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Kylie Jenner vuole rifarsi ancora il seno e spiazza tutti con la confessione: «Voglio che le mie tette entrino nella stanza prima di me»
L’imprenditrice 29enne pensa a nuove protesi «più grandi e appariscenti» e confessa di parlarne praticamente ogni giorno. Poi svela un’altra idea: «Voglio diamanti che pendano dal mio ombelico».
Kylie Jenner ha le idee piuttosto chiare sul suo prossimo ritocchino. La star di The Kardashians vuole aumentare ancora il seno e questa volta non sembra particolarmente interessata all’effetto naturale. Anzi. «Li voglio davvero più grandi», ha confessato durante il podcast Better Half With Stas and Vic. E per evitare qualsiasi possibilità di equivoco ha aggiunto: «Voglio che le mie tette entrino nella stanza prima di me».
La 29enne fondatrice di Kylie Cosmetics ne ha parlato con le amiche e conduttrici Anastasia Karanikolaou e Victoria Villarroel, che evidentemente conoscono bene il progetto. A sentir loro, infatti, Kylie parla di aumentare nuovamente la taglia del seno «da un anno».
«Ha, tipo, un’ossessione per le tette grandi», ha scherzato Karanikolaou. Immediata la risposta di Jenner: «Amo le tette».
Kylie Jenner e il nuovo intervento al seno: «Li voglio più grandi»
In realtà, il nuovo intervento avrebbe già dovuto avere una data. Kylie aveva pensato di sottoporsi all’operazione prima di festeggiare il suo 29esimo compleanno, ma il progetto è slittato e adesso potrebbe attendere addirittura i 30 anni.
Nel frattempo, però, ha trovato un altro modo per togliersi uno sfizio: farsi il piercing all’ombelico. E anche in questo caso la parola d’ordine sembra essere discrezione zero. «Voglio diamanti che pendano dal mio ombelico», ha raccontato. «Che pendano ovunque».
La passione di Kylie Jenner per la chirurgia estetica non è del resto un mistero, soprattutto dopo la sorprendente confessione fatta nel 2025, quando aveva deciso di raccontare pubblicamente persino i dettagli tecnici del suo precedente intervento al seno.
Le protesi da 445 cc e il nome del chirurgo
Tutto era partito da una domanda ricevuta su TikTok. Un’utente le aveva chiesto come avesse ottenuto un seno che considerava «perfetto e naturale» e Kylie, invece di dribblare l’argomento, aveva risposto fornendo praticamente la scheda dell’intervento.
«445 cc, profilo moderato, metà sotto il muscolo!!!!! Silicone!!!», aveva scritto nel giugno 2025, concludendo: «Spero sia utile, lol».
Secondo il Centre for Surgery di Londra, un impianto da 445 cc può corrispondere indicativamente a una coppa compresa tra D e DD, anche se il risultato dipende naturalmente dalle caratteristiche di partenza. Il profilo moderato scelto da Jenner punta invece a ottenere una proiezione più naturale.
Kylie aveva rivelato persino il nome del chirurgo che l’aveva operata, Garth Fisher. Una trasparenza che ha avuto conseguenze piuttosto prevedibili: secondo quanto raccontato dalla stessa Jenner, dopo quella confessione moltissime persone hanno cominciato a telefonare continuamente allo studio chiedendo informazioni sul suo intervento.
Kylie Jenner gestisce personalmente i suoi social
Durante il podcast è arrivata anche un’altra curiosità sulla vita della più giovane del clan Kardashian-Jenner. Nonostante un impero imprenditoriale e centinaia di milioni di follower, Kylie sostiene infatti di occuparsi personalmente dei suoi profili social.
«Sono solo io», ha spiegato. E non soltanto sul proprio account: Jenner ha raccontato di gestire anche le pagine Instagram di Kylie Cosmetics e del suo marchio di moda Khy. Prima di pubblicare qualcosa, inoltre, raramente chiede l’approvazione di altre persone.
Una mole di lavoro che, però, comincia a pesarle. Il prossimo anno vorrebbe quindi «affidare tutto» a qualcun altro e concedersi finalmente un po’ di relax. Prima, magari, ci saranno da sistemare quel piercing all’ombelico e soprattutto il progetto che continua a ripetere alle amiche da un anno: un seno nuovo, più grande e decisamente impossibile da non notare.
