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Cronaca

Papa Francesco e il funerale che rivoluziona la tradizione: esequie semplificate e tomba fuori dal Vaticano

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    Papa Francesco ha scelto di rivoluzionare le tradizioni secolari anche oltre la sua vita terrena. Nel corso di un’intervista rilasciata nell’aprile 2024 alla giornalista messicana Valentina Alazraki per la televisione Nmás, Jorge Mario Bergoglio aveva annunciato importanti novità per il rito funebre del Pontefice. Modifiche che sono poi state formalizzate il 29 aprile 2024, con la pubblicazione del nuovo Ordo Exsequiarum Romani Pontificis, aggiornato dopo oltre vent’anni.

    Sarò il primo a provarlo

    “Lo abbiamo semplificato notevolmente. Doveva essere fatto, sarò il primo a provarlo”, aveva detto con ironia Papa Francesco, sottolineando il suo desiderio di mantenere anche nel momento della morte quello stile sobrio e diretto che ha sempre contraddistinto il suo pontificato.

    Innovazioni sostanziali

    Le innovazioni principali si concentrano su quattro aspetti fondamentali: il linguaggio liturgico, le fasi del cerimoniale, la semplificazione dei testi e delle musiche, e le celebrazioni successive alla morte. Il linguaggio adottato nel nuovo rito rinuncia ai titoli solenni in favore di termini più semplici come “Papa” o “Pontifex Romanus”, privilegiando un tono più spirituale e meno formale.

    La struttura della cerimonia mantiene i tre momenti principali – constatazione della morte, esposizione del corpo, esequie solenni – ma introduce cambiamenti significativi. La constatazione della morte avverrà nella cappella personale del Pontefice, il corpo sarà esposto in una bara unica di legno e zinco, eliminando l’antica consuetudine delle tre bare sovrapposte. Anche le preghiere liturgiche sono state riviste, rese più semplici e aderenti al linguaggio contemporaneo, con maggiore libertà nella scelta delle musiche che accompagneranno le esequie.

    Un’altra novità riguarda le messe di suffragio successive: anche queste saranno più sobrie, con una riduzione delle formule liturgiche e una maggiore immediatezza nei riti.

    Ma il cambiamento più clamoroso riguarda il luogo della sepoltura. Papa Francesco ha infatti deciso di non riposare sotto la Basilica di San Pietro, come hanno fatto la maggior parte dei suoi predecessori. Seguendo l’esempio di Papa Leone XIII e di Pio IX, ha scelto la Basilica di Santa Maria Maggiore, una chiesa profondamente legata alla sua storia personale e al suo pontificato.

    Fin dal giorno successivo alla sua elezione, il 14 marzo 2013, Francesco si recò in visita a Santa Maria Maggiore per pregare davanti all’icona della Salus Populi Romani, affidando alla Vergine Maria il suo ministero petrino. Da allora è tornato a pregare davanti a quell’immagine oltre cento volte, facendo di quella basilica uno dei luoghi più simbolici del suo cammino spirituale e pastorale.

    La scelta della sepoltura nella Basilica di Santa Maria Maggiore è carica di significato: non solo una rottura rispetto al protocollo vaticano, ma anche un ultimo, toccante atto d’amore verso il popolo romano e verso Maria, la madre di tutti.

    Ancora una volta, Papa Francesco ha voluto essere il Papa della prossimità e dell’umiltà, lasciando un messaggio potente anche nel momento della sua morte: la fede autentica non si misura nella solennità delle cerimonie, ma nell’autenticità della testimonianza di vita.

    Con il nuovo Ordo Exsequiarum, Francesco consegna alla Chiesa un esempio di semplicità evangelica che, anche oltre la sua scomparsa, continuerà a ispirare credenti e non credenti in tutto il mondo.

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      Mistero

      L’astronauta: “Inseguiti dai dischi volanti per un giorno e mezzo”!

      L’astronauta Franklin Story Musgrave, veterano della Nasa, ha gettato nuova luce sul mistero degli UFO, sollevando interrogativi fondamentali sull’esistenza di vita extraterrestre e sui fenomeni inspiegabili nello spazio.

