Connect with us

Cronaca Nera

Una cascata di euro fasulli arrivano sul mercato. Come riconoscerli?

Di fronte all’incremento delle operazioni di contraffazione, come dimostrano i recenti eventi a Napoli con il sequestro di una stamperia clandestina, diventa cruciale per i cittadini essere in grado di riconoscere le banconote euro false. Per questo motivo, è importante conoscere i controlli da effettuare per verificare l’autenticità delle banconote. Ecco quindi un breve schema che riassume i metodi per identificare le banconote euro contraffatte, accompagnato da alcuni dati sul fenomeno della contraffazione in Italia.

Avatar photo

Pubblicato

il

    Napoli, città di contrasti e di vita pulsante, dove le storie si intrecciano come fili in una tela intricata. Nel cuore di Ponticelli, tra le strade trafficate e gli edifici fatiscenti, si nascondeva un’attività clandestina che avrebbe potuto essere scritta da Eduardo De Filippo stesso.

    Sembra un film ma non lo è

    I finanzieri hanno sequestrato ben 48 milioni di euro in banconote da 50 euro contraffatte di pregevole fattura, ritenute riconducibili al cosiddetto “Napoli Group” (una organizzazione di falsari già al centro di precedenti inchieste), sono state sequestrate dalla Guardia di Finanza in una stamperia allestita in un capannone industriale del quartiere Ponticelli di Napoli.

    L’operazione napoletana

    A coordinare le attività investigative è stata la Procura di Napoli Nord (pm Valeria Palmieri e Giulia Basile, procuratore aggiunto Mariella Di Mauro, procuratore Maria Antonietta Troncone).

    Nel corso del blitz, i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Napoli e del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria di Roma hanno sottoposto a fermo sette persone, tra le quali figura anche il capo della banda di falsari.

    Beccati con le mani nel sacco

    Le Fiamme Gialle, intervenute all’alba, hanno sorpreso i due falsari ancora a letto. Nel capannone, sono stati rinvenuti circa 80.000 fogli, ognuno dei quali raffigurava 12 banconote da 50 euro, praticamente complete: mancava solo il taglio finale per l’applicazione della striscia verticale argentata. Per evitare interruzioni nella produzione, il gruppo criminale si avvaleva di un intermediario, il quale forniva supporto logistico e mantenimento agli imputati.

    Tipografo criminale

    Quest’ultimo era responsabile dei contatti con il capo, un tipografo settantenne con un passato criminale, che coordinava le attività produttive insieme a tre autotrasportatori di Giugliano in Campania. Complessivamente, sette individui sono stati fermati.

    A mettere sulle tracce dei falsari anche alcune banconote finite in circolazione dove si potevano trovare annotazioni scritte a penna, come le indicazioni del tipografo per una stampa perfetta.

    Occhio ai colori

    “Benino, aumentare rosso”, “Giallo caldo”, “Non tirare due volte ma una sola (gialla)”. Questi erano i consigli del “maestro” ai suoi allievi, suggerimenti per migliorare la qualità del loro lavoro, come note su una partitura da seguire con attenzione.

    Ma come riconoscere le banconote fasulle da quelle vere? Ecco uno schema per riconoscerle:

    1. Controllare la striscia argentata con ologramma:
      • Guardare la parte superiore della striscia argentata.
      • Verificare la presenza dell’ologramma con il simbolo € e un satellite.
      • Muovendo la banconota, osservare il simbolo € che ruota attorno al numero.
    2. Controllare le cifre e i caratteri:
      • Esaminare le cifre scritte con caratteri più grandi, marcati e con contrasti superiori.
      • Lungo i bordi, verificare la presenza di segni tattili diversi per ogni taglio.
    3. Controllare la grandezza, i colori e la placca olografica:
      • Valutare la grandezza della banconota e la nitidezza dei colori.
      • Osservare la presenza di una placca olografica che brilla quando si muove la banconota.
    4. Statistiche italiane:
      • Nel corso del 2022, l’Italia ha registrato un aumento del 22% delle banconote euro false rispetto all’anno precedente.
      • Inoltre, sono stati sequestrati più di 900 monete da 2 euro contraffatte a Napoli.

    Questi controlli possono essere utili per individuare banconote e monete contraffatte e proteggersi dalla frode finanziaria.

      Cronaca

      Il lusso sfacciato di Matteo Messina Denaro

      Durante le commemorazioni per la strage di Capaci, il comandante del ROS rivela l’ampio patrimonio criminale di Matteo Messina Denaro, con già 250 milioni di euro sequestrati. Il boss mafioso, noto per il suo lusso sfrenato, accumula ricchezze in settori diversificati, coinvolgendo anche imprenditori. Il suo stile di vita opulento emerge con un orologio da 30.000 euro al momento dell’arresto. Un’impresa di trent’anni per arrestarlo svela la pervasività della mafia in Italia.

