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Benessere

“Nuovi alimenti”: i cibi mai assaggiati da nessuno prima!

Come fa un alimento o un ingrediente che non è mai stato consumato da nessuna popolazione al mondo, ad arrivare sulla nostra tavola? Ecco i cibi privi di storia di consumo.

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    Quali sono i nuovi cibi?
    I “nuovi alimenti”, o novel food, sono quelli che non sono mai stati consumati in un particolare parte de mondo prima di una data specifica che deve essere autorizzata, prima che l’alimento arrivi sulle nostre tavole. In pratica: cibi mai assaggiati da nessuno prima!

    Inoltre…
    I nuovi alimenti, visti in scala mondiale includono sostanze chimiche pure, alimenti geneticamente modificati, animali clonati, alimenti integrali nuovi per una particolare regione del mondo e alimenti trasformati mediante una nuova tecnologia. La garanzia della sicurezza e della qualità nutrizionale dell’approvvigionamento alimentare sono le ragioni principali per la regolamentazione dei nuovi alimenti.

    Chi autorizza se un cibo può essere mangiato?

    L’Autorità europea per la sicurezza alimentare è responsabile della valutazione scientifica dei rischi alimentari a livello europeo, compresa la valutazione dei nuovi alimenti. Quindi, in Italia, l’EFSA svolge un ruolo chiave nella valutazione della sicurezza alimentare, fornisce pareri sui rischi alimentari, soprattutto sugli ingredienti innovativi.

    Chi autorizza l’ingresso dei nuovi cibi nei supermercati?
    In Italia, l’autorizzazione per la commercializzazione di alimenti è gestita dal ministero della Salute che stabilisce le normative e i requisiti che gli alimenti devono soddisfare per essere considerati sicuri e idonei al consumo umano. Una volta che il ministero della Salute e le autorità competenti hanno valutato il nuovo alimento e ne hanno confermato la sicurezza, possono rilasciare l’autorizzazione per la sua commercializzazione sul mercato italiano.

    L’iter di chi propone un nuovo alimento
    Le aziende alimentari che desiderano introdurre nuovi alimenti devono presentare una vasta documentazione che dimostri la sicurezza del loro prodotto. In nuce, l’autorizzazione per il consumo di nuovi alimenti è un processo rigoroso guidato da autorità normative per garantire la sicurezza e la qualità degli alimenti che arrivano sulle nostre tavole.

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      Benessere

      Stare in forma: occhio a calcolare per bene le calorie negli alimenti!

      Scopri come vengono determinate le calorie negli alimenti e perché è importante considerare sia la quantità che la qualità degli alimenti per mantenere un peso sano e una buona salute generale. Impara a bilanciare l’apporto calorico in base alle tue esigenze individuali.

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        Facciamo chiarezza!
        Come sui bugiardini dei farmaci, calorie e kcalorie sulle etichette nutrizionali ci presentano il prodotto, ma vediamoci chiaro!  Sono le due unità di misura dell’energia, ma è soprattutto la kilocaloria che viene utilizzata quando si parla di alimenti preconfezionati.

        Ma come funzionano
        Per determinare il contenuto calorico degli alimenti, i laboratori utilizzano metodi di combustione per misurare il calore rilasciato, consentendo così di quantificare l’energia contenuta in un alimento in termini di calorie o kilocalorie, comunemente indicate come kcal sulle etichette dei prodotti confezionati.

        Sono uguali per maschi e femmine?
        È importante tenere presente che l’utilizzo delle calorie varia da persona a persona a seconda di fattori come metabolismo, età, sesso, livello di attività fisica e composizione corporea. Le kilocalorie sono spesso utilizzate nei laboratori di scienza alimentare poiché rappresentano quantità energetiche più significative rispetto alle singole calorie.

        Vince sempre la quantità
        Mantenere un equilibrio tra l’assunzione e il consumo di calorie è fondamentale per la gestione del peso e la salute generale. Le esigenze caloriche sono individuali e non esiste un’unica quantità di calorie adatta a tutti. Concentrarsi sulla qualità degli alimenti e bilanciare le porzioni può contribuire a garantire un apporto calorico adeguato senza eccedere.

        Equilibrio
        Pertanto, oltre a considerare le calorie, è essenziale prestare attenzione alla qualità degli alimenti per mantenere un equilibrio per una buona salute a lungo termine. Assicurati di scegliere alimenti nutrienti e bilanciare l’apporto calorico in base alle tue esigenze individuali e al tuo stile di vita.

