Cronaca
Ecobonus auto, altro giro, altra corsa…
Dal prossimo mese di maggio se al MISE (Ministero delle imprese e del made in Italy) saranno pronti potrebbero partire i nuovi incentivi per acquistare un’auto nuova con gli Ecobonus 2024.
Il decreto sarebbe arrivato.
Dal prossimo mese di maggio se al MISE (Ministero delle imprese e del made in Italy) saranno pronti potrebbero partire i nuovi incentivi per acquistare un’auto nuova con gli Ecobonus 2024.
Il decreto sarebbe arrivato. Prevede un ammontare complessivo di 950 milioni di euro. Ma bisogna attendere fino a quando sarà operativa la nuova piattaforma del MISE. Fino a quel giorno saranno ancora in vigore i vecchi incentivi. Quindi se vi recate in un concessionario prima che sia operativa la nuova piattaforma potrete ottenere soltanto gli sconti presentati all’inizio del 2024.
Come verranno ripartiti gli sconti sull’acquisto
I 950 milioni di euro previsti per il 25% saranno destinati alle auto elettriche (240 milioni di euro), mentre oltre il 40% è riservato ai modelli con motore termico o ibride full (402 milioni di euro). Il resto è dedicato all’acquisto di auto diesel, benzina Gpl e metano con bassi consumi.
Rispetto all’Ecobonus in corso per l’acquirente le pratiche da svolgere sembrano più semplici. Infatti i venditori potranno fare richiesta degli incentivi sul sito ecobonus.mise.gov.it, caricando i contratti di acquisto ed espletando le pratiche burocratiche necessarie.
All’utente viene applicato uno sconto in fase di acquisto direttamente dal concessionario, senza la necessità di fare alcuna domanda o richiesta online. Sulla piattaforma online del MISE sarà possibile vedere in tempo reale quanti sono i fondi residui disponibili per usufruire degli incentivi.
Per chi saranno disponibili i fondi disponibili
Di seguito alcune condizioni indispensabili per poter richiedere gli incentivi del nuovo bonus. La proprietà del veicolo acquistato deve essere mantenuta per almeno 12 mesi. A questo proposito deve essere compilata una dichiarazione di presa d’atto del mantenimento della proprietà del veicolo acquistato almeno per 12 mesi. La dichiarazione dovrà essere presentata al concessionario al momento dell’acquisto dell’automobile. Il veicolo consegnato per la rottamazione deve essere intestato da almeno 12 mesi di chi acquista la nuova auto o a uno dei familiari conviventi.
Stesse regole si applicano anche nel caso di locazione finanziaria del veicolo nuovo. La nuova auto avrà un costo differenziato in base alle emissioni del veicolo (per le elettriche 35mila euro, per le ibride plug-in 45mila euro, per le altre 35mila euro). Di conseguenza viene riconosciuto un bonus dal valore differente in base alle emissioni dell’auto acquistato.
E della mia vecchia auto come me ne faccio?
Per aderire ai nuovi incentivi non è necessario rottamare un veicolo vecchio. Ma se volete ottenere un bonus più elevato il veicolo da rottamare deve appartenere a una classe inferiore a euro 5. E qui iniziano a complicarsi le cose. Per la terza fascia il bonus si ottiene solo in caso di rottamazione di veicoli di classe inferiore a euro 5. Per la prima e seconda fascia il bonus sarà più alto se si rottama, sarà più basso se non si rottama (stiamo sempre parlando di veicoli di classe inferiore a euro 5).
E quindi quanto posso ottenere?
Come dice il MISE gli incentivi variano a seconda dell’età e del livello di inquinamento del veicolo da rottamare, con un massimo di 11.000 euro per i modelli più vecchi. Si potrà accedere agli incentivi anche senza rottamazione, in questo caso il contributo massimo sarà di 6.000 euro. Il decreto prevede tre livelli di emissione delle auto nuove che permettono l’accesso al bonus. Gli incentivi saranno maggiori per chi ha una vecchia auto da rottamare, ma solo se di classe Euro 0, 1, 2, 3 o 4.
