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Gossip

Capodanno lontano da tutto: Belen Rodriguez parte da sola verso una meta calda dopo mesi difficili

Belen Rodriguez ha scelto di trascorrere il Capodanno lontano dall’Italia, senza specificare la destinazione. Un viaggio che arriva dopo un periodo segnato da fragilità personali e problemi di salute mentale, raccontati apertamente dalla stessa showgirl.

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    Un Capodanno diverso, lontano dai riflettori e soprattutto lontano da tutto e da tutti. Belen Rodriguez ha scelto di salutare l’anno nuovo concedendosi una vacanza in solitaria, volando verso una meta calda e tropicale. A raccontarlo non sono indiscrezioni o paparazzate, ma le sue stesse Stories su Instagram, dove ha condiviso immagini di una spiaggia con palme, mare cristallino e un silenzio che sembra cercato più che casuale.

    Nessuna geolocalizzazione, nessun riferimento preciso. Solo scorci di acqua trasparente, piedi immersi nel mare e lo sguardo rivolto all’orizzonte. Un racconto per immagini che restituisce l’idea di una pausa necessaria, dopo mesi complicati.

    Una scelta di solitudine consapevole
    Belen non è in compagnia dei figli. Santiago e Luna Marì, infatti, trascorreranno il Capodanno con i rispettivi papà. Una scelta condivisa e già programmata, che arriva dopo aver passato insieme le festività natalizie.

    Luna Marì si trova con Antonino Spinalbese, che ha deciso di portare la bambina sulla neve, immergendola nell’atmosfera più classica delle feste invernali. Santiago, invece, ha raggiunto Stefano De Martino a Napoli, nella villa di Posillipo che il conduttore ha acquistato tempo fa e a cui è particolarmente legato.

    Un Capodanno quindi “diviso”, ma non per questo meno equilibrato, in cui ogni membro della famiglia segue un proprio percorso.

    Il viaggio nel momento più delicato
    La partenza di Belen arriva in una fase particolarmente sensibile della sua vita. A novembre, poco prima di Natale, la showgirl aveva raccontato pubblicamente di soffrire di attacchi di panico, dopo che un’intervista e un video diventati virali avevano sollevato dubbi e commenti.

    A chiarire la situazione era stata lei stessa, spiegando di aver avuto un attacco di panico e di aver assunto dei calmanti per stare meglio. Un racconto diretto, senza filtri, che ha riportato al centro il tema della salute mentale, spesso rimosso quando riguarda personaggi pubblici.

    Il racconto della fragilità
    Negli anni Belen Rodriguez non ha mai nascosto le proprie difficoltà. Ha parlato apertamente di attacchi di panico e di depressione, spiegando come questi disturbi abbiano inciso profondamente sulla sua quotidianità. Una sofferenza che, come lei stessa ha raccontato, si è intensificata dopo la fine del matrimonio con Stefano De Martino e che in passato aveva portato anche a un ricovero.

    “Non è vita”, aveva detto, descrivendo la fatica di convivere con crisi ricorrenti e con la pressione di un’esposizione pubblica costante. Una fragilità che, nel suo caso, si è spesso intrecciata con il giudizio esterno e con la spettacolarizzazione del disagio.

    La famiglia come rete di protezione
    Nei mesi scorsi erano circolate voci su un possibile ritorno in Argentina, ipotesi legata alla volontà dei genitori, Veronica Cozzani e Gustavo Rodriguez, di proteggerla dall’attenzione mediatica. L’idea sarebbe stata quella di offrirle uno spazio più sicuro e riservato per prendersi cura di sé.

    In questo viaggio, però, Belen non è completamente sola sul piano affettivo: con lei ci sono i genitori, il fratello Jeremias e soprattutto la sorella Cecilia Rodriguez con il marito Ignazio Moser. Una presenza discreta, lontana dai clamori, che sembra confermare quanto la dimensione familiare resti centrale.

    Un Capodanno per respirare
    Senza dichiarazioni programmatiche né proclami, il viaggio di Belen Rodriguez appare come un gesto semplice e necessario: allontanarsi, rallentare, respirare. Le immagini condivise parlano più delle parole e raccontano un bisogno di quiete che non ha bisogno di spiegazioni ulteriori.

    Il resto, come spesso accade, resta sospeso. E forse è proprio questo il senso di questo Capodanno lontano da tutto.