      Avatar photo

      Pubblicato

      il

      Autore

        Durante le cerimonie commemorative per il 32° anniversario della strage di Capaci, il comandante del Reparto Operativo Speciale (ROS), Vincenzo Molinese, ha gettato luce su una dimensione sconcertante del mondo criminale italiano: il vasto patrimonio accumulato da Matteo Messina Denaro, uno dei boss più rinomati della mafia siciliana. Secondo le sue parole, sono stati già sequestrati ben 250 milioni di euro di beni riconducibili al capo mafioso, ma la cifra totale del suo patrimonio si stima possa raggiungere la strabiliante cifra di quattro miliardi di euro, comprendendo beni sequestrati e confiscati a prestanome.

        Ciò che emerge da questa narrazione non è solo la dimensione monetaria impressionante di questo impero criminale, ma anche il suo carattere sfacciato e opulento. Messina Denaro non sembrava accontentarsi di una semplice accumulazione di ricchezza illecita, ma mostrava una predilezione evidente per il lusso. Un esempio eclatante di ciò è rappresentato dall’orologio da polso di lusso dal valore di 30.000 euro che indossava al momento del suo arresto, simbolo di uno stile di vita sontuoso e privo di scrupoli.

        Le indagini condotte sul vasto impero criminale di Matteo Messina Denaro hanno rivelato un quadro complesso e variegato. Il boss mafioso aveva diversificato i suoi investimenti in molteplici settori, tra cui la grande distribuzione commerciale, gli impianti eolici, i villaggi turistici e gli immobili. Tuttavia, ciò che rende ancora più inquietante questa storia è il coinvolgimento di imprenditori, spesso in buona fede o sotto minaccia, nella gestione di attività economiche controllate dalla famiglia Messina Denaro.

        Questa intricata rete di ricchezza illecita e potere criminale ha reso incredibilmente difficile l’arresto di Messina Denaro, che per tre decenni è riuscito a sfuggire alla giustizia, mantenendo il suo status di latitante. La sua abilità nel navigare tra le pieghe del sistema giudiziario italiano, oltre alla sua capacità di coinvolgere e corrompere, ha dimostrato la forza e la pervasività della criminalità organizzata in Italia.

          Continua a leggere

          Cronaca

          “Dormivamo davanti alla porta per non farle uscire”: parlano i genitori delle baby squillo

          Una madre sconvolta rivela il dramma della sua figlia coinvolta in un giro di prostituzione minorile, sgominato dalla polizia a Bari. Le indagini portano all’arresto di presunti sfruttatori. Segnali d’allarme ignorati dai genitori emergono, inclusi incontri con personaggi loschi e uso di droghe. La giovane si allontana sempre di più, scaricando le colpe su sua madre mentre si avvicina a un pericoloso mondo oscuro.

          Avatar photo

          Pubblicato

          il

          Autore

            “All’inizio avevo scoperto soltanto che mia figlia frequentava persone poco raccomandabili, tra cui un certo Bino che apparteneva alla famiglia malavitosa Capriati di Bari vecchia. Insieme con mio marito abbiamo aumentato la sorveglianza su di lei. Approfittando dei momenti in cui riposavo, però, usciva di nascosto per poi tornare a tarda sera, tanto da costringerci a uscire a cercarla. Talvolta ero costretta a dormire davanti alla porta di casa per evitare le sue fughe”: questo racconto struggente arriva dalla madre di una sedicenne coinvolta in un giro di prostituzione minorile, sgominato recentemente dalla Squadra mobile a Bari.

            Questo resoconto, denso di dramma e di sconcerto, ha catalizzato l’avvio delle indagini, guidate dal pm Matteo Soave e dal procuratore aggiunto b. Le inchieste hanno portato all’arresto di sei presunti sfruttatori, mentre due clienti sono agli arresti domiciliari e altri due con l’obbligo di dimora. I verbali integrali della madre fanno parte del fascicolo investigativo, che si prevede si concluderà presto grazie alle testimonianze decisive delle giovani coinvolte e dei loro genitori, ritenute attendibili dal gip Giuseppe Ronzino.

            I segnali d’allarme erano evidenti. Le mamme erano sconvolte e impotenti nel vedere le loro figlie cadere in questo abisso. Raccontano di come, nella primavera del 2021, due delle ragazze cominciassero a frequentare compagnie poco raccomandabili, ritardando sempre di più il loro rientro serale. Una madre, con la complicità di un’altra, ha iniziato a monitorare attentamente i loro movimenti, fino a trovare casualmente in macchina un telefono di ultima generazione, non appartenente a nessuna delle due.