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          Astaxantina: l’antiossidante più potente al mondo che rivoluziona la skincare

          Più efficace della vitamina C, della E e del coenzima Q10, l’astaxantina è il nuovo ingrediente superstar della cosmetica antiage. Deriva da microalghe e crostacei ed è capace di proteggere la pelle dai radicali liberi e dallo stress ossidativo.

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          Astaxantina

            Il nuovo alleato della bellezza

            Dopo anni in cui vitamina C, vitamina E e coenzima Q10 hanno dominato la scena della cosmetica antiage, oggi il mondo della skincare ha trovato una nuova stella: l’astaxantina. Di origine naturale e dal colore rosso-aranciato, questo potente antiossidante sta conquistando ricercatori, dermatologi e appassionati di bellezza grazie alla sua efficacia senza precedenti contro i radicali liberi.

            Definita in diversi studi “l’antiossidante più potente conosciuto”, l’astaxantina sarebbe 6.000 volte più efficace della vitamina C, 800 volte più del coenzima Q10 e 500 volte più della vitamina E nel neutralizzare le molecole instabili responsabili dell’invecchiamento cellulare.

            Cosa sono i radicali liberi e perché fanno invecchiare la pelle

            I radicali liberi sono molecole instabili che, quando prodotte in eccesso, danneggiano DNA, proteine e lipidi delle cellule. Questo processo, chiamato stress ossidativo, è uno dei principali responsabili dell’invecchiamento cutaneo e delle patologie degenerative.

            A livello estetico, l’eccesso di radicali liberi si manifesta con rughe, perdita di tono, macchie e colorito spento, poiché danneggia il collagene e riduce l’elasticità della pelle.

            La produzione di radicali liberi aumenta per colpa di fattori esterni come inquinamento, fumo, raggi UV, stress e dieta squilibrata, ma anche per motivi fisiologici legati all’età.

            Ecco perché, per contrastarne gli effetti, è fondamentale assumere o applicare antiossidanti, capaci di neutralizzare le molecole ossidanti e ripristinare l’equilibrio cellulare.

            Cos’è l’astaxantina e dove si trova

            L’astaxantina è un carotenoide naturale prodotto da alcune microalghe (come Haematococcus pluvialis), da lieviti e da batteri. È la sostanza che dona il tipico colore rosato al salmone, ai crostacei e ai fenicotteri, che la assumono tramite l’alimentazione.

            Oggi viene estratta principalmente da fonti naturali e utilizzata sia negli integratori nutraceutici sia nei prodotti cosmetici. Numerose ricerche pubblicate su riviste scientifiche come Nutrients e Carotenoid Science hanno confermato che l’astaxantina ha una potente azione antiossidante, antinfiammatoria e fotoprotettiva, utile non solo per la pelle ma anche per la salute cardiovascolare e cerebrale.

            I benefici per la pelle

            L’astaxantina agisce su più fronti:

            • Protegge il collagene dai danni ossidativi, contribuendo a mantenere la pelle elastica e tonica.
            • Riduce la formazione di rughe e macchie legate al foto-invecchiamento.
            • Migliora l’idratazione cutanea, favorendo una barriera epidermica più sana.
            • Contrasta l’infiammazione e aiuta la pelle a ripararsi dallo stress ambientale.

            Studi clinici hanno dimostrato che l’assunzione di astaxantina, anche per via orale, migliora visibilmente l’aspetto della pelle in 6-8 settimane, con un incremento di elasticità e luminosità.

            In cosmetica, viene spesso abbinata a vitamina C e acido ialuronico, creando una sinergia capace di potenziare i risultati antiage e antiossidanti.

            Astaxantina e altri antiossidanti: una squadra contro il tempo

            La ricerca dermatologica distingue gli antiossidanti in tre categorie:

            • Preventivi, come i polifenoli del tè verde e il resveratrolo, che impediscono la formazione dei radicali liberi.
            • Scavenger, come il coenzima Q10, che li catturano e li eliminano.
            • Chain breaker, come le vitamine C ed E, che interrompono le reazioni a catena dell’ossidazione.

            L’astaxantina, per potenza e versatilità, appartiene a tutte e tre le categorie. Agisce sia in prevenzione che in riparazione, rendendola un ingrediente chiave nelle formule di ultima generazione per la skincare antiage e il well ageing.

            Come introdurla nella routine quotidiana

            Per ottenere il massimo dei benefici, gli esperti consigliano di integrare l’astaxantina dall’interno e dall’esterno:

            • con integratori naturali (in media da 4 a 8 mg al giorno, secondo i dosaggi approvati dagli enti regolatori);
            • con sieri o creme specifiche contenenti astaxantina pura o associata ad altri attivi antiossidanti.

