Connect with us

Cronaca Nera

Delitto di Garlasco, l’avvocato Lovati contro Corona: «Mi ha tradito, mi ha fatto bere per farmi parlare»

Il difensore, già indagato per diffamazione aggravata per le sue dichiarazioni sul caso Poggi, ora accusa l’ex re dei paparazzi di averlo manipolato: «Avevo bevuto, pensavo fosse una chiacchierata privata. Mi piacerebbe sapere a chi ha mandato quelle immagini».

Avatar photo

Pubblicato

il

    Per la serie c’è ancora chi si fida di Fabrizio Corona?. L’ultimo a pentirsene è Massimo Lovati. l’avvocato di Andrea Sempio, il giovane tornato nel mirino dell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, la ragazza di Garlasco uccisa nel 2007.

    Lovati, che aveva fatto discutere per le sue uscite sopra le righe sul caso, si è scagliato contro l’ex re dei paparazzi accusandolo di averlo “tradito”. «Mi ha ripreso mentre bevevo, chiedendomi di parlare a ruota libera e di fare affermazioni volgari», ha dichiarato il legale. Spiegando che quella conversazione — poi diventata un video pubblicato sul canale YouTube di Corona — non era destinata alla diffusione pubblica.

    Secondo il suo racconto, l’ex fotografo gli avrebbe promesso una chiacchierata informale, una sorta di “fuori onda” tra conoscenti. «Mi piacerebbe capire a chi ha mandato quel video», ha aggiunto l’avvocato. Sostenendo di essere stato “incastrato” in un momento di fragilità: «Avevo bevuto, non mi aspettavo che quelle parole venissero registrate».

    Il filmato in questione, diffuso nel corso di una puntata di Falsissimo, la serie che Corona pubblica online, ha suscitato scalpore per il linguaggio crudo. E per le frasi contro alcuni protagonisti della vicenda giudiziaria di Garlasco. Proprio per quelle dichiarazioni, Lovati è oggi indagato per diffamazione aggravata. A denunciarlo sono stati gli avvocati Enrico e Fabio Giarda, figli del defunto professor Angelo Giarda, storico difensore di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per l’omicidio di Chiara Poggi.

    Il legale di Sempio sostiene di essere stato manipolato: «Corona ha usato le mie parole per farsi pubblicità. Io non gli ho mai dato il consenso alla diffusione del video».

    Un’accusa che riapre vecchie polemiche attorno a Fabrizio Corona e al suo modo di fare informazione-spettacolo. Dove la linea tra confessione privata e show mediatico sembra svanire.

    Intanto l’inchiesta di Latina prosegue e Lovati dovrà spiegare ai magistrati non solo le sue frasi, ma anche il ruolo che attribuisce a chi — con una telecamera nascosta e un bicchiere di troppo — gli ha rovinato la reputazione.

      SEGUICI SU INSTAGRAM
      INSTAGRAM.COM/LACITYMAG

      Cronaca Nera

      Garlasco, Lovati lancia la teoria choc: “Chiara Poggi uccisa da un sicario di un’organizzazione criminale internazionale”

      Ospite di Giuseppe Cruciani su Radio24, Massimo Lovati sostiene che Chiara Poggi sarebbe stata uccisa da un sicario legato a un’organizzazione criminale. Poi attacca l’inchiesta su Andrea Sempio e difende Alberto Stasi.

      Avatar photo

      Pubblicato

      il

      Autore

        Nuove dichiarazioni destinate a far discutere si aggiungono al già complesso mosaico del delitto di Garlasco. A pronunciarle è Massimo Lovati, ex avvocato di Andrea Sempio, oggi indagato dalla Procura di Pavia nell’ambito della nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi. Ospite de La Zanzara, il programma di Radio24 condotto da Giuseppe Cruciani, il legale ha rilanciato una teoria che si discosta radicalmente dalle piste investigative emerse finora.

        Secondo Lovati, infatti, la ventiseienne sarebbe stata assassinata da un sicario incaricato da una presunta organizzazione criminale internazionale. Una ricostruzione che il legale definisce frutto di una serie di elementi e intuizioni maturati negli anni di studio del caso.

        La teoria del sicario e i temi studiati da Chiara Poggi

        Durante l’intervista radiofonica, Lovati ha spiegato: «Non posso parlare senza veli perché sono imputato in un processo per diffamazione, ma comunque Chiara Poggi è stata uccisa da un sicario mandato da altri assassini, ossia una organizzazione criminale probabilmente internazionale».

