Connect with us

Cronaca

Chi era Sara Vetrano? Morta a 16 anni dopo essere stata travolta da un’auto: tre amici gravi.

Lo schianto nel pomeriggio di domenica tra Maccagno e Pino. Cinque ragazzi falciati da una vettura mentre camminavano a bordo strada dopo una giornata di relax. Tre amici sono in condizioni gravissime.

Avatar photo

Pubblicato

il

Atmosfera surreale e straziante all'istituto superiore: i compagni della Seconda M si radunano in lacrime sul campo da basket per un minuto di silenzio. Intanto restano gravissime le condizioni dei tre ragazzi falciati insieme a lei lungo la statale 394.

    I corridoi vuoti, i banchi deserti e un silenzio irreale che fa male al cuore. Quello che per gli studenti dell’istituto Einaudi di Varese doveva essere l’ultimo giorno di scuola, una giornata di festa e saluti prima delle vacanze estive, si è trasformato nel momento più buio e doloroso. La scuola è sotto shock per la tragica e improvvisa scomparsa di Sara Vetrano, la studentessa di soli 16 anni rimasta vittima del drammatico incidente stradale avvenuto domenica pomeriggio a Maccagno con Pino e Veddasca.

    Sara, che viveva con la famiglia a Cugliate Fabiasco e avrebbe compiuto 17 anni il prossimo 19 giugno, frequentava con profitto la classe Seconda M del corso socio-sanitario. Questa mattina i suoi compagni di classe e di istituto non hanno avuto la forza di varcare la soglia delle aule per le ultime lezioni.

    L’abbraccio sul campo da basket e il supporto psicologico

    Spinti da un dolore insopportabile, i ragazzi si sono spontaneamente radunati all’esterno della struttura scolastica, raccogliendosi in un lunghissimo, straziante abbraccio collettivo sul campo da basket dell’istituto. Lì, tra lacrime e sguardi smarriti, hanno osservato un minuto di assoluto silenzio per onorare il ricordo della loro amica. Al fianco degli studenti è sceso in campo un team di psicologi specializzati nell’elaborazione del lutto, messo a disposizione per supportare i giovani in questo momento drammatico e che continuerà a seguire le classi anche all’inizio del prossimo anno scolastico.

    Chi conosceva Sara la descrive come una ragazza dotata di una rara sensibilità, altruista e sempre pronta a tendere la mano a chiunque si trovasse in difficoltà; doti che l’avevano spinta a scegliere proprio l’indirizzo di studi socio-sanitario. La dirigente scolastica dell’Einaudi, Samantha Emanuele, ha voluto esprimere il proprio cordoglio attraverso un toccante messaggio pubblico, stringendosi attorno ai familiari di Sara, ai docenti e a tutti gli studenti della scuola.

    La dinamica del dramma lungo il lago

    La tragedia si è consumata intorno alle ore 16:00 di domenica 7 giugno, lungo la statale 394 del Verbano Orientale, la strada che costeggia il Lago Maggiore collegando Maccagno a Pino. Sara e altri quattro amici, di età compresa tra i 15 e i 20 anni, erano appena scesi da una vettura dopo aver trascorso qualche ora di relax sulle spiagge della zona. Mentre camminavano a piedi lungo il ciglio della carreggiata, una Fiat Panda guidata da un uomo di 31 anni che procedeva verso sud li ha travolti in pieno. L’impatto è stato devastante: la sedicenne è stata sbalzata per diversi metri, morendo sul colpo e rendendo inutili i tentativi di rianimazione effettuati dal personale d’emergenza.

    Tre ragazzi lottano per la vita negli ospedali lombardi

    Se per Sara non c’è stato nulla da fare, l’attenzione dei soccorritori resta ora massima per gli altri giovani del gruppo, falciati dall’utilitaria. Il bilancio dei feriti, gestito con un massiccio spiegamento di mezzi e l’invio di tre elicotteri decollati da Milano, Como e Sondrio, resta critico:

    • Un ragazzo di 15 anni si trova ricoverato in condizioni disperate, in prognosi riservata, al reparto di rianimazione dell’ospedale di Circolo di Varese.
    • Altri due coetanei del gruppo sono tuttora in codice rosso, sospesi tra la vita e la morte, rispettivamente nei nosocomi di San Gerardo di Monza e di Luino.
    • Il conducente della vettura, il trentunenne, ha riportato lesioni di media gravità ed è stato trasportato in codice giallo all’ospedale di Legnano.

    Nel frattempo, i Carabinieri proseguono le indagini e i rilievi planimetrici per stabilire con esattezza le responsabilità del guidatore e capire cosa abbia provocato la fatale perdita di controllo del veicolo. L’intera comunità del varesotto e il mondo della scuola si stringono ora attorno alle famiglie, sperando in buone notizie dagli ospedali.

