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Cronaca

L’Etna diventa più alto

Il più grande vulcano attivo d’Europa è diventato più alto: adesso ha raggiunto l’altezza di 3.369 metri.

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l'Etna diventa più alto

    L’Etna ha raggiunto una nuova altezza record di 3.369 metri grazie alle recenti eruzioni, in particolare quelle del cratere “Voragine“. Il vulcano, situato nella Sicilia orientale, è il più grande vulcano attivo d’Europa e la sua altezza è in costante cambiamento a causa delle frequenti attività eruttive.

    Come è cresciuto

    La fase eruttiva iniziata il 14 giugno scorso ha risvegliato il cratere Voragine dopo tre anni di inattività. Tra il 28 giugno e il 4 luglio, la sua attività è aumentata significativamente, culminando in un parossismo che ha durato più di 7 ore e ha profondamente modificato la morfologia della sommità del vulcano.

    Accumulo di materiale piroclastico

    Durante i parossismi, l’accumulo di materiale piroclastico sugli orli della Voragine ha fatto innalzare l’altezza del cratere di 107 metri, portandolo a superare il Cratere di Sud-Est, che aveva raggiunto i 3.347 metri nel 2021.

    Rilievi effettuati dall’INGV

    I rilievi effettuati dall‘INGV-Osservatorio Etneo con l’ausilio di droni hanno confermato che l’orlo orientale della Voragine ha raggiunto i 3.369 metri, stabilendo un nuovo record di altezza per l’Etna.

    Eruzioni senza fine

    Le recenti eruzioni hanno causato la ricaduta di cenere vulcanica che ha creato disagi ai trasporti viari e danni all’agricoltura locale. Le strade di vari comuni etnei sono state coperte di sabbia vulcanica, costringendo i cittadini a pulire balconi e spazi esterni. Nelle recenti eruzioni non si sono registrati danni a persone e cose nonostante l’intensità dei parossismi.

    ‘A Muntagna’ modella il paesaggio circostante

    L’Etna, chiamato affettuosamente “a Muntagna” dagli etnei, è visto come un simbolo della Madre Terra. La sua attività continua a modellare il paesaggio e a influenzare la vita della popolazione locale, rendendolo un elemento dinamico e significativo della Sicilia orientale.

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      Mondo

      Bill e Hillary Clinton in vacanza a Panarea tra selfie, shopping e look improbabili: i pantaloni dell’ex presidente fanno discutere

      Bill e Hillary Clinton sono stati avvistati a Panarea durante la loro vacanza in Italia. Passeggiata tra i vicoli, acquisti nei negozi del centro e molti selfie con turisti e residenti. Ma a rubare la scena è stato anche il look dell’ex presidente, tra pantaloni cortissimi e camicia da villeggiatura estrema.

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        Bill e Hillary Clinton si godono l’Italia, e questa volta la tappa scelta è Panarea. L’ex presidente degli Stati Uniti e l’ex segretaria di Stato sono stati avvistati tra i vicoli dell’isola, in una giornata di relax tra passeggiate, shopping e incontri con turisti e residenti.

        La coppia non si è sottratta all’affetto dei curiosi. In tanti li hanno fermati per una foto, e i Clinton si sono concessi con sorrisi, saluti e selfie. Una scena quasi irreale: due protagonisti assoluti della politica americana a spasso per il centro di Panarea come normali vacanzieri, anche se con un codazzo inevitabile di sguardi e telefoni alzati.

        Bill e Hillary Clinton tra i vicoli di Panarea

        La vacanza italiana dei Clinton prosegue dunque alle Eolie, meta amatissima da vip, imprenditori e volti internazionali. Panarea, con i suoi vicoli bianchi, le boutique e il mare da cartolina, si conferma una delle destinazioni più frequentate dell’estate.

        Bill e Hillary hanno passeggiato nel centro dell’isola, fermandosi in alcuni negozi e salutando le persone incontrate lungo il percorso. Nessun protocollo rigido, almeno in apparenza, ma una giornata vissuta con il passo lento di chi si concede una pausa lontano dalle tensioni della politica americana.

        Il look di Bill Clinton ruba la scena

        A giudicare dalle immagini, però, a farsi notare non è stata solo la presenza della coppia. Anche il look di Bill Clinton ha avuto il suo momento di gloria involontaria. Pantaloni dalla lunghezza coraggiosa, camicia da vacanza senza troppi ripensamenti e un insieme che sembrava gridare: lo stilista personale è stato arrestato ieri a Miami.

        Mancavano solo le pantofole da camera, poi il quadro sarebbe stato completo. Del resto Clinton, a 79 anni, sembra ormai interessato soprattutto alla comodità. E forse fa anche bene: dopo una vita passata tra Casa Bianca, scandali, campagne elettorali e vertici internazionali, almeno in vacanza uno avrà pure il diritto di vestirsi come gli pare.

        Selfie e shopping nell’estate italiana

        La presenza dei Clinton ha naturalmente attirato l’attenzione di turisti e residenti. Diversi passanti hanno chiesto una foto ricordo e la coppia si è lasciata immortalare senza troppi problemi, trasformando la passeggiata in un piccolo evento mondano.

        Tra un acquisto e un selfie, Bill e Hillary hanno confermato ancora una volta il loro legame con l’Italia, scelta spesso da star internazionali e personalità politiche per le vacanze estive. Panarea, dal canto suo, ringrazia: quando arrivano due Clinton insieme, anche una semplice passeggiata diventa notizia.

