Gossip
C’è un nuovo amore nella vita di Tom Cruise… e ha 26 anni di meno!
Il celebre attore di “Top Gun” e “Mission: Impossible” è stato nuovamente avvistato in dolce compagnia. Stavolta, la protagonista delle voci di gossip è la talentuosa Ana de Armas, attrice di origine cubana che negli ultimi anni ha conquistato Hollywood con la sua bellezza e il suo talento. La coppia è stata sorpresa più volte insieme a Londra, alimentando così le speculazioni su una possibile relazione sentimentale
Non è la prima volta che Tom Cruise e Ana de Armas vengono pizzicati in atteggiamenti complici. Secondo il sito Page Six, i due attori sono sempre “più affiatati”, e i loro incontri si fanno sempre più frequenti. L’ultimo avvistamento risale al 14 marzo, quando Cruise e de Armas sono stati visti atterrare insieme all’eliporto di Londra dopo un volo in elicottero. Testimoni riferiscono che l’attore 62enne sembrava di ottimo umore e chiacchierava con i membri dell’equipaggio, mentre Ana, 36 anni, gli stava accanto sorridente.
Sarebbe partito tutto da una cena di lavoro
Tuttavia, i primi rumors su una possibile frequentazione tra i due risalgono già a San Valentino, quando sono stati fotografati mentre prendevano del cibo da asporto in un ristorante della capitale britannica, per poi salire insieme su un taxi. Una fonte vicina alla coppia aveva riferito alla rivista People che i due avevano condiviso una cena con i loro rispettivi agenti, per discutere di future collaborazioni professionali. In quel momento, la relazione sembrava esclusivamente basata su amicizia e stima reciproca, ma gli incontri sempre più frequenti fanno pensare che il legame tra i due stia evolvendo.
Amore o semplice amicizia?
Dopo la fine della sua relazione nel 2024 con Elsina Khayrova, Cruise sembrava concentrato esclusivamente sulla carriera. Tuttavia, l’attore non ha mai nascosto il desiderio di avere accanto una compagna con cui condividere i suoi successi e la sua intensa vita professionale. Ana de Armas, dal canto suo, è reduce da una serie di successi cinematografici e non ha rilasciato dichiarazioni sulla sua vita privata.
I fan della coppia si dividono tra chi crede che tra loro ci sia un sincero interesse romantico e chi pensa che si tratti esclusivamente di un’amicizia nata sul set o per motivi professionali. L’unica certezza è che i due attori sembrano molto uniti e continuano a essere avvistati insieme con una certa frequenza.
Chi è lei
Ana de Armas è un’attrice e modella di origini cubane, naturalizzata spagnola. Dopo aver iniziato la sua carriera nel cinema spagnolo, ha raggiunto il successo internazionale grazie a ruoli di rilievo in film come “Blade Runner 2049”, “Knives Out”, “No Time to Die” e “Blonde”, dove ha interpretato Marilyn Monroe, ottenendo una candidatura agli Oscar. Nel corso della sua carriera ha condiviso il set con attori di fama mondiale, tra cui Ben Affleck in “Acque Profonde” e Chris Evans in “Ghosted”. La sua carriera è in continua ascesa e il suo fascino ha conquistato il pubblico di tutto il mondo. Se le voci sulla sua relazione con Tom Cruise dovessero rivelarsi vere, la coppia diventerebbe una delle più seguite di Hollywood.
Il possibile futuro della coppia
Per ora, nessuno dei due attori ha confermato ufficialmente la relazione, ma gli avvistamenti e i sorrisi complici lasciano spazio all’immaginazione. Solo il tempo dirà se tra Tom Cruise e Ana de Armas ci sia davvero una storia d’amore o se si tratta semplicemente di una bellissima amicizia. Nel frattempo, i fan continuano a seguirli con curiosità, sperando in una conferma ufficiale da parte dei diretti interessati.
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Gossip
«Il sesso era come una droga per me»: Walter Nudo si confessa a cuore aperto
In una lunga confessione televisiva, Walter Nudo ripercorre le zone d’ombra della sua vita: un’infanzia segnata dal non sentirsi visto, una sessualità vissuta come dipendenza e la presa di coscienza maturata con il tempo. Parole forti, personali, che spostano il racconto dal gossip all’autobiografia emotiva.
Walter Nudo torna a raccontarsi senza filtri e senza scorciatoie. Lo fa in televisione, davanti a un pubblico ampio, scegliendo il registro più rischioso: quello della verità emotiva. Ospite di Ciao Maschio, il programma condotto da Nunzia De Girolamo in onda su Rai 1, l’attore ripercorre le fratture della sua vita privata, legandole a un tema delicato come la dipendenza dal sesso.
«Il sesso era come una droga per me», ammette. Un’affermazione netta, che non cerca giustificazioni. Nudo racconta di un periodo in cui il rapporto con le donne era segnato dalla compulsività, da incontri ravvicinati e senza futuro. «Andavo con una donna e poi non volevo più vederla. Anche con tre o quattro donne in poche ore. Era un rifiuto». Non un vanto, ma una constatazione amara.

Un’infanzia “tosta” e la ferita del non sentirsi visto
Il racconto parte da lontano. Dall’infanzia, che Nudo definisce “tosta”, segnata da difficoltà mai comprese fino in fondo. «Balbettavo quando avevo cinque anni, sono dislