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Benessere

Menti al bivio: la tecnologia digitale modella il nostro pensiero

Nel corso degli ultimi due decenni, la tecnologia digitale ha trasformato radicalmente il nostro modo di vivere, lavorare e comunicare. Con l’avvento di Internet, dei social media, e dei dispositivi digitali, siamo entrati in un’era di connettività senza precedenti. Tutto questo impatta sulla nostra salute mentale.

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    Il problema parte dai social media
    L’influenza dei social media, dei videogiochi e dei dispositivi digitali non è limitata a semplici cambiamenti comportamentali, ma tocca profondamente la struttura e il funzionamento della mente umana. I social media, con il loro continuo flusso di aggiornamenti e notifiche, hanno alterato il modo in cui percepiamo le relazioni e l’autostima, mentre i videogiochi e le applicazioni digitali hanno modificato le nostre abitudini di intrattenimento e concentrazione.

    Le notifiche costanti e la disponibilità di informazioni in tempo reale hanno introdotto nuovi modelli di interazione che influenzano non solo i nostri comportamenti, ma anche la nostra psicologia e fisiologia.

    I social media, in particolare, sono diventati una parte integrante della vita quotidiana per miliardi di persone in tutto il mondo, fornendo una piattaforma per esprimere se stessi, connettersi con gli altri e accedere a una quantità illimitata di contenuti. Tuttavia, l’uso eccessivo di queste piattaforme è stato associato a un aumento dei sintomi di ansia, depressione e solitudine.

    Parallelamente, i videogiochi e altre forme di intrattenimento digitale hanno creato nuovi modi per sfuggire alla realtà, ma hanno anche dato origine a preoccupazioni riguardo alla dipendenza, alla diminuzione della capacità di attenzione e agli effetti negativi sullo sviluppo sociale dei giovani.

    Esaminare l’impatto della tecnologia sulla mente richiede una comprensione sfumata e multidisciplinare che include psicologia, neuroscienze, e sociologia. Questo articolo esplorerà come i social media, i giochi digitali e i dispositivi influenzano la nostra salute mentale, analizzando sia le implicazioni positive che negative di questa interazione sempre più intima tra uomo e macchina. Scopriremo in che modo questi strumenti tecnologici stanno modellando le nostre menti e discuteremo le strategie per mitigare i loro effetti negativi, promuovendo un uso più sano e consapevole delle tecnologie digitali.

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      Benessere

      Addio al baloon belly: come sgonfiare la pancia una volta per tutte!

      È un’esperienza che molti di noi hanno affrontato almeno una volta nella vita. È come trovarsi le onde tumultuose della digestione che ci portano avanti e indietro tra sensazioni di pienezza e disagio. I rimedi e le strategie da adottare per gestire le cause nascoste dietro questo comune fastidio.

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        La sensazione di avere la pancia gonfia è un disagio, un fastidio che può manifestarsi in varie forme, da una leggera sensazione di pienezza ad un gonfiore visibile e sgradevole. Mentre può sembrare un inconveniente semplice e temporaneo, la pancia gonfia può avere un impatto significativo sulla qualità della vita e sul benessere generale di un individuo.

        I fattori dietetici, stile di vita, condizioni mediche
        La sensazione di avere la pancia gonfia è un problema e può essere causato da una varietà di fattori, tra cui alimentazione errata, stile di vita, abitudini, o condizioni mediche trascurate.

        Le possibili cause della pancia gonfia
        Consumare cibi ricchi di sodio, grassi saturi, zuccheri raffinati e carboidrati può causare ritenzione idrica e gas intestinale, contribuendo alla sensazione di gonfiore addominale.

        Mangiare troppo velocemente, parlare mentre si mangia o masticare chewingum possono far assumere aria durante il pasto, provocando gonfiore.

        L’intolleranza al lattosio, al glutine o ad altri alimenti può causare gonfiore, crampi addominali e disturbi digestivi. Lo stress il sistema digestivo vanno a braccetto, causando problemi come la sindrome dell’intestino irritabile e la formazione di gas nell’intestino.

        Saltare i pasti, mangiare troppo velocemente o consumare grandi quantità di bevande gassate possono causare gonfiore addominale.