            L’efficacia aumenta se abbinata a protezione solare quotidiana, dieta ricca di frutta e verdura e uno stile di vita equilibrato.

            Il futuro della bellezza è rosso

            Dalla ricerca scientifica ai laboratori di cosmetica, l’astaxantina si prepara a diventare il nuovo punto di riferimento per chi cerca una pelle giovane, luminosa e protetta. Non una moda passeggera, ma una scoperta che coniuga biotecnologia e natura.

            Come sottolineano gli esperti, la sua forza sta nella capacità unica di proteggere le cellule dallo stress ossidativo e di sostenere il benessere globale dell’organismo.
            Una promessa di longevità cutanea che, questa volta, ha solide basi scientifiche.

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              Camomilla, il rimedio gentile: cosa c’è di vero sugli effetti calmanti e protettivi

              Dalla tradizione popolare alla ricerca scientifica: perché una semplice tisana è ancora oggi tra le più consumate contro stress e disturbi lievi.

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              Camomilla, il rimedio gentile: cosa c’è di vero sugli effetti calmanti e protettivi

                Calda, profumata e rassicurante: la tisana di camomilla è uno dei rimedi naturali più diffusi al mondo. Usata da secoli per favorire il rilassamento e il sonno, oggi è al centro di studi scientifici che ne analizzano benefici e limiti. Ma cosa fa davvero la camomilla? E fino a che punto può aiutare contro ansia e disturbi comuni?

                Cos’è la camomilla e perché viene usata

                La camomilla più utilizzata a scopo alimentare è la Matricaria chamomilla (o Chamomilla recutita), una pianta ricca di flavonoidi, oli essenziali e composti bioattivi come l’apigenina. È proprio questa sostanza a essere studiata per i suoi effetti calmanti sul sistema nervoso centrale.

                Tradizionalmente, la camomilla viene impiegata sotto forma di infuso per alleviare tensioni, favorire la digestione e conciliare il riposo serale. La sua diffusione è tale da essere considerata, in molte culture, una bevanda “di base” del benessere domestico.

                Effetti calmanti e ansia: cosa dice la scienza

                Diversi studi clinici indicano che la camomilla può avere un effetto ansiolitico lieve, utile soprattutto nei casi di stress moderato o insonnia occasionale. L’apigenina si lega a specifici recettori cerebrali coinvolti nei meccanismi del rilassamento, con un’azione simile — ma molto più blanda — a quella di alcuni farmaci sedativi.

                Per questo motivo, la tisana di camomilla è spesso consigliata come supporto naturale nelle routine serali, senza provocare dipendenza né alterazioni cognitive. Va però chiarito che non sostituisce terapie farmacologiche nei disturbi d’ansia clinicamente diagnosticati.

                Un aiuto per digestione e infiammazione

                Oltre agli effetti sul sistema nervoso, la camomilla è nota per le sue proprietà antispasmodiche e digestive. Può contribuire ad alleviare gonfiore, crampi intestinali e lievi disturbi gastrici. Non a caso, viene spesso suggerita dopo i pasti o in caso di tensioni addominali legate allo stress.

                Alcuni composti della pianta presentano anche un’azione antinfiammatoria e antiossidante, che ha acceso l’interesse della ricerca sul possibile ruolo preventivo nei confronti di disturbi infiammatori lievi.

                Prevenzione delle malattie: attenzione alle semplificazioni

                Spesso alla camomilla vengono attribuite proprietà preventive molto ampie. La realtà è più prudente: consumata regolarmente, all’interno di uno stile di vita sano, può contribuire al benessere generale, ma non esistono prove che prevenga malattie gravi. I benefici osservati riguardano soprattutto il supporto a funzioni fisiologiche come il sonno, la digestione e la risposta allo stress.

                Quando evitarla e a cosa fare attenzione

                La camomilla è generalmente sicura, ma può causare reazioni allergiche in soggetti sensibili alle piante della famiglia delle Asteracee. Inoltre, un consumo eccessivo o l’assunzione in concomitanza con alcuni farmaci sedativi dovrebbe essere valutata con il medico.

                In conclusione, la tisana di camomilla resta un rimedio semplice ma efficace per ritagliarsi un momento di calma. Non è una soluzione universale, ma un piccolo gesto quotidiano che, senza promesse miracolose, continua a dimostrare il suo valore nel prendersi cura di sé.

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