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Bellezza

Gli 8 errori beauty che invecchiano la pelle in spiaggia (e che quasi tutti continuano a fare ogni estate)

Applicare male la crema solare, dimenticare alcune zone del corpo o esporsi nelle ore sbagliate: sono abitudini diffuse che, estate dopo estate, accelerano l’invecchiamento cutaneo.

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    L’abbronzatura resta uno dei simboli dell’estate, ma ottenere un colorito dorato senza danneggiare la pelle è tutt’altro che scontato. Ogni anno milioni di persone ripetono gli stessi gesti convinte di proteggersi a sufficienza, quando in realtà stanno favorendo disidratazione, comparsa di macchie, perdita di elasticità e invecchiamento precoce. Bastano poche attenzioni per evitare errori che, oltre a compromettere il risultato estetico, possono mettere a rischio la salute della pelle.

    La crema solare non basta se viene usata nel modo sbagliato

    L’errore più comune è pensare che una sola applicazione al mattino sia sufficiente. In realtà la protezione solare va rinnovata almeno ogni due ore e sempre dopo il bagno, anche quando il prodotto è resistente all’acqua.

    Molti utilizzano inoltre una quantità troppo ridotta di crema. Per essere davvero efficace, il filtro deve coprire uniformemente tutta la superficie esposta. C’è poi chi sceglie un SPF troppo basso per abbronzarsi più in fretta: una convinzione sbagliata, perché la pelle si colora comunque, ma con una protezione adeguata subisce molti meno danni.

    Un altro errore frequente è dimenticare alcune aree particolarmente delicate come orecchie, collo, décolleté, dorso delle mani, piedi e cuoio capelluto nelle persone con capelli radi o riga ben visibile.

    Attenzione a profumi, make-up e capelli

    Spruzzare il profumo prima di andare in spiaggia è un’abitudine da evitare. Alcune fragranze possono favorire la comparsa di macchie cutanee quando vengono esposte ai raggi solari.

    Anche il make-up pesante non è il miglior alleato dell’estate: con caldo, sudore e salsedine la pelle respira meno e aumenta il rischio di irritazioni. Meglio scegliere prodotti leggeri con protezione solare integrata.

    Spesso ci si concentra soltanto sulla pelle dimenticando i capelli. Sole, vento e sale possono renderli secchi, opachi e fragili. Uno spray con filtri UV o un olio protettivo aiutano a limitare i danni, soprattutto se si hanno capelli colorati o trattati.

    Il doposole è parte della protezione, non un optional

    Molti pensano che il doposole serva soltanto a lenire eventuali scottature. In realtà rappresenta il completamento dell’esposizione: restituisce idratazione, aiuta la pelle a recuperare e contribuisce a mantenere più a lungo l’abbronzatura.

    Infine, c’è l’errore forse più difficile da correggere: restare al sole nelle ore centrali della giornata. Tra tarda mattinata e primo pomeriggio i raggi ultravioletti raggiungono la massima intensità e aumentano il rischio di eritemi, fotoinvecchiamento e danni cutanei.

    Prendersi cura della pelle in estate non significa rinunciare all’abbronzatura, ma imparare a viverla con maggiore consapevolezza. Piccole abitudini quotidiane possono fare la differenza non solo a settembre, ma anche negli anni successivi.

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      Bellezza

      Il ritorno dei toni freddi nel maquillage estivo 2026: la guida al cool-toned makeup per uno sguardo magnetico e una pelle luminosa

      Mentre le temperature salgono, la cosmesi punta sull’effetto rinfrescante delle tonalità fredde. Mauve, grigio taupe e rosa polvere prendono il posto dei caldi dorati, ridefinendo il concetto di bellezza della stagione grazie a una palette minimalista ed estremamente chic

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        L’estate 2026 segna una svolta inaspettata nel mondo della cosmetica. Dopo anni di dominio incontrastato dell’effetto sun-kissed, caratterizzato da terre abbronzanti dorate, illuminanti caldi e toni pescati, la nuova stagione sposta l’asse verso una bellezza più minimale, rigorosa ed eterea. Il cool-toned makeup è il trend che sta riscrivendo l’estate 2026, imponendosi sulle passerelle di moda e nei feed dei social media come l’alternativa sofisticata al classico trucco estivo.

        La palette fredda che rivoluziona il maquillage dell’estate

        A caratterizzare questa tendenza è l’impiego esclusivo di tonalità a sottotono freddo. Le sfumature del bronzo e del rame cedono il passo ai grigi taupe, ai rosa polvere, al color malva e alle declinazioni del lilla.

        L’obiettivo principale del look non è più simulare un’abbronzatura intensa, bensì valorizzare l’incarnato naturale attraverso contrasti delicati e toni desaturati. Sugli occhi, le ombreggiature fredde creano una profondità magnetica senza appesantire lo sguardo, mentre sugli zigomi il blush si tinge di sfumature fredde capaci di restituire un’immediata sensazione di freschezza al viso.

