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Labbra screpolate addio! Guida completa per renderle morbide e protette

Le labbra screpolate in inverno sono un fastidio comune causato dal freddo, dal vento e dalla secchezza dell’aria. Ecco come proteggerle e curarle durante la stagione fredda.

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    Le labbra sono una delle zone del corpo più esposte agli agenti atmosferici, in particolare durante la stagione fredda. Il vento gelido, l’aria secca e gli sbalzi di temperatura possono causare screpolature, secchezza e fastidiose pellicine. Fortunatamente, con le giuste attenzioni e i prodotti adeguati, è possibile mantenere le labbra morbide e idratate anche durante l’inverno.

    Le basse temperature e l’umidità ridotta dell’aria invernale possono trasformare le nostre labbra in un vero e proprio campo di battaglia. La pelle delle labbra, infatti, è particolarmente delicata e priva di ghiandole sebacee, il che la rende più suscettibile alla disidratazione.

    Perché le labbra si screpolano in inverno?

    • Vento e freddo: L’azione meccanica del vento e le basse temperature tendono a seccare le labbra, rimuovendo il loro strato protettivo naturale.
    • Aria secca: Gli ambienti riscaldati, se non umidificati, assorbono l’umidità dalle labbra, peggiorando la situazione.
    • Leccarsi le labbra: Questo gesto, seppur istintivo, peggiora la situazione, poiché la saliva contiene enzimi che possono irritare ulteriormente la pelle delle labbra.

    Come prevenire e trattare le labbra screpolate:

    • Idratazione costante: Applicare un balsamo labbra protettivo e idratante più volte al giorno, anche sopra il rossetto. Scegli prodotti a base di burro di karitè, cera d’api, aloe vera o vitamina E.
    • Protezione: Prima di uscire, applica uno strato di balsamo labbra con SPF per proteggere le labbra dai raggi UV.
    • Esfoliazione delicata: Una volta a settimana, esfolia delicatamente le labbra con uno scrub naturale a base di zucchero di canna e miele per rimuovere le cellule morte.
    • Evita leccarti le labbra: Ricorda che leccarti le labbra peggiora la situazione, quindi cerca di resistere alla tentazione.
    • Bevi molta acqua: Mantenere il corpo idratato dall’interno aiuta anche a idratare le labbra.

    Rimedi naturali:

    • Miele: Ha proprietà idratanti e lenitive, ideale per creare un maschera labbra fai da te.
    • Aloe vera: Lenisce le irritazioni e favorisce la rigenerazione della pelle.
    • Olio di cocco: Nutre in profondità e crea una barriera protettiva.

    Quando consultare il medico:

    Se le screpolature sono profonde e persistenti, se compaiono vesciche o se noti un’infezione, è consigliabile consultare il tuo dermatologo. Prendersi cura delle labbra in inverno è fondamentale per evitare fastidi e mantenere un aspetto sano e curato. Con pochi semplici accorgimenti e i prodotti giusti, potrai sfoggiare labbra morbide e protette tutto l’anno.

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      Il grande ritorno del blush “Sun-Kissed”: come replicare l’effetto baciati dal sole

      C’è stato un tempo in cui, per ottenere quel colorito sano e leggermente arrossato tipico delle vacanze, ci si esponeva imprudentemente al sole. Nell’estate 2026, la consapevolezza dermatologica ha cambiato le regole del gioco: l’effetto “Sun-Kissed” (baciato dal sole) si ottiene rigorosamente con il make-up. Protagonista assoluto è il blush, applicato non più solo sugli zigomi, ma nei punti strategici dove il sole picchia naturalmente. Scopriamo la tecnica del posizionamento a “W” e le formule di ultima generazione per un risultato iper-naturale.

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      Il grande ritorno del blush “Sun-Kissed”: come replicare l'effetto baciati dal sole

        La metamorfosi del fard: oltre lo zigonto

        Dimenticate le linee nette, i chiaroscuri polverosi e le scolpiture drammatiche che hanno dominato lo scorso decennio. Il trend del momento celebra la freschezza, la salute e una radiosità quasi infantile. Il blush effetto Sun-Kissed non serve a correggere i volumi del viso, ma a infondere vitalità.

        L’ispirazione estetica affonda le radici nei primi anni Duemila, ma viene riscritta con formule e posizionamenti inediti. La tendenza non si limita a mimare il rossore, ma ricrea quella precisa texture di pelle calda, rimpolpata e leggermente “scottata” (ma senza il danno cellulare causato dall’eritema solare), tipica di un pomeriggio trascorso in barca o in riva al mare.

        La tecnica della “W”: dove e come applicarlo

        Per ottenere un effetto realistico e sfatare il rischio di sembrare semplicemente accaldati, i make-up artist utilizzano la tecnica geometrica della W.

