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Sonar: tra suoni e visioni

Ascolta la Lennon/McCartney Next Generation: la leggenda continua…

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    Una nuova canzone firmata Lennon-McCartney è spuntata sulle piattaforme Spotify e YouTube. Non si tratta però di intelligenza artificiale, neanche di un demo ritrovato in chissà quale sperduto cassetto… stavolta i tre minuti e dodici secondi di Primrose Hill – così si intitola il brano – sono la realizzazione di un connubio forse inatteso ma, per certi versi, assolutamente naturale.

    Chi volesse collaborare al video può iscriversi al contest

    James McCartney, figlio di Paul McCartney e Sean Ono Lennon, figlio di John Lennon e Yoko Ono, hanno unito gli sforzi sulle illustri orme paterne per partorire un nuovo brano dall’iconica firma a quattro mani. McCartney junior ha pure lanciato un concorso rivolto a tutti coloro che vorranno creare un video ispirato alla canzone.

    Non solo un’occasione isolata

    Il brano non è certo epocale… anche se si tratta di una traccia piacevolmente soave e romantica. La cosa davvero più importante è che Primrose Hill rappresenta solo il primo atto di una collaborazione più strutturata con Sean Ono Lennon, autore del recente lavoro Asterism. Che i Beatles possano in futuro risorgere grazie proprio ai figli dei quattro baronetti?!? Immaginare non costa niente, come cantava John… “non è difficile da fare”.

    Primrose Hill (letteralmente Collina delle Primule) è una collina di 78 metri che si trova nella parte nord di Regent’s Park, a nord di Londra. È anche il nome del distretto nel quale sorge. Dalla collina si gode di un’ottima vista del centro della city. Come Regent’s Park la zona è stata una parte della grande riserva di caccia riservata al re Enrico VIII d’Inghilterra e divenuta proprietà della Corona nel 1841. Nel 1842 un atto del Parlamento rese il luogo pubblico e aperto a tutti.

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      Complottismo rock: teorie suggestive per fan creduloni

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        Il mondo del Rock ha fornito ai propri appassionati, nel tempo, non solo musica (spesso grandiosa)… ma anche scenari particolarmente ricchi di sfaccettature fra le più strambe. I massimi esponenti del genere hanno costruito intorno a loro, più o meno involontariamente, leggende misteriose che, in determinati casi, hanno contribuito a lanciare la loro carriera. Ma anche sancendo rovinosi fallimenti.

        Non solo Elvis, Jim Morrison e McCartney

        Per definizione avulso dai canoni inibitori di una società alienante, il rock ha trasposto valori d’indipendenza e di libertà nella sua cultura, segnando un enorme divario con gli altri movimenti artistici. Con presupposti di questa vivacità, è impossibile evitare la nascita e la diffusione a macchia d’olio di vere e proprie correnti complottiste, Quelle che, nel corso degli anni, non hanno fatto altro che alimentare in modo esponenziale e deleterio varie dicerie. Che vorrebbero Elvis e Jim Morrison ancora vivi (ed anagraficamente decrepiti) in qualche parte del mondo sotto mentite spoglie, piuttosto che la morte per incidente d’auto di Paul McCartney nel 1966, poi sostituito da un sosia, che agirebbe in vece sua ancora oggi.

