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Beauty

Natale 2025-2026: il make-up delle feste si fa creativo, luminoso e senza regole

Le passerelle e i backstage delle sfilate rivelano le tendenze trucco per le feste: da incarnato “vetrina” e labbra metallizzate a occhi grunge e guance “bambola”. Il make-up natalizio di quest’anno miscela eleganza, audacia e un pizzico di nostalgia.

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Natale 2025-2026: il make-up delle feste

    Con l’approssimarsi delle feste, il mondo beauty si prepara a un boom di make-up festaiolo, creativo e ricco di personalità. Per le stagioni autunno/inverno 2025-2026, le tendenze viste sulle passerelle e nei backstage combinano glamour, nostalgia e spirito contemporaneo: chi ama osare troverà idee audaci, chi preferisce un trucco discreto potrà giocare su dettagli raffinati. Ecco i trend principali — e come interpretarli.

    Incarnato luminoso e “piel de perla”

    Al centro della scena c’è la pelle: luminosa, idratata, levigata. Il trend del momento — definito “fairy skin” dagli esperti — punta su highlighter con finish iridescente, in grado di donare un bagliore delicato, quasi etereo, senza effetti glitter vistosi.

    Il segreto? Tonalità perlacee o leggermente metallizzate con sottotoni freddi (blu, verde chiaro, madreperla), applicate su zone strategiche: zigomi, arco di Cupido, dorso del naso. Il risultato è una pelle “glassy” e sofisticata, perfetta per serate eleganti o cene delle feste.

    Guance da bambola e tocchi rosa

    Un’altra suggestione forte per questo inverno è il blush deciso, giocoso come in un trucco “baby-doll”: guance luminose e rosa, come se il freddo avesse sfiorato il viso. Nelle sfilate F/W 2025-2026 blush fucsia e rosa persiano sono stati scelti per dare un tocco tenero e un po’ surreale ai look.

    Per chi vuole osare, un tocco di colore su zigomi e tempie offre un’aria viva e fresca; alternativa: sfumare con cura per un effetto più delicato e naturale, abbinato a occhi e labbra soft.

    Occhi intensi: dallo smoky grunge al glitter elegante

    Per i look serali, il “smoky eye” resta un classico: la stagione 2025-2026 lo propone in versioni accentuate e un po’ grunge, con contorni sfumati e finish vellutati. Le sfilate di marchi come Hodakova, Blumarine e Coperni hanno riportato ombretti scuri su palpebra e rima inferiore, per un effetto drammatico ma portabile.

    Allo stesso tempo, le tendenze beauty suggeriscono di alleggerire il trucco occhi quando viso e labbra sono intensi: eyeliner sottile, ciglia definite ma non troppo invade — per mantenere equilibrio e modernità.

    Labbra: dal metallo ghiacciato al cacao vellutato

    Le labbra tornano protagoniste con due filoni distinti ma ugualmente affascinanti. Il primo: il revival delle lipstick metallizzate e “frosted” degli anni ’90-2000. Lucidità fredda, finish quasi “ghiacciato”, perfetto per serate festive e look fotografici sotto le luci soffuse.

    Se invece preferisci qualcosa di più sofisticato e contemporaneo, la tendenza “mocha lips” conquista terreno: rossetti e gloss in tonalità cioccolato, cacao o marrone caldi, spesso abbinati a make-up occhi soft e pelle “vibrante”.

    Scintille sì, ma con eleganza: shimmer e accenti iridescenti

    Per chi ama il glamour, non mancano opzioni luminose: shimmer delicati su occhi e zigomi, pigmenti iridescenti che giocano con la luce, e finish perlati piuttosto che glitterati. Il risultato è raffinato e moderno, perfetto per feste, cene e serate natalizie.

    Chi desidera spingere sull’effetto “wow” può aggiungere un tocco di eyeliner metallico oppure un ombretto perlaceo nella parte interna dell’occhio — il classico punto luce che ravviva lo sguardo senza eccedere.