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      Gossip

      «Il sesso era come una droga per me»: Walter Nudo si confessa a cuore aperto

      In una lunga confessione televisiva, Walter Nudo ripercorre le zone d’ombra della sua vita: un’infanzia segnata dal non sentirsi visto, una sessualità vissuta come dipendenza e la presa di coscienza maturata con il tempo. Parole forti, personali, che spostano il racconto dal gossip all’autobiografia emotiva.

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        Walter Nudo torna a raccontarsi senza filtri e senza scorciatoie. Lo fa in televisione, davanti a un pubblico ampio, scegliendo il registro più rischioso: quello della verità emotiva. Ospite di Ciao Maschio, il programma condotto da Nunzia De Girolamo in onda su Rai 1, l’attore ripercorre le fratture della sua vita privata, legandole a un tema delicato come la dipendenza dal sesso.

        «Il sesso era come una droga per me», ammette. Un’affermazione netta, che non cerca giustificazioni. Nudo racconta di un periodo in cui il rapporto con le donne era segnato dalla compulsività, da incontri ravvicinati e senza futuro. «Andavo con una donna e poi non volevo più vederla. Anche con tre o quattro donne in poche ore. Era un rifiuto». Non un vanto, ma una constatazione amara.

        Un’infanzia “tosta” e la ferita del non sentirsi visto

        Il racconto parte da lontano. Dall’infanzia, che Nudo definisce “tosta”, segnata da difficoltà mai comprese fino in fondo. «Balbettavo quando avevo cinque anni, sono dislessico e l’ho scoperto solo dieci anni fa. Da piccolo pensavo solo di essere un po’ più stupido degli altri». Parole che restituiscono il senso di isolamento e di inadeguatezza vissuto da bambino.

        Un disagio che, confessa, lo ha portato anche a pensieri estremi quando aveva appena dodici anni. Un passaggio doloroso, raccontato con misura, che spiega quanto profonde fossero le ferite interiori. Ma, secondo Nudo, il nodo centrale resta uno: il rapporto con la madre.

        «Con tutte le donne cercavo mia madre»

        È qui che il racconto si fa più spiazzante. L’attore parla della madre come di una figura distante, un’“artista mancata” che allora percepiva incapace di vederlo davvero. «Le ferite più forti arrivano dai genitori. Dal non essere visti. Quando mamma o papà omettono, vuol dire che non esistiamo». Una frase che sintetizza la sua lettura psicologica di quegli anni.

        Da adulto, quella mancanza si sarebbe riversata nelle relazioni. «Con tutte le donne che ho avuto, io cercavo mia mamma», dice. Il sesso, in questa prospettiva, diventa un tentativo di colmare un vuoto originario, di riappropriarsi di un potere emotivo mai avuto. «È come se i nostri genitori ci avessero tolto il potere di essere noi stessi. Io cercavo di riprendermelo così».

        La dipendenza, il rifiuto, la consapevolezza

        Nudo non si autoassolve. Riconosce il danno fatto e la responsabilità personale. Parla di un comportamento compulsivo, di rapporti consumati e subito scartati, di un meccanismo che oggi legge come autodistruttivo. La svolta, racconta, arriva con la maturità e con un lavoro profondo su se stesso.

        «Ho chiesto scusa a tutte le donne che ho avuto nella mia vita», rivela. Un gesto che per lui rappresenta il passaggio dalla giustificazione alla responsabilità. «Erano un mezzo per compensare quella ferita. Quando realizzi una cosa, hai il dovere di alzarti in piedi e dirlo». Nessuna retorica salvifica, solo la presa d’atto di un percorso lungo e faticoso.

        Un racconto che va oltre il gossip

        La confessione di Walter Nudo, per quanto forte e destinata a far discutere, si muove su un terreno diverso dal semplice scandalo. È il racconto di come le fragilità infantili possano riemergere in forme impreviste nell’età adulta, influenzando relazioni, desideri e scelte.

        In televisione, dove spesso le storie personali vengono semplificate o spettacolarizzate, Nudo sceglie di esporsi con un linguaggio diretto, a tratti scomodo. Il risultato è un ritratto umano, imperfetto, che mette al centro il tema della consapevolezza più che quello dell’assoluzione.

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          Interviste

          Gelato al cioccolato, la verità di Malgioglio: «Nessun doppio senso, Pieraccioni s’è inventato la storia del marocchino»

          Dal budino salato all’amicizia con Mina e Carrà, fino al ciuffo biondo copiato da tutti: Malgioglio smonta leggende e rivendica l’arte di trasformare gli equivoci in icone.

