Cronaca Nera
Garlasco, spunta l’audio di Sempio sul «sistema»: «Se mi dai i soldi ti aiuto». E fa il nome di un carabiniere
Un’intercettazione del 2017 di Andrea Sempio sarà trasmessa da Massimo Giletti a Lo Stato delle Cose. L’indagato parla di un presunto meccanismo attraverso il quale persone finite sotto indagine avrebbero potuto ricevere «aiuto» in cambio di denaro e cita l’ex responsabile della polizia giudiziaria Silvio Sapone.
Un nuovo audio di Andrea Sempio riporta il caso Garlasco al centro dell’attenzione. La registrazione risale al 2017, quando la Procura di Pavia indagava per la prima volta sull’amico di Marco Poggi, e contiene una frase destinata a sollevare nuovi interrogativi: «Mi hanno detto che c’era un sistema: se mi dai i soldi ti aiuto».
Massimo Giletti trasmetterà l’intercettazione lunedì 21 settembre durante Lo Stato delle Cose, su Rai 3, ma le anticipazioni hanno già rivelato il passaggio più delicato. Sempio non parla soltanto di un presunto sistema per aiutare chi finiva sotto indagine. Nella stessa conversazione cita anche Silvio Sapone, all’epoca responsabile della sezione di polizia giudiziaria della Procura di Pavia.
Il contenuto dell’audio assume oggi un significato particolare proprio perché gli investigatori stanno ricostruendo ciò che accadde durante le indagini del 2017 su Sempio.
Garlasco, cosa dice Andrea Sempio nel nuovo audio
Il passaggio anticipato contiene parole molto precise. Andrea Sempio dice: «Questo Sapone mi ha chiamato una volta perché, a quanto mi hanno detto, c’era anche un sistema in cui loro cercavano di prendere le persone che erano sottoposte a indagine e… se mi dai i soldi ti aiuto».
La frase richiede però cautela. Sempio usa infatti le parole «a quanto mi hanno detto» e riferisce quindi una circostanza che sostiene di avere appreso da altre persone. Nel frammento finora diffuso non dice di avere pagato qualcuno e non afferma neppure che la sua famiglia abbia consegnato denaro a Sapone.
L’audio, dunque, non prova da solo l’esistenza di un sistema corruttivo. Mostra però che già nel 2017 Sempio parlava di un presunto meccanismo attraverso il quale qualcuno avrebbe potuto aiutare persone coinvolte in un’indagine in cambio di denaro.
Ed è proprio questo particolare a rendere oggi quella conversazione particolarmente interessante.
Chi è Silvio Sapone e perché Sempio lo cita
Il nome di Silvio Sapone non compare per la prima volta nelle nuove verifiche sul caso Garlasco. Nel 2017 Sapone guidava la sezione di polizia giudiziaria della Procura di Pavia e gli investigatori hanno riesaminato i suoi contatti con Andrea Sempio nel periodo della prima inchiesta.
Sapone ha sempre negato qualsiasi favore nei confronti di Sempio o della sua famiglia. Agli investigatori ha spiegato che le telefonate servivano a organizzare la convocazione del giovane e ha dichiarato di non ricordare nei dettagli il contenuto di alcuni contatti.
Il nuovo audio aggiunge però un elemento: è Andrea Sempio stesso a pronunciare il nome di Sapone e subito dopo parla di ciò che gli avrebbero raccontato su un presunto sistema di aiuti alle persone indagate.
Questo non permette di attribuire automaticamente quel «se mi dai i soldi ti aiuto» a Sapone. Per capire esattamente a chi si riferisse Sempio bisognerà conoscere il contesto completo della conversazione e confrontarlo con gli altri atti dell’inchiesta.
Il caso Venditti e il nodo dei soldi
Il nuovo audio arriva mentre gli inquirenti continuano a ricostruire ciò che accadde nel 2017 attorno alla prima indagine su Andrea Sempio.
Uno dei filoni più delicati aveva coinvolto l’ex procuratore di Pavia Mario Venditti, accusato nell’ipotesi investigativa di avere ricevuto denaro per favorire l’archiviazione di Sempio. La giustizia ha però archiviato la sua posizione.
