Italia
Addio ad Alex Zanardi, il campione che ha sfidato il destino: dalla Formula 1 all’oro paralimpico, una vita oltre ogni limite
Si spegne a 59 anni un simbolo di coraggio e rinascita: la sua storia, segnata da incidenti e trionfi, resta una delle più straordinarie dello sport mondiale
L’annuncio che commuove lo sport
È morto Alex Zanardi, figura simbolo dello sport italiano e internazionale. A darne notizia è stata la famiglia, che ha accompagnato il campione negli ultimi anni di una lunga e durissima battaglia iniziata dopo il grave incidente del 2020. Aveva 59 anni. Il mondo dello sport perde non solo un atleta, ma un esempio di resilienza capace di andare oltre ogni limite fisico e umano.
I funerali e l’abbraccio della gente
Le esequie si terranno il 5 maggio 2026 presso la Basilica di Santa Giustina, in Prato della Valle. La moglie Daniela e il figlio Niccolò hanno ringraziato pubblicamente per l’affetto ricevuto, segno tangibile di quanto Zanardi abbia saputo entrare nel cuore delle persone. Non solo per le vittorie, ma per il messaggio di forza e dignità trasmesso negli anni.
Gli inizi: la velocità come destino
Nato a Bologna nel 1966, Zanardi scopre presto la passione per i motori. Il primo kart arriva a soli 14 anni, dando il via a una carriera costruita con determinazione. Dopo le categorie minori approda in Formula 1 nel 1991 con la Jordan, correndo poi anche per la Lotus. I risultati nel Circus non saranno memorabili, ma rappresentano solo il primo capitolo di una storia destinata a diventare unica.
Il successo negli Stati Uniti
È oltreoceano che Zanardi trova la sua dimensione sportiva. Nel campionato CART conquista due titoli consecutivi tra il 1997 e il 1998, diventando uno dei piloti più amati negli Stati Uniti. Il suo stile spettacolare e la capacità di rimontare lo rendono un protagonista assoluto. Un successo che lo riporta anche in Formula 1, senza però replicare i risultati americani.
L’incidente che cambia tutto
Il 15 settembre 2001, sul circuito tedesco del Lausitzring, la sua carriera subisce una svolta drammatica. Durante una gara Champ Car, Zanardi perde il controllo della vettura e viene colpito violentemente. L’incidente è devastante: perde entrambe le gambe e rischia la vita. Ma è proprio da quel momento che nasce la sua seconda, incredibile esistenza.
La rinascita nel paraciclismo
Dopo mesi di riabilitazione e numerosi interventi chirurgici, Zanardi non si arrende. Scopre l’handbike e si reinventa atleta. Ai Giochi Paralimpici conquista quattro medaglie d’oro e due d’argento tra Paralimpiadi di Londra 2012 e Paralimpiadi di Rio 2016, oltre a diversi titoli mondiali. Diventa un simbolo globale di determinazione e rinascita.
L’ultimo tragico capitolo
Nel 2020 un nuovo incidente segna profondamente la sua vita: durante una gara benefica in handbike sulle strade senesi, si scontra con un camion. Le conseguenze sono gravissime. Da quel momento inizia una lunga lotta durata anni, affrontata con la stessa forza che aveva sempre caratterizzato la sua esistenza.
Un’eredità che va oltre lo sport
La storia di Zanardi è molto più di una carriera sportiva. È il racconto di un uomo capace di rialzarsi quando tutto sembrava perduto, di trasformare il dolore in energia, la perdita in nuova possibilità. Il suo esempio ha ispirato milioni di persone, dentro e fuori lo sport.
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Italia
Prezzi troppo alti: come fare a comprare casa oggi? Con il rent to buy
n una città come Milano, dove i prezzi degli immobili restano elevati, la formula del rent to buy può essere l’unico modo per avvicinarsi alla proprietà senza dover accendere subito un mutuo.
Comprare casa a Milano (la città più cara d’Italia), oggi, è una sfida sempre più grande. I prezzi degli immobili sono altissimi, e per molti giovani o famiglie che vogliono comprare la loro prima abitazione, accendere un mutuo è spesso un’impresa quasi impossibile. Ma esiste una terza via, una soluzione che permette di avvicinarsi gradualmente alla proprietà senza dover sborsare subito l’intera somma: il rent to buy, noto anche come affitto con riscatto. Questa formula unisce affitto e acquisto, offrendo la possibilità di pagare una parte del prezzo nel tempo. Funziona così: l’inquilino versa un anticipo e poi paga una rata mensile, di cui una parte è canone di locazione (a fondo perduto) e una parte è acconto sul prezzo finale dell’immobile. Al termine del periodo concordato, l’acquirente può riscattare la casa, scontando gli importi già versati.
