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Gossip

“Al mio matrimonio c’erano 110 camerieri… e lo sto ancora pagando!”: lo sfogo ironico di De Martino

Non tutti i matrimoni brillano come diamanti eterni, nemmeno quando sono quelli delle star più amate dal pubblico. A volte, dietro il luccichio di abiti da sogno e sorrisi da copertina, si celano storie fatte di rimpianti, ironia e leggerezze che il tempo non riesce a cancellare. È il caso di Stefano De Martino che, nel corso di una recente puntata di Affari tuoi, ha lasciato scivolare una battuta che ha rapidamente fatto il giro del web, legata alla sua ex unione con Belén.

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    Mentre si intratteneva con un concorrente altoatesino, intento nei preparativi per il proprio matrimonio, De Martino – tra una risata e l’altra – ha evocato un ricordo lontano ma ancora vivido: il suo matrimonio con Belén Rodriguez, celebrato nel 2013. Il concorrente raccontava che alla sua cerimonia avrebbe avuto circa 100-110 invitati. Ed è lì che Stefano, quasi come un fiume in piena, ha liberato il pensiero: «Al mio matrimonio c’erano 110 camerieri… Era pieno così. E lo sto ancora pagando!». Una frase semplice, ma dal peso emotivo fortissimo, capace di raccontare, in un soffio, la sontuosità, l’ironia e forse anche un velo di malinconia che accompagna quei ricordi.

    Il blindatissimo rito nel novarese

    Una cerimonia da sogno, quella di Stefano e Belén: il 20 settembre 2013, giorno del ventinovesimo compleanno della showgirl argentina, i due si dissero «sì» nell’incantevole cornice dell’Abbazia di Santo Spirito, a Comignago, in provincia di Novara. Fu un evento da favola, blindatissimo, seguito da tutta la stampa nazionale, con invitati selezionati, catering da capogiro, e – appunto – un numero spropositato di camerieri a servire un banchetto regale.

    Prima della showgirl argentina… la collega di Amici

    Eppure, come spesso accade, non basta il fasto a garantire l’eternità di un’unione. De Martino e Rodriguez si erano conosciuti pochi anni prima, nel 2012, dietro le quinte di Amici di Maria De Filippi, quando lui era ancora sentimentalmente legato a Emma Marrone. Quella storia d’amore scoppiò con la forza di un temporale estivo, travolgente e inarrestabile. Ma, nonostante i sentimenti fortissimi, il tempo ha avuto la meglio. Dopo anni di alti e bassi, ritorni di fiamma e tentativi sinceri di ricostruire il loro rapporto, nel 2023 è arrivata l’ennesima, e stavolta definitiva, separazione. Nessuna recriminazione pubblica, nessun teatrino mediatico: solo la consapevolezza che, a volte, l’amore può non bastare.

    Il romanticismo del rito… e la concreta realtà

    Oggi, Stefano De Martino affronta quei ricordi con il sorriso di chi ha imparato ad accettare il passato senza rinnegarlo, scherzando perfino su quelle “ferite” che un tempo bruciavano. Quel commento, gettato lì in tv tra il serio e il faceto, è la prova di un uomo cresciuto, capace di trasformare anche il peso di una festa monumentale – e di un conto apparentemente ancora aperto – in una lezione di leggerezza. Perché, in fondo, i matrimoni delle favole esistono… ma sono fatti anche di camerieri, di conti da saldare e, soprattutto, di umanissima imperfezione.

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      Gossip

      Andrea Roncato si pente della vita da playboy: “Fa schifo”. Ma poi ricorda Moana, Stefania Orlando e Elena Sofia Ricci

      Da Moana Pozzi a Stefania Orlando, passando per Elena Sofia Ricci e Corinne Clery: Andrea Roncato ripercorre le sue storie sentimentali e ammette di essere stato “un donnaiolo pentito”.

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        “La vita del playboy fa schifo”. Detta da uno come Andrea Roncato, la frase suona quasi come una resa definitiva dopo decenni trascorsi tra set cinematografici, flirt, storie d’amore e fama da irresistibile cacciagonnelle della commedia italiana. Oggi l’attore ha 79 anni, due film nelle sale, una nuova serie tv in arrivo e soprattutto una consapevolezza diversa del passato.