        I Supertramp sapevano in anticipo cosa sarebbe successo alle Twin Towers

        Breakfast In America, splendido album dei Supertramp uscito nel 1979, presenta in copertina, un’immagine che ha alimentato uan teoria particolarmente sinistra. La cover mostra, in primo piano, una foto di New York. Al posto della Statua della Libertà, c’è una cameriera di fast food che regge, invece della fiamma della Libertà, un bicchiere di succo d’arancia. L’immagine vorrebbe rappresentare una foto scattata dalla finestra di un aereo (il mezzo utilizzato per l’attentato), con le Torri Gemelle bene in vista. Il logo della band viene in parte coperto dalle Torri e mostrerebbe, specularmente, la scritta 9/11. Ci sono anche sostenitori dell’idea che il bicchiere di succo, di un arancione molto acceso, rappresenti le fiamme che avvolsero le torri in quel giorno tremendo. Comunque sia… rimane il loro album di maggiore successo commerciale, con più di quattro milioni di copie vendute nei soli Stati Uniti. Ma per i complottisti i membri del gruppo avrebbero previsto l’attentato terroristico dell’11 settembre ben 22 anni prima in quanto appartenenti ad una setta massonica che avrebbe contribuito all’attentato. Una strage pensata per rovesciare una delle più grandi potenze economiche globali e portare a compimento un nuovo ordine mondiale.

        Il Duca Bianco verrebbe dal futuro

        David Bowie sarebbestato un profeta che utilizzava i suoi dischi per mandare una serie di messaggi nascosti all’umanità. Era il 1972 e, il Duca Bianco pubblica The Rise And Fall Of Ziggy Stardust & The Spiders From Mars. Sulla cover del disco, figura un’insegna che sovrasta il capo di Bowie, “K.West”. Secondo il complotto, Bowie avrebbe predetto il successo del Rapper statunitense Kayne West che, sarebbe nato 5 anni dopo. La traccia d’apertura del disco, guarda tu che combinazione, si intitola Five Years! La storia che sottointende al disco racconta che, in un mondo post apocalittico, l’unica speranza per l’umanità sia rappresentata da un salvatore proveniente dallo spazio, l’uomo delle stelle.

        Quei satanassi degli Eagles

        Gruppi fra i più disparati sono stati accusati di professare il culto delle arti oscure e, tra queste, ci sono anche gli Eagles. In particolare, secondo alcune teorie, la copertina del celeberrimo Hotel California, mostrerebbe la dimora del maestro dell’occultismo Aleiester Crowley. Casa nella quale, tra l’altro, ha realmente per anni vissuto il chitarrista dei Led Zeppelin, Jimmy Page, grande appassionato di occultismo.

        Kurt Cobain non si sarebbe suicidato

        Tra i complotti più famosi figura quello del presunto omicidio del Leader dei Nirvana, Kurt Cobain. Il musicista pose fine alla sua esistenza nel 1994, presso la sua abitazione di Seattle. Ma l’inquieto Kurt non avrebbe scelto di togliersi la vita: alla base della sua scomparsa ci sarebbe una congiura architettata dalla moglie Courtney Love che avrebbe offerto 50 mila dollari ad un sicario affinché inscenasse il suicidio del marito.

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          Noel Gallagher che, per gli Europei, fece il “gran rifiuto”

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            Sua mamma Peggy Gallagher è originaria di Mayo County, zona situata nel nordovest dell’Irlanda. E l’ex Oasis Noel Gallagher, grande tifoso di calcio e del Manchester City, in omaggio ai natali della madre ha fatto una dichiarazione-bomba!

            Manchester City forever!

            Il musicista torna a parlare di calcio – sua grande passione, condivisa col fratello Liam – al termine della partita che ha permesso alla sua squadra, il Manchester City (allenato dal piglia-tutto Pep Guardiola), di conquistare per la quarta volta consecutiva il campionato inglese. Intervistato dalla BBC subito dopo il fischio finale del match decisivo contro il West Ham, Noel ha tessuto le lodi della stagione trionfale della sua squadra del cuore: “Nessuno ha mai fatto come noi. Siamo una cosa a parte, il miglior club in Inghilterra davanti ad Arsenal, Manchester United e Liverpool e ce lo meritiamo. È stata una grande stagione e non siamo neanche al nostro massimo, a quanto pare”.

            Che ne penseranno i suoi fan inglesi?!?

