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Lifestyle

A festeggiare Pasquetta non si rinuncia mai. Dopo il silenzio arriva la gioia del lunedì di Pasqua

La scelta di trascorrere il giorno all’aperto, immersi nella natura, simboleggia la celebrazione della vita e la bellezza della creazione.

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    Il lunedì Santo, meglio conosciuto come Pasquetta, è il giorno che segue la domenica di Resurrezione e rappresenta un prolungamento della gioia pasquale. Sebbene non abbia significato liturgico nell’ambito del calendario religioso cattolico, Pasquetta è profondamente radicata nella tradizione popolare e viene celebrata in tutta Italia con riti e usanze che uniscono la spiritualità alla convivialità.

    Il lunedì Santo è una giornata in cui la spiritualità del messaggio pasquale incontra il desiderio di stare insieme e di vivere momenti di semplicità. Che si tratti di una gita o di un pranzo a casa, Pasquetta è l’occasione perfetta per condividere la gioia pasquale con le persone care. Un giorno che, con il suo carattere conviviale, diventa un ponte tra il sacro e il quotidiano. Pasquetta, infatti, è una giornata di gioia e leggerezza, che invita a riflettere sulla rinascita e la speranza che il periodo pasquale rappresenta. La scelta di trascorrere il giorno all’aperto, immersi nella natura, simboleggia la celebrazione della vita e la bellezza della creazione.

    Qual è l’origine del termine Pasquetta

    Il nome Pasquetta naturalmente deriva dal termine Pasqua, e sottolinea la continuità con la festività religiosa del giorno precedente. Questo giorno è dedicato principalmente alla celebrazione della vita e della comunità, spesso con attività all’aperto e momenti di condivisione. Pasquetta è il giorno dedicato alle escursioni, alle gite in campagna, al mare o in montagna. Famiglie e amici si riuniscono per godersi la natura, spesso organizzando pic-nic nei parchi o raduni nei boschi. La tradizione vuole che si “esca dalla città” per celebrare la primavera e il rinnovamento della vita.

    Pranzo con i piedi sotto un tavolo o pic-nic all’aria aperta?

    A Pasquetta il protagonista è il cibo. Uova, torte salate e la colomba pasquale vengono condivise in un clima di festa, come fosse un vero e proprio rito. Non mancano piatti tradizionali regionali come la pastiera napoletana, il casatiello o gli arrosti. Il pranzo di Pasquetta è spesso semplice ma carico di simbolismo e sapori della tradizione. In alcune zone d’Italia, il lunedì Santo è segnato da processioni religiose che riprendono i temi della Resurrezione. Alcuni centri organizzano fiere di primavera, con mercati, musica e spettacoli che celebrano la comunità. In alcune località, inoltre, Pasquetta è occasione per rievocazioni storiche. Questi eventi, legati alla Passione e Risurrezione di Cristo, combinano elementi religiosi con rappresentazioni teatrali e folkloristiche.

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      Società

      Topless sì, topless no, topless ni: cosa dice davvero la legge italiana e dove è consentito prendere il sole senza costume

      Non esiste un divieto nazionale, ma le regole possono cambiare da Comune a Comune o da stabilimento a stabilimento. Ecco quando il topless è consentito, quando può essere vietato e perché il tema continua a dividere.

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      Topless sì, topless no, topless ni: cosa dice davvero la legge italiana e dove è consentito prendere il sole senza costume

        Con l’arrivo dell’estate torna puntualmente anche una delle discussioni più accese sulle spiagge italiane: il topless è consentito oppure no? Tra chi lo considera un gesto di libertà personale, chi lo ritiene inopportuno e chi preferisce affidarsi al buon senso, la risposta non è così semplice come potrebbe sembrare.

        In Italia, infatti, non esiste una legge nazionale che vieti in modo generale il topless sulle spiagge. La situazione cambia però in base ai regolamenti locali e alle disposizioni adottate dai singoli stabilimenti balneari.

        Nessun divieto nazionale, ma attenzione ai regolamenti locali

        Sulle spiagge libere il topless è generalmente tollerato, purché il comportamento della persona non integri altre violazioni di legge. Alcuni Comuni, tuttavia, possono prevedere regolamenti specifici per determinate aree del litorale, mentre gli stabilimenti balneari privati possono inserire nel proprio regolamento interno norme sull’abbigliamento dei clienti.