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        Franklin Story Musgrave , medico astronauta della Nasa, ha gettato nuova luce sul mistero degli UFO, sollevando interrogativi fondamentali e stimolando un dibattito acceso tra esperti e appassionati. Il medico ha tenuto di recente una conferenza dando voce alle esperienze personali e alle riflessioni sul fenomeno degli UFO, stimolando un dibattito acceso tra esperti e appassionati. Come la sparizione e il ritrovamento di una chiavetta USB che pare contenesse immagini eloquenti sulla esistenza di entità aliene. Scatti, dunque, che derivano da missioni spaziali, superfici di altri pianeti di mondi sconosciuti che potrebbero essere stati fotografati.

        Un uomo concreto
        Musgrave, noto per la sua razionalità e il suo approccio scientifico, ha espresso un atteggiamento aperto nei confronti del fenomeno degli UFO, sottolineando l’importanza di esaminare in modo obiettivo e approfondito ogni segnalazione o avvistamento. Pur riconoscendo che molti avvistamenti di UFO possono essere spiegati con fenomeni naturali o artificiali terrestri, ha sottolineato l’importanza di mantenere una mente aperta e continuare a esplorare il mistero degli UFO.

        Il medico astronauta Franklin Story Musgrave

        Le dichiarazioni del colonnello Leroy Gordon citato nella conferenza del medico Musgrave
        “Ho visto oggetti nel cielo, che erano inseguiti da aerei, ma non erano come nulla che abbia mai visto prima”. Questa una delle dichiarazioni. Durante la sua missione nello spazio nel 1963, Cooper riferì di aver visto oggetti volanti non identificati mentre orbitava attorno alla Terra.

        Le dichiarazioni di Cooper hanno alimentato la speculazione e il dibattito sul tema degli UFO e dell’eventuale coinvolgimento di esseri extraterrestri nella vita sulla Terra.

        Alcune dichiarazioni di Leroy Gordon Cooper riguardo gli UFO
        “Non ho idea di cosa fossero, ma hanno smentito categoricamente ogni spiegazione convenzionale riguardante fenomeni atmosferici o spie straniere.”
        “Questi oggetti erano di colore metallico e di forma molto netta.”
        “La cosa più sorprendente è stata la velocità con cui questi oggetti sono scomparsi, senza lasciare traccia.” Queste sono solo alcune delle frasi pronunciate da Cooper riguardo agli avvistamenti di UFO che ha riportato durante la sua carriera astronautica.

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          Cronaca Nera

          Amanda Knox torna al centro delle polemiche: documentario bloccato a Londra e bufera per la lettera all’infermiera killer

          Il documentario “Mouth of the Wolf” non viene proiettato a Londra per questioni di classificazione, ma la presenza di Amanda Knox scatena comunque polemiche. A riaccendere il dibattito anche una lettera inviata a Lucy Letby.

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            Amanda Knox torna al centro della scena mediatica, e ancora una volta non senza polemiche. Il documentario “Mouth of the Wolf”, dedicato al suo ritorno in Italia dopo l’assoluzione per il delitto di Meredith Kercher, non è stato proiettato a Londra come previsto. A bloccare tutto, a poche ore dall’evento al Greenwich Picturehouse, è stata una questione tecnica ma decisiva: il film non possedeva i requisiti richiesti dall’ente di classificazione britannico, rendendo impossibile la proiezione pubblica.

            Il documentario fantasma e l’incontro con il pubblico

            Nonostante lo stop, l’evento non è stato annullato del tutto. Amanda Knox e il marito Christopher Robinson, autore del documentario, hanno deciso di incontrare comunque il pubblico presente. L’iniziativa è stata sostenuta da Innocence Project, impegnata nella revisione dei casi giudiziari controversi. Una scelta che ha trasformato una mancata proiezione in un confronto diretto, ma che non è bastata a spegnere le critiche, già esplose sui social nei giorni precedenti.

