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Sonar: tra suoni e visioni

Diventa anche tu cittadino della Nutopia di John Lennon

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    Nel 1973, John Lennon e Yoko Ono fondarono una nazione immaginaria chiamata Nutopia, che venne annunciata durante una conferenza stampa alla New York City Bar Association a Midtown Manhattan. Una delle loro classiche provocazioni, in risposta ai continui problemi di Lennon con il servizio di immigrazione USA, che minacciava di deportarlo nel Regno Unito.

    Un non Paese senza leggi né terre

    L’ex Beatle spiegò che la cittadinanza di Nutopia poteva essere ottenuta semplicemente dichiarando la propria consapevolezza di Nutopia. Una paese che non possedeva terra, confini né passaporti, solamente persone. Senza leggi se non quelle cosmiche, dove tutti i cittadini erano considerati ambasciatori della nazione. La coppia, come ambasciatori di Nutopia, chiedevano immunità diplomatica e il riconoscimento presso le Nazioni Unite per il loro paese e i suoi abitanti.

    Con tanto di documento ufficiale

    Durante l’annuncio, Lennon e la Ono estrassero un fazzoletto bianco dalle loro tasche proclamandolo bandiera di Nutopia, simbolo della resa alla pace, non della lotta per essa. Oggi, chiunque può diventare cittadino di Nutopia. Sul sito citizenofnutopia.com. si può completare il “processo di registrazione” con un indirizzo email e i richiedenti ricevono una carta d’identità digitale e possono visualizzare su un globo animato le posizioni di altri residenti di Nutopia, rappresentati da punti. I Nutopiani possono poi leggere messaggi da altri cittadini o scegliere di “diffondere amore” cliccando sul simbolo ♡ accanto al nome di un cittadino.

    Iniziativa strategica?

    Anche se il sospetto che questa iniziativa non sia null’altro che una fantasiosa profilazione di dati da parte della casa discografica di Lennon, i cittadini possono godere di “affermazioni meditative” da John e Yoko ogni ora. Inoltre, con l’App Luminate, permette ai fan di “sperimentare ‘Mind Games‘ di John Lennon come mai prima, con una serie di nuove Meditation Mixes abbinati a sequenze di luci immersive”.

    Immagina non ci siano paesi
    non è difficile da fare
    Niente per cui uccidere o moriree nessuna religione
    Immagina che la gente
    viva la loro vita in pace

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      Lo spoiler di Slash: i Guns N’Roses al lavoro su un nuovo album

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        Durante un’intervista rilasciata al quotidiano britannico Daily Star il chitarrista dei Guns N’Roses Slash ha sganciato una bomba, dichiarando che la band californiana sta cercando di realizzare un nuovo album. A me sinceramente la cosa non fa fare manco un plissè. Mai sopportata la formazione di The Spaghetti Incident? anche se mi rendo conto che i tanti fan ora siano in stato di fibrillazione: mi riferisco a quelli – e sono tanti – che credono che Knockin’ On Heaven s Door l’abbiano scritta proprio Axl Rose e soci.

        Dal 2008 non è più uscito nulla

        Il gruppo non pubblica un disco dai tempi di Chinese Democracy, pubblicato nell’ormai lontano 2008. Album, è giusto ricordarlo, a cui Slash non partecipò. Da quando i Guns N’Roses nel 2016 sono tornati per tre quinti nella formazione originale – Axl, Slash e Duff McKagan – hanno pubblicato qualche nuova canzone, come Absurd, Hard Skool, Precious e The General. Tutta roba saltabile a piè pari.

        Lavori in corso

        Slash risponde così alla domanda sul perché Axl non avesse collaborato al suo nuovo album solista Orgy of the damned: “I Guns N’ Roses stanno cercando di realizzare un loro disco. Io sto lavorando con loro in quella veste, ma questo (il suo album solista, ndr) non ha coinvolto nessun altro. E’ una cosa mia, quindi non ho trascinato dentro i miei ragazzi.”

        Tanti amici coinvolti

        Il primo singolo del disco solista di Slash è rappresentato da una cover di Killing Floor del leggendario Howlin’ Wolf, a cui hanno partecipato il cantante degli AC/DC Brian Johnson e Steven Tyler degli Aerosmith suonando l’armonica. Negli altri brani troviamo una bella e variegata lista di invitati: Iggy Pop, Chris Stapleton, Demi Lovato, Dorothy, Paul Rodgers, Chris Robinson, Tash Neal, Beth Hart, Gary Clark Jr. e Billy Gibbons.

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          Spigolature… o meglio, triangolature

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            L’attrice (attrice?!? Ma mi faccia il piacere… come diceva Totò) e presentatrice italiana Lory Del Santo ha raccontato come lei e George Harrison rimasero chiusi per tre giorni al Sun Plaza Hotel di Hiroshima nella suite del musicista, nel dicembre 1991. In quel periodo George e Eric Clapton si trovavano in tour insieme. Lory ha definito quella breve storia con George come “una dolce vendetta» contro il compagno Eric che, oltretutto, “la ignorava” dopo la tragica morte del loro figlio Conor. Da parte sua Eric aveva “soffiato” molti anni prima Pattie Boyd a George: per lei scrisse addirittura la leggendaria Layla. Così l’ex Beatle decise di vendicarsi con il romantico incontro con la Del Santo. 