        Per sostenere questa ipotesi, l’ex difensore di Andrea Sempio ha richiamato alcuni documenti che la giovane aveva salvato mesi prima dell’omicidio. «Basta approfondire il contenuto dei temi che Chiara Poggi stava approfondendo nei giorni prima dell’assassinio, la pedofilia presso enti ecclesiastici internazionali», ha dichiarato.

        Il riferimento è ad alcuni articoli conservati su una chiavetta Usb appartenente alla ragazza. Elementi che, va ricordato, non risultano avere avuto un ruolo nelle attuali indagini della Procura di Pavia e che non sono mai stati considerati una pista investigativa accertata.

        “Stasi è innocente, fu minacciato di morte”

        Lovati ha poi sostenuto che il delitto di Garlasco non sarebbe riconducibile a un omicidio maturato in ambito personale, bensì a un piano costruito nei dettagli. «Non è un femminicidio ma un omicidio premeditato molto bene, con scelta di data, luogo e pedine del depistaggio».

        Tra queste presunte “pedine”, secondo il legale, ci sarebbe anche Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per l’omicidio della fidanzata. «Stasi è innocente, è stato minacciato di morte subito dopo l’assassinio dallo stesso uomo che ha ucciso Chiara Poggi, cioè dal sicario. Lo ha visto in faccia, ma i sicari sono dei professionisti: potrebbe aver indossato una maschera».

        A sostegno della sua tesi, Lovati ha inoltre richiamato due elementi che ritiene significativi: «La mancanza assoluta di un movente» e «la mancanza assoluta dell’arma del delitto». Si tratta però di considerazioni personali del legale e non di conclusioni investigative condivise dagli inquirenti.

        L’attacco all’inchiesta su Andrea Sempio

        Nella parte finale dell’intervento, l’ex avvocato di Andrea Sempio ha rivolto pesanti critiche alla nuova indagine aperta dalla Procura di Pavia. Secondo lui, l’obiettivo reale dell’inchiesta sarebbe ottenere una futura revisione del processo che ha portato alla condanna di Alberto Stasi.

        «La procura non sa più che pesci prendere, per me questa indagine è nata esclusivamente per ottenere la revisione e la riabilitazione di Alberto Stasi, il resto è una messinscena», ha affermato.

        Lovati ritiene inoltre che eventuali sviluppi processuali nei confronti di Andrea Sempio si scontrerebbero con la presenza di una sentenza definitiva già passata in giudicato. «Non possono portare Andrea Sempio a processo prima della revisione di Alberto Stasi», ha sostenuto.

        Infine, il legale è tornato sui soliloqui intercettati di Sempio, che nelle ultime settimane hanno alimentato il dibattito mediatico sul caso. «Non dimostrano niente. Non si possono fare i processi sui pensieri, perché se ci mettiamo a perforare le orecchie della gente andremmo tutti in galera, finirebbe la democrazia e la libertà dell’individuo».

        Parole che riaccendono ancora una volta il confronto pubblico attorno al delitto di Garlasco, mentre la Procura continua a lavorare sugli accertamenti investigativi tuttora in corso.

          Continua a leggere

          Cronaca Nera

          Garlasco, Marco Poggi e il dubbio sull’impronta 33: “Se fosse insanguinata, diventerebbe difficile da spiegare”

          Marco Poggi racconta il momento in cui gli investigatori gli hanno mostrato l’impronta 33, trovata sulle scale interne della villetta di Garlasco. “Mi hanno detto che era di Andrea Sempio. Se fosse insanguinata, diventerebbe difficile da spiegare”.

          Avatar photo

          Pubblicato

          il

          Autore

            Marco Poggi rompe il silenzio a Quarto Grado e affronta uno dei punti più delicati della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco: l’impronta 33, trovata sulla parete destra delle scale interne della villetta dove il 13 agosto 2007 venne trovato il corpo di Chiara Poggi. Un’impronta che gli investigatori hanno attribuito ad Andrea Sempio e che, secondo Marco, può diventare un elemento decisivo solo a una condizione precisa.

            L’impronta 33 mostrata dagli investigatori

            Il fratello di Chiara racconta cosa è accaduto durante il sit con gli investigatori. «Nel sit di questi mesi con gli investigatori mi hanno chiesto di descrivere quali sono i luoghi principali della casa che frequentavo di più con i miei amici. Ho detto che i miei amici potevano essere passati dalle scale interne di casa perché portavano a una cantina che noi usavamo come magazzino, c’erano anche i giochi in scatola. Ci passavo con i miei amici. Non so dire chi è sceso di preciso. Dopo che mi è stata fatta questa domanda mi hanno mostrato l’impronta 33».