            Il caso Kercher resta una ferita aperta

            Il nome di Meredith Kercher, uccisa a Perugia nel 2007, continua infatti a pesare su ogni apparizione pubblica di Knox. La decisione di organizzare un evento proprio a Londra, città della vittima, è stata percepita da molti come inopportuna. Il documentario racconta una versione personale e intima della vicenda, ma inevitabilmente riapre una storia che, a distanza di anni, resta dolorosa e divisiva.

            La lettera a Lucy Letby accende la miccia

            A rendere il clima ancora più incandescente è arrivata poi un’altra notizia: Knox ha inviato una lettera di solidarietà e una copia del suo libro a Lucy Letby, condannata all’ergastolo nel 2023 per la morte di sette neonati e il tentato omicidio di altri. Un gesto che ha suscitato reazioni fortissime nel Regno Unito, dove il caso Letby è ancora al centro del dibattito pubblico, anche alla luce di chi ne mette in discussione la colpevolezza.

            Tra documentari bloccati, incontri pubblici e scelte personali che fanno discutere, Amanda Knox continua a dividere l’opinione pubblica. E dimostra, ancora una volta, che alcune storie non smettono mai davvero di far rumore.

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              Cronaca

              Escort di lusso a Milano, la bomba di Lacerenza: “Nel giro anche donne famosissime che si vendono per 5000 euro a notte, è solo la punta dell’iceberg”

              Davide Lacerenza rompe il silenzio e parla di un presunto circuito milanese di escort di lusso. Tra allusioni a nomi “pesantissimi” e racconti di un sistema strutturato, emergono dichiarazioni che scuotono il mondo dello spettacolo.

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                Milano, luci accese e ombre lunghissime. A riaccendere i riflettori su un presunto giro di escort di lusso è Davide Lacerenza, ex titolare della Gintoneria, intervenuto ai microfoni de La Zanzara. Le sue parole sono destinate a far discutere: “Ci sono donne dello spettacolo famosissime che, per 4-5 mila euro, si prostituiscono”. Una dichiarazione che scuote, soprattutto perché arriva da chi ha già patteggiato una condanna per spaccio e favoreggiamento della prostituzione.

                Un sistema che va oltre la superficie

                Secondo Lacerenza, quello emerso finora sarebbe solo “la punta dell’iceberg”. Un’espressione che lascia intendere un sistema ben più ampio, radicato e organizzato, in cui il confine tra mondanità e affari diventa sempre più sottile. “Ho dei nomi pesantissimi, che non ho mai fatto perché non sono Fabrizio Corona”, aggiunge, alimentando ulteriormente il sospetto senza però fornire elementi verificabili. Il quadro che ne esce è quello di una rete informale ma strutturata, dove contatti, conoscenze e disponibilità si intrecciano in modo sistematico.

                Hotel di lusso e contatti riservati

                Uno degli aspetti più delicati riguarda il ruolo di intermediari e contatti. Lacerenza parla apertamente di concierge e PR che avrebbero “fogli Excel con i nomi delle escort da chiamare”. Un’organizzazione quasi aziendale, almeno nella descrizione, che coinvolgerebbe ambienti esclusivi della città. In questo contesto compare anche il nome di Giovanni Urso, noto come “Fatturage”, finito nell’inchiesta ma non indagato. Il suo stile ironico e sopra le righe emerge anche nei messaggi ai clienti: “Scegli un tavolage per iniziare il gran chiavage”, frase che mescola provocazione e leggerezza, ma che oggi viene riletta sotto una luce ben diversa.

                Tra accuse e narrazioni personali

                Urso, dal canto suo, ridimensiona il quadro parlando di scelte individuali: “Ci sono 20enni che stanno con uomini più grandi perché guardano. Nessuno le obbliga, lo fanno perché preferiscono mangiare in un ristorante famoso piuttosto che in un fast food”. Una visione che sposta il discorso sul piano personale, ma che non spegne le polemiche. Resta infatti il nodo centrale: le dichiarazioni di Lacerenza, pur forti, non sono accompagnate da riscontri concreti e si muovono in un territorio dove il confine tra racconto e realtà è ancora tutto da chiarire.

                Nel frattempo, Milano resta al centro di una vicenda che mescola gossip, cronaca e suggestioni. E come spesso accade, le parole corrono veloci, mentre le risposte restano indietro.

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