            Un ricordo indelebile

            Nell’intervista Lory racconta: “Fu incredibile, avevamo così tanto da dirci. Il ricordo di quei tre giorni è ancora con me”. I due si scambiarono anche impressioni su come Clapton avesse avuto un effetto negativo sulle loro vite. “Era una cosa molto privata, così speciale. Mi fece molte domande su Eric. Ne aveva bisogno. Anche io avevo bisogno di parlarne. Era così dolce, premuroso. Non era solo una cosa di sesso“.

            Più che una vendetta

            Sempre secondo il racconto di Lory, George chiese anche di chiudere la piscina dell’albergo, in modo che i due potessero fare il bagno da soli. “Con Eric non potevo parlare. Era sempre distante, anche di più dopo la morte di Conor. Non dormivo con lui all’epoca”. L’inaspettato incontro con Harrison si rivelò poi non solo una semplice vendetta. “Iniziò magari così. Forse lui aveva in mente la vendetta e anche io. Ma ciò che cominciò come una vendetta diventò una cosa speciale. Mi resi conto: ‘Piaccio davvero a George Harrison e lui mi piace molto’. Era una persona molto quieta. Si preoccupava che io mangiassi, mi lasciava parlare, si interessava a quel che avevo da dire. Eric, dal canto suo, non seppe mai nulla della vicenda.

            Un addio pieno di romanticismo

            L’addio tra George e Lory fu molto romantico, racconta ancora la Del Santo: “Fece tutto alla perfezione. Niente regali. Mi chiamò e disse: ‘Spero di rivederti’. Ma sapevo che non ci saremmo rivisti e sono sicura che anche lui lo sapeva. Mi disse: ‘Sei così dolce, non posso credere che un uomo non voglia stare con te tutta la vita’”. Alla domanda finale della giornalista che le chiede se abbia mai avuto dei rimorsi, la risposta di Lory è stata: “Qualche volta, ma lì ad Hiroshima, fu un momento perfetto per noi”.

            Rivelazione scottante o bufala epocale?!?

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              Concerti storici: tutti dicono di aver assistito a questi… ma mentono!

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                A corredo d’un divertente servizio sulle “stranezze rock”, la storica testata inglese New Musical Express pubblica un riquadro in cui vengono riportati “i dieci concerti ai quali tutti dicono d’essere stati”.

                La lista

                1- Oasis al King Tut’s di Glasgow, ’93
                2- Sex Pistols al 100 Club di Londra, ’76
                3- Stooges allo Scala di Londra, ’73
                4- R.E.M. (sotto le mentite spoglie dei Bingo Hand Job) al Borderline di Londra, ’91
                5 Stone Roses all’ICA di Londra, ’89
                6- Nirvana all’Astoria di Londra, ’90
                7- Jam al Marquee di Londra, ’77
                8- Jeff Buckley all’Acoustic Café di Londra, ’94
                9- Jesus & Mary Chain a Londra, ’85
                10- Happy Mondays al Dingwalls di Londra, ’89

                Tutto avvenne in un piccolo club mancuniano

                A proposito dell’esibizione dei Pistols nel 1976, esiste un bel libro edito da Tsunami EdizioniIl concerto che ha cambiato il mondo di David Nolan – dedicato ad un evento che ha davvero modificato la storia della musica moderna. Il 4 giugno del 1976, il gruppo punk dei Sex Pistols sale sul palco di una piccola saletta di Manchester, in Inghilterra, di fronte ad una manciata di persone (una manciata, checchè se ne dica) suona uno dei live più sgangherati ma al contempo importanti di tutti i tempi.

                Una serata che fece proseliti illustri

                Ma se questa performance è stata definita una delle più influenti della storia del rock, è soprattutto per l’influenza che ha avuto sul pubblico. Buona parte dei presenti a quella serata ha infatti deciso di prendere in mano gli strumenti dopo aver visto esibirsi i Sex Pistols. Creando gruppi come Joy Division, New Order, Smiths, Fall e Buzzcocks, etichette discografiche come la Factory Records, locali come l’Hacienda.

                Fino ad oggi un mistero

                Nel corso dei trent’anni anni successivi, la verità riguardo a quel concerto che ha cambiato il mondo è stata avvolta nel mistero e nelle nebbie del mito, riaffiorando solo di recente grazie a pellicole di enorme successo quali 24 Hour Party People e Control. Sino ad oggi tutti si sono accontentati di tramandarne la leggenda. Ora, per la prima volta, grazie a questo libro chiunque potrà leggere la verità.

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