        Il movimento parte dall’esterno dello zigomo destro, scende verso il pomello della guancia, risale sfiorando il ponte del naso (il punto cruciale per l’effetto sun-kissed), ridiscende sulla guancia sinistra e sfuma verso la tempia. Il segreto per non appesantire il viso è la stratificazione: pochissimo prodotto alla volta, sfumato con i polpastrelli o con un pennello a setole ampie e morbide per evitare macchie di colore.

        Un tocco extra? Un velo leggerissimo di prodotto rimasto sul pennello va picchiettato sul centro del mento e attaccato all’attaccatura della fronte, per uniformare la finta esposizione solare.

        Questione di texture: il trionfo delle formule ibride

        La vera verifica dei fatti per l’estate 2026 riguarda la scelta del prodotto. Le vecchie polveri opache sono bandite: con le temperature che superano i 35 gradi, rischierebbero di segnare le linee d’espressione o di impastarsi con il sudore.

        Il mercato della cosmetica risponde con formule ibride tra skincare e make-up:

        • Blush liquidi e in siero: Ricchi di acido ialuronico e idratanti, si fondono con la pelle regalando un effetto trasparente “seconda pelle” (watercolor effect).
        • Stick in crema-gel: Facili da riapplicare anche on-the-go, contengono oli leggeri non comedogenici che riflettono la luce in modo naturale, senza l’uso di glitter artificiali.

        Le tonalità perfette su cui puntare variano in base al sottotono: i rosa freddi e i fragola per le pelli più chiare, i toni del pesca, dell’albicocca e del corallo per le pelli medie e calde, fino ai bordeaux e ai prugna profondi per le pelli scure. Il risultato è un viso radioso, fresco e, soprattutto, protetto dallo spettro dell’invecchiamento precoce.

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          Trucco waterproof al mare o in piscina: barriera impenetrabile o trappola per la pelle?

          Con l’arrivo dell’estate e delle temperature record, il make-up waterproof diventa il protagonista assoluto delle nostre beauty bag. Ma la dicitura “resistente all’acqua” basta a garantire la tenuta senza stressare l’epidermide? Dietro l’effetto long-lasting si nasconde una chimica complessa basata su polimeri e siliconi che, se da un lato respingono l’umidità, dall’altro possono irritare gli occhi e le pelli più sensibili. Una guida pratica per truccarsi in spiaggia (e struccarsi) in totale sicurezza.

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          Trucco waterproof al mare o in piscina: barriera impenetrabile o trappola per la pelle?

            La chimica del waterproof: come fa il trucco a non sciogliersi?

            Il segreto del make-up waterproof non sta nei pigmenti di colore, ma nei veicoli e nei leganti utilizzati nella formula. A differenza dei trucchi tradizionali, che sono formulati su base acquosa o con emulsioni leggere, i prodotti resistenti all’acqua sfruttano la tecnologia dei polimeri idrofobici (agenti che respingono l’acqua) combinati con siliconi volatili, cere sintetiche e resine.

            Quando applichiamo un mascara o un fondotinta waterproof, la parte volatile evapora rapidamente, lasciando sulla pelle o sulle ciglia una pellicola plastica e flessibile estremamente sottile. Questa barriera impedisce meccanicamente all’acqua del mare, al cloro della piscina e persino al sudore di intaccare il pigmento. Il trucco, quindi, funziona davvero, ma ha un costo biologico per i tessuti cutanei.

            I rischi per la pelle sensibile: l’effetto occlusivo

            Se per una pelle normale il make-up a lunga tenuta è tollerabile, per chi soffre di pelle sensibile, reattiva o a tendenza acneica, il waterproof può rivelarsi un’arma a doppio taglio.

            La stessa pellicola che respinge l’acqua dall’esterno, infatti, agisce come un “tappo” dall’interno, riducendo la naturale traspirazione cutanea. Sotto il sole a 35 gradi, questo effetto occlusivo intrappola sebo, sudore e batteri all’interno dei pori, aumentando il rischio di:

            • Flogosi e arrossamenti caldi.
            • Sfogo da calore (miliaria) e imperfezioni.
            • Dermatiti da contatto, spesso causate dai solventi forti necessari per mantenere la formula liquida nel tubetto.

            Negli occhi, l’uso continuativo di mascara waterproof può ostruire le ghiandole di Meibomio (responsabili della lubrificazione oculare), portando a secchezza cronica, irritazioni o fastidiosi orzaioli.