        “Sono un donnaiolo pentito”, racconta al settimanale Oggi. Anche se, in realtà, nel corso dell’intervista finisce inevitabilmente per ripercorrere quasi tutte le donne più famose passate nella sua vita.

        Moana Pozzi e quel “sette pieno”

        Tra i ricordi più curiosi spunta naturalmente Moana Pozzi. Roncato parla di lei con affetto e rispetto, ricordando persino il voto ricevuto nel celebre libro delle “pagelle agli amanti”.

        “Mi diede un sette pieno. Non nego di essere fiero della sua valutazione”, scherza l’attore. Ma subito dopo il tono cambia. “Per me non era una pornostar. Era una persona meravigliosa, intelligentissima. Parlavamo di cinema, musica, filosofia. Ancora non mi capacito che sia morta tanto precocemente”.

        Un ricordo sorprendentemente delicato, lontano dall’immagine scandalistica che spesso ha accompagnato Moana negli anni.

        Elena Sofia Ricci e i tradimenti mai provati

        Parlando di Elena Sofia Ricci, Roncato sceglie parole molto morbide. “Era convinta che la tradissi. Ma sbagliava”, racconta. E aggiunge: “È una donna di personalità. Siamo rimasti amici”.

        Una frase che lascia intravedere quanto quella storia sia rimasta importante nella memoria dell’attore, nonostante il carattere tempestoso della relazione e la fama che lui stesso si era costruito negli anni Ottanta e Novanta.

        Stefania Orlando: “Ha fatto bene a lasciarmi”

        Più freddo invece il passaggio dedicato a Stefania Orlando, sua ex moglie. “Lei mi ha mollato e non serbo rancore. Ha fatto bene a lasciarmi”, dice Roncato con un disincanto quasi brutale.

        Poi l’ammissione più sincera: “Sono stato abbandonato un sacco di volte. Giusto così. Significa che me lo meritavo”.

        Parole che sembrano il vero cuore dell’intervista. Perché dietro il personaggio simpatico, il latin lover e il comico da commedia sexy all’italiana emerge improvvisamente un uomo molto più fragile e autocritico.

        Corinne Clery e le verdure

        Spazio anche a Corinne Clery, ricordata con una battuta irresistibile: “Durò poco. Mangiava solo verdure. Era una salutista integralista. Andava sempre a correre. Non riuscivo a starle dietro”.

        Una frase perfettamente nello stile di Roncato, capace di passare dalla malinconia alla commedia nel giro di pochi secondi.

        E forse è proprio questo che rende ancora oggi l’attore così amato dal pubblico: la capacità di raccontare i propri fallimenti senza atteggiarsi a vittima, mescolando ironia, rimpianto e un pizzico di auto-distruzione tutta italiana.

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          Speciale Grande Fratello

          Altro che litigio: Elia, Mussolini e Volpe stanno trasformando il “drama” del Grande Fratello Vip in una perfetta operazione nostalgia

          Antonella Elia si lamenta per l’invito ricevuto solo per telefono, Alessandra Mussolini la punge dandole della “rosicona” e Adriana Volpe osserva divertita. Ma ormai molti fan sono convinti: il caos social è una strategia perfetta per rilanciare la reunion del Grande Fratello Vip.

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            Ormai l’hanno capito tutti: stanno giocando. E probabilmente si stanno pure divertendo parecchio. Il teatrino social costruito attorno alla reunion degli ex concorrenti del Grande Fratello Vip sembra sempre meno una vera guerra tra ex gieffini e sempre più una gigantesca operazione nostalgia studiata alla perfezione.

            Da una parte Antonella Elia che si lamenta per aver ricevuto l’invito soltanto per telefono. Dall’altra Alessandra Mussolini che la punge dandole della “rosicona”. In mezzo Adriana Volpe, che osserva il caos con l’aria di chi sa perfettamente come funziona il meccanismo.

            E il meccanismo, in effetti, sta funzionando benissimo.

            Il reality continua anche fuori dalla Casa

            Il punto è questo: il Grande Fratello Vip non finisce mai davvero. Cambia semplicemente piattaforma. Prima c’è la Casa, poi arrivano Instagram, le interviste, le frecciatine e le reunion nostalgiche.

            E i protagonisti storici del reality lo sanno perfettamente. Sanno che il pubblico ama ancora quelle dinamiche, quei litigi teatrali, le rivalità ironiche e le battute al veleno che sembrano autentiche ma hanno sempre dentro una componente di spettacolo.

