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Cronaca

“La Madonna mi ha detto: preparati la tomba”: il segreto dell’ultima scelta di Papa Francesco

In un primo momento aveva detto no, poi un cambiamento di cuore: Papa Francesco chiese di riposare davanti alla Salus Populi Romani, seguendo un’ispirazione che attribuiva alla Madonna. Ora il Pontefice dorme il suo ultimo sonno nella basilica a lui più cara.

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    Papa Francesco aveva detto inizialmente no. Non voleva essere sepolto a Santa Maria Maggiore, la basilica romana alla quale aveva affidato ogni preghiera e ogni viaggio del suo pontificato. Ma poi qualcosa cambiò. O forse qualcuno.

    A raccontarlo è stato il cardinale Roland Makrickas, coadiutore della basilica, che ha seguito in prima persona tutte le operazioni relative alla sepoltura di Bergoglio. «Una settimana dopo aver rifiutato, Papa Francesco chiamò il commissario straordinario della basilica», ha ricordato Makrickas, «e gli disse: La Madonna mi ha detto, preparati la tomba. Sono molto felice che la Madonna non mi ha dimenticato».

    Un gesto di umiltà e fede, in perfetta coerenza con tutto il cammino di Jorge Mario Bergoglio, che nel documento testamentario redatto il 29 giugno 2022 aveva scritto: «Chiedo che le mie spoglie mortali riposino aspettando il giorno della risurrezione nella Basilica Papale di Santa Maria Maggiore».

    Francesco aveva voluto per sé una tomba semplice, scavata nella terra, senza decorazioni sontuose, con una sola iscrizione: “Franciscus”. La sua ultima dimora è stata scelta con cura nella navata laterale, tra la Cappella Paolina e la Cappella Sforza, a pochi passi dall’altare dedicato a San Francesco.

    L’ispirazione attribuita alla Madonna non sorprende chi ha conosciuto l’affetto profondo che legava il Papa alla Salus Populi Romani. Fin dal primo giorno del suo pontificato, il 13 marzo 2013, Francesco volle recarsi lì in preghiera. Ogni viaggio apostolico, ogni grande evento della sua vita da pontefice, cominciava e finiva con un incontro davanti a quell’icona antica, madre e custode di Roma.

    Come ha ricordato anche il cardinale Santos Abril y Castelló, Bergoglio aveva maturato questo legame molto prima della sua elezione: Santa Maria Maggiore era per lui una tappa obbligata ogni volta che si trovava a Roma. Un modo per affidare non solo la sua persona, ma anche il peso immenso del ministero petrino alla protezione della Vergine.

    Negli ultimi giorni di vita, anche dopo i ricoveri in ospedale, Papa Francesco non aveva mai smesso di desiderare una visita alla sua amata basilica. Nonostante la fragilità crescente, l’intenzione era rimasta viva.

    Ora riposa davvero ai piedi della Salus Populi Romani, nella terra che aveva scelto come ultima casa. Un gesto che sigilla con dolcezza l’esistenza di un uomo che, fino all’ultimo, ha voluto vivere e morire sotto lo sguardo di una madre.

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      Cronaca

      Escort, calciatori e notti da mille euro: le intercettazioni choc sull’inchiesta milanese

      Dalle intercettazioni emergono richieste esplicite, conti da migliaia di euro e una gestione strutturata delle serate nei locali più esclusivi. Al centro dell’inchiesta una presunta rete con centinaia di ragazze e un giro d’affari superiore al milione di euro.

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        Un sistema organizzato, fatto di contatti selezionati, serate nei locali più esclusivi e un flusso continuo di denaro. L’inchiesta milanese su un presunto giro di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione sta facendo emergere un quadro dettagliato, costruito anche attraverso intercettazioni che raccontano dall’interno il funzionamento del gruppo.

        Le intercettazioni: il linguaggio del sistema

        Le conversazioni finite agli atti restituiscono uno spaccato diretto e privo di filtri. Si parla di richieste di escort per clienti facoltosi, spesso legati al mondo dello sport, con frasi che delineano una gestione quasi “logistica” delle serate. “Devo capire quanti soldi devo recuperare tra sabato e domenica”, dice uno degli indagati, mentre altri si occupano di reperire ragazze e organizzare gli incontri.

        Il linguaggio è quello di un’attività strutturata, con ruoli definiti e una continua ricerca di disponibilità. “Servono due o tre sveglie”, “Qualcuno che li acchiappa”: espressioni che, secondo gli inquirenti, descrivono il meccanismo con cui venivano gestite le serate.

        I clienti e il giro d’affari

        Tra i clienti ci sarebbero anche una settantina di calciatori, i cui nomi non compaiono negli atti pubblici e che non risultano indagati. Il sistema, secondo quanto ricostruito, prevedeva eventi in locali e privè, oltre a incontri in hotel e altre location riservate.

        I compensi per le ragazze sarebbero stati relativamente bassi rispetto alle cifre spese dai clienti: tra 70 e 100 euro a serata, con eventuali maggiorazioni. A fronte di questo, le spese sostenute dai frequentatori potevano arrivare a migliaia di euro per una singola notte.

        La struttura e le accuse

        Al vertice del presunto sistema ci sarebbero Deborah Ronchi ed Emanuele Buttini, compagni e conviventi, insieme ad altri collaboratori. L’attività si sarebbe sviluppata tra Milano e località internazionali come Mykonos, con una rete che poteva contare su circa un centinaio di ragazze, anche molto giovani.

        Secondo l’accusa, il giro d’affari complessivo supererebbe il milione di euro, cifra sequestrata dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’operazione. Tra le ipotesi di reato figurano sfruttamento della prostituzione e autoriciclaggio.