        Come ricreare il perfetto look cool-toned sulla pelle

        L’esecuzione del cool-toned makeup richiede una preparazione accurata dell’incartato. La base deve presentarsi leggera e luminosa, prediligendo prodotti idratanti e dal finish naturale rispetto alle formule opache e coprenti.

        Per la zona oculare, gli ombretti opachi nei toni del tortora e del malva vengono sfumati delicatamente verso l’esterno per allungare l’occhio, spesso abbinati a un punto luce argentato nell’angolo interno. Le labbra completano l’insieme con rossetti o lip gloss nei toni del rosa freddo, del prugna desaturato o del nude a base grigia, delineati da matite contorno labbra rigorosamente prive di componenti calde.

        Versatilità e adattabilità ad ogni tipo di incarnato

        Contrariamente a quanto si possa pensare, il trucco dai toni freddi non è riservato esclusivamente alle carnagioni chiarissime o nordiche. La vera forza del cool-toned makeup risiede nella sua grande versatilità.

        Calibrando l’intensità dei pigmenti, queste sfumature valorizzano straordinariamente anche le pelli dorate o scure, creando un contrasto cromatico ad alto impatto visivo. Eliminando gli eccessi di terra e i toni aranciati, questo trend offre una risposta elegante al caldo estivo, regalando un aspetto curato, moderno e senza tempo.

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          Bellezza

          Acido azelaico: il segreto insospettabile della skincare che surclassa i principi attivi più famosi

          Nel vasto universo degli esfolianti e degli attivi anti-età, c’è un ingrediente che sta silenziosamente scalando le classifiche di gradimento degli esperti di biocosmesi. L’acido azelaico, una molecola dermo-affine prodotta naturalmente anche da un lievito presente sulla nostra pelle, si sta rivelando il Santo Graal per chi non tollera gli acidi più aggressivi. Capace di esfoliare con delicatezza, spegnere le infiammazioni e uniformare l’incarnato, è l’alleato trasversale che si adatta a ogni tipo di pelle.

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          Acido azelaico: il segreto insospettabile della skincare che surclassa i principi attivi più famosi

            Che cos’è l’acido azelaico?

            A dispetto del nome che potrebbe spaventare i non addetti ai lavori, l’acido azelaico non ha nulla a che vedere con i peeling chimici che lasciano il viso arrossato o desquamato. Si tratta di un acido dicarbossilico saturo che in natura si trova nei cereali come l’orzo, il grano e la segale, ma che viene riprodotto in laboratorio per garantirne la massima stabilità e purezza all’interno dei cosmetici.

            La sua particolarità biologica risiede nella sua selettività: a differenza di altri acidi esfolianti (come gli AHA o i BHA), l’acido azelaico agisce in modo mirato solo dove la pelle presenta un’anomalia. Non altera il pH della pelle sana e, soprattutto, non è fotosensibilizzante, il che lo rende utilizzabile in totale sicurezza anche durante la stagione estiva sotto la protezione solare.

            I tre superpoteri: perché la tua pelle ne ha bisogno

            L’introduzione di questo attivo nella routine quotidiana risponde a tre grandi esigenze dermatologiche:

            1. Killer dell’acne e dei punti neri

            L’acido azelaico possiede spiccate proprietà antibatteriche e comedolitiche. Penetra nei pori e riduce drasticamente la proliferazione del Cutibacterium acnes, il batterio responsabile delle eruzioni cutanee. Inoltre, normalizza la cheratinizzazione, impedendo alle cellule morte di accumularsi e ostruire i pori, prevenendo così la formazione di nuovi punti neri.

            2. L’idolo delle pelli con rosacea e couperose

            Chi soffre di arrossamenti cronici o sensibilità capillare sa che la maggior parte degli esfolianti è vietata. L’acido azelaico inverte questa rotta: grazie alla sua potente azione antinfiammatoria, riduce la produzione di molecole pro-infiammatorie, lenendo i rossori tipici della rosacea e calmando la pelle reattiva.

            3. Il cancelliere delle macchie (Iperpigmentazione)

            Che si tratti di melasma, di macchie solari o delle fastidiose macchie scure lasciate dai vecchi brufoli (iperpigmentazione post-infiammatoria), questa molecola interviene bloccando la tirosinasi, l’enzima chiave nella produzione di melanina. Il risultato? Schiarisce le discromie esistenti e uniforma il tono del viso senza sbiancare la pelle circostante.

            Come integrarlo nella corretta sequenza di skincare

            Nelle formule cosmetiche da banco (quindi senza ricetta medica), l’acido azelaico si trova generalmente in concentrazioni che variano dal 5% al 10%, sotto forma di sieri leggeri, gel o emulsioni cremose.