INSTAGRAM.COM/LACITYMAG
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Capelli bagnati o asciutti, quando è meglio pettinarli? L’errore che può rovinarli e il trucco per districare i nodi senza spezzarli
La scelta tra pettinare i capelli bagnati o asciutti dipende da diversi fattori, inclusa la texture dei capelli, lo stile desiderato e le preferenze personali. Vediamo i pro e i contro di entrambi.
Capelli bagnati o asciutti? Pettinare i capelli appena usciti dalla doccia oppure aspettare che siano completamente asciutti? È un gesto quotidiano che sembra innocuo, ma può fare una grande differenza per la salute della chioma. La scelta sbagliata, soprattutto quando si utilizzano spazzole inadatte o si tira troppo per eliminare i nodi, rischia di provocare rotture, indebolimento e doppie punte. La risposta, però, cambia a seconda del tipo di capello.
Il segreto sta nella struttura del fusto, formato da diversi strati, tra cui la cuticola esterna e la corteccia, responsabile di gran parte della resistenza e dell’elasticità. Quando i capelli assorbono acqua, si gonfiano e diventano più vulnerabili alla trazione. Per questo districarli da bagnati richiede particolare delicatezza.
Pettinare i capelli bagnati: vantaggi e rischi
Per chi ha capelli ricci, mossi o particolarmente folti, districare la chioma quando è umida può essere la soluzione migliore. L’applicazione di un balsamo aiuta il pettine a scorrere, riducendo l’attrito e facilitando l’eliminazione dei nodi senza compromettere la forma naturale dei ricci.
Il rischio nasce quando si utilizza troppa forza. I capelli bagnati sono generalmente più sensibili allo stiramento e possono spezzarsi se vengono tirati con una spazzola aggressiva. Meglio utilizzare un pettine a denti larghi, cominciando dalle punte e risalendo gradualmente verso le radici.
Pettinare i capelli asciutti: quando conviene
Per i capelli lisci o poco inclini ad annodarsi, pettinarli da asciutti può essere preferibile. Il fusto ha recuperato la propria resistenza e la spazzola permette di controllare meglio la piega, distribuire gli oli naturali e sistemare l’acconciatura.
Attenzione, però, ai capelli ricci: spazzolarli da asciutti può separare le ciocche, aumentare l’effetto crespo e provocare rotture, soprattutto quando sono molto aggrovigliati.
Il trucco per non spezzare i capelli
La regola più importante è non strappare mai i nodi. Prima dello shampoo, chi ha capelli lisci può districarli delicatamente da asciutti, mentre chi ha ricci stretti può trovare più efficace farlo durante il lavaggio, con il balsamo ancora in posa.
In entrambi i casi, scegliere lo strumento adatto e procedere dalle punte verso le radici aiuta a limitare i danni. Perché il vero nemico dei capelli non è soltanto l’acqua o la spazzola, ma soprattutto la forza con cui vengono pettinati.
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Acido azelaico: il segreto insospettabile della skincare che surclassa i principi attivi più famosi
Nel vasto universo degli esfolianti e degli attivi anti-età, c’è un ingrediente che sta silenziosamente scalando le classifiche di gradimento degli esperti di biocosmesi. L’acido azelaico, una molecola dermo-affine prodotta naturalmente anche da un lievito presente sulla nostra pelle, si sta rivelando il Santo Graal per chi non tollera gli acidi più aggressivi. Capace di esfoliare con delicatezza, spegnere le infiammazioni e uniformare l’incarnato, è l’alleato trasversale che si adatta a ogni tipo di pelle.
Che cos’è l’acido azelaico?
A dispetto del nome che potrebbe spaventare i non addetti ai lavori, l’acido azelaico non ha nulla a che vedere con i peeling chimici che lasciano il viso arrossato o desquamato. Si tratta di un acido dicarbossilico saturo che in natura si trova nei cereali come l’orzo, il grano e la segale, ma che viene riprodotto in laboratorio per garantirne la massima stabilità e purezza all’interno dei cosmetici.
La sua particolarità biologica risiede nella sua selettività: a differenza di altri acidi esfolianti (come gli AHA o i BHA), l’acido azelaico agisce in modo mirato solo dove la pelle presenta un’anomalia. Non altera il pH della pelle sana e, soprattutto, non è fotosensibilizzante, il che lo rende utilizzabile in totale sicurezza anche durante la stagione estiva sotto la protezione solare.