        Ma come fare per tollerare questa sensazione?
        Tieni d’occhio quello che mangi, annotando gli alimenti che consumi e che possono causare gonfiore e eliminarli dalla dieta. Masticare lentamente il cibo può ridurre l’assunzione di aria e migliorare la digestione. Ridurre il consumo di broccoli, cavoli, fagioli e bibite gassate, può aiutare a ridurre il gonfiore.

        L’esercizio fisico per la pancia
        L’attività fisica regolare può favorire la regolarità intestinale e ridurre il gonfiore addominale. Le tecniche di gestione dello stress come lo yoga, meditazione e respirazione profonda può migliorare la salute digestiva e ridurre il gonfiore.

        Ma se c’è dolore?
        Bere acqua, tè alle erbe, mangiare ananas, zenzero, menta e cetriolo possono anche aiutare a ridurre il gonfiore addominale. Ma se il gonfiore addominale è persistente o associato ad altri sintomi come dolore, cambiamenti nelle abitudini intestinali o perdita di peso involontaria, è importante consultare un medico per valutare e trattare la causa sottostante.

        Seguire una dieta equilibrata, praticare buone abitudini alimentari, gestire lo stress e mantenere uno stile di vita sano può aiutare a ridurre il gonfiore e migliorare la salute digestiva sia negli uomini che nelle donne. Se il problema persiste, consultare un medico per una valutazione e un trattamento adeguato.

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          Dormire bene è il nuovo anti-age: i segreti del sonno rigenerante che migliora corpo e mente

          Sette ore di sonno non sono un capriccio ma una terapia naturale. Durante la notte, il corpo si rigenera e la pelle ringrazia.

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          Dormire bene

            Altro che creme miracolose o integratori costosi: la vera rivoluzione anti-age comincia nel letto. Dormire tra le sette e le otto ore per notte non è solo riposo, è una terapia rigenerante. Durante il sonno profondo, il corpo rilascia ormoni della crescita e melatonina, che stimolano il rinnovamento cellulare e riducono i processi infiammatori. È in quelle ore silenziose che il cervello “fa le pulizie”, eliminando tossine e consolidando i ricordi.

            Luci, schermi e cena leggera

            Per dormire bene non basta spegnere la luce: serve preparazione. Gli esperti parlano di “igiene del sonno”, una routine che aiuta il corpo a entrare nel ritmo giusto. La prima regola è limitare la luce blu di smartphone e computer almeno un’ora prima di andare a letto, perché inibisce la produzione di melatonina. Meglio optare per letture leggere o musica rilassante. Anche la temperatura della stanza incide: l’ideale è tra i 18 e i 20 gradi.
            La cena? Leggera, con cibi che favoriscono il rilascio di serotonina come riso, lattuga e banana. Da evitare, invece, alcol e pasti pesanti, che disturbano le fasi del sonno profondo.

            L’effetto bellezza del riposo

            Il legame tra sonno e bellezza è più forte di quanto sembri. Durante il riposo, la pelle produce collagene, l’elasticità migliora e il colorito appare più luminoso. Un sonno interrotto, invece, aumenta i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, favorendo infiammazioni e invecchiamento precoce. Anche la mente ringrazia: dormire bene riduce ansia e irritabilità, migliora concentrazione e memoria.
            Dormire, in fondo, è il più accessibile dei trattamenti anti-age. Nessuna spesa, nessuna controindicazione. Solo il piacere di chiudere gli occhi e lasciarsi rigenerare dal tempo più prezioso che abbiamo: quello che dedichiamo a noi stessi.

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              Cocktail proteici: vera energia o solo effetto placebo?

              Bevande colorate, shaker e promesse di muscoli tonici: i cocktail proteici sono ormai protagonisti nelle palestre e nei social. Ma funzionano davvero o il loro successo è frutto di suggestione e marketing?

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              Cocktail proteici

                Un fenomeno in crescita tra fitness e lifestyle

                Negli ultimi anni, i cocktail proteici sono diventati un simbolo del benessere moderno. Consumati dopo l’allenamento o come sostitutivi del pasto, promettono di favorire il recupero muscolare, aumentare la massa magra e migliorare le prestazioni sportive. A promuoverli non sono più solo atleti e bodybuilder, ma anche influencer e appassionati di fitness, che li presentano come una soluzione facile per mantenersi in forma.

