza sforzo. Durante “Tutti Pazzi per RDS”, il morning show condotto da Rossella Brescia, Baz e Ciccio Valenti, nella seguitissima rubrica “Il piccolo sporco segreto” arriva una confessione che lascia lo studio in silenzio. A parlare è un futuro sposo, con il matrimonio fissato per metà giugno, che racconta di essersi innamorato di un collega. Un uomo, per di più sposato e con due figli. “Questa è la prima volta che mi innamoro di un uomo… Abbiamo solo scambiato parole”, dice, mettendo subito in chiaro che non si tratta di una storia consumata, ma di un sentimento che lo ha travolto.

            Tra amore, dubbi e paura di perdere tutto

            Il punto non è solo la scoperta di un’emozione nuova, ma il momento in cui arriva. “Io non so cosa fare… spero che sia un’infatuazione, me lo auguro, vorrei tornare alla mia vita di prima. Io amo la mia futura moglie”, confessa. È qui che la storia prende una piega più complessa: non c’è una scelta netta, non c’è un tradimento dichiarato, ma una crepa improvvisa in un equilibrio che sembrava solido. Da una parte un matrimonio imminente, dall’altra un sentimento inatteso che mette tutto in discussione.

            Quando la realtà sembra una serie tv

            Il racconto ha tutti gli ingredienti di una sceneggiatura perfetta: tensione, conflitto, identità, segreti. Non a caso, tra gli ascoltatori qualcuno ha già parlato di trama degna di HBO. Ma al netto dell’ironia, resta una storia reale, con tutte le sue complicazioni e le sue zone grigie. Nessuna risposta facile, nessuna morale pronta. Solo una domanda sospesa, che vale più di mille consigli: cosa fare quando la vita cambia direzione proprio mentre pensavi di aver già deciso tutto?

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              Radio

              Andrea Pezzi filosofeggia da Gazzoli, gelo in studio: Sant’Agostino, Capotondi e quel “tanta roba” che spiazza

              Andrea Pezzi chiude l’intervista citando Sant’Agostino e lascia Gianluca Gazzoli senza parole. Poi chiarisce il rapporto con Cristiana Capotondi: niente ritorno di fiamma, ma un legame che resiste

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                Andrea Pezzi arriva al podcast Passa dal Bsmt e riesce nell’impresa non proprio scontata di trasformare una chiacchierata in un piccolo caso virale. Il motivo? Un finale che mescola filosofia alta e reazioni decisamente più… terrestri. Da una parte lui, che cita Sant’Agostino. Dall’altra Gianluca Gazzoli, che prova a tenere il passo ma finisce per consegnare al pubblico una risposta destinata a circolare sui social.

                La citazione di Sant’Agostino e il momento surreale
                In chiusura di intervista, Pezzi tira fuori una riflessione tratta da Le confessioni di Sant’Agostino: “la capacità di pulire il vetro per fare entrare la luce dell’intelligenza”. Una frase densa, quasi solenne, che cala improvvisamente nello studio del podcast. Gazzoli lo guarda spaesato, come chi cerca di agganciare un pensiero che viaggia su un’altra frequenza, e liquida tutto con un disarmante: “Tanta roba, raga”. Il contrasto è immediato, e proprio per questo funziona.

                Il rapporto con Cristiana Capotondi: niente ritorni
                Ma oltre al siparietto, Pezzi torna anche su un tema che ciclicamente riemerge: il rapporto con Cristiana Capotondi. E qui, niente ambiguità. “Non stiamo insieme da 4 anni, ma abbiamo condiviso la vita per 15 anni e siamo ancora grandi amici”. Parole che mettono fine, almeno per ora, alle voci su un possibile ritorno di fiamma. Un legame che resta forte, ma su un piano diverso.

                Tra filosofia e realtà: due linguaggi a confronto
                L’intervista diventa così un piccolo spaccato di due mondi che si incrociano senza davvero toccarsi. Da una parte il linguaggio riflessivo, quasi meditativo di Pezzi. Dall’altra quello più immediato e pop di Gazzoli. Il risultato è un momento sospeso, a metà tra profondità e leggerezza, che proprio per questo cattura.

                E mentre il pubblico si divide tra chi apprezza la citazione e chi si riconosce nella reazione ironica, una cosa è certa: anche stavolta Andrea Pezzi è riuscito a far parlare di sé.

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