      SEGUICI SU INSTAGRAM
      INSTAGRAM.COM/LACITYMAG

      Cronaca

      Report, la redazione accusa la Rai: «Non vedevano l’ora di sospenderci». È scontro dopo lo stop alle repliche estive

      I giornalisti parlano di pressioni politiche e collegano la scelta della Rai alle recenti polemiche e alla richiesta di Fratelli d’Italia di avviare un’indagine interna. «Difenderemo Report centimetro dopo centimetro».

      Avatar photo

      Pubblicato

      il

      Autore

        Non si placa la bufera attorno a Report. Dopo la decisione della Rai di sospendere le repliche estive della storica trasmissione d’inchiesta condotta da Sigfrido Ranucci, la redazione rompe il silenzio con un comunicato durissimo, parlando apertamente di censura e di un clima ostile nei confronti del programma.

        Per i giornalisti della trasmissione, lo stop rappresenta molto più di una semplice scelta di palinsesto. «In Rai non vedevano l’ora di sospendere Report», scrive la redazione, definendo la decisione «l’estrema conseguenza di una pressione costante subita in questi anni».

        «Una censura senza precedenti»

        Nel comunicato, la redazione collega direttamente la sospensione alle recenti polemiche politiche che hanno coinvolto il programma.

        «Questa decisione è l’estrema conseguenza di una pressione costante subìta in questi anni, che culmina nella recente richiesta di Fratelli d’Italia di svolgere un’indagine interna alla Rai su Report. Questa censura senza precedenti avviene ancor prima che le indagini della magistratura abbiano definitivamente chiarito che cosa e chi sta dietro l’attentato a Sigfrido Ranucci».

        Parole che alzano ulteriormente il livello dello scontro e che arrivano mentre proseguono gli accertamenti della Procura sull’episodio che ha coinvolto il giornalista.

        «Report è un obiettivo, ma lo difenderemo»

        La parte finale della nota assume i toni di un manifesto a difesa della trasmissione.

        «Sappiamo bene che Report è un obiettivo. Ma sappiate che lo difenderemo, centimetro dopo centimetro. Lo faremo con il nostro lavoro, con la forza delle inchieste, con la trasparenza del nostro metodo e con il sostegno dei tanti cittadini che in questi anni hanno creduto nell’importanza del giornalismo d’inchiesta».

        La sospensione delle repliche estive ha così assunto una valenza che va ben oltre la programmazione televisiva. Per la redazione rappresenta un segnale preoccupante sul futuro del programma e sullo spazio riservato al giornalismo investigativo nel servizio pubblico, mentre il confronto tra Rai, politica e mondo dell’informazione continua ad alimentare un acceso dibattito.

          Continua a leggere

          Cronaca

          Francesco Renga fatto scendere dall’aereo, Ryanair rompe il silenzio: «Comportamento molesto, tolleranza zero a bordo»

          Secondo le testimonianze, la tensione sarebbe iniziata al gate per un bagaglio a mano e sarebbe proseguita a bordo. Ryanair non cita Renga, ma conferma l’intervento della polizia e rivendica la propria linea dura contro i passeggeri indisciplinati.

          Avatar photo

          Pubblicato

          il

          Autore

            Occhiello

            Dopo i video circolati sui social e le testimonianze dei passeggeri, arriva la versione ufficiale di Ryanair sul caso che ha coinvolto Francesco Renga. La compagnia irlandese non cita direttamente il cantante, ma indica con precisione la tratta Brindisi-Milano Bergamo e la data del 6 luglio, confermando che un passeggero è stato fatto scendere dall’aereo prima della partenza.

            Secondo le prime ricostruzioni, la tensione sarebbe cominciata già al gate, quando il personale avrebbe contestato le dimensioni di un bagaglio a mano. Renga avrebbe infine pagato il supplemento richiesto, riuscendo a salire a bordo insieme al proprio accompagnatore. La discussione, però, sarebbe proseguita anche all’interno dell’aeromobile, ormai in fase di rullaggio, fino alla decisione dell’equipaggio di chiedere l’intervento delle forze dell’ordine.

            Ryanair: «L’aeromobile è rientrato alla piazzola»

            Nella nota diffusa nelle ore successive, la compagnia ricostruisce l’accaduto senza fare il nome dell’artista.

            «L’equipaggio di questo volo da Brindisi a Milano Bergamo, del 6 luglio, ha richiesto anticipatamente l’assistenza della polizia dopo che un passeggero ha tenuto un comportamento molesto a bordo prima della partenza. L’aeromobile è rientrato alla piazzola, dove è stato raggiunto dalla polizia, e il passeggero è stato sbarcato».