                Secondo un rapporto pubblicato da Euromonitor International, il mercato globale delle proteine in polvere ha superato i 20 miliardi di dollari nel 2024, trainato da un pubblico sempre più attento alla nutrizione funzionale. Ma dietro il successo commerciale, gli esperti invitano alla cautela: non sempre ciò che è venduto come “super efficiente” ha basi scientifiche solide.

                Cosa contengono davvero i cocktail proteici

                Queste bevande, spesso a base di siero del latte (whey), caseina, soia o pisello, forniscono una dose concentrata di proteine facilmente assimilabili. Ogni porzione ne contiene mediamente dai 20 ai 30 grammi, quantità simile a quella presente in una bistecca o in due uova.

                Le proteine sono essenziali per la crescita e la riparazione dei tessuti muscolari, ma anche per la produzione di enzimi e ormoni. Tuttavia, come sottolineano i nutrizionisti, la maggior parte delle persone che segue un’alimentazione equilibrata assume già abbastanza proteine attraverso i cibi.

                “Solo chi pratica attività fisica intensa o ha un fabbisogno aumentato può trarne reale beneficio”, spiega la dottoressa Chiara Ricci, biologa nutrizionista e docente di scienze dell’alimentazione. “Ma per chi fa sport in modo amatoriale, un pasto completo post-allenamento è spesso sufficiente per coprire il fabbisogno proteico.”

                L’effetto placebo del “drink della performance”

                Parte del successo dei cocktail proteici potrebbe derivare dall’effetto placebo. Numerosi studi di psicologia dello sport mostrano che l’aspettativa di miglioramento può influire davvero sulle prestazioni fisiche.

                Un esperimento pubblicato sul Journal of Strength and Conditioning Research ha rivelato che atleti convinti di assumere una bevanda proteica (ma che in realtà conteneva solo carboidrati) avevano percepito meno fatica e ottenuto risultati migliori. “L’effetto placebo agisce attraverso la motivazione e la percezione dello sforzo”, chiarisce la dottoressa Ricci. “Quando crediamo che qualcosa ci farà rendere di più, il cervello attiva circuiti di ricompensa che migliorano la performance.”

                Questo non significa che le proteine non servano, ma che spesso la loro efficacia è sopravvalutata rispetto all’effetto psicologico e al contesto generale dello stile di vita.

                Quando servono davvero

                Le proteine in polvere possono essere utili in alcuni casi specifici:

                • atleti agonisti con fabbisogni elevati;
                • persone anziane, che tendono a perdere massa muscolare (sarcopenia);
                • vegetariani e vegani, che possono avere difficoltà a coprire il fabbisogno proteico solo con gli alimenti.

                Tuttavia, è importante non eccedere. Un consumo eccessivo di proteine può sovraccaricare i reni e il fegato, oltre a favorire la disidratazione. La World Health Organization raccomanda un apporto giornaliero di circa 0,8 grammi di proteine per chilo di peso corporeo per gli adulti sedentari, che può salire a 1,2–1,7 grammi per chi pratica sport intensi.

                Attenzione a zuccheri e additivi nascosti

                Molti prodotti commerciali contengono dolcificanti artificiali, aromi, coloranti e zuccheri aggiunti. “Bisogna leggere bene le etichette: alcune bevande contengono più zucchero che proteine”, avverte la nutrizionista. È quindi fondamentale scegliere prodotti di qualità, preferibilmente con certificazioni di purezza e senza additivi superflui.

                I cocktail proteici non sono una truffa, ma neppure una bacchetta magica. Possono essere un supporto pratico per chi ha esigenze specifiche, ma non sostituiscono una dieta varia, il riposo e un allenamento regolare.

                La vera forza, come spesso accade, sta nell’equilibrio: le proteine in polvere possono essere utili, ma la loro efficacia dipende da come, quando e perché vengono utilizzate. E se il drink dopo la palestra ci fa sentire più forti, forse è anche merito della mente — non solo del misurino.

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