Per le famiglie con ISEE inferiore ai 30.000 euro è prevista la possibilità di rottamare un Euro 5 usufruendo di un bonus di 8.000 euro nella fascia 0-20 e di 5.000 euro in quella 21-60. Le fasce previste si riferiscono ai grammi CO2/km. E, come scritto sopra, variano dagli 11 mila euro tra 0 e 20 grammi, ai 3 mila euro per auto che emettono tra 61 e 135 grammi di CO2/km.
Un incentivo in più se…
Attenzione per le prime due fasce di emissione (da 0-20 e da 21-60 grammi di C02/km) è prevista la maggiorazione degli incentivi del 25%. Ne potranno usufruire i singoli componenti di un nucleo familiare con ISEE inferiore ai 30.000 euro, arrivando così a un massimo di 13.500 euro per l’acquisto di un auto elettrica.
E io che ho una moto?
Per motocicli, scooter, tricicli e quadricicli elettrici, è previsto un contributo del 30% fino a un massimo di 3.000 euro, che può salire al 40% (fino a 4.000 euro) se viene rottamato un veicolo da Euro 0 a Euro 3. Per i modelli non elettrici fino a Euro 5, è previsto uno sconto del 40% fino a 2.500 euro. Ma solo se il venditore offre un ulteriore sconto del 5% e se viene rottamato un veicolo da Euro 0 a Euro 3.
INSTAGRAM.COM/LACITYMAG
Cronaca Nera
Sandokan nella notte di Istanbul: Can Yaman arrestato per droga mentre in Italia stasera sarà protagonista dalla De Filippi
Can Yaman è stato arrestato a Istanbul nell’ambito di un’indagine su traffico e consumo di stupefacenti che coinvolgerebbe personaggi famosi e giornalisti. Fermato insieme ad altre sei persone, tra cui l’attrice Selen Gorguzel, l’attore simbolo di Sandokan precipita dal piedistallo del divo amato in Italia al banco degli indagati, sollevando interrogativi morali e mediatici.
La notizia è arrivata come un pugno allo stomaco, improvvisa e destabilizzante. Can Yaman, volto internazionale della serialità televisiva, icona del successo turco-italiano e protagonista di Sandokan, è stato arrestato a Istanbul nell’ambito di una maxi-inchiesta sul traffico e sul consumo di sostanze stupefacenti in un circuito che, secondo i media turchi, coinvolgerebbe vip, giornalisti e personaggi dello spettacolo. Una caduta rovinosa, che incrina in poche ore un’immagine costruita negli anni tra disciplina, fascino e narrazione pubblica quasi irreprensibile.
A riportare l’operazione sono stati i principali quotidiani turchi, che parlano di un blitz notturno scattato dopo la mezzanotte in nove locali notturni della metropoli sul Bosforo. Un’azione mirata, chirurgica, che avrebbe portato al fermo di pusher, gestori di club e clienti eccellenti. Tra questi, appunto, Can Yaman, arrestato insieme ad altre sei persone, tra cui l’attrice Selen Gorguzel. Secondo quanto emerso, l’attore sarebbe stato trovato in possesso di alcune dosi di droga.
L’arresto di Yaman non sarebbe un episodio isolato, ma l’ultimo tassello di un’indagine molto più ampia che, nelle settimane precedenti, aveva già portato sotto la lente della polizia oltre venti esponenti del mondo dello spettacolo e dell’informazione. Un’operazione che scuote le fondamenta di un sistema fatto di locali esclusivi, notti infinite e un confine sempre più sottile tra mondanità e illegalità. E che ora travolge uno dei volti più riconoscibili del piccolo schermo.
In Italia, la notizia ha avuto un’eco enorme. Qui Can Yaman non è solo un attore straniero di successo, ma un vero e proprio fenomeno pop. Amato, idolatrato, seguito con una devozione quasi calcistica. Da DayDreamer – Le ali del sogno a Viola come il mare, fino al rilancio epico di Sandokan, Yaman è diventato il simbolo di un’immagine maschile patinata, disciplinata, vincente. Un modello che oggi, improvvisamente, mostra crepe profonde.