Questo passaggio ha escluso, sul piano giudiziario, l’ipotesi accusatoria formulata nei suoi confronti, ma le verifiche sulle vicende che circondarono l’indagine del 2017 hanno acceso l’attenzione anche sui rapporti e sui contatti di alcuni uomini della polizia giudiziaria.
In questo scenario entra adesso la registrazione di Sempio.
Il punto non consiste nel trasformare quella frase in una prova che oggi non rappresenta. Il vero elemento di interesse sta nel fatto che Sempio parlava già allora di soldi, persone indagate e di un presunto «sistema» capace di offrire aiuto.
Le telefonate a Sempio prima dell’interrogatorio
Gli investigatori hanno inoltre riesaminato i contatti avvenuti prima dell’interrogatorio di Andrea Sempio del 10 febbraio 2017.
Gli inquirenti vogliono ricostruire perché alcuni appartenenti alla polizia giudiziaria entrarono in contatto con lui prima della convocazione formale e quale fosse il contenuto di quelle comunicazioni.
Sapone ha spiegato che la Procura stava valutando di sentire Sempio a verbale e che i contatti servivano proprio a organizzare la convocazione. In seguito i magistrati avrebbero deciso di cambiare strategia e di intercettarlo prima di procedere all’interrogatorio.
Ora il nuovo audio offre un altro elemento da confrontare con quella sequenza di telefonate e con gli atti dell’inchiesta del 2017.
Giletti: «Nuovi interrogativi sulle indagini del 2017»
Massimo Giletti ha anticipato sui social parte della registrazione e sostiene che il contenuto apra «nuovi interrogativi sulle indagini condotte dalla Procura di Pavia nel 2017».
Il conduttore ha anche ricordato un elemento fondamentale per leggere correttamente la vicenda: l’indagine non ha dimostrato che Mario Venditti abbia ricevuto denaro dalla famiglia Sempio per ottenere l’archiviazione di Andrea e la giustizia ha archiviato la posizione dell’ex procuratore.
L’attenzione si concentra quindi su ciò che accadde attorno alla prima inchiesta e sui rapporti tra Sempio e alcuni uomini che lavoravano nella polizia giudiziaria.
Durante la puntata di Lo Stato delle Cose si discuterà proprio di questi aspetti e del significato dell’intercettazione.
Andrea Sempio verso la chiusura delle nuove indagini
L’audio arriva inoltre in una fase decisiva della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco.
Andrea Sempio è tornato sotto indagine per l’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia in via Pascoli. Per quel delitto la giustizia ha condannato definitivamente Alberto Stasi a 16 anni di carcere.
La difesa di Sempio attende adesso la conclusione delle indagini e l’accesso agli atti raccolti dagli inquirenti. Il suo avvocato Liborio Cataliotti ha spiegato di voler aspettare la notifica dell’avviso di fine indagini e la successiva discovery prima di esprimere valutazioni.
Nel frattempo, la registrazione del 2017 aggiunge un nuovo tassello alla ricostruzione di quegli anni.
L’audio non dimostra che qualcuno abbia pagato per ottenere favori e non prova l’esistenza del «sistema» descritto nella conversazione. Ma consegna agli investigatori e all’opinione pubblica un dato preciso: mentre la Procura di Pavia indagava su di lui nel 2017, Andrea Sempio parlava di un presunto meccanismo nel quale denaro e aiuto alle persone indagate comparivano nella stessa frase: «Se mi dai i soldi ti aiuto».
INSTAGRAM.COM/LACITYMAG
Cronaca Nera
Il dramma di Pietracatella dopo la tragedia della ricina, Di Vita rompe il silenzio: «Basta speculazioni, la mia vita è stravolta»
Gianni Di Vita, marito di Antonella Di Ielsi e padre di Sara Di Vita — decedute per avvelenamento da ricina a Pietracatella lo scorso Natale —, ha rotto il silenzio in un’intervista tv a Teleregione.