            Per massimizzare i benefici, va applicato dopo la detersione e il tonico, ma prima delle creme idratanti più corpose o degli oli. Trattandosi di un ingrediente estremamente stabile, può essere tranquillamente stratificato con l’acido ialuronico, la niacinamide e persino con il retinolo (di cui mitiga gli effetti irritanti). Il segreto del successo, come sempre nel beauty, è la costanza: i primi risultati visibili sulla grana della pelle e sulla luminosità si avvertono dopo circa 4-6 settimane di utilizzo regolare.

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              Bellezza

              Nicole Kidman, che cosa è successo al suo volto? Il vero problema è Hollywood, che pretende donne eternamente ventenni

              A 59 anni Nicole Kidman dovrebbe poter mostrare rughe e segni del tempo. Invece ogni apparizione propone un volto sempre più levigato e distante da quello conosciuto dal pubblico. Ma accusare soltanto lei significa ignorare la pressione esercitata sulle donne da Hollywood.

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                Che cosa è successo al volto di Nicole Kidman? È la domanda che torna puntualmente sui social ogni volta che l’attrice appare su una copertina, sfila sul red carpet o pubblica una nuova fotografia. Lineamenti levigati, pelle apparentemente priva di rughe, zigomi evidenti e un’espressione che, in alcune immagini, sembra distante dal viso che il pubblico ha conosciuto nei suoi film.

                Attribuire con certezza questi cambiamenti a lifting, filler o altri interventi sarebbe scorretto: Nicole Kidman non ha confermato di essersi sottoposta recentemente a procedure specifiche e una fotografia non consente alcuna diagnosi. Trucco, illuminazione, posa, postproduzione e filtri possono modificare radicalmente un volto prima ancora che l’immagine raggiunga una rivista o Instagram.

                Il punto, però, resta. A 59 anni una delle attrici più importanti del cinema sembra ancora costretta a essere presentata come una donna di trenta. E quando il tentativo di cancellare il tempo diventa troppo evidente, lo spettatore non vede più Nicole Kidman: vede l’artificio costruito intorno a lei.

                Nicole Kidman e quel volto sempre più levigato

                La nuova intervista concessa a British Vogue racconta una donna che sta provando a reinventarsi dopo la separazione da Keith Urban. Kidman parla della propria vita, del passato con Tom Cruise, delle figlie e della voglia di tornare a divertirsi. Ha persino raccontato di andare a ballare nei locali usando parrucca e occhiali per non essere riconosciuta. The Guardian

                Eppure, davanti a un racconto così personale, l’attenzione finisce nuovamente sul suo aspetto. Le immagini patinate la mostrano come una creatura quasi senza età, ma l’effetto rischia di produrre il risultato opposto: invece di valorizzarla, alimenta domande, confronti impietosi e ipotesi sugli interventi estetici.

                Non è la prima volta. Anche dopo gli Oscar 2026 molti utenti avevano commentato la trasformazione del suo volto, mentre altri la difendevano ricordando che i cambiamenti fisici sono normali e che nessuno dovrebbe essere sottoposto a un esame pubblico permanente.

                Hollywood non permette alle donne di invecchiare

                Il problema non è che Nicole Kidman voglia sentirsi bella o più giovane. È il sistema che le ha insegnato che invecchiare sotto gli occhi del pubblico rappresenta quasi una colpa professionale. Agli uomini vengono concesse rughe, capelli grigi, pancetta e occhiaie: diventano “affascinanti”, “autorevoli” o “intensi”. Alle donne viene chiesto di restare identiche a quando avevano venticinque anni.

                Se mostrano i segni del tempo, sono accusate di essersi lasciate andare. Se li cancellano, diventano “irriconoscibili”. Se ricorrono alla medicina estetica, vengono derise; se non lo fanno, rischiano di perdere ruoli e copertine. È una trappola dalla quale sembra impossibile uscire.

                Kidman continua a interpretare protagoniste sensuali, potenti e complesse e con Babygirl ha contribuito a riportare al centro del cinema il desiderio di una donna matura. Proprio per questo sarebbe importante poterla vedere com’è oggi, senza l’obbligo di trasformarla nella copia levigata della ragazza di Giorni di tuono.

                Le rughe non cancellano la bellezza

                La responsabilità non ricade soltanto sulle attrici. Fotografi, riviste, case di moda, produttori e piattaforme social alimentano un modello nel quale la pelle vera sembra essere diventata un difetto da correggere. Ogni poro viene cancellato, ogni linea attenuata, ogni fotografia spinta verso una perfezione che non appartiene a nessun essere umano.

                Nicole Kidman è una donna di 59 anni. Può avere rughe, stanchezza, cambiamenti del corpo e un volto diverso da quello mostrato trent’anni fa. Non sarebbe una sconfitta, ma il naturale risultato di una vita vissuta e di una carriera straordinaria.

                La domanda, allora, non dovrebbe essere soltanto «che cosa è successo a Nicole Kidman?». Dovremmo chiederci che cosa è successo a Hollywood, se persino una donna bellissima, celebre e vincitrice dell’Oscar sente ancora il bisogno — o subisce la necessità — di apparire come se il tempo non fosse mai passato.

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