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            Cristiano Malgioglio ha deciso di chiudere il caso Gelato al cioccolato. Altro che avventure piccanti: «Non c’è nessun doppio senso». A spazzare via anni di malizie è lo stesso autore del brano, portato al successo da Pupo. «Mi venne voglia di budino al cioccolato, la governante confuse zucchero e sale ed è nato il “dolce un po’ salato”. La storia del mio amante marocchino? Quella l’ha inventata Pieraccioni. Pupo è un amico, ma figuratevi se devo andare in Marocco per trovare compagnia».

            La leggenda del testo “bollente” ha fatto sorridere generazioni di ascoltatori, ma Malgioglio la tratta per quello che è: un gioco. «Sto al gioco perché voglio bene a Pupo, ma di diritti d’autore dall’Est non vedo un centesimo. E lui dice pure che è la canzone preferita di Putin».

            Non è la prima volta che un testo di Malgioglio scatena polemiche. L’importante è finire, censurata in radio, fu criticata persino da sua madre: «Mi disse che avevo scritto una schifezza». Oggi è un classico della musica italiana. Con Raffaella Carrà, inizialmente snobbò A far l’amore comincia tu: «Mi sembrava orrenda, poi divenne un inno». Per Amanda Lear scrisse Ho fatto l’amore con me, e non sono mancati rifiuti eccellenti: disse no a Julio Iglesias («Io creo, non traduco»), ma con Mina trovò la svolta. «La incontrai, mi aggrappai alla sua gonna e le chiesi di ascoltarmi. Nacque L’importante è finire».

            Il resto è show: da Cher che lo aspettava con ansia, a Jennifer Lopez fotografata solo con lui a Sanremo, fino a Lady Gaga che accettò il suo ghiacciolo già leccato. «La più grande», ricorda.

            Poi il ciuffo biondo, nato da un errore di decolorazione: «Ero arancione come un caco. Sophia Loren mi disse: “Ti porterà fortuna”. Aveva ragione: mi hanno copiato in tanti, ma i miei capelli sono ancora qui».

            E l’amore? «Mi sono innamorato quattro volte. Sono come Messalina, lascio io per paura di essere lasciato. Con Onur, il mio fidanzato turco, vivo la quotidianità. L’amore è una carezza, una passeggiata al mare. Non solo sesso sotto le coperte».

            La morale, se di morale si può parlare, è che Malgioglio resta fedele al suo stile: trasformare leggende in spettacolo e equivoci in icona pop. Gelato al cioccolato compreso.

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              Personaggi

              “Stefano De Martino? Un comico nato!” Kledi Kadiu racconta il suo ex allievo di Amici

              Kledi Kadiu, uno dei professori storici della scuola di canto e ballo Amici di Maria De Filippi, racconta l’incontro con Stefano De Martino nuovo conduttore del programma Rai, Affari Tuoi.

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                Kledi Kadiu, ballerino e storico insegnante di Amici di Maria De Filippi, ha condiviso i suoi pensieri su Stefano De Martino in una recente intervista.

                Affari Tuoi è una grande prova per De Martino

                Kledi, profugo dall’Albania con la nave Vlora, ha ricordato il loro primo incontro nel 2009, quando Stefano era un allievo nella scuola di Amici. Descrivendo De Martino come “un comico nato“, Kledi ha parlato con affetto e ammirazione del successo del giovane conduttore, esprimendo la sua felicità i successi ottenuti con il programma Rai Affari Tuoi.

                Una vita difficile prima di raggiungere il successo

                Kledi ha una storia fatta di restrizioni e molte rinunce. Nato a Tirana nel 1974 nel 1991 riuscì a salire su una nave merci e, insieme ad altre 14.000 persone, sbarcò al porto di Bari. Una scena diventata iconica. Nei giorni successivi quei profughi furono rimandati tutti in Albania. Ma un anno dopo per Kledi si presenta una nuova occasione. A Tirana arriva una compagnia di danza di Mantova in cerca di ballerini. Kledi coglie l’attimo e parte per l’Italia senza ma e senza se.

                L’amicizia tra De Martino e Kadiu è nata tra le attenzioni della De Filippi

                Il ballerino ha anche scherzato sul fatto che, nonostante la loro amicizia e le esperienze condivise (come una sessione di Flyboard a Napoli), Stefano continua a non chiamarlo per nome ma solo per cognome manifestando una certa riverenza anche se in maniera scherzosa.

                Un ritorno stabile ad Amici? Forse in futuro

                Per quanto riguarda il suo possibile ritorno ad Amici, Kledi ha confermato che per ora non sarà una presenza fissa nel programma. Ma nel prossimo futuro potrebbe essere coinvolto come giudice per alcune sfide, come avvenuto negli anni scorsi.

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