Un esempio concreto di tent to buy
Supponiamo che un appartamento a Milano venga messo in vendita a 350mila euro. Con il rent to buy, si potrebbe prevedere un anticipo di 20mila euro. A cui fa seguito un pagamento mensile di 1.400 euro per 10 anni, di cui 700 euro a titolo di affitto e 700 come acconto. Alla fine del decennio, il compratore avrà accumulato 104mila euro in acconti. E il prezzo da saldare per diventare proprietario sarà di 246mila euro, invece di 350mila. Il rent to buy può essere utile per chi non ha una liquidità immediata, ma vuole costruire nel tempo una base solida per l’acquisto. Una soluzione anche per chi non ha ancora i requisiti per un mutuo, o per chi vuole testare un quartiere o un’abitazione prima di compiere la scelta definitiva.
Ma non è una formula adatta a tutti
I canoni devono essere ragionevoli, non troppo lontani dai normali affitti della zona, e il prezzo finale della casa deve essere congruo rispetto al mercato. Perchè altrimenti si rischia di pagare più del valore effettivo dell’immobile. Inoltre, bisogna essere certi di voler rimanere a lungo nella casa scelta, perché tornare indietro senza acquistare significa aver perso il denaro versato come affitto. Dal punto di vista legale, il rent to buy è regolamentato dalla legge (Decreto Sblocca Italia 133/2014) e viene stipulato con atto notarile trascritto, il che garantisce all’acquirente di evitare sorprese sgradevoli come eventuali ipoteche sull’immobile.
In primo piano
Sabato 27 giugno l’onda dell’orgoglio LGBTQIA+ invade la città: tutto su orari, percorso e super party finale
Si parte nel pomeriggio da Stazione Centrale per un lungo pomeriggio di musica, diritti e volti noti, fino al grande show gratuito all’Arco della Pace. Caccia aperta agli ultimi volontari.
La macchina del gossip e dei grandi eventi milanesi si sta scaldando per l’appuntamento più colorato, atteso e fotografato dell’anno. Sabato 27 giugno la città si fermerà per fare spazio all’attesissimo Milano Pride, l’evento pop per eccellenza che ogni estate trasforma le vie del centro in una passerella di diritti, look pazzeschi, musica travolgente e, come sempre, tantissimi volti noti dello spettacolo e dei social pronti a scendere in strada.
Se non volete perdervi nemmeno un bacio a favore di flash o il carro della vostra star preferita, ecco la guida definitiva per vivere l’evento dall’inizio alla fine, con tutti i dettagli e gli orari da segnare in agenda.
La scaletta della giornata: dalla Centrale all’Arco della Pace
L’appuntamento per i primi scatti social e per scaldare i motori è fissato per il primo pomeriggio. Il programma ufficiale prevede tappe ben scandite:
- Ore 15:30 – Il Red Carpet dell’Orgoglio: Inizia il concentramento ufficiale in via Vittor Pisani, proprio di fronte alla maestosa cornice della Stazione Centrale. È qui che i carri allegorici e i partecipanti si raduneranno per gli ultimi ritocchi al trucco e ai costumi.
- Ore 16:00 – Si accendono i motori: La testa del corteo si muoverà ufficialmente da Piazza della Repubblica, dando il via alla vera e propria parata che sfilerà nel cuore di Milano.
- Dalle ore 18:30 – Il Grande Show: Il traguardo finale è l’Arco della Pace. Sotto il monumentale arco milanese si accenderanno i riflettori sull’evento clou, che lascerà prima spazio alle voci più importanti degli attivisti e delle associazioni della comunità Lgbtqia+, per poi trasformarsi in un gigantesco party pubblico e completamente gratuito all’aperto, dove si ballerà fino a tarda notte.
Un Pride per tutti: mappa dell’accessibilità e zone “relax”
Gli organizzatori hanno pensato davvero a tutto, rendendo la manifestazione una delle più inclusive di sempre anche dal punto di vista logistico. Per chi vuole godersi la sfilata senza stress, sul sito ufficiale è disponibile una speciale mappa dell’accessibilità (scaricabile anche in formato PDF).