        Per questo motivo è sempre consigliabile verificare eventuali indicazioni esposte all’ingresso della spiaggia o informarsi presso la struttura prima di togliere il reggiseno del costume.

        Un’abitudine sempre meno diffusa

        Se negli anni Settanta e Ottanta il topless rappresentava un simbolo di emancipazione femminile ed era molto diffuso anche in Italia, oggi la situazione è cambiata. Secondo molti gestori di stabilimenti balneari, la pratica è diventata meno frequente rispetto al passato.

        Tra i motivi vengono indicati una maggiore attenzione alla privacy, la presenza costante di smartphone e social network, il timore di essere fotografate senza consenso e un cambiamento delle abitudini culturali. In molte località turistiche, infatti, sempre più donne scelgono di evitare il topless proprio per proteggere la propria immagine.

        Libertà individuale e rispetto reciproco

        Il tema continua a dividere l’opinione pubblica. C’è chi considera il topless una libera scelta che non dovrebbe suscitare discussioni e chi preferisce mantenere un abbigliamento più tradizionale anche in spiaggia. Al di là delle opinioni personali, la convivenza negli spazi comuni passa soprattutto dal rispetto reciproco e dall’osservanza delle eventuali regole previste dalle amministrazioni locali o dagli stabilimenti.

        Informarsi prima di arrivare in spiaggia permette di evitare equivoci e di vivere la giornata al mare con serenità, qualunque sia la propria scelta.

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          Cucina

          Spiedini di Halloumi alla piastra e anguria: la ricetta estiva pronta in 5 minuti

          Contrasti gourmet sotto l’ombrellone: la sapidità del formaggio cipriota incontra la freschezza del frutto simbolo della stagione calda. Una sinfonia di temperature e consistenze che rivoluziona il concetto di piatto unico estivo.

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          Spiedini di Halloumi alla piastra e anguria: la ricetta estiva pronta in 5 minuti

            L’estate chiama a gran voce piatti freschi, veloci e capaci di risvegliare il palato senza appesantire. Quando le temperature salgono, la ricerca del perfetto equilibrio tra idratazione e gusto diventa una priorità non solo per i golosi, ma anche per chi attento alla nutrizione. Se l’accoppiata classica “prosciutto e melone” ha ormai fatto la storia, la nuova frontiera del food pairing estivo guarda a Oriente, unendo la tradizione mediterranea dell’isola di Cipro alla succosità del frutto più dissetante della stagione.

            Parliamo dell’incontro ravvicinato tra l’Halloumi e l’anguria. Questo formaggio, tipicamente cipriota e prodotto con latte di capra e pecora, possiede una caratteristica fisica straordinaria: grazie al suo elevato punto di fusione, non si scioglie a contatto con il calore. Al contrario, la piastra crea una crosticina dorata e croccante all’esterno, mantenendo il cuore morbido e succoso. Abbinato alla dolcezza zuccherina dell’anguria e alla nota pungente della menta fresca, l’Halloumi dà vita a un contrasto caldo-freddo e dolce-salato che rappresenta una vera e propria esperienza sensoriale.

            Dal punto di vista nutrizionale, questo piatto offre un eccellente compromesso: le proteine e i sali minerali del formaggio vengono bilanciati dall’effetto detox, antiossidante e fortemente idratante del cocomero, ricco di licopene e acqua.

            La ricetta: spiedini di Halloumi alla piastra, anguria e menta

            Preparare questo antipasto o piatto unico leggero richiede pochissimi minuti e zero abilità da chef, ma il successo visivo e gustativo è assicurato.

            Gli ingredienti per 4 persone

            • 250 g di formaggio Halloumi
            • Fette spesse di anguria (polpa soda e priva di semi)
            • Un mazzetto di foglie di menta fresca
            • Olio extravergine d’oliva q.b.
            • Spiedini di legno (lasciati in ammollo in acqua per 10 minuti per non farli bruciare)