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          Cronaca

          Paolo Belli sotto choc dopo l’incidente in bici: è morto Alessandro Magnani, il 41enne investito nel Reggiano

          Alessandro Magnani, 41 anni, è morto all’ospedale Maggiore di Parma dopo il violento impatto. Paolo Belli, ferito in modo lieve, è sotto choc. La Polizia locale indaga sulla dinamica e valuta tutte le ipotesi.

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            È morto dopo circa un giorno di agonia Alessandro Magnani, il 41enne investito lunedì 13 luglio da una bicicletta condotta da Paolo Belli nelle campagne della Bassa Reggiana, tra Correggio e Campagnola Emilia. L’uomo era stato trasportato in condizioni gravissime all’ospedale Maggiore di Parma, dove era ricoverato nel reparto di Rianimazione. Nel pomeriggio di martedì 14 luglio è stato dichiarato il decesso.

            Il cantante e conduttore televisivo, coinvolto nell’incidente, ha riportato soltanto lievi conseguenze fisiche, ma è apparso profondamente provato dall’accaduto.

            La dinamica dell’incidente è ancora al vaglio

            L’incidente è avvenuto poco dopo mezzogiorno nella zona di Cognento. Secondo una prima ricostruzione, Alessandro Magnani stava tornando verso la propria automobile dopo aver svolto un incarico per una società di servizi impegnata nella consegna di comunicazioni relative a lavori sulla rete elettrica.

            Mentre percorreva la strada a piedi sarebbe stato urtato dalla bicicletta guidata da Paolo Belli, noto appassionato di ciclismo. Dopo il violento impatto il 41enne è caduto a terra riportando gravissime lesioni.

            Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118 con ambulanza, automedica ed elisoccorso, che hanno disposto il trasferimento urgente all’ospedale Maggiore di Parma.

            Paolo Belli: lievi ferite ma un forte stato di choc

            Anche Paolo Belli è rimasto coinvolto nello scontro. Il cantante è stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale di Guastalla, dove gli sono stati riscontrati soltanto lievi traumi fisici. Le sue condizioni, tuttavia, sono apparse segnate soprattutto dal forte stato di choc.

            Secondo quanto riportato da Il Resto del Carlino, l’artista avrebbe chiesto ripetutamente aggiornamenti sulle condizioni del 41enne durante le ore successive all’incidente.

            Le indagini e il cordoglio della comunità

            La Polizia locale sta proseguendo gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente. Gli investigatori stanno valutando ogni possibile scenario. Tra le ipotesi al vaglio vi sono le conseguenze del trauma riportato nella caduta, ma anche l’eventualità che Alessandro Magnani possa essere stato colto da un malore immediatamente prima dell’impatto.

            La notizia della morte del 41enne ha suscitato profondo cordoglio nella comunità locale. Magnani era conosciuto non solo per il suo lavoro, ma anche per la passione sportiva: allenava una squadra di pallavolo ed era un grande tifoso del Napoli.

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              Cronaca Nera

              Fabrizio Corona patteggia per la bancarotta della Fenice: pena convertita in sanzione pecuniaria, versati 40 mila euro

              I giudici hanno approvato il patteggiamento a dieci mesi, convertiti in una pena pecuniaria. Corona aveva già risarcito l’Agenzia delle Entrate con circa 40 mila euro. Per la madre Gabriella Privitera la

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                Fabrizio Corona ha patteggiato una pena pecuniaria nel processo che lo vedeva imputato per bancarotta fraudolenta nell’ambito del fallimento della Fenice Srl, una delle società riconducibili all’ex agente fotografico. L’accordo, già raggiunto tra la Procura di Milano e la difesa, è stato accolto dai giudici della Seconda Sezione penale del Tribunale di Milano, presieduta da Nicola Clivio.

                Il procedimento riguardava in particolare la storica abitazione di Corona in via De Cristoforis, a pochi passi da corso Como, immobile che secondo l’accusa avrebbe avuto un valore di circa 2,5 milioni di euro.

                L’accusa sulla casa di via De Cristoforis

                Secondo le indagini coordinate dal pubblico ministero Luigi Luzi, l’immobile sarebbe stato intestato fittiziamente a un collaboratore di Corona e, in questo modo, sottratto al patrimonio della Fenice Srl, successivamente dichiarata fallita.

                Proprio questa operazione è stata al centro dell’inchiesta per bancarotta fraudolenta, sfociata nell’accordo di patteggiamento raggiunto dall’imputato.

                Dieci mesi convertiti in pena pecuniaria

                La proposta formulata dal difensore Ivano Chiesa, con il consenso della Procura, prevedeva una pena di dieci mesi di reclusione, successivamente convertita in una sanzione pecuniaria.

                Prima della definizione del procedimento, Fabrizio Corona aveva già versato circa 40 mila euro a titolo di risarcimento nei confronti dell’Agenzia delle Entrate. La pena è stata inoltre concordata in continuazione con una precedente condanna definitiva relativa al fallimento di un’altra società riconducibile all’ex fotografo dei vip.

                La posizione della madre Gabriella Privitera

                Nel processo è imputata anche Gabriella Privitera, madre di Fabrizio Corona, difesa dall’avvocata Cristina Morrone.

                Nel rito abbreviato, lo stesso pubblico ministero ha chiesto la sua assoluzione, ritenendo che fosse inconsapevole del ruolo di amministratrice della società intestata al figlio. La decisione del Tribunale nei suoi confronti è attesa il 15 settembre.

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