La guida segnala strategicamente le aree d’ombra per sfuggire alla calura estiva, i punti di ristoro dove trovare acqua fresca e delle vere e proprie zone di decompressione per rilassarsi lontano dal caos dei carri. Non solo: la mappa evidenzia i tratti stradali più insidiosi con pavé o pendenze, suggerendo l’uso delle piste ciclabili per facilitare il passaggio di passeggini e sedie a rotelle.
Ultima chiamata per i “Pride Helpers”
Dietro a un evento di questa portata c’è un lavoro immenso. Se oltre a ballare e scattare selfie volete essere i veri protagonisti della giornata ed entrare nel backstage dell’organizzazione, i casting per i volontari sono ancora aperti. Basta iscriversi sul portale dedicato (volontari.milanopride.it) per dare una mano a gestire la sfilata e fare la differenza nel giorno più colorato dell’anno.
Italia
«Bella quella C come Calabria»: quando Berlusconi intuì il successo di LaC e incoraggiò il progetto di Domenico Maduli
Nel 2014 Silvio Berlusconi salutò la nascita del network calabrese con parole di grande stima per l’editore Domenico Maduli. Stasera alle 21.30, sul canale 11, LaC Tv ripropone quello storico colloquio.
«Bella questa “C”, come Calabria. Vuol dire che ci sono ancora persone che sanno sognare». Bastano poche parole per fotografare lo spirito con cui Silvio Berlusconi accolse, nel 2014, la nascita di LaC. Un progetto che all’epoca muoveva i primi passi e che oggi, a dodici anni di distanza, è diventato una realtà consolidata dell’informazione del Sud Italia.
A tre anni dalla scomparsa del presidente, LaC Tv ha deciso di riproporre quella storica intervista concessa ad Antonella Grippo, un documento che racconta non solo il rapporto di Berlusconi con il mondo della televisione e dell’editoria, ma anche la fiducia che nutriva nei confronti di una sfida imprenditoriale nata in una terra spesso costretta a fare i conti con stereotipi e difficoltà.
Quando Berlusconi vide il potenziale del progetto
Nel colloquio registrato nel 2014, il Cavaliere, seduto dietro la sua scrivania, accolse con entusiasmo la nascita del network e spese parole di grande apprezzamento nei confronti dell’editore Domenico Maduli.
«Mi piace l’idea che ci sia stato un imprenditore che abbia voluto impegnarsi in un momento in cui tutto è più difficile, specie per le società editoriali», spiegò Berlusconi.
Parole che assumevano un significato particolare in un periodo storico in cui il settore dell’informazione e delle televisioni locali attraversava una fase estremamente complessa.
«Mi piace moltissimo questo atto di speranza e auguro all’impresa i migliori successi e ai telespettatori calabresi di trovare in questa nuova voce risposte convincenti e che parlino di una realtà, spesso dimenticata in un angolo», aggiunse il presidente.
Dodici anni dopo, una scommessa vinta
Quello che nel 2014 appariva come un progetto ambizioso è diventato nel tempo una realtà editoriale articolata e radicata sul territorio. Oggi il network del gruppo Diemmecom conta due canali televisivi e numerose testate giornalistiche online.
Una crescita che, riletta attraverso le parole pronunciate allora da Berlusconi, viene considerata quasi una conferma della sua capacità di cogliere in anticipo il potenziale delle iniziative imprenditoriali nelle quali credeva.
Non è un caso che proprio quella intervista sia stata scelta come uno dei documenti simbolici per ricordare il presidente a tre anni dalla sua morte.
L’appuntamento in tv
La storica conversazione con Antonella Grippo verrà riproposta questa sera alle 21.30 su LaC Tv, canale 11.
Un’occasione per riascoltare le parole con cui Silvio Berlusconi incoraggiò la nascita del network e per tornare a un momento che, dodici anni dopo, viene ricordato come una delle prime attestazioni di fiducia ricevute da un progetto destinato a crescere.
A tre anni dalla scomparsa di Silvio Berlusconi, il nostro Network rende omaggio alla sua figura riproponendo l’intervista esclusiva rilasciata ai nostri microfoni nel 2014! Seguila alle 21:30 𝘀𝘂 𝗟𝗮𝗖 𝗧𝘃 | 𝗰𝗮𝗻𝗮𝗹𝗲 𝟭𝟭 𝗗𝗧𝗧 | 𝗶𝗻 𝘀𝘁𝗿𝗲𝗮𝗺𝗶𝗻𝗴 𝘀𝘂 𝗟𝗮𝗖 𝗣𝗹𝗮𝘆
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