I tre superpoteri: perché la tua pelle ne ha bisogno
L’introduzione di questo attivo nella routine quotidiana risponde a tre grandi esigenze dermatologiche:
1. Killer dell’acne e dei punti neri
L’acido azelaico possiede spiccate proprietà antibatteriche e comedolitiche. Penetra nei pori e riduce drasticamente la proliferazione del Cutibacterium acnes, il batterio responsabile delle eruzioni cutanee. Inoltre, normalizza la cheratinizzazione, impedendo alle cellule morte di accumularsi e ostruire i pori, prevenendo così la formazione di nuovi punti neri.
2. L’idolo delle pelli con rosacea e couperose
Chi soffre di arrossamenti cronici o sensibilità capillare sa che la maggior parte degli esfolianti è vietata. L’acido azelaico inverte questa rotta: grazie alla sua potente azione antinfiammatoria, riduce la produzione di molecole pro-infiammatorie, lenendo i rossori tipici della rosacea e calmando la pelle reattiva.
3. Il cancelliere delle macchie (Iperpigmentazione)
Che si tratti di melasma, di macchie solari o delle fastidiose macchie scure lasciate dai vecchi brufoli (iperpigmentazione post-infiammatoria), questa molecola interviene bloccando la tirosinasi, l’enzima chiave nella produzione di melanina. Il risultato? Schiarisce le discromie esistenti e uniforma il tono del viso senza sbiancare la pelle circostante.
Come integrarlo nella corretta sequenza di skincare
Nelle formule cosmetiche da banco (quindi senza ricetta medica), l’acido azelaico si trova generalmente in concentrazioni che variano dal 5% al 10%, sotto forma di sieri leggeri, gel o emulsioni cremose.
Per massimizzare i benefici, va applicato dopo la detersione e il tonico, ma prima delle creme idratanti più corpose o degli oli. Trattandosi di un ingrediente estremamente stabile, può essere tranquillamente stratificato con l’acido ialuronico, la niacinamide e persino con il retinolo (di cui mitiga gli effetti irritanti). Il segreto del successo, come sempre nel beauty, è la costanza: i primi risultati visibili sulla grana della pelle e sulla luminosità si avvertono dopo circa 4-6 settimane di utilizzo regolare.
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Rituali d’autunno: i profumi, le creme e gli oli che accendono la pelle (e l’umore) a fine ottobre
Oli nutrienti, fragranze speziate, maschere vellutate e texture avvolgenti: l’autunno è il momento di rinnovare la cura del viso e del corpo, risvegliando i sensi dopo l’estate. Dalle note di ambra ai burri di karité, ecco come ritrovare morbidezza, luminosità e comfort prima dell’inverno.
Ottobre è il mese della pelle che cambia. Dopo il sole e il sale, l’epidermide ha bisogno di calma, nutrimento e nuovi gesti di piacere. È la stagione in cui la skincare smette di essere leggera e fresca e si fa più avvolgente, come una coperta di cashmere.
Il primo passo è la detersione, che deve essere dolce ma profonda. Gli esperti consigliano di sostituire i detergenti schiumogeni con oli o latti struccanti, capaci di sciogliere il make-up e lasciare la pelle elastica. Subito dopo, l’alleato numero uno è il tonico lenitivo: camomilla, rosa o acido ialuronico, per riequilibrare e preparare la pelle ai trattamenti successivi.
Poi arriva la parte più amata: il nutrimento. Le creme viso ricche o i sieri a base di vitamina E e ceramidi aiutano a ripristinare la barriera cutanea. Di notte, un booster di oli naturali — argan, jojoba o rosa mosqueta — regala compattezza e una luminosità discreta che resiste anche ai cieli grigi di fine ottobre.
Il corpo non va trascurato. Dopo la doccia, meglio sostituire la classica crema con un olio secco profumato: ambrato, legnoso, vanigliato. È un gesto sensuale, quasi meditativo, che lascia la pelle morbida e accende l’umore.
E poi c’è il profumo, l’accessorio invisibile che definisce la stagione. Le fragranze leggere dell’estate cedono il passo a note più calde e avvolgenti: patchouli, ambra, sandalo, cannella. Profumi che non gridano, ma restano sulla pelle come un ricordo. Chi ama sperimentare può optare per un mix gourmand, con accenti di miele, cacao o tabacco, perfetto per le giornate che si accorciano.
Infine, le labbra. Le prime vittime del freddo. Il consiglio è di tenerle sempre idratate con balsami nutrienti o scrub al miele e zucchero, piccoli rituali quotidiani che fanno la differenza.
Ottobre, in fondo, è il mese delle metamorfosi: la natura cambia colore e la pelle fa lo stesso. Ritrovare equilibrio, morbidezza e luce diventa un atto di bellezza — e di amore verso se stessi.
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