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Italia

Patente, cos’è la “sospensione breve”

La misura della “sospensione breve” della patente contenuta nell’articolo 218-ter che, scatta nei confronti di chi viene identificato al momento della violazione.

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    La misura della “sospensione breve” della patente contenuta nell’articolo 218-ter che, scatta nei confronti di chi viene identificato al momento della violazione.

    Se passi col rosso te la sospendo

    Viene adottata nel percorre un senso vietato, nel divieto di sorpasso, mancata precedenza, attraversamento con semaforo rosso. E ancora per il mancato rispetto dell’alt di un agente del traffico, il mancato rispetto delle regole sui passaggi a livello, sorpasso a destra, sorpasso vietato. Inoltre nel mancato rispetto della distanza di sicurezza tra veicoli che abbia provocato un sinistro con grave danno ai veicoli tale da determinare la revisione.

    Attenzione a quell’inversione

    Nel divieto di inversione di marcia in alcune specifici casi, per il mancato o irregolare uso del casco a bordo di ciclomotori e motoveicoli; mancato o irregolare uso dei sistemi di sicurezza per i seggiolini dei bambini. E dei dispositivi anti abbandono. Inoltre per l’uso del cellulare o di altri apparecchi durante la guida; retromarcia sulle autostrade o strade extraurbane principali, anche sulla corsia di emergenza.

    Precedenze, luci e triangolo

    Il mancato rispetto della corsia di accelerazione e mancata precedenza sulle autostrade o strade extraurbane principali; mancato rispetto del divieto di sosta o fermata, sulle autostrade o strade extraurbane principali. Si sospende per il mancato uso luci prescritte durante la sosta, su autostrade o strade extraurbane principali. E per la mancata collocazione del triangolo per veicolo fermo, su autostrade o extraurbane principali.

    Sempre attenti al tasso alcolico

    Patente sospesa per la guida dopo aver assunto bevande alcoliche, con tasso inferiore a 0,5 g/l per conducenti cui è imposto in “tasso zero” e nella mancata precedenza ai pedoni. Per i trasportatori è prevista in diversi casi. Per il superamento di oltre il 20% del periodo di guida giornaliero massimo, o del tempo minimo di riposo, su autoveicoli adibiti al trasporto di persone o cose. E inoltre nel superamento di oltre il 20% del periodo di guida settimanale massimo, o del tempo minimo di riposo, su autoveicoli per il trasporto di persone o cose. I trasgressori che non vengono fermati immediatamente, invece, eviteranno l’applicazione della misura.

    Ma quanto dura la sospensione breve?

    Bisogna incrociare periodo di sospensione al numero di punti presenti sulla patente. Più è basso il numero relativo ai punti, maggiore sarà il periodo di sospensione. Chi ha meno di 10 punti sulla patente, avrà una sospensione di 15 giorni. La sospensione si riduce a una settimana se i punti vanno da 10 a 19.

      Cronaca

      Il peso della classe energetica sui prezzi degli immobili, in leggero calo

      Nonostante un calo nelle compravendite, i prezzi medi di vendita delle case hanno registrato un aumento del 4,1% in media in tutte le principali città esaminate (Milano, Torino, Roma, Palermo, Firenze, Napoli, Bologna e Genova) rispetto al 2022.

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        Comprare casa in Italia oggi costa meno, grazie alla continua riduzione delle compravendite dall’inizio del 2024. Un cambiamento di tendenza che forse segue l’andamento economico generale. Ma un’analisi del Centro Studi Sarpi Immobiliare evidenzia che nelle principali metropoli come Milano e Roma i prezzi continuano a crescere, in controtendenza rispetto al resto del Paese.

        Classe energetica legata all’aumento dei prezzi

        Non siamo certo di fronte a una novità. Uno dei fattori chiave che influenzano il prezzo degli immobili è la classe energetica di appartenenza. In città come in provincia. L’analisi del Centro Studi ha esaminato l’impatto della classe energetica sul prezzo degli immobili a Milano. Per un immobile medio con un costo di 5.000 euro al mq, le variazioni del prezzo sono notevoli.

        Classe A+: 5.775 euro/mq (+15,5%)

        Classe G: 4.830 euro/mq (-4,4%)

        E’ la dimostrazione di quanto gli immobili con una classe energetica più alta (A+) sono valutati notevolmente di più rispetto rispetto a quelli con una classe energetica inferiore (G).