Il desiderio di riscattare la propria dignità e la necessità di tutelare il percorso di crescita della figlia superstite hanno spinto Gianni Di Vita a rompere il lungo riserbo serbato sulla tragedia familiare di Pietracatella. Il commercialista ed ex sindaco della cittadina molisana ha affidato alle telecamere dell’emittente Teleregione un’accorata richiesta di chiarezza sulla scomparsa della consorte Antonella Di Ielsi e della primogenita Sara, stroncate dalle conseguenze di un’intossicazione da ricina avvenuta durante le scorse festività natalizie. L’intervento televisivo nasce dalla volontà di spazzare via insinuazioni o perplessità circolate sulla sua condotta durante i mesi d’indagine.
La linea della Procura di Larino e le analisi sui reperti in Germania
I magistrati della Procura di Larino hanno aperto un fascicolo procedurale ipotizzando il reato di duplice omicidio volontario con l’aggravante dell’impiego del veleno, condotto al momento nei confronti di ignoti. Secondo gli elementi al vaglio degli inquirenti, la sostanza letale, caratterizzata dall’assenza di sapore e colore, potrebbe essere stata somministrata alle due donne a loro insaputa all’interno delle mura domestiche.
Nel corso dell’intervista, il cinquantacinquenne ha manifestato l’auspicio che il quadro clinico non nasconda una mano assassina, rinnovando la propria fiducia nell’operato della magistratura e ricordando la centralità degli accertamenti tossicologici in corso presso l’Istituto Robert Koch di Berlino sui campioni alimentari prelevati in casa.
Il travaglio dei frequenti traslochi e lo stop definitivo alle interviste
L’impatto mediatico dell’inchiesta e l’attenzione morbosa sulla vicenda hanno condizionato pesantemente la quotidianità del professionista e della secondogenita Alice. Di Vita ha confidato la sofferenza vissuta nell’affrontare ben quattro cambi di abitazione in meno di un anno, resi indispensabili anche per garantire alla ragazza la tranquillità necessaria per sostenere le prove dell’esame di maturità nella città di Campobasso. Concludendo la sua deposizione pubblica, l’ex primo cittadino ha ribadito di non voler rilasciare ulteriori dichiarazioni alla stampa, invocando il diritto al rispetto della vita privata e pretendendo la rapida conclusione delle indagini per poter finalmente ritrovare un’esistenza normale.
Cronaca Nera
Garlasco, la Procura di Pavia chiede il processo per Andrea Sempio ma la famiglia di Chiara rifiuta la parte civile
Svolta di rilievo nelle vicende giudiziarie legate all’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007: i familiari della vittima hanno reso noto che non si costituiranno parte civile nel nuovo procedimento penale promosso dalla Procura di Pavia a carico di Andrea Sempio, per il quale è stato formale il rinvio a giudizio.
I familiari di Chiara Poggi hanno confermato la decisione di non figurare come parte civile nel procedimento giudiziario avviato nei confronti di Andrea Sempio. La presa di posizione è giunta il giorno successivo alla formale richiesta di rinvio a giudizio avanzata dagli uffici giudiziari pavesi verso l’amico di Marco Poggi, additato dalla pubblica accusa come il materiale esecutore del delitto. L’iter procedurale prevede la fissazione dell’udienza preliminare dinanzi al giudice competete entro brevi termini, fatta salva l’eventuale richiesta di sospensione avanzata dalla difesa in attesa delle decisioni inerenti alla revisione della condanna definitiva già emessa nei confronti di Alberto Stasi.
La posizione dei familiari e la memoria delle motivazioni processuali
La scelta della famiglia nasce dalla profonda convinzione circa la correttezza della sentenza irrevocabile che ha attribuito la responsabilità dell’omicidio a Stasi. In un’intervista rilasciata alla trasmissione televisiva Quarto Grado, Marco Poggi ha ripercorso la maturazione della propria opinione: «Non è che non vogliamo cambiare idea. La convinzione su Alberto Stasi come colpevole è che noi abbiamo assistito a tutte le udienze del processo. Ci hanno convinto in maniera definitiva. All’inizio ho pensato che lui era innocente, Chiara aveva lui come persona più vicina. Era la persona che le mostrava affetto. Era una persona che non volevo fosse l’assassino. Leggendo le motivazioni della carcerazione ho capito che nelle sue dichiarazioni tante cose non tornavano. Per esempio riguardo a quello che ha detto sul DNA di Chiara sui pedali della bici. Tante cose mi hanno lasciato stranito». Esprimendosi in merito alle attenzioni investigative rivolte all’amico, ha poi ribadito il proprio orientamento: «Non mi ha convinto quello che è stato detto su di lui, non ho cambiato idea. Sono invece convinto che la sentenza su Stasi sia la verità. Non pretendiamo che lo sia per tutti».