Nato l’8 novembre 1989 a Kadıköy, quartiere di Istanbul, Can Yaman ha sempre raccontato una biografia fatta di studio, rigore e sacrificio. Figlio unico, cresciuto in una famiglia presente nonostante la separazione dei genitori, si forma tra scuole d’élite e risultati eccellenti. Frequenta il liceo italiano privato di Istanbul, parla un italiano impeccabile, si laurea in Giurisprudenza alla Yeditepe University e inizia una carriera promettente nel diritto, fino ad approdare a PricewaterhouseCoopers. Un curriculum da predestinato, che sembrava non lasciare spazio a deviazioni.
Poi la svolta, la recitazione, il successo. Una carriera costruita anche su un’immagine di disciplina ferrea, alimentata dallo sport, dalla routine massacrante sui set, dal servizio militare svolto nel 2020 e perfino dagli elogi ufficiali ricevuti. Un racconto pubblico che oggi stride violentemente con le immagini di un arresto notturno, di una perquisizione, di un’indagine per droga.
Il contrasto diventa ancora più feroce se si guarda all’impegno sociale che Yaman ha sempre rivendicato. Nel 2021 fonda l’associazione “Can Yaman for Children”, si espone in prima persona per cause benefiche, visita ospedali pediatrici, si presenta come volto solidale e responsabile. Un’immagine che ora rischia di essere travolta dal sospetto e dalla disillusione, perché il giudizio morale, nel mondo dello spettacolo, arriva spesso prima di quello giudiziario.
E mentre in Turchia l’inchiesta va avanti, in Italia si consuma l’ennesima contraddizione mediatica. Nonostante l’arresto, Mediaset ha deciso di non cambiare la programmazione: la partecipazione di Can Yaman a C’è posta per te resta confermata. Una scelta motivata dal fatto che la puntata è stata registrata prima del fermo, ma che apre interrogativi inevitabili sul doppio standard dello show-business, capace di indignarsi a parole e di voltarsi dall’altra parte quando lo share è in gioco.
La vicenda di Can Yaman diventa così qualcosa di più di una semplice notizia di cronaca giudiziaria. È il racconto di un sistema che costruisce idoli e li consuma, che predica valori e tollera zone d’ombra, che chiede perfezione e poi finge sorpresa quando il mito cade. Resta ora da capire quali saranno gli sviluppi dell’indagine e quale prezzo, umano e professionale, l’attore dovrà pagare. Perché, al di là delle luci della ribalta, la notte di Istanbul segna uno spartiacque che difficilmente potrà essere ignorato.
Cronaca
Ustioni gravi e cure d’emergenza: come si salvano i pazienti dopo una tragedia
Dai ragazzi feriti a Crans-Montana al lavoro incessante dei centri grandi ustionati: perché il tempo e la chirurgia fanno la differenza.
Sono undici i giovani rimasti feriti nella tragedia di Crans-Montana attualmente ricoverati all’ospedale Niguarda di Milano, uno dei principali centri italiani per il trattamento delle grandi ustioni. Come spiegato nei giorni successivi all’incidente dal direttore del Centro Ustioni, Franz Wilhelm Baruffaldi Preis, nei casi di ustioni profonde l’intervento tempestivo è decisivo: rimuovere rapidamente il tessuto necrotico riduce in modo significativo il rischio di infezioni gravi e di sepsi, una delle principali cause di mortalità nei pazienti ustionati.
Il Niguarda è anche sede di una banca dei tessuti, strutture altamente specializzate che raccolgono, conservano e rendono disponibile pelle umana donata, fondamentale nelle prime fasi del trattamento. Tuttavia, come sottolineano gli specialisti, il trapianto cutaneo è solo una parte di un percorso lungo e complesso.