            Il volo avrebbe quindi interrotto le operazioni di partenza per consentire l’arrivo degli agenti e lo sbarco del passeggero. Alcuni viaggiatori hanno ripreso la scena con i telefoni, mostrando Renga mentre lascia l’aereo insieme alla persona che viaggiava con lui.

            «Tolleranza zero contro i comportamenti scorretti»

            Ryanair ha poi ribadito la propria politica nei confronti di episodi che possano provocare tensioni, ritardi o disagi agli altri passeggeri.

            «Ryanair applica una rigorosa politica di tolleranza zero nei confronti dei comportamenti scorretti dei passeggeri e continuerà ad adottare azioni decise per contrastare i comportamenti indisciplinati a bordo, garantendo che tutti i passeggeri e i membri dell’equipaggio possano viaggiare in un ambiente rispettoso e privo di stress, senza inutili disagi».

            La compagnia respinge così qualsiasi lettura riduttiva dell’episodio e sottolinea che la decisione di far rientrare l’aereo alla piazzola è stata presa per tutelare equipaggio e viaggiatori. La nota non entra invece nel merito della discussione iniziale sul bagaglio né riporta le parole che sarebbero state pronunciate durante lo scontro.

            Dai problemi con il bagaglio alla lite a bordo

            Stando ai racconti raccolti tra i presenti, Renga avrebbe manifestato nervosismo anche per il ritardo accumulato dal volo e avrebbe avuto uno scambio acceso con alcuni assistenti di bordo e altri passeggeri. Si tratta, al momento, di ricostruzioni testimoniali: il cantante non ha ancora diffuso una propria versione pubblica dei fatti e dal suo entourage non è arrivato alcun commento ufficiale.

            Il caso ha rapidamente conquistato i social, dove le immagini dello sbarco hanno alimentato interpretazioni contrapposte. Da una parte chi invoca il rispetto assoluto delle regole e delle indicazioni dell’equipaggio, dall’altra chi attende di conoscere anche il racconto di Renga prima di esprimere un giudizio definitivo. Per ora resta la posizione netta di Ryanair: su quel volo si è verificato un comportamento considerato molesto e la compagnia ha applicato la propria linea di tolleranza zero.

              Continua a leggere

              Cronaca Nera

              Garlasco, tutta la verità sul rapporto tra Angela Taccia e Andrea Sempio: prima l’amore, poi l’amicizia, oggi la difesa

              Dal vecchio gruppo di amici di Garlasco al legame affettivo, fino all’ingresso nel pool legale: una storia personale che attraversa vent’anni e arriva nel cuore di uno dei casi giudiziari più seguiti d’Italia.

              Avatar photo

              Pubblicato

              il

              Autore

                Angela Taccia non è soltanto una delle avvocate che difendono Andrea Sempio. Lo conosce da vent’anni, ha condiviso con lui una parte della propria giovinezza e ha raccontato personalmente che tra loro, quando erano ragazzi, nacque una relazione sentimentale. La storia finì, ma il rapporto sopravvisse e cambiò forma: prima l’amore, poi l’amicizia, infine una fiducia così profonda da entrare direttamente nella nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi.

                Non si tratta di una suggestione costruita nei salotti televisivi né di una ricostruzione nata dal gossip. Taccia ha confermato il legame e ha spiegato di conoscere Sempio molto prima delle indagini, delle consulenze e dell’attenzione mediatica. Proprio questa conoscenza personale rende il loro rapporto uno degli aspetti più discussi del nuovo capitolo del caso Garlasco.

                Dalla compagnia di amici alla relazione sentimentale

                Il rapporto tra Andrea Sempio e Angela Taccia nasce nell’ambiente dei ragazzi che frequentavano Marco Poggi, fratello di Chiara. Erano giovani, vivevano nella stessa realtà di provincia e appartenevano a una rete di amicizie che il delitto del 13 agosto 2007 avrebbe poi trasformato in materia giudiziaria e televisiva.

                Taccia non aveva ancora compiuto diciotto anni quando qualcuno uccise Chiara Poggi nella villetta di via Pascoli. Conosceva però molti ragazzi della compagnia e con Sempio aveva costruito un rapporto che andava oltre l’amicizia.

                La relazione terminò, ma i due non si persero. Negli anni il legame diventò un’amicizia profonda, tanto che Sempio, parlando della propria vita privata, ha pronunciato una frase che ha attirato l’attenzione: «Sono amato, non sono fidanzato». Tra le persone che gli vogliono bene ha indicato proprio Angela Taccia, descrivendo il loro attuale rapporto come «fraterno».

                Questa definizione racconta il presente, ma non cancella il passato. Prima ci fu una storia d’amore, poi rimase l’affetto. Oggi quell’affetto accompagna una delle difese più delicate della cronaca giudiziaria italiana.