    Make-up personalizzato: mix di stili e libertà creativa

    Una delle caratteristiche più interessanti di queste tendenze è la grande flessibilità: nulla è imposto, tutto è suggerito. Si possono mixare elementi minimal (pelle luminosa + labbra nude) oppure abbracciare look più audaci (occhi smokey + labbra metallizzate). L’importante è mantenere equilibrio e coerenza con il proprio stile.

    In più, la sensibilità contemporanea alla sostenibilità e all’uso consapevole del make-up privilegia prodotti con formule più delicate, texture leggere e finish naturali. Il risultato: beautyLooks che valorizzano la persona senza diventare una maschera.

    Quale look scegliere per le tue feste

    • Cena in famiglia o pranzo natalizio: incarnato luminoso, guance rosa soft, labbra neutre o leggermente lucide.
    • Serata elegante o festa di Capodanno: smoky eyes smudged o eyeliner grafico, labbra metallizzate o mocha, volantini shimmer.
    • Look da giorno invernale: pelle curata e radiosa, blush delicato, gloss chiaro sulle labbra e occhi naturali.

    In definitiva, il make-up Natale 2025-2026 è un invito a sperimentare: tra tonalità calde, finish freddi, texture morbide e tocchi sorprendenti, l’importante sarà sentirsi a proprio agio, libere di esprimere un lato più creativo e scintillante di sé — senza mai perdere eleganza.

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      Quando la gelosia diventa una trappola cieca e violenta: come riconoscere l’ossessione e a chi rivolgersi prima che sia troppo tardi

      La tragedia della morte di Federico Venco riaccende i riflettori sui rischi delle relazioni tossiche. Esistono strutture specializzate e percorsi di sostegno per chi avverte di perdere il controllo sui propri sentimenti.

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      Quando la gelosia diventa una trappola cieca e violenta: come riconoscere l'ossessione e a chi rivolgersi prima che sia troppo tardi

        La drammatica vicenda che ha portato all’uccisione di Federico Venco ha riaperto con violenza il dibattito sulle conseguenze estreme della gelosia ossessiva. Quando l’insicurezza e la paura dell’abbandono degenerano in un desiderio irrazionale di possesso, il confine tra sofferenza emotiva e impulso violento rischia di assottigliarsi pericolosamente. Riconoscere che le proprie emozioni stanno travalicando i limiti del rispetto reciproco rappresenta il primo e più difficile passo per spezzare una catena di pensieri che può condurre a esiti irreversibili.

        I campanelli d’allarme dell’ossessione e la perdita di controllo

        La gelosia non è un indice d’amore, ma una risposta ansiosa che nei casi più gravi assume i connotati di una vera e propria patologia. Gli psicologi e gli esperti di dinamiche relazionali spiegano che «quando il pensiero verso il partner diventa fisso, pervasivo e sordo a qualsiasi rassicurazione razionale, ci si trova di fronte a uno stato d’alterazione che richiede un intervento esterno immediato». Controllare costantemente gli spostamenti altrui, cedere a scatti d’ira incontrollabili, provare rancore cieco o fantasticare su ritorsioni fisiche sono segnali d’allarme vertiginosi che indicano una marcata perdita di lucidità emotiva.

        A chi chiedere aiuto: i centri dedicati agli uomini e i servizi territoriali

        Nessuno è costretto ad affrontare da solo una spirale d’ansia e rabbia. Su tutto il territorio nazionale sono attivi i Centri di Ascolto per Uomini Maltrattanti (CAM) e i servizi dedicati alla gestione della violenza relazionale. Si tratta di strutture pubbliche e del terzo settore dove équipe di psicologi, psicoterapeuti ed educatori offrono spazi d’ascolto riservati, non giudicanti e completamente gratuiti. Rivolgersi a questi centri permette di intraprendere percorsi individuali o di gruppo pensati per decostruire l’impulsività, elaborare il rifiuto e apprendere modalità sane di gestione dello stress emotivo.