Le tesi della Procura di Pavia e la ricostruzione dell’aggressione
Di diverso avviso si presenta l’impianto accusatorio formulato dai magistrati di Pavia, convinti che l’aggressione sia da ricondurre ad Andrea Sempio in seguito all’interruzione di un approccio non gradito. La ricostruzione della pubblica accusa descrive una successione d’atti violenti compiuti all’interno dell’abitazione: «Dopo una iniziale colluttazione, colpiva reiteratamente la vittima con un corpo contundente dapprima in regione frontale sinistra e in regione zigomatica destra, facendola cadere a terra. A seguito di ciò, la trascinava al fine di condurla verso la porta di accesso alla cantina e, dopo che la p.o. provava a reagire mettendosi carponi, la colpiva nuovamente con almeno 3-4 colpi in regione parieto-temporale sinistra, in regione parietale posteriore, lungo la linea mediana ed in regione parietale sinistra paramediana, facendole perdere i sensi. A seguito di ciò, spingeva il corpo della vittima facendolo scivolare lungo le scale che conducono in cantina ove, nonostante la stessa fosse già incosciente, la colpiva con almeno 4-5 colpi in regione parieto-occipitale sinistra, cagionando alla stessa gravi lesioni cranio encefaliche dalle quali derivava il decesso».
La contestazione delle aggravanti e il presunto movente
L’ipotesi delineata dagli inquirenti attribuisce all’aggressore l’aver agito con spietatezza, configurando l’aggravante dei motivi abietti. Gli elementi d’indagine associano la molla del delitto al potenziale rinvenimento casuale di filmati privati da parte dell’indagato, fattore che avrebbe generato un’attenzione patologica verso la ragazza. Tutti gli elementi raccolti dalla pubblica accusa dovranno superare il vaglio delle successive fasi dibattimentali per trovare eventuale riscontro in sede di giudizio.
Cronaca Nera
Andrea Sempio e i diari di Garlasco: la frase «Io aiutato», il mistero del meccanico Ferri e le analisi in diretta tv
Nella puntata di Mattino Cinque del 2 novembre 2026 condotta da Federica Panicucci, è emerso un clamoroso scoop legato all’inchiesta sul delitto di Garlasco: un appunto manoscritto estratto dai diari di Andrea Sempio, sequestrati a maggio 2025. Nel documento, il 38enne cita i suicidi di vari ragazzi del paese, la figura dell’avvocato Giada Bocellari, un “uomo misterioso”, la famiglia Poggi e il nome di Giovanni Ferri — il meccanico vicino di casa trovato morto nel 2010, il cui caso è stato riaperto per omicidio volontario —, concludendo con la frase “Io aiutato”.
Prima puntata della settimana per Mattino Cinque, in onda oggi, 2 novembre 2026, non poteva mancare uno spazio ad hoc come di consueto dedicato al caso Garlasco, curato da Federica Panicucci. Il programma questa volta può contare su uno scoop importante, un appunto scritto a mano da Andrea Sempio, che mette in evidenza una serie di suoi ragionamenti che non erano mai emersi prima. Un tassello rilevante che arricchisce il quadro degli elementi al vaglio degli inquirenti e dei consulenti tecnici.
