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Cose dell'altro mondo

Dal sito del Comune al portale hard: a Santa Maria a Monte la politica finisce “a luci rosse” per un dominio scaduto

Doveva essere la vetrina politica della maggioranza che guida il Comune, ma si è trasformato in un portale hard. È bastato il mancato rinnovo del dominio web della lista civica “Santa Maria a Monte Sempre” perché un sito a luci rosse ne prendesse il posto, mostrando foto di donne nude e messaggi inequivocabili.

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    Un click. E al posto del programma elettorale della lista civica di centrodestra, compare un sito erotico con immagini esplicite e offerte di incontri “nel raggio di trenta chilometri”. Succede a Santa Maria a Monte, Comune di circa tredicimila abitanti in provincia di Pisa, dove la coalizione “Santa Maria a Monte Sempre”, che dal 2023 sostiene la sindaca Manuela Del Grande, si è ritrovata suo malgrado protagonista di un incidente digitale che ha fatto il giro dei social.

    L’anomalia è stata scoperta da due consigliere di opposizione, Elisa Eugeni e Patrizia Faraoni, del gruppo “Sinistra Plurale”, che hanno segnalato l’accaduto con una pec indirizzata direttamente alla prima cittadina. «Nel cercare in rete il suo programma elettorale – scrivono – abbiamo constatato che il sito ufficiale della lista civica risulta compromesso. Non abbiamo voluto renderlo pubblico subito per senso di responsabilità, ma la invitiamo a intervenire per tutelare l’immagine delle istituzioni e del Consiglio comunale».

    Il tono è civile ma fermo. Eppure, la risposta della sindaca arriva tagliente come una lama. «Abbiamo letto la vostra comunicazione con una certa perplessità – replica Manuela Del Grande – un po’ per il tono, un po’ per la gravità che cercate di attribuire a un fatto in sé del tutto neutro, ma soprattutto per il livello di confusione tecnica che permea ogni riga della vostra missiva».

    Poi la spiegazione: il dominio in questione, acquistato il 22 marzo 2023, è scaduto due anni dopo, il 22 marzo 2025. Non essendo stato rinnovato, è tornato sul mercato digitale libero. Da quel momento, qualsiasi nuovo proprietario ha potuto registrarlo e farne ciò che voleva. «Dal 22 marzo 2025 – scrive la sindaca – la responsabilità e il controllo dei contenuti non sono più in alcun modo riconducibili alla nostra lista. Avreste evitato una figuraccia se vi foste informate meglio».

    Ma la vicenda, invece di spegnersi, è esplosa. Le opposizioni hanno deciso di rendere pubbliche le mail, denunciando “arroganza istituzionale” e “poca attenzione all’immagine pubblica del Comune”. Nei commenti social, ironia e sarcasmo si sono sprecati: “Santa Maria a Monte Sempre… più caliente che mai”, scrive qualcuno. “Un click di troppo e ti trovi su un sito vietato ai minori”, scherza un altro.

    In realtà, il fenomeno non è nuovo. Accade spesso che domini web non rinnovati finiscano acquistati da società che li rivendono o li riutilizzano per contenuti completamente diversi, compresi quelli pornografici. Ma che a cadere nel tranello sia una lista civica al governo di un Comune, con tanto di nome e logo ancora visibili nei motori di ricerca, è tutt’altra storia.

    La sindaca Del Grande, 47 anni, alla guida di una coalizione di centrodestra composta da esponenti di Fratelli d’Italia, Forza Italia e civici, difende la propria amministrazione: «L’impatto istituzionale non è quello che pensano loro. Parlano di “reputazione delle istituzioni” e di “contenuti lesivi” senza comprendere che si tratta di una questione tecnica, non politica. È un attacco infondato, portato avanti con leggerezza e superficialità».

    Nel frattempo, il link incriminato continua a essere attivo, anche se il Comune sta valutando un intervento per segnalare ai motori di ricerca la presenza di contenuti inadatti. Non mancano però i commenti sarcastici dei cittadini: «Almeno così qualcuno visita il sito», dice un commerciante.

    Dietro la gaffe digitale, si intravede anche il segno dei tempi: nella provincia toscana più tranquilla, la politica locale si scontra ora con gli effetti di un web sempre più spietato. Un dominio dimenticato diventa una trappola perfetta per l’imbarazzo. E il confine tra cronaca e farsa si assottiglia.