        L’inchiesta, nata dalla denuncia di una donna, continua ora a svilupparsi tra verifiche e approfondimenti. Nel frattempo, le intercettazioni restano il cuore narrativo di una vicenda che intreccia lusso, potere e notti milanesi, mostrando un sistema che, almeno secondo gli investigatori, funzionava con precisione quasi industriale.

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          Cronaca

          Antonella Elia finalista, Paola Caruso esplode: “Qui finisce male”, minacce e caos al Grande Fratello Vip

          Dopo l’annuncio della prima finalista, nella casa del Grande Fratello Vip scoppia il caso: Paola Caruso attacca Antonella Elia con frasi pesanti, minaccia denunce e lascia intendere un possibile abbandono.

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            Non c’è finale senza caos, e al Grande Fratello Vip la tensione è già esplosa ben prima dell’ultima puntata. La proclamazione di Antonella Elia come prima finalista ha acceso una miccia che ha fatto saltare ogni equilibrio nella casa, con Paola Caruso protagonista di uno sfogo durissimo che ha immediatamente fatto il giro del web.

            Lo sfogo di Paola Caruso dopo il televoto

            La vittoria di Antonella Elia al televoto non è andata giù alla Caruso, che ha reagito con parole pesanti e senza filtri. “Qui finisce male. Lei può spaccare i cocchi, ma poi inizio io”, ha detto, lasciando intendere un livello di tensione ormai fuori controllo. E ancora: “Da che sto sul piedistallo, poi scendo e faccio una strage. Io speravo di mandarla a casa quest’animale! Sono avvelenata”. Frasi che raccontano un clima tutt’altro che disteso.

            Attacchi personali e minacce di denuncia

            Lo sfogo non si è fermato lì. Paola Caruso ha rincarato la dose con attacchi diretti: “Il mio cane si comporta meglio di lei. Questa doveva essere cacciata”. Parole che si accompagnano anche a una minaccia più seria, quella di una possibile denuncia nei confronti della coinquilina. Un’escalation che alza il livello dello scontro e mette sotto pressione l’intero contesto del reality.

            L’ipotesi abbandono e la tensione nella casa

            A chiudere il quadro, l’ipotesi di un gesto clamoroso: l’abbandono della casa. Paola Caruso avrebbe infatti lasciato intendere di poter uscire dal gioco, segno di una situazione ormai difficile da gestire. Nel frattempo, Antonella Elia resta al centro della scena, forte del risultato del televoto ma anche bersaglio di critiche sempre più accese.

            Il Grande Fratello Vip entra così nella fase più delicata, dove ogni parola pesa e ogni reazione può cambiare gli equilibri. E se queste sono le premesse, la finale promette tutt’altro che tranquillità.

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              Cronaca

              Francesca Bergesio choc in hotel: “Mi chiamava dicendo ‘buongiorno piccola’”, denuncia e appello alle donne

              Dallo sguardo insistente fuori dall’hotel alle chiamate in camera: Francesca Bergesio denuncia sui social un uomo sconosciuto e invita le donne a fare rete e difendersi.

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                Francesca Bergesio rompe il silenzio e lo fa con un video che non lascia spazio a interpretazioni. L’ex Miss Italia 2023, oggi impegnata tra lavoro e impegni pubblici, ha raccontato un episodio che l’ha profondamente scossa durante un soggiorno in un hotel di lusso a Milano. Una vicenda che, nel giro di poche ore, è diventata virale, accendendo un dibattito che va ben oltre il singolo caso.

                Francesca Bergesio e le telefonate inquietanti

                Tutto inizia la sera, fuori dall’albergo. Bergesio nota un uomo in giacca e cravatta che, dal finestrino di un taxi, la fissa con insistenza. Un dettaglio che potrebbe sembrare marginale, ma che il giorno dopo assume tutt’altro peso. La mattina, mentre è in camera, il telefono fisso squilla. Dall’altra parte, una voce che lei stessa definisce “viscida”: “Buongiorno, piccola”. Una frase breve, ma sufficiente a gelare l’atmosfera.

                L’ex Miss Italia racconta di essere rimasta scioccata e di aver immediatamente verificato il nome comparso sul display dell’hotel, dove le chiamate interne sono associate agli ospiti. Una ricerca veloce e la conferma: si trattava dello stesso uomo visto la sera prima.

                Il racconto sui social e l’appello alle donne

                Dopo aver riattaccato, le telefonate non si fermano. Arrivano altre chiamate, insistenti, invasive. Bergesio decide allora di reagire, facendo presente all’uomo di avere il suo nome. Da quel momento, il telefono smette di squillare. L’hotel si scusa, ma il disagio resta.

                Nel suo sfogo sui social, Francesca non si limita a raccontare l’episodio. Lancia un messaggio chiaro: “A uomini schifosi non lascio neanche uno sguardo di troppo… bisogna stare attente, creiamo rete”. Parole dure, che riflettono paura ma anche la volontà di trasformare un’esperienza personale in un avvertimento collettivo.

                Paura e sicurezza: un tema che torna

                Il caso riporta al centro una questione che ciclicamente riaffiora: quella della sicurezza, soprattutto per le donne, anche in contesti che dovrebbero essere protetti. Un hotel di lusso, un viaggio di lavoro, una situazione apparentemente tranquilla che si trasforma in qualcosa di disturbante.

                Il racconto di Bergesio ha trovato eco immediata tra i follower, tra solidarietà e condivisione di esperienze simili. Segno che, al di là del singolo episodio, esiste una sensibilità diffusa su un tema che continua a far discutere.

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