            Antonella Elia, Alessandra Mussolini e Adriana Volpe sono tre professioniste della televisione. Tre donne che conoscono perfettamente i tempi del gossip e sanno come trasformare una cena tra ex concorrenti in un mini evento mediatico.

            Il “drama” social perfetto

            La lamentela sull’invito telefonico è il dettaglio perfetto perché è abbastanza assurda da sembrare vera ma anche abbastanza innocua da risultare divertente. E la risposta di Mussolini, chiamandola “rosicona”, sembra uscita direttamente da una puntata del reality.

            Risultato? I social parlano soltanto di loro. E la reunion dei “reduci” del GF Vip è diventata improvvisamente un appuntamento molto più interessante di quanto sarebbe stato senza tutto questo caos.

            La nostalgia è il vero business della tv

            La verità è che la televisione italiana vive sempre più di nostalgia. Reunion, ex gieffini, vecchie rivalità e dinamiche già conosciute funzionano perché il pubblico prova piacere nel ritrovare personaggi che conosce da anni.

            E queste tre donne stanno usando esattamente quella nostalgia come carburante mediatico.

            Che sia tutto spontaneo o costruito poco importa ormai. Perché il pubblico, in fondo, sembra divertirsi proprio nel gioco di capire dove finisca la realtà e dove inizi lo show.

            E loro, ancora una volta, stanno vincendo la partita.

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              Gossip

              Alejandro Claveaux e la “ricerca sul personaggio”: “Frequentavo saune gay e dark room”. Ma un amico lo smaschera

              Alejandro Claveaux sostiene di aver frequentato saune gay e cinema per adulti per studiare il personaggio del suo prossimo film. Ma un amico racconta di averlo incontrato direttamente in una dark room.

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                Nel cinema il confine tra immedesimazione totale e scusa perfetta a volte diventa sottilissimo. Lo sa bene Alejandro Claveaux, finito al centro dell’attenzione dopo alcune dichiarazioni decisamente particolari sul metodo scelto per prepararsi a un nuovo ruolo.

                L’attore ha infatti raccontato di aver frequentato saune gay e cinema per adulti come parte del lavoro di costruzione del personaggio. Secondo Claveaux, l’obiettivo era conoscere meglio quell’ambiente, osservare dinamiche, linguaggi e atmosfere così da interpretare il ruolo con maggiore autenticità.

                Una spiegazione molto “Actor Studio”. Almeno fino a quando non è spuntato il retroscena raccontato da un amico.

                “Ti preparavi il personaggio… in dark room?”

                Secondo il racconto diventato rapidamente virale, un conoscente avrebbe infatti incrociato Alejandro direttamente dentro una dark room. E a quel punto la giustificazione artistica sarebbe diventata immediatamente materiale perfetto per l’ironia social.

                Perché internet funziona così: basta una frase detta nel momento sbagliato per trasformare una preparazione attoriale in un meme collettivo.

                E infatti online sono subito esplosi commenti ironici sul “metodo immersivo” dell’attore, tra chi lo paragona a Daniel Day-Lewis e chi invece sospetta che il lavoro di ricerca fosse decisamente più piacevole del previsto.

                Il metodo estremo degli attori

                In realtà non sarebbe nemmeno la prima volta che un attore sceglie di immergersi completamente negli ambienti raccontati dal proprio personaggio. Hollywood è piena di storie simili: attori che vivono per settimane come i protagonisti dei film che stanno preparando, frequentano determinati luoghi o adottano abitudini specifiche per entrare meglio nella parte.

                Il problema, semmai, è che quando di mezzo ci sono sesso, dark room e saune, il pubblico tende inevitabilmente a guardare tutto con un certo sospetto divertito.

                Tra autenticità e gossip

                Alla fine la vicenda racconta perfettamente il rapporto contemporaneo tra spettacolo e voyeurismo mediatico. Un attore prova a spiegare un lavoro di ricerca artistica e nel giro di poche ore la narrazione si trasforma in gossip semi-comico.

                E probabilmente Alejandro Claveaux lo sa benissimo. Perché in un’epoca dominata dai social, ogni confessione troppo sincera rischia di diventare virale per motivi completamente diversi da quelli immaginati.

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