            Il procedimento passo dopo passo

            1. Preparazione degli ingredienti: Tagliate l’Halloumi e la polpa dell’anguria a cubi della stessa dimensione, idealmente di circa 2-3 centimetri per lato, così da garantire una cottura uniforme e un aspetto geometrico elegante.
            2. Composizione dello spiedino: Infilate alternativamente sul supporto di legno un cubo di formaggio e uno di anguria, ripetendo l’operazione fino a riempire lo spiedino.
            3. La cottura: Scaldate una piastra o una griglia in ghisa finché non diventa rovente. Spennellate leggermente solo i cubetti di Halloumi con un filo di olio extravergine d’oliva.
            4. Il passaggio sulla piastra: Adagiate gli spiedini e lasciateli grigliare per circa 2 minuti per lato. L’Halloumi deve dorarsi e mostrare le tipiche striature della piastra, mentre l’anguria deve soltanto intiepidirsi superficialmente, senza cuocere o perdere la sua consistenza croccante.
            5. Il tocco finale: Togliete dal fuoco, impiattate immediatamente e guarnite con abbondanti foglie di menta fresca spezzettate a mano per sprigionare tutti gli oli essenziali.

            Il consiglio dello chef

            Per un tocco ancora più gourmet e un contrasto acido che esalti la sapidità del piatto, potete rifinire gli spiedini con qualche goccia di glassa di aceto balsamico tradizionale di Modena o una spruzzata di succo di lime appena prima di servire.

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              Lifestyle

              Cercare l’amore in estate: perché le vacanze ci fanno innamorare più facilmente

              L’estate crea le condizioni ideali per innamorarsi: meno stress, più tempo libero e nuove conoscenze. Gli psicologi spiegano però perché alcune storie si trasformano in relazioni solide, mentre altre svaniscono con il ritorno alla routine.

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              Cercare l'amore in estate: perché le vacanze ci fanno innamorare più facilmente

                L’estate è da sempre la stagione degli amori. Le vacanze cambiano i ritmi della quotidianità, aumentano le occasioni di incontro e spingono molte persone a mostrarsi più aperte verso gli altri. Non è soltanto una suggestione romantica: il contesto estivo modifica davvero il nostro modo di relazionarci e può favorire la nascita di nuove attrazioni.

                Con meno impegni lavorativi e una maggiore disponibilità di tempo, diminuiscono anche tensione e stress. Questo rende più facile avvicinarsi agli altri, iniziare una conversazione e lasciarsi coinvolgere da esperienze che durante il resto dell’anno verrebbero probabilmente rimandate.

                Perché in estate siamo più predisposti a innamorarci

                Le giornate più lunghe, il maggior tempo trascorso all’aperto e il clima rilassato contribuiscono a migliorare l’umore. A questo si aggiunge la sensazione di vivere una parentesi fuori dalla routine, nella quale molte persone si sentono più libere di sperimentare e conoscere qualcuno senza le pressioni della vita quotidiana.

                Anche il semplice fatto di partecipare a eventi, concerti, feste, viaggi o attività sportive aumenta le probabilità di fare nuovi incontri. La psicologia definisce questo fenomeno “effetto esposizione”: più occasioni abbiamo di incontrare persone nuove, maggiori sono le possibilità che nasca un interesse reciproco.

                Quando il colpo di fulmine rischia di essere un’illusione

                Non tutte le storie nate in estate, però, riescono a superare il ritorno alla normalità. La distanza geografica, gli impegni lavorativi e il cambiamento delle abitudini possono mettere rapidamente alla prova relazioni costruite in un contesto particolarmente favorevole.

                In vacanza tendiamo inoltre a mostrare una versione più leggera e spensierata di noi stessi. Questo può favorire una forte idealizzazione del partner, che si confronta con la realtà soltanto una volta terminata la parentesi estiva. È in quel momento che una semplice infatuazione può lasciare spazio a una conoscenza più autentica oppure esaurirsi.

                Come capire se può nascere una relazione vera

                Gli esperti consigliano di non avere fretta. Un interesse sincero si riconosce dalla volontà di continuare a frequentarsi anche dopo le vacanze, affrontando insieme la quotidianità e mantenendo vivo il dialogo nonostante gli impegni.

                L’estate può rappresentare un’occasione preziosa per aprirsi a nuove conoscenze, ma senza trasformare ogni incontro in una ricerca affannosa del partner perfetto. Le relazioni più solide, infatti, nascono spesso quando curiosità, rispetto reciproco e autenticità riescono a sopravvivere anche oltre il tramonto dell’ultima giornata di vacanza.

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