            Poi arriva il passaggio centrale: «Mi hanno detto che era di Andrea Sempio. Nella foto quella impronta era rossa tanto che ricordo di essere uscito da quel sit pensando che ci fosse del sangue. Poi ho capito che quel rosso non era sangue. Se fosse insanguinata diventa difficile da spiegare».

            Marco Poggi quindi non liquida l’impronta come irrilevante. Al contrario, distingue tra una possibile presenza spiegabile in casa, visto che gli amici frequentavano anche le scale interne, e un’impronta eventualmente insanguinata, che cambierebbe il peso dell’elemento.

            Le intercettazioni di Sempio in auto

            A Poggi vengono poi chiesti i discorsi fatti da Andrea Sempio da solo in macchina, intercettati dagli investigatori, nei quali avrebbe parlato del delitto di Garlasco. Anche su questo punto Marco mostra prudenza e non dice di aver trovato un collegamento chiaro.

            «La mia reazione è di incredulità e di non averci trovato il nesso. Ero abbastanza confuso dopo averli sentiti una prima volta. Li ho sentiti in queste settimane e rimango della mia idea, ovvero che ci manca un nesso. Non sono neanche sicuro che vengano dette certe parole».

            Per il fratello di Chiara, dunque, quelle frasi non bastano da sole a costruire un quadro convincente. Ma il ragionamento sull’impronta 33 resta diverso: se quell’impronta avesse davvero sangue, la spiegazione diventerebbe molto più complicata.

            I rapporti tra Andrea Sempio e casa Poggi

            Marco ricostruisce anche il rapporto tra Andrea Sempio e la sua famiglia. «Io e Andrea Sempio ci siamo conosciuti a scuola a Garlasco. Eravamo molto amici all’epoca dell’omicidio, siamo tuttora amici, anche se non ci si vede».

            Sulle chiamate fatte da Sempio al telefono fisso di casa Poggi, aggiunge: «Penso che Chiara mi avrebbe chiamato, visto che Andrea era un mio amico. Me lo sarei aspettato, mi sarei aspettato che lo dicesse a qualcuno».

            Quanto alla possibilità che Sempio sia rimasto da solo nella stanza di Chiara, Marco non la esclude: «Non posso escludere che sia andato in bagno o che sia andato a bere e di averlo lasciato da solo in camera di Chiara davanti al pc di famiglia. Tutti usavamo quello. Non mi risulta che siano state prese cose di nascosto dai miei amici».

            Sui video intimi di Chiara e Alberto Stasi, precisa: «Non ho mai visto quei video, sapevo della loro presunta esistenza solo da una chat che ho letto su Msn. Non ho mai detto questa cosa ai miei amici. Non ho ricordo di aver mai detto di queste cose, sono cose private di mia sorella».

            “Sono convinto che Andrea Sempio sia innocente”

            Marco Poggi ribadisce la propria posizione sulle nuove indagini: «Non mi ha convinto quello che è stato detto su di lui, non ho cambiato idea. Sono invece convinto che la sentenza su Stasi sia la verità. Non pretendiamo che lo sia per tutti».

            Quando gli viene chiesto dell’atteggiamento che gli inquirenti hanno definito “ostile” e “oppositivo” sulle accuse ad Andrea Sempio, risponde: «Sono convinto che Andrea Sempio sia innocente. Non era il messaggio che volevo far passare. Se avessi trovato qualcosa per scagionare Stasi lo avrei presentato. Siamo i primi a voler mettere un punto su quanto accaduto, siamo stanchi di fare sempre gli stessi pensieri».

            La posizione di Marco Poggi, quindi, non cancella il dubbio sull’impronta 33. Anzi, lo mette al centro: la frequentazione della casa può spiegare una traccia sulle scale, ma non necessariamente una traccia insanguinata. Ed è proprio lì che, per il fratello di Chiara, si gioca il confine tra un elemento compatibile con il passato e un fatto capace di cambiare la lettura dell’intera vicenda.

              Continua a leggere

              Cronaca Nera

              Garlasco, Albina Perri di Giallo riapre il gossip proibito: «Angela Taccia ebbe una storia con Sempio, poi lo lasciò»

              Secondo Albina Perri, tra Andrea Sempio e Angela Taccia ci sarebbe stata anni fa una relazione sentimentale. La direttrice di Giallo sostiene che nei 152 fogli pubblicati dal settimanale emergerebbe un disagio profondo che la legale, a suo dire, “non può non conoscere”.