Quando un’ustione diventa “chirurgica”
Le ustioni vengono classificate in base alla profondità del danno. Quelle di primo grado provocano un semplice arrossamento, simile a una scottatura solare. Le ustioni di secondo grado superficiale, caratterizzate da bolle (flittene), possono guarire spontaneamente. Diverso il caso delle ustioni di secondo grado profondo e di terzo grado, che coinvolgono tutto il derma o addirittura muscoli e ossa: qui l’intervento chirurgico diventa indispensabile.
Il professor Franco Bassetto, presidente della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva-Rigenerativa ed Estetica (SICPRE), ricorda che «l’ustione non è solo una ferita della pelle, ma una vera e propria malattia sistemica che coinvolge l’intero organismo».
L’escarectomia e la corsa contro il tempo
Il primo passo è l’escarectomia, ovvero la rimozione dei tessuti bruciati e carbonizzati. Questa procedura è cruciale perché quei tessuti rappresentano un terreno ideale per la proliferazione batterica. Nei pazienti con ustioni estese, come nel caso dei ragazzi di Crans-Montana, l’intervento non può avvenire in un’unica seduta: si procede per fasi, con più operazioni, per permettere al corpo di reggere lo stress chirurgico.
Dopo l’asportazione, le aree esposte devono essere immediatamente protette. Qui entra in gioco la pelle da banca, detta omologa, o in alternativa sostituti dermici di origine animale opportunamente trattati per essere temporaneamente tollerati dall’organismo.
Dalla stabilizzazione alla ricostruzione
Questa copertura provvisoria consente al paziente di stabilizzarsi. In genere servono circa due settimane per migliorare le condizioni generali e preparare il terreno alla fase successiva: la ricostruzione definitiva, che avviene con innesti di pelle dello stesso paziente o con tecniche avanzate di chirurgia plastica.
Nei casi di ustioni molto estese, i chirurghi utilizzano gli innesti a rete, una tecnica che permette di espandere la pelle prelevata e coprire superfici più ampie, favorendo la rigenerazione dei cheratinociti e la guarigione.
Una guarigione che guarda al futuro
Il percorso non finisce con la chiusura delle ferite. Molti pazienti necessitano di ulteriori interventi nel corso della vita per migliorare funzionalità ed estetica. La differenza rispetto al passato è enorme: oggi si parla di chirurgia rigenerativa delle ustioni, capace di offrire risultati più elastici e meno invalidanti.
La strada è lunga, ma i progressi della medicina permettono di affrontare anche le ferite più devastanti con una prospettiva nuova: non solo sopravvivere, ma tornare a vivere.
Cronaca
Allarme sanitario sulla Stazione Spaziale: la NASA valuta un rientro anticipato
Per la prima volta nella storia della ISS, una missione potrebbe essere anticipatamente interrotta a causa di un problema sanitario, mettendo in discussione la gestione delle emergenze in orbita e l’equilibrio tra scienza e sicurezza.
La Stazione Spaziale Internazionale (ISS), orbitante a circa 400 chilometri dalla Terra, è al centro di una situazione inedita e delicata. Un membro dell’equipaggio della missione Crew-11 ha sviluppato una condizione medica che, pur essendo definita “stabile”, ha portato la NASA a cancellare all’ultimo momento una passeggiata spaziale programmata e a valutare un rientro anticipato di tutto il team.
L’episodio è significativo: nei 25 anni di presenza umana continua a bordo della ISS non si era mai verificato un ritorno anticipato legato a problemi di salute. Secondo le comunicazioni ufficiali, l’evento è stato reso noto il 7 gennaio, quando la NASA ha riferito di aver identificato un “problema di salute” manifestatosi nel pomeriggio mentre l’equipaggio era a lavoro nella stazione. Per motivi di privacy medica, l’identità dell’astronauta coinvolto non è stata divulgata.
Missione e contesto operativo
La Crew-11, composta dai due astronauti NASA Zena Cardman (comandante) e Mike Fincke (pilota), dall’astronauta giapponese Kimiya Yui (JAXA) e dal cosmonauta russo Oleg Platonov, era partita per una missione di circa sei mesi ad agosto 2025 a bordo di una capsula SpaceX Crew Dragon. La conclusione era prevista per la fine di febbraio 2026, dopo l’arrivo della prossima squadra, la Crew-12.