L’appunto manoscritto sui suicidi e il legame con la morte di Giovanni Ferri
Spicca un documento esclusivo, trovato proprio dall’inviato Emanuele Canta in uno dei diari del 38enne, oggetto di sequestro il 14 maggio 2025 nell’abitazione di Voghera dove lui viveva. Qui è presente una pagina dove parla dei suicidi e dove è presente il nome di Giovanni Ferri, il meccanico che era suo vicino di casa, trovato senza vita nel 2010 in un pertugio in paese, inizialmente archiviato come suicidio, ma oggetto recentemente di una riapertura dell’inchiesta per omicidio volontario. Tutto è scritto in stampatello, facendo riferimento a un “uomo misterioso”.
E il manoscritto viene mostrato in diretta da Federica Panicucci: «Partito da Giada, immaginiamo Bocellari, a seguito di mia interc suicidi. Sotto c’è la parola Ferri, abbiamo cercato di tradurlo e interpretarlo». Questa è l’interpretazione fatta dalla redazione: «Partito a Giada a seguito di mia interc. suicidi. Giada – ragazzi – Ale – Ferri. Uomo misterioso – Inter miei. Sapevano (o sapevamo) la versione Poggi? Sapevano (o sapevamo?) quando si sarebbe chiusa. Ale sì, io aiutato. Parla con Lov». Canta ricorda che Lov indica l’avvocato Lovati e che il foglio fa riferimento all’indagine difensiva del 2017 legata ai suicidi a Garlasco. Sulla questione è intervenuto l’avvocato Fabrizio Gallo, legale della vedova Ferri: «Questo foglio importantissimo non fa parte del compendio probatorio del nuovo pubblico ministero che si sta occupando della morte di Ferri, sarà mio compito portarglielo mercoledì. Gli chiederò di sentire Andrea Sempio per dare una spiegazione».
Le ricerche sul web e il materiale rinvenuto nell’hard disk
Ricerche inquietanti, video, immagini e contenuti dal significato da chiarire. Questo è quanto ritrovato dagli inquirenti nell’hard disk di Andrea Sempio, che potrebbe contribuire a ricostruire i suoi pensieri e i suoi interessi. Gli investigatori si concentrano sulle sue ricerche fatte sul web dal 2012 al 2015, legate a stupro, violenze e al delitto di Garlasco.
Il 38enne avrebbe cercato Alberto Stasi anche su Facebook, mostrando interesse per la vicenda giudiziaria e soffermandosi su un possibile nuovo prelievo del DNA di Stasi e su come rintracciare un cellulare spento.
L’analisi dei video e le valutazioni degli esperti in studio
A questo si aggiungono i video personali dove Sempio analizza le dinamiche delle aggressioni e spiega come usare le armi. Il professor Galassi ha commentato in studio: «Stava forse ripetendo una lezione, sono contenuti assai inquietanti. Credo vadano valutati con grande attenzione, sul piano scientifico e comportamentale non vanno sminuiti».
L’indagato ha provato a minimizzare in una dichiarazione a Quarto Grado: «Non ho la minima idea di cosa ci sia in quei video perché per me è roba vecchia e sepolta. È solo un flusso di coscienza per mettere giù tutte le informazioni su quell’argomento». I Carabinieri hanno inserito questi file tra gli elementi in grado di supportare il quadro probatorio, inviando parte del materiale al perito psichiatrico Roberto Catanesi.
-
Gossip3 anni faElisabetta Canalis, che Sex bomb! è suo il primo topless del 2024 (GALLERY SENZA CENSURA!)
-
Sex and La City2 anni faDick Rating: che voto mi dai se te lo posto?
-
Cronaca Nera2 anni faBossetti è innocente? Ecco tutti i lati deboli dell’accusa
-
Video2 anni faVideo scandalo a Temptation Island Spagna: lei fa sesso con un tentatore, lui impazzisce in diretta
-
Speciale Grande Fratello2 anni faHelena Prestes, chi è la concorrente vip del Grande Fratello? Età, carriera, vita privata e curiosità
-
Gossip2 anni faLa De Filippi beccata con lui: la strana coppia a cavallo si rilassa in vacanza
-
Moda e modi1 anno faL’estate senza trucco di Belén Rodriguez
-
Speciale Olimpiadi 20242 anni faFact checking su Imane Khelif, la pugile al centro delle polemiche. Davvero è trans?
