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La voce del geco di Aldo Boraschi

Aldo Boraschi è nato nel 1964 ed è giornalista, scrittore, blogger ed editore.

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    Può una città affacciata sul mar ligure nascondere storie commoventi? Certo che sì… e l’autore Aldo Boraschi ce le racconta da tetti di case che vedono quel meraviglioso blu che strega i cuori, nei caruggi che abbracciano vite fatte di fatica e sudore, ma che non mancano di momenti semplici e felici. Che siano scorci o panorami, questi balconi racchiudono ogni dettaglio di vite intere o, magari, solo alcuni momenti, di persone surreali che però ci ricordano sempre qualcuno.

    La copertina del libro

    Umanità e fantasia

    Una storia toccante, che crea con il lettore una complicità molto rara. Lo fa anche tramite personaggi tanto eccentrici quanto umani, a tratti talmente fantasiosi da apparire assurdi, pur fotografando garbatamente una società possibile. Anzi, forse oramai probabile.

    Si legge d’un fiato

    Scritto egregiamente da una delle penne più eleganti del panorama italiano, La voce del geco si divora fino alle ultime pagine, dimostrandosi un piccolo gioiello in uno scrigno ben costruito da AltreVoci Edizioni, fino a quando sarà la storia stessa a dire basta. A mettere il punto a sogni e desideri: il punto che chiude un pensiero, ma senza il quale non ne potrebbe iniziare un altro. Un libro consigliatissimo, impreziosito da una prefazione di Valeria Corciolani, autrice indiscussa nel panorama nazionale.

    Cenni bio

    Aldo Boraschi è nato nel 1964 ed è giornalista, scrittore, blogger ed editore. Ha lavorato per oltre vent’anni in redazioni giornalistiche di emittenti televisive, settimanali e quotidiani. Ha pubblicato con Rupe Mutevole, I Libri di Emil e Panesi Edizioni. Con AltreVoci Edizioni ha pubblicato Il tempo che faceva (2020), La voce del geco (2021), I Fieschi. Storia di una famiglia (2021) e la serie Cronache nere.

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      Poliziotto prima e poi… scrittore

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        La psiche umana ha limiti insondabili, ma ancor di più li ha l’animo. Roberto Centazzo gioca su questa china immaginaria e lo fa da maestro: così come il personaggio da lui creato che combatte contro le ombre di un passato oscuro, che, velo dopo velo, viene sollevato fino a mostrare la verità. Ma quale è la verità? Ciò che ricordiamo esser successo? Oppure ciò che vorremmo che fosse?

        Un persnaggio che non dimenticherete facilmente

        Fra sentimenti e sogni infranti, fra felicità raggiunte solo il tempo di un istante e ricordi indelebili, il maestro Vananne entrerà nella testa del lettore, fino a farlo diventare parte della storia. Centazzo dimostra una capacità assoluta di allargare i suoi orizzonti di scrittura, toccando corde ancora inesplorate, e facendolo da maestro. Il primo libro con AltreVoci Edizioni, una storia che meritava di essere pubblicata. Un piccolo gioiello che merita di stare in ogni libreria.

        Biografia dell’autore

        Alla tenera età di sette anni decide che da grande avrebbe fatto lo scrittore. Laureato in Giurisprudenza all’Università di Genova, insegna per un paio di anni prima di arruolarsi in Polizia. La lunga esperienza come ispettore, prima alla Sezione di polizia giudiziaria della Procura della Repubblica e infine come Comandante del Posto Polfer di Savona, fa di lui uno dei più preparati autori noir. Da qualche anno si è ritirato a vivere in campagna dove cura l’orto e ama definirsi un coltivatore di storie. Tra le sue pubblicazioni più note ricordiamo la serie della Squadra speciale Minestrina in brodo (TEA e Gruppo GEDI, dal 2016), composta – ad oggi – da sei romanzi, e quella di Cala Marina (TEA, dal 2019), con tre volumi. Nel 2018 escono la fiaba Togliete i lupi dalle favole (Grappolo di libri), illustrata da Valeria Corciolani, e l’album musicale Mendicante del musicista Enrico Santacatterina, di cui scrive tutti i testi. Insieme all’autore televisivo Felice Rossello, scrive a quattro mani due opere teatrali: L’amore è un attico e L’importanza di essere Felice.

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          Un’emozione a gamba tesa

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            C’è molto di più del romanzo in Gamba tesa. Spesso ci fermiamo a valutare un testo dalla storia, dal gusto che ci lascia in bocca ed è innegabile che sia anche giusto così, ma altre volte, c’è di più.

            Bisogna saper scrivere

            Capita che ci sia un’idea che, al di là dei dettagli su cui non ci soffermeremo, ci faccia innamorare di un libro. O l’intensità di un periodo storico così ben descritto che personaggi e trama un po’ svaniscono. Ma, su tutto, c’è LA capacita.

            Il segreto dell’intensita è la chiave

            La capacità di una bella penna di descrivere cose che il lettore potrà vedere, comodamente seduto in qualche luogo, come se fosse lì, nella storia. Le persone che potrà conoscere, il mistero che potrà risolvere. L’intensità mista alla parole, quella spruzzata di magia che rende, di colpo, un romanzo, reale. Al di là della trama, molto piacevole, quello che soddisfa i palati fini in questo libro è proprio la scrittura, davvero buona, per tutto il libro. Annalisa Scaglione, in queste pagine, delizia.

            Chi è Annalisa Scaglione

            L’autrice è nata a Genova nel 1970. Dopo avere compiuto studi classici al Liceo D’Oria, si laurea in Giurisprudenza cum laude. Consegue un Master in Relazioni Pubbliche Europee a Roma e lavora in marketing e comunicazione a Milano, presso importanti società multinazionali. Decide di rientrare a Genova, dove diventa Tutor specializzata in disturbi specifici dell’apprendimento. Non ha mai abbandonato le sue passioni: dal teatro alla lettura fino a pervenire, nel 2020, alla pubblicazione del suo primo romanzo, La partita va giocata (Ed. Scatole Parlanti, Narrativa contemporanea).

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              Realmente… senza parole

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                Ci sono libri che avresti davvero voglia di dire “l’ho scritto io”. Invece lo ha scritto Massimo Cuomo, e di questo, lo ringraziamo di cuore.

                Un gioiello di libro

                Questo piccolo gioiello, Piccola osteria senza parole, targato E/o edizioni, è proprio uno di quelli. Oltre le prime venti o trenta pagine, dove ci si sente un po’ scombussolati, subentra l’intima ragione. È la ragione della creatività incredibile di ricostruire una osteria così ricca, variopinta, unica nella sua normalità. Una Osteria con la O maiuscola. Una osteria, senza parole.

                Convolgendo il lettore in maniera totale

                La familiarità che lo scrittore riesce a regalare al lettore con persone e fatti è eccelsa e rara, è tutto aggrovigliato a ricordi indelebili di molto di noi, di una delle nostre estati da ragazzi, intensa ed afosa.

                Quando la storia cattura totalmente

                Nel suo essere grottesca, questa narrazione ricade in una realtà tanto assurda quanto vera, che ben si sposa con la storia, effimera nel suo insieme, densa nel suo finale. Lo stile narrativo è di altissimo livello e comune a pochi scrittori. Uno dei libri più belli che ho letto da un paio d’anni a questa parte.

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