    Per l’opposizione, la vicenda «dimostra una mancanza di cura e di professionalità». Per la sindaca, invece, «un banale errore tecnico, gonfiato ad arte per creare clamore». In ogni caso, la lezione resta: in tempi di politica digitale, anche un click può trasformarsi in un caso politico.

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      Adottano una bambina di 12 anni, ma scoprono che è una donna di 38: per 15 anni avrebbe ingannato famiglie e benefattori

      A Joinville una coppia l’aveva accolta in casa credendo che fosse una dodicenne di nome Gabriele. Un parente si è insospettito e alcune ricerche online hanno fatto emergere la sua vera identità.

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        L’avevano accolta in casa convinti di avere davanti una bambina di 12 anni bisognosa di una famiglia. Per 14 mesi l’hanno conosciuta come Gabriele, senza immaginare che dietro quella voce infantile e quell’identità si nascondesse in realtà una donna adulta. La vicenda arriva dal Brasile e ha come protagonista Amanda Maria Souza de Oliveira, accusata di essersi finta per anni una minorenne per conquistare la fiducia di famiglie e benefattori.

        La donna è stata arrestata dalla polizia nella casa della famiglia che l’aveva accolta a Joinville, nello Stato di Santa Catarina. Quando gli agenti si sono presentati alla porta, la madre adottiva avrebbe reagito incredula: «Deve esserci un errore». La risposta dei poliziotti è stata lapidaria: «Amanda, lo show è finito».

        La voce da bambina e la vera identità di Amanda

        A quel punto sarebbe caduto anche uno degli elementi centrali della messinscena. Per oltre un anno Amanda avrebbe modificato la propria voce per sembrare molto più giovane. Davanti agli agenti avrebbe invece parlato con il suo tono naturale chiedendo: «Devo venire con voi?».

        Secondo la ricostruzione, il caso di Joinville non sarebbe stato isolato. Per oltre 15 anni la donna si sarebbe presentata in diverse occasioni come una bambina. Quando qualcuno cominciava a nutrire sospetti sulla sua identità, avrebbe fatto perdere le proprie tracce per ricomparire altrove con una nuova storia.

        Adottano una “bambina”, un parente scopre l’inganno

        A Joinville Amanda era riuscita a conquistare la fiducia di una coppia raccontando di avere un padre violento. Avrebbe anche convinto la famiglia a non formalizzare l’adozione sostenendo che, attraverso i documenti, l’uomo avrebbe potuto rintracciarla.

        Dopo alcuni mesi, però, un parente della coppia ha iniziato a dubitare della storia. Alcune ricerche online hanno permesso di risalire alla vera identità della presunta dodicenne. La famiglia ha quindi allertato la polizia, che è intervenuta nell’abitazione.

        La condanna per frode e falsa identità

        Amanda Maria Souza de Oliveira è stata processata e condannata nello Stato di Santa Catarina, mentre contestazioni per presunte frodi sarebbero emerse anche nello Stato del Paraná. Per la frode la pena indicata è di un anno, sei mesi e dieci giorni di reclusione; per falsa identità, quattro mesi e diciotto giorni.

        La donna ha ammesso di essersi inventata l’identità di una bambina, ma contesta di aver agito per ottenere vantaggi economici. «Ho mentito e ingannato persone, ma non volevo truffare nessuno. C’era un vuoto in me, un bisogno di affetto», ha dichiarato. Anche il suo avvocato Lucio Sousa sostiene che non esistano prove di benefici finanziari ottenuti attraverso l’inganno.

        Nel procedimento i legali hanno chiesto anche una perizia psichiatrica. Secondo la legale Sarita de Paiva, Amanda le avrebbe spiegato che presentandosi come una donna adulta nessuno si sarebbe preoccupato di lei.

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          Rihanna nel mirino: spari contro la sua casa, colpiti cancello e auto. Fermata una donna dopo l’allarme

          Proiettili contro la villa della star mondiale: danneggiati il cancello e una delle auto parcheggiate. Rihanna si trovava all’interno dell’abitazione. Le autorità hanno fermato una donna.

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            Momenti di tensione per Rihanna, che si è trovata al centro di un episodio inquietante mentre era nella propria abitazione. La cantante ha sentito diversi colpi di arma da fuoco provenire dall’esterno della casa, scoprendo poco dopo che alcuni proiettili avevano colpito la proprietà.

            Secondo quanto emerso, i colpi hanno raggiunto le facciate esterne dell’abitazione, il cancello d’ingresso e anche una delle auto di famiglia parcheggiate all’interno della proprietà.