              Avatar photo

              Pubblicato

              il

              Autore

                Nel caso Garlasco mancava soltanto il capitolo sentimentale con retroscena proibito, diari segreti e avvocata finita al centro della scena. A portarcelo è Albina Perri, direttrice del settimanale Giallo, che nelle ultime ore ha lanciato una rivelazione destinata a far esplodere il dibattito attorno ad Andrea Sempio e ad Angela Taccia, oggi sua legale nell’inchiesta riaperta sull’omicidio di Chiara Poggi. Secondo Perri, tra Sempio e Taccia ci sarebbe stata anni fa una relazione sentimentale. Non una conoscenza vaga, non una frequentazione qualunque, ma una storia che l’indagato avrebbe poi riversato nei suoi diari e nelle sue agendine, quei 152 fogli pubblicati da Giallo e diventati uno degli oggetti più discussi di questa nuova stagione del caso.

                La rivelazione di Albina Perri su Giallo

                La frase della direttrice è di quelle che non passano inosservate: «L’avvocato Angela Taccia anni fa ebbe una relazione con Sempio ma poi lei lo lasciò. Lui aveva 26 anni. Lei non può non sapere che problemi avesse». In poche righe c’è tutto il materiale per incendiare il caso: una relazione passata, una rottura, il riferimento al disagio di Sempio e il ruolo attuale di Taccia, che oggi lo assiste da avvocata. Albina Perri collega la sua ricostruzione ai documenti pubblicati dal settimanale: «Andrea lo scrive nei diari e nelle agendine che abbiamo pubblicato su Giallo: in quei 152 fogli parla di lei molto spesso». Il punto, quindi, non è soltanto il presunto rapporto sentimentale, ma il peso che quella figura avrebbe avuto negli scritti privati dell’uomo oggi tornato al centro dell’indagine.

                I diari, le agendine e le pagine mai mostrate

                La parte più esplosiva arriva quando Perri spiega di non avere pubblicato tutto. E qui il racconto entra nella zona grigia più appetitosa per il gossip: quella delle pagine intime, dei passaggi lasciati fuori, dei dettagli che esistono ma che restano dietro le quinte. «Non scendo nei dettagli perché poi diventa gossip, ed è il motivo per cui queste pagine più intime non le ho mostrate sul giornale», afferma la direttrice di Giallo. Una frase che, paradossalmente, finisce per accendere ancora di più la curiosità. Perché se quelle pagine non sono finite sul giornale, significa che qualcosa di molto personale esiste davvero nei documenti letti dalla redazione. Perri aggiunge: «Però avendo letto e visto, fidatevi: posso dirvi che non può non sapere del suo profondo disagio». Un’affermazione pesante, che sposta il tema dalla vecchia relazione al rapporto tra vita privata, difesa e conoscenza personale dell’indagato.

                Angela Taccia, da ex relazione a legale di Sempio

                Il dettaglio che rende la vicenda così forte dal punto di vista mediatico è proprio il doppio ruolo attribuito ad Angela Taccia nel racconto di Albina Perri: prima possibile figura sentimentale nella vita di Sempio, oggi sua avvocata. Una combinazione destinata a generare domande, commenti e inevitabili polemiche. Naturalmente, allo stato, si tratta della ricostruzione sostenuta dalla direttrice di Giallo e non di un accertamento giudiziario. Ma nel caso Garlasco ormai ogni elemento personale finisce immediatamente dentro il grande tritacarne mediatico, soprattutto quando tocca uno dei protagonisti dell’inchiesta e una persona che oggi compare accanto a lui nella strategia difensiva.

                Il caso Garlasco diventa anche romanzo privato

                Il delitto di Chiara Poggi resta prima di tutto una vicenda giudiziaria e umana drammatica. Ma negli ultimi mesi il caso Garlasco ha assunto sempre più anche i contorni di un romanzo privato collettivo, fatto di vecchie amicizie, rapporti interrotti, diari, agendine, intercettazioni, memorie e segreti che tornano a galla dopo anni. La rivelazione di Albina Perri si inserisce esattamente in questo filone: non cambia da sola l’indagine, ma aggiunge un tassello fortissimo al racconto pubblico di Andrea Sempio. E soprattutto riporta una domanda al centro: che cosa raccontano davvero quelle pagine private che Giallo dice di avere letto ma di non avere mostrato?

                  Continua a leggere
                  Advertisement

                  Ultime notizie