        Ma non esiste solo Milano…

        Nelle aree centrali di Milano, gli edifici con classificazioni energetiche più alte, spesso di costruzione recente, mostrano un incremento dei prezzi davvero fuori dal mondo. Al contrario, immobili con classificazioni energetiche inferiori subiscono una diminuzione del loro valore. Questa tendenza si fa particolarmente evidente se si prendono come esempio capoluoghi come a Milano e Firenze, dove i prezzi sono aumentati rispettivamente del 7,9% e 5,8%.

        In altre città come Bologna, per esempio, l’aumento è stato minimo (0,6%). Mentre la media generale di tutte le principali città esaminate (Milano, Torino, Roma, Palermo, Firenze, Napoli, Bologna e Genova) ha visto un incremento del 4,1% rispetto al 2022. Una percentuale che porta a un valore medio di 4.919 euro al mq.

        Salgono i prezzi ma calano le compravendite

        Nonostante l’aumento dei prezzi, si vendono meno case. Il numero delle compravendite continua a calare. I dati dell’Agenzia delle Entrate mostrano una decrescita del 3,3% nell’ultimo trimestre del 2023 (settembre-dicembre), in linea con i trimestri precedenti. Questo andamento solleva una domanda: quanto possano resistere ancora i prezzi delle abitazioni nelle principali città italiane a questa costante diminuzione delle transazioni?

        La classe energetica ha un peso anche sui risparmi a lungo termine

        La contrazione delle compravendite attualmente colpisce tutto il mercato nazionale. Un fenomeno che non sembra creare impatti significativi sui prezzi al mq delle città metropolitane di Milano e Roma. Capoluoghi che resistono al calo dei prezzi grazie alla loro resilienza e alla crescente domanda per immobili ad alta efficienza energetica. Per gli acquirenti, quindi, in questo momento, investire in immobili con una classe energetica superiore può comportare certamente un costo iniziale più elevato. Ma allo stesso tempo promette risparmi a lungo termine e una maggiore valorizzazione dell’immobile.

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          Cronaca

          Ritorna il redditometro, dal 1993 uno strumento fiscale controverso

          Il Redditometro rappresenta uno strumento complesso e controverso nel panorama fiscale italiano. Il suo ritorno, con le modifiche e i correttivi apportati, punta a rendere più equo il controllo delle capacità di spesa dei contribuenti, non senza sollevare dibattiti e preoccupazioni nel contesto politico e sociale italiano.

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          redditometro uno strumento fiscale reintrodotto ma dopo le elezioni europee

            Innanzitutto che cos’è il Redditometro? Approvato nel 2010 dal governo Berlusconi e confermato dal Parlamento, entrato in vigore nel 2012 sarebbe lo strumento di accertamento sintetico che assegna coefficienti a beni come immobili e auto per ipotizzare il nostro reddito. Nonostante la sua imprecisione, l’obiettivo è quello di stimare se il reddito ipotizzato sia coerente con quello dichiarato.

            Un radar fiscale su auto, case, barche…

            Ma cosa prende in considerazione questo strumento per valutare la coerenza tra quello che percepiamo e quello che spendiamo? Dalle spese per l’auto a quelle per la casa, dal costo delle utenze a quelle per il possesso di barche. Da quest’anno questo strumento torna a controllare le capacità di spesa dei contribuenti per risalire ai loro redditi. Ma il Redditometro ha avuto una storia molto travagliata. Infatti era stato introdotto per la prima volta nell’ormai lontano 1993. Ma da allora non mai avuto una vita facile. Più volte è stato ritirato o non applicato, a secondo dei governi e delle strategie fiscali di controllo dei contribuenti. In pratica il Fisco mette sotto la lente di ingrandimento le capacità di spesa dei contribuenti per risalire al loro reddito. Se incontra discrepane verifica e spulcia nei nostri conti correnti.

            Il ritorno del Redditometro? Rinviato a dopo le elezioni

            Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto che riporta in vita il Redditometro, la maggioranza di governo è entrata in fibrillazione, specialmente a tre settimane dalle elezioni europee. La premier Giorgia Meloni ha deciso per uno stop temporaneo dello strumento, rinviando l’introduzione del “radar” del Fisco sui beni nascosti degli italiani almeno fino a dopo le elezioni. A questo proposito il viceministro dell’Economia e membro di Fratelli d’Italia, Maurizio Leo, ha spiegato che il centrodestra è sempre stato contrario al meccanismo del Redditometro reintrodotto l’ultima volta dal governo Renzi nel 2015. Il nuovo decreto, secondo Leo, limita il potere discrezionale dell’Amministrazione finanziaria di attuare l’accertamento sintetico. Il nuovo Redditometro punta a correggere le storture create nel 2018 e introduce un doppio contraddittorio obbligatorio.