                L’ex fidanzata che oggi lo difende

                Angela Taccia siede ora nel pool legale di Andrea Sempio, tornato al centro dell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi. La professionista ha scelto di esporsi anche pubblicamente e di raccontare un uomo molto diverso dal profilo che, secondo lei, alcuni hanno costruito attraverso vecchi messaggi, forum online e frammenti di vita estratti dal loro contesto.

                Quando parla di Sempio, Taccia non usa soltanto gli strumenti dell’avvocata. Parla anche da persona che lo conosce da quando era ragazzo.

                Ha ricordato che gli amici lo chiamavano «Gandhi» per la sua tendenza a cercare il dialogo e a evitare gli scontri. Ha difeso il suo carattere e ha respinto il tentativo di ricavare un profilo violento da vecchi messaggi pubblicati in rete.

                «Se viene diffuso qualche messaggio in cui ha fatto il gradasso con frasi non condivisibili, non significa che stesse esprimendo il suo vero io», ha spiegato. Poi ha aggiunto: «Non vedo alcuna connessione tra quello che lui ha scritto e un’azione omicidiaria. Non si può giudicare una persona sulla base di qualche messaggio».

                Le sue parole rappresentano una precisa linea difensiva, ma rivelano anche il peso della conoscenza diretta. Taccia rivendica di conoscere Sempio prima delle carte processuali, prima dell’indagine bis e prima che il suo nome tornasse al centro del dibattito nazionale.

                L’intreccio con Alessandro Biasibetti

                Nel quadro dei vecchi rapporti personali compare anche Alessandro Biasibetti, già legato sentimentalmente ad Angela Taccia e oggi fra’ Alessandro, diacono domenicano. Anche lui frequentava quell’ambiente e gli investigatori hanno acquisito il suo Dna, insieme a quello di altri soggetti, nell’ambito dei nuovi accertamenti genetici.

                Biasibetti non risulta indagato. Il prelievo del suo profilo genetico non implica alcuna accusa, ma dimostra quanto il nuovo filone investigativo abbia riaperto rapporti, frequentazioni e legami rimasti sullo sfondo per quasi vent’anni.

                L’avvocata di Sempio ha dunque avuto una relazione con l’attuale indagato e, in un altro momento della propria vita, con un uomo appartenente alla stessa cerchia di conoscenze, oggi coinvolto soltanto nei confronti genetici. Nessuno di questi elementi possiede, da solo, un valore processuale. Insieme, però, descrivono la fitta rete umana che circondava Chiara, Marco Poggi e i loro amici.

                Garlasco continua a essere anche questo: non soltanto impronte, Dna e perizie, ma una storia di amici, ex fidanzati, famiglie che si conoscono e rapporti che riaffiorano dopo anni.

                Una difesa fondata sulla fiducia

                La domanda che molti lettori si pongono riguarda il peso del legame personale nella strategia difensiva. Andrea Sempio ha pieno diritto di scegliere l’avvocata alla quale affidare la propria difesa, anche quando si tratta di un’ex compagna diventata amica. Il precedente rapporto sentimentale non crea automaticamente un’incompatibilità professionale.

                Per Sempio, Taccia rappresenta una figura di fiducia assoluta: conosce la sua storia, il suo carattere, le sue amicizie e il contesto nel quale è cresciuto. Per Taccia, difenderlo significa anche sostenere l’immagine dell’uomo che ha conosciuto per due decenni e che considera distante da quella emersa in alcune ricostruzioni mediatiche.

                Proprio qui il rapporto professionale incontra la dimensione privata. La difesa nasce da un legame antico, attraversato dall’amore, dall’amicizia e da una fedeltà che ha resistito al tempo.

                Prima l’amore, poi l’amicizia, ora la difesa

                La storia può essere riassunta in pochi passaggi: Angela Taccia e Andrea Sempio si conoscono da ragazzi, iniziano una relazione, si lasciano senza interrompere il rapporto, diventano amici e, quasi vent’anni dopo, si ritrovano fianco a fianco nella nuova inchiesta sul delitto di Chiara Poggi.

                In mezzo ci sono la vecchia compagnia di Garlasco, Marco Poggi, Alessandro Biasibetti, i ricordi comuni e una rete di rapporti che l’omicidio ha consegnato per sempre alla cronaca.

                Questo intreccio non dimostra la colpevolezza o l’innocenza di nessuno. Andrea Sempio resta indagato e gode della presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva. Angela Taccia non risulta indagata e Alessandro Biasibetti non risulta indagato.

                Il loro passato, però, aiuta a comprendere perché Taccia non rappresenti per Sempio una semplice professionista scelta per affrontare un procedimento giudiziario. È un’ex fidanzata diventata amica e poi difensore. Prima l’amore, poi l’amicizia, oggi il tribunale.

                  Continua a leggere
                  Advertisement

                  Ultime notizie