            Le soluzioni e la guida d’uso per pelli delicate

            Evitare l’effetto “panda” senza infiammare il viso è possibile, seguendo tre regole fondamentali validate dagli esperti:

            1. Scegliere la dicitura “Water-Resistant” invece di “Waterproof”

            Non sono sinonimi. I prodotti water-resistant offrono una resistenza moderata (ideale per il sudore o un bagno veloce) e usano formule meno occlusive e più facili da rimuovere rispetto ai veri e propri waterproof, risultando decisamente più gentili sulla pelle sensibile.

            2. Creare una base barriera

            Prima di applicare qualsiasi trucco in spiaggia, stendete uno strato generoso di crema solare protettiva specifica per il viso (meglio se con filtri fisici o minerali come l’ossido di zinco, naturalmente lenitivi). Questa base farà da cuscinetto, impedendo ai polimeri del trucco di entrare a diretto contatto con lo strato corneo sensibile.

            3. Lo struccaggio per affinità (La regola d’oro)

            Il vero danno alla pelle sensibile non avviene sotto il sole, ma la sera in bagno. Strofinare gli occhi e il viso con un normale gel detergente o con le salviette struccanti per rimuovere il waterproof è il modo più rapido per distruggere i capillari e infiammare la pelle.

            I polimeri idrofobici si sciolgono solo per affinità, ovvero con il grasso. È tassativo utilizzare un detergente oleoso o un burro struccante, seguiti da un risciacquo delicato (la cosiddetta doppia detersione). L’olio scioglierà il trucco come per magia, senza bisogno di sfregare, preservando l’integrità della barriera cutanea.

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              Caschetto Giapponese, il taglio minimal che sta conquistando la Primavera 2026: preciso, lucido e super chic

              Direttamente dalle passerelle Primavera/Estate 2026 arriva il Japanese Bob, il caschetto geometrico e ultra ordinato che promette di diventare il taglio simbolo della bella stagione. Perfetto sui capelli lisci, valorizza lineamenti e collo con un’eleganza essenziale.

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                Minimalista, lucidissimo e apparentemente semplicissimo. Eppure il nuovo taglio capelli che sta dominando la Primavera/Estate 2026 è tutto tranne che banale. Si chiama Japanese Bob, oppure più semplicemente Caschetto Giapponese, ed è il look che sta facendo impazzire passerelle, hairstylist e social.

                L’ispirazione arriva chiaramente dall’estetica orientale: linee pulite, precisione quasi geometrica e nessun eccesso. Dimenticate il bob spettinato, vaporoso o volutamente messy che ha dominato negli ultimi anni. Qui la parola chiave è controllo.

                Il Japanese Bob sfiora appena il mento, ha rigorosamente la riga centrale e presenta punte dritte leggermente rivolte verso l’interno. Il risultato finale deve apparire lucido, setoso e quasi architettonico, come se ogni ciocca fosse stata posizionata con il righello.

                Perché il caschetto giapponese piace così tanto

                Il successo del Japanese Bob nasce proprio dalla sua eleganza essenziale. In un momento in cui moda e beauty stanno tornando verso silhouette più pulite e raffinate, questo caschetto sembra incarnare perfettamente il nuovo gusto contemporaneo.

                A differenza del classico bob francese, più morbido e voluminoso, il caschetto giapponese punta tutto sulla precisione. Non deve esserci movimento casuale, né volume eccessivo. Ogni dettaglio contribuisce a creare un effetto sofisticato ma estremamente moderno.

                Il taglio si presta particolarmente bene ai visi ovali e a chi desidera valorizzare la geometria del volto, magari bilanciando una fronte ampia o mettendo in evidenza zigomi e mascella. Anche il collo diventa protagonista, perché resta completamente scoperto, contribuendo a dare al look un’eleganza molto femminile.

                Più complicato, invece, l’effetto sui visi già molto rotondi, che potrebbero essere ulteriormente ammorbiditi dalla piega interna del caschetto.

                Il taglio perfetto per capelli lisci e lucidissimi

                Il Japanese Bob dà il meglio di sé sui capelli lisci. L’effetto finale deve essere impeccabile, senza crespo, senza sbavature e soprattutto senza doppie punte visibili. Proprio per questo richiede una manutenzione piuttosto costante.

                Piastra, spray disciplinanti e prodotti lucidanti diventano quasi indispensabili per mantenere quella silhouette netta e compatta che rende il taglio così riconoscibile. Chi ha capelli mossi o ricci può comunque reinterpretarlo in chiave più personale, magari aggiungendo volume o texture, ma l’anima originale del Japanese Bob resta rigorosamente sleek.

                Naturalmente non esistono regole assolute nell’hairstyling. Ed è proprio qui che entrano in gioco ciuffi, mini frange e dettagli personalizzati, capaci di trasformare completamente il risultato finale e adattare il taglio a ogni volto.

                Una cosa però sembra già certa: il caschetto giapponese è destinato a diventare uno dei look più richiesti nei saloni nei prossimi mesi.

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