            Spari contro la casa della popstar

            L’episodio ha immediatamente fatto scattare l’allarme. Rihanna si trovava in casa quando sono stati esplosi i colpi e avrebbe sentito chiaramente gli spari provenire dall’esterno.

            I proiettili hanno provocato danni alla struttura esterna della villa e a un veicolo parcheggiato nel cortile.

            Non risultano feriti, ma la scena ha generato grande preoccupazione per la sicurezza della cantante e della sua famiglia.

            Fermata una donna

            Le autorità sono intervenute rapidamente sul posto per ricostruire quanto accaduto. Nel corso delle indagini è stata fermata una donna, sospettata di essere coinvolta nell’episodio.

            Al momento non sono stati diffusi molti dettagli sulle motivazioni che avrebbero portato agli spari contro la proprietà della star.

            Gli investigatori stanno lavorando per chiarire se si sia trattato di un gesto mirato o di un episodio isolato.

            Allarme sicurezza per le star

            L’episodio riaccende l’attenzione sui rischi legati alla sicurezza delle celebrità, spesso bersaglio di intrusioni o azioni pericolose da parte di fan ossessivi o sconosciuti.

            Rihanna, una delle artiste più famose al mondo, vive da anni sotto una forte esposizione mediatica.

            In questo caso la situazione non ha avuto conseguenze fisiche, ma l’episodio ha comunque generato grande allarme.

            Le indagini sono ancora in corso per capire cosa sia realmente accaduto davanti alla casa della popstar.

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              Un erede maschio cercasi: Sir Benjamin Slade, due castelli e una figlia che “non va bene” per la discendenza

              Sir Benjamin Julian Alfred Slade, proprietario terriero e aristocratico inglese, torna a far parlare di sé per una posizione che divide. Ha già una figlia, Violet, avuta con l’ex moglie Sahara Sunday Spain tramite fecondazione in vitro, ma per lui non è l’erede giusto. La ricerca di una moglie “adatta” continua.

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                Nel Regno Unito c’è chi difende le tradizioni con discrezione e chi, come Sir Benjamin Julian Alfred Slade, le sventola senza troppi filtri. Aristocratico eccentrico e proprietario terriero, Slade è noto per una missione personale che va avanti da anni: trovare una moglie che possa dargli un erede maschio a cui lasciare il suo patrimonio, che comprende anche due castelli.

                Una ricerca che, finora, non ha dato i risultati sperati. E che continua a far discutere.

                Due castelli e un’eredità “da sistemare”
                Sir Benjamin Slade possiede vasti terreni e immobili storici, un patrimonio che per lui ha un destino preciso: passare a un figlio maschio. Non una preferenza romantica, ma una convinzione dichiarata, legata all’idea di continuità dinastica.

                È per questo che, nonostante l’età e le numerose attenzioni mediatiche, Slade continua a presentarsi come scapolo in cerca della moglie “giusta”. Non per compagnia, almeno non solo, ma per garantire una discendenza che rispetti il suo schema.

                La figlia Violet e l’ex moglie scrittrice
                In realtà, Sir Benjamin non è senza figli. Dalla relazione con l’ex moglie, la scrittrice statunitense Sahara Sunday Spain, è nata Violet. La bambina è venuta al mondo grazie alla fecondazione in vitro, dettaglio che Slade non ha mai nascosto.

                Il punto, però, è che Violet è una femmina. E secondo l’aristocratico questo non è sufficiente per assicurare il futuro dei suoi possedimenti. Una posizione che ha sollevato critiche e perplessità, soprattutto per il modo diretto con cui viene espressa.

                Una visione che divide
                L’idea che una figlia “non vada bene” per la discendenza appare fuori dal tempo, ma Slade non sembra interessato a rivedere le sue convinzioni. Anzi, le ribadisce con una franchezza che lo ha reso un personaggio discusso, spesso al centro di articoli e dibattiti.

                Non si tratta di una polemica episodica, ma di una linea di pensiero che lui porta avanti da anni, senza ammorbidimenti. E che, inevitabilmente, lo espone al giudizio pubblico.

                La ricerca continua
                Così Sir Benjamin Julian Alfred Slade resta in attesa. La moglie giusta, l’erede maschio, la continuità della stirpe. Tutto è ancora da scrivere, mentre Violet cresce lontana da queste logiche e la storia personale dell’aristocratico continua a intrecciarsi con un’idea di nobiltà che molti considerano ormai superata.

                Per ora, l’unica certezza è che la ricerca non è finita. E che, tra castelli, titoli e convinzioni granitiche, Slade non sembra intenzionato a cambiare rotta.

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