        Contatti d’emergenza e l’importanza della prevenzione tempestiva

        Per chi avverte un’urgenza immediata o teme di compiere azioni irrazionali, esistono canali d’accesso rapido e riservato. È possibile contattare i Consultori Familiari delle ASL locali, i servizi di salute mentale (CSM) oppure comporre i numeri d’emergenza nazionali come il 112 per situazioni di crisi acuta. Gli operatori del settore ricordano con forza che «chiedere aiuto tempestivamente non è un segno di debolezza, ma un gesto di profonda responsabilità verso se stessi e verso gli altri». Interrompere la spirale del possesso prima che si trasformi in violenza è possibile, a patto di affidarsi con fiducia a professionisti preparati.

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          Paura di volare e attacchi di panico ad alta quota: cos’è davvero l’aerofobia e come prepararsi al meglio prima di salire a bordo

          Il timore dell’aereo colpisce più di due italiani su dieci e può trasformarsi in un ostacolo insormontabile. Dalla comprensione dei sintomi fisici alle tecniche di respirazione, le strategie degli esperti per sconfiggere l’ansia da decollo.

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          Paura di volare e attacchi di panico ad alta quota: cos’è davvero l’aerofobia e come prepararsi al meglio prima di salire a bordo

            La prospettiva di salire su un aereo e staccare l’ombra da terra genera in molte persone una sottile inquietudine, ma quando questo timore sfocia in un blocco paralizzante ci si trova di fronte all’aerofobia, nota anche come aviofobia. Non si tratta di semplice apprensione, bensì di una fobia specifica che manifesta una risposta ansiosa sproporzionata rispetto al rischio reale. Secondo indagini recenti del settore, più del 50% dei viaggiatori dichiara di provare uno stato d’ansia prima o durante il volo, mentre circa il 10% della popolazione rinuncia del tutto agli spostamenti aerei. Il disturbo si presenta spesso settimane prima della partenza tramite la cosiddetta ansia anticipatoria, accompagnata da manifestazioni fisiche quali sudorazione fredda, tachicardia, sensazione di soffocamento e pensieri catastrofici legati alla perdita di controllo del velivolo.

            Le cause profonde del blocco: tra controllo negato e disinformazione

            L’origine dell’aerofobia risiede raramente nel mezzo di trasporto in sé, intrecciandosi piuttosto con altre manifestazioni ansiose preesistenti, quali la claustrofobia o la paura delle altezze. La dottoressa Fiorenza Perris, in un recente approfondimento clinico sul tema, chiarisce che «coloro che soffrono di claustrofobia possono, per esempio, sperimentare una sensazione di forte ansia legata alla combinazione del trovarsi in alta quota e in uno spazio ristretto».

            A questo elemento psicologico si aggiunge l’illusione del controllo: a differenza dell’automobile, dove l’individuo percepisce di poter agire direttamente sul tragitto, in aereo il passeggero deve affidarsi completamente all’equipaggio. Molti timori derivano anche da una scarsa conoscenza delle dinamiche del volo, dove rumori di routine o normali turbolenze vengono erroneamente interpretati come segnali d’allarme imminente.

            Preparare il corpo e la mente nei giorni antecedenti alla partenza

            Affrontare l’aerofobia richiede una preparazione strutturata che inizia ben prima del giorno dell’imbarco. Gli psicologi suggeriscono di contrastare l’ansia attraverso la corretta informazione scientifica: i dati redatti dall’Associazione Internazionale del Trasporto Aereo (IATA) confermano costantemente come l’aereo sia lo strumento di spostamento statisticamente più sicuro al mondo, con tassi di rischio infinitamente inferiori rispetto alla circolazione stradale.

            Nei giorni precedenti al viaggio è consigliabile familiarizzare con i suoni e le fasi del decollo visionando materiale informativo e praticando tecniche di rilassamento progressivo o di respirazione diaframmatica. Evitare l’assunzione massiccia di caffeina o stimolanti nelle 24 ore prima del volo rappresenta un ulteriore passo fondamentale per non alterare la frequenza cardiaca e prevenire lo scatenarsi di uno stato di allerta ingiustificato.