Mercoledì scorso, la NASA ha rinviato l’attività extraveicolare programmata per il giorno successivo, durante la quale Cardman e Fincke avrebbero dovuto operare all’esterno della stazione per installare componenti cruciali dei sistemi energetici. Il rinvio — e la successiva decisione di anticipare il ritorno — riflette l’attenzione per la sicurezza dell’equipaggio, soprattutto quando la salute entra in gioco.
Gestire emergenze sanitarie nello spazio
La salute degli astronauti rappresenta una delle principali sfide delle missioni umane oltre l’atmosfera terrestre. A bordo della ISS sono presenti attrezzature mediche di base, farmaci e sistemi di comunicazione con i medici a Terra, che permettono consulti e indicazioni immediate. Tuttavia, queste risorse sono inevitabilmente limitate rispetto a una struttura ospedaliera: diagnosi complesse o interventi specialistici non possono essere eseguiti nello spazio.
Per questo motivo la NASA ha deciso di riportare lo staff a Terra nei prossimi giorni, usando la stessa navicella che li ha portati in orbita, la Crew Dragon Endeavour, optando per un ritorno non di emergenza ma accelerato rispetto a quanto previsto. La decisione è stata ufficializzata dall’amministratore NASA Jared Isaacman, che ha sottolineato come la salute dell’equipaggio sia la priorità assoluta.
Impatti scientifici e operativi
Se il rientro anticipato sarà confermato, avrà conseguenze immediate sulle attività a bordo. Con quattro astronauti in meno, la ISS potrebbe affidarsi a un equipaggio di tre membri stabile a bordo, compreso l’astronauta NASA Chris Williams e altri specialisti russi, fino all’arrivo della missione Crew-12. Questa riduzione di personale limiterebbe le operazioni di manutenzione e la capacità di condurre esperimenti scientifici programmati, che spesso richiedono più mani e competenze.
Inoltre, la cancellazione o posticipo di passeggiate spaziali e lavori extraveicolari potrebbe spingere a rivedere priorità e tempistiche delle nuove uscite, almeno finché l’equipaggio non sarà di nuovo al completo.
Un precedente importante
Questa situazione segna un precedente nella storia della presenza umana prolungata nello spazio. Le missioni orbitanti come quelle della ISS sono pianificate con scenari di rischio ben definiti, ma raramente situazioni mediche richiedono un ritorno anticipato dell’intera squadra. Gli esperti ricordano che situazioni mediche critiche a bordo sono rare, ma episodi come questo sottolineano l’importanza di protocolli sanitari solidi e di adeguati sistemi di supporto per missioni sempre più ambiziose.
Mentre la NASA e i partner internazionali monitorano l’evoluzione della situazione e definiscono la nuova tabella di marcia, la comunità spaziale osserva con attenzione: la gestione delle emergenze mediche nello spazio non è solo una questione di procedure, ma un tassello chiave per il futuro dell’esplorazione umana oltre l’orbita terrestre
-
Gossip2 anni faElisabetta Canalis, che Sex bomb! è suo il primo topless del 2024 (GALLERY SENZA CENSURA!)
-
Sex and La City2 anni faDick Rating: che voto mi dai se te lo posto?
-
Cronaca Nera1 anno faBossetti è innocente? Ecco tutti i lati deboli dell’accusa
-
Speciale Grande Fratello1 anno faHelena Prestes, chi è la concorrente vip del Grande Fratello? Età, carriera, vita privata e curiosità
-
Gossip1 anno faLa De Filippi beccata con lui: la strana coppia a cavallo si rilassa in vacanza
-
Speciale Olimpiadi 20241 anno faFact checking su Imane Khelif, la pugile al centro delle polemiche. Davvero è trans?
-
Video11 mesi faVideo scandalo a Temptation Island Spagna: lei fa sesso con un tentatore, lui impazzisce in diretta
-
Speciale Grande Fratello1 anno faShaila del Grande Fratello: balzi da “Gatta” nei programmi Mediaset