            La sua nuova formulazione

            Il nuovo Redditometro non si limita al possesso di beni o investimenti, ma tenta di misurare la spesa complessiva ed effettiva del contribuente in relazione a quanto dichiarato. Il calcolo parte dalle spese attribuibili al contribuente in base a campionature di nuclei familiari e aree geografiche. E anche dalle spese effettivamente sostenute risultanti dall’Anagrafe tributaria e dall’ammontare del risparmio accantonato. E quindi quali spese rientrano ora? Nel calcolo del nuovo Redditometro rientrano spese come l’acquisto di beni immobili, il possesso di autovetture, il consumo di energia elettrica domestica e altre voci che indicano una capacità di spesa. Sono introdotte anche le spese sostenute dai familiari a carico, mentre sono escluse le spese per beni e servizi legati all’attività di impresa o professionale.

            E se il contribuente contesta…?

            Il decreto introduce la “prova contraria“, permettendo ai contribuenti di dimostrare che le spese sono state finanziate da soggetti diversi o con redditi esenti o esclusi dalla formazione della base imponibile. Viene introdotto un doppio contraddittorio obbligatorio per reperire informazioni utili e per l’adesione alla procedura di accertamento.

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              Cronaca

              Le accusano il figlio, falliscono le società, ma lei non molla!

              Nuovi problemi per Daniela Santanchè: il figlio Lorenzo Mazzaro è indagato per abusi edilizi nella villa di Pietrasanta. Scopri i dettagli dell’inchiesta.

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                Un’altra grande grana per Daniela Santanchè, Ministro del Turismo. Suo figlio Lorenzo è stato indagato per abusi edilizi. Naturalmente dalla temibile Procura di Lucca determinata a farle trascorrere ancora una brutta estate nella sua amata Versilia. Prima il Twiga, poi Visibilia, poi ancora il Twiga. E basta, andiamo. Altrimenti abbandonerà definitivamente la sua amata Versilia. Ed è peggio, per la Versilia.

                Sabbia, palette e secchiello… del ghiaccio

                Questa volta, la questione riguarda suo figlio Lorenzo Mazzaro, indagato per abusi edilizi. La Procura di Lucca ha aperto un fascicolo sull’immobile situato nel parco della Versiliana a Pietrasanta, intestato a Lorenzo, dopo sopralluoghi dei vigili urbani effettuati anche con l’uso di droni.

                Con le pinne, fucile ed occhiali il gazebo va sempre di più

                Secondo alcuni quotidiani e agenzie di stampa (sempre i soliti!), Mazzaro sarebbe sotto inchiesta per presunti abusi edilizi. Ma va…? La villa, conosciuta come “Casina Rossa“, è stata acquistata da Mazzaro nel 2014. Da allora il figlio del Ministro è riuscito ad accumulare ben nove pratiche di condono. Le indagini si sono intensificate dopo che i vigili urbani hanno riscontrato irregolarità durante ispezioni aeree. Sempre questi droni di mezzo, non se ne può proprio più…Ma tanto lei non molla!

                Ci facciamo un ape in veranda?

                Questa non è la prima volta che l’immobile di Mazzaro attira l’attenzione delle autorità. Precedenti inchieste sugli abusi edilizi, che si erano concluse con un’archiviazione per decorrenza dei termini nel 2020, stanno ora portando a un ordine di demolizione per costruzioni non autorizzate, inclusi portici e verande realizzati tra il 2014 e il 2017.

                Aiuto bagnino tirami fuori da questo…

                Oltre ai precedenti abusi, i nuovi accertamenti hanno rivelato nuove irregolarità, come la costruzione di un gazebo e vari manufatti in legno. Il Comune di Pietrasanta ha quindi avviato un nuovo procedimento per infrazione edilizia, trasmettendo gli atti alla Procura.

                Uscirà anche da questo nuovo gorgo

                L’ipotesi di reato per Lorenzo Mazzaro è quella di abuso paesaggistico, punibile con pene che vanno da 1 a 4 anni di carcere e sanzioni amministrative. Nonostante un nuovo piano regolatore del territorio potesse sanare la situazione, la villa si trova in una zona vincolata, esclusa da possibili sanatorie. Ma Daniela non molla!

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