            Ma la vera dichiarazione bomba è un’altra… e riguarda il campionato europeo che prevede il primo fischio d’inizio il 14 giugno in Germania. Al questito sulla nazionale inglese che esordisce contro la Serbia il 16 giugno, Noel ha risposto: “Non sono un tifoso dell’Inghilterra. Sono irlandese”.

            Fiero delle proprie origini

            Noel Gallagher non ha mai fatto mistero delle sue origini: la madre Peggy che lo ha cresciuto da sola insieme ai fratelli Liam e Paul dopo il divorzio dal padre, è originaria di Charlestown, una piccola località nel nordovest dell’Irlanda. Come migliaia di suoi connazionali la donna è emigrata con la sua numerosa famiglia alla periferia dell’operosa Manchester.

            La prima chitarra fu un regalo di mamma

            Fu proprio lei a iniziare Noel alla musica, donandogli la sua prima chitarra. E lui, che ha fatto la sua fortuna con il brit pop, non può che ringraziare devotamente: “Non so come sarebbe stata la mia vita senza quella chitarra. Prima mi piaceva la musica, poi è diventata un’ossessione”.

            Ricordando i tempi che furono

            L’iconico album di debutto Definitely Maybe della sua ex band, gli Oasis, compie 30 anni! Per celebrarlo, il 30 agosto uscirà Definitely Maybe (30th Anniversary Deluxe Edition) con brani registrati e poi scartati dalla sessione di registrazione ai Monnow Valley Studios, insieme agli outtake dalla versione definitiva dell’album registrati ai Sawmills Studios in Cornovaglia, mixati per la prima volta da Noel Gallagher e Callum Marinho. L’album include anche una versione demo inedita di Sad Song. Originariamente pubblicata come bonus track sull’LP, questa è una versione alternativa con la voce di Liam Gallagher.

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              Lo spoiler di Slash: i Guns N’Roses al lavoro su un nuovo album

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                Durante un’intervista rilasciata al quotidiano britannico Daily Star il chitarrista dei Guns N’Roses Slash ha sganciato una bomba, dichiarando che la band californiana sta cercando di realizzare un nuovo album. A me sinceramente la cosa non fa fare manco un plissè. Mai sopportata la formazione di The Spaghetti Incident? anche se mi rendo conto che i tanti fan ora siano in stato di fibrillazione: mi riferisco a quelli – e sono tanti – che credono che Knockin’ On Heaven s Door l’abbiano scritta proprio Axl Rose e soci.

                Dal 2008 non è più uscito nulla

                Il gruppo non pubblica un disco dai tempi di Chinese Democracy, pubblicato nell’ormai lontano 2008. Album, è giusto ricordarlo, a cui Slash non partecipò. Da quando i Guns N’Roses nel 2016 sono tornati per tre quinti nella formazione originale – Axl, Slash e Duff McKagan – hanno pubblicato qualche nuova canzone, come Absurd, Hard Skool, Precious e The General. Tutta roba saltabile a piè pari.

                Lavori in corso

                Slash risponde così alla domanda sul perché Axl non avesse collaborato al suo nuovo album solista Orgy of the damned: “I Guns N’ Roses stanno cercando di realizzare un loro disco. Io sto lavorando con loro in quella veste, ma questo (il suo album solista, ndr) non ha coinvolto nessun altro. E’ una cosa mia, quindi non ho trascinato dentro i miei ragazzi.”

                Tanti amici coinvolti

                Il primo singolo del disco solista di Slash è rappresentato da una cover di Killing Floor del leggendario Howlin’ Wolf, a cui hanno partecipato il cantante degli AC/DC Brian Johnson e Steven Tyler degli Aerosmith suonando l’armonica. Negli altri brani troviamo una bella e variegata lista di invitati: Iggy Pop, Chris Stapleton, Demi Lovato, Dorothy, Paul Rodgers, Chris Robinson, Tash Neal, Beth Hart, Gary Clark Jr. e Billy Gibbons.

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