            Le strategie di gestione in cabina per mantenere la calma a bordo

            Una volta varco il gate e arrivati alla propria poltrona, la gestione immediata del disagio si sposta sulla regolazione dell’attenzione. È molto utile informare subito il personale di bordo del proprio stato emotivo: le hostess e gli steward ricevono un addestramento specifico per rassicurare i passeggeri ansiosi e monitorare il loro benessere durante la traversata.

            Durante le fasi di decollo o in presenza di turbolenze, gli esperti consigliano di evitare di fissare i segnali luminosi o le reazioni degli altri passeggeri, concentrandosi invece su stimoli distraenti a forte impatto visivo o auditivo, come la visione di un film, l’ascolto di musica a basso volume o la lettura. Focalizzare il pensiero sull’obiettivo finale del viaggio e sul piacere della destinazione aiuta la corteccia cerebrale razionale a riprendere il sopravvento sulla risposta emotiva della paura.

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              Beauty

              Le sopracciglia skinny sono tornate davvero: non ci crede chi si rivede con le arcate sottili che stanno conquistando tutte le star

              Il trend pop che ha segnato un’epoca torna a far discutere esperti di estetica e appassionati di moda. Dalle passerelle all’influenza dei social, ecco la nuova vita di uno stile audace che richiede cura e attenzione.

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              Le sopracciglia skinny sono tornate davvero: non ci crede chi si rivede con le arcate sottili che stanno conquistando tutte le star

                Se c’era una tendenza estetica che molti consideravano confinata per sempre nel passato, era proprio quella delle sopracciglia ultra-sottili. Eppure, il ciclo della moda non smette mai di sorprendere e la tendenza skinny anni Novanta è riemersa con forza tra le star di Hollywood e sui feed delle principali piattaforme social. Chi pensava che le arcate folte e naturali avessero conquistato definitivamente la scena si trova oggi di fronte a una vera e propria rivoluzione stilistica: un ritorno al tratto definito, minimale e geometrico che ha caratterizzato un’intera generazione di icone pop.

                Le origini di un mito beauty e il ritornare in auge sui social

                Nate come simbolo di eleganza d’altri tempi nel cinema muto e rifiorite negli anni Novanta grazie a star della musica e della moda, le sopracciglia sottili hanno rappresentato per un decennio un punto di riferimento estetico irrinunciabile. Il loro recente ritorno non è un semplice caso di nostalgia, ma il risultato di un preciso cambio di estetica guidato dalla generazione Z su canali come TikTok. I make-up artist di fama internazionale spiegano che «la versione contemporanea della sopracciglia skinny non è una mera copia del passato, ma una rivisitazione più consapevole e studiata sul viso dell’individuo, capace di allungare visivamente lo sguardo e valorizzare gli zigomi».

                La tecnica moderna: sfumature e linee modellate senza eccessi

                A differenza dei decenni passati, in cui l’uso sconsiderato della pinzetta provocava spesso depilazioni radicali e danni irreversibili ai follicoli piliferi, oggi l’approccio alla forma sottile è molto più cauto e professionale. Gli estetisti consigliano di non procedere mai con lo svuotamento drastico dell’arcata in modo autonomo a casa. Per ottenere l’effetto skinny senza compromettere la ricrescita futura, i truccatori suggeriscono infatti di utilizzare tecniche di camouflage con il correttore oppure di affidarsi alla pettinatura verso l’esterno e all’uso di matite dalla punta ultra-fine per definire i contorni senza strappare i peli naturali.

                A chi dona l’arcata sottile e quali precauzioni adottare

                Nonostante la grande popolarità, l’arcata sottile non rappresenta una soluzione universale per ogni tipologia di volto. I visagisti sottolineano l’importanza di analizzare la forma degli occhi e le proporzioni della fronte prima di modificare l’arcata originale. I dermopigmentisti ricordano che «chi ha vissuto l’epoca d’oro delle sopracciglia sottili negli anni Novanta sa bene quanto sia difficile ripristinare i volumi naturali dopo anni di epilazione continua». Per questo motivo, la raccomandazione principale prima di seguire la moda del momento rimane quella di sperimentare l’effetto visivo con il trucco prima di intervenire in modo definitivo.

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