            Le ragazze, chiamate a spiegarsi, hanno fornito una storia poco credibile. Ma il loro tentativo di inganno è stato scoperto, e i genitori hanno iniziato a nutrire sospetti sempre più gravi, soprattutto quando è emerso che frequentavano Antonella Albanese, sospettata di essere una escort. Anche il ritrovamento di sostanze stupefacenti nelle loro borse ha acceso un ulteriore campanello d’allarme.

            La situazione è precipitata quando, all’inizio del 2022, una delle ragazze ha cominciato a rimanere fuori casa di notte. La madre, agendo insieme al figlio, ha scandagliato il suo telefono, scoprendo una chat compromettente con un uomo di quarant’anni che discuteva di pagamenti in cambio di favori sessuali. I genitori si sono rivolti a quest’uomo, che li ha indirizzati verso altri possibili complici, evidenziando la pericolosità del giro di amicizie frequentato dalle ragazze.

            Il sequestro della scheda SIM non ha fermato la spirale negativa. La giovane ha continuato a trascorrere notti fuori casa, mentre i genitori, sempre più disperati, hanno chiesto l’intervento della polizia. La madre ha descritto il terrore di vedere sua figlia pubblicare sui social storie in cui ballava in abiti succinti, segno inequivocabile del suo scivolamento verso la prostituzione.

            Il padre, un poliziotto, ha annotato l’inutilità dei loro sforzi nel cercare di capire cosa stesse accadendo alla ragazza. Lei si era chiusa in se stessa, eludendo la sorveglianza familiare, mentre si legava sempre più alle escort adulte, scaricando le colpe su sua madre. In tutto questo, la sedicenne si intratteneva con personaggi loschi, come Bino e Christian Capriati, e altri giovani affiliati a famiglie malavitose, in un oscuro intreccio di pericoli e tragedie.

              Continua a leggere

              Cronaca

              Ilaria Salis: dalla prigione ai domiciliari a Budapest

              Dopo 466 giorni di carcere, Ilaria Salis, attivista italiana e candidata alle Europee con Alleanza Verdi e Sinistra, è stata rilasciata dalla prigione di Gyorskocsi utca a Budapest e ora si trova ai domiciliari. La svolta è avvenuta grazie al pagamento della cauzione di oltre 40 mila euro. Domani è prevista una nuova udienza del processo per lesioni. La campagna di supporto #iostoconilaria continua a crescere.

              Avatar photo

              Pubblicato

              il

              Autore

                Ilaria Salis non è più in catene. Ora ai domiciliari, l’attivista italiana e candidata alle Europee con Alleanza Verdi e Sinistra si trova in un appartamento a Budapest. Dopo 466 giorni di carcere, Salis è stata rilasciata questa mattina alle 10:15 dalla prigione di massima sicurezza ungherese di Gyorskocsi utca. La famiglia ha trovato un alloggio dove sarà sottoposta alla misura cautelare. “Finalmente l’abbiamo riabbracciata,” ha commentato il padre, Roberto Salis, sperando che presto possa tornare in Italia.

                Il passaggio ai domiciliari: un momento cruciale

                La svolta è arrivata ieri con il bonifico di oltre 40 mila euro per la cauzione, raccolti da amici e famiglia e trasferiti in Ungheria. La Corte dei conti ungherese ha confermato il pagamento, permettendo al tribunale di disporre i domiciliari. Ilaria Salis, accusata di aver aggredito tre neonazisti durante il Giorno dell’Onore a Budapest, ha ricevuto il braccialetto elettronico ai domiciliari.

                La trepidante attesa e i progetti futuri

                Ieri, Roberto Salis ha incontrato sua figlia in carcere per l’ultima volta. “È in trepidante attesa per l’uscita,” ha raccontato. Durante il colloquio, hanno parlato della campagna elettorale e del libro che Ilaria sta scrivendo sulla sua esperienza e visione della società.

                Prossima udienza

                Domani, 24 maggio, si terrà una nuova udienza del processo per lesioni contro Ilaria Salis. Saranno ascoltati Zoltan Toth, una delle vittime, e due testimoni dell’accusa. Ilaria sarà presente in aula insieme ai suoi familiari, i legali italiani e sostenitori della campagna #iostoconilaria, per la prima volta senza catene.

                  Continua a leggere
                  Advertisement

                  Ultime notizie

                  Lacitymag.it - Tutti i colori della cronaca | DIEMMECOM® Società Editoriale Srl P. IVA 01737800795 R.O.C. 4049 – Reg. Trib MI n.61 del 17.04.2024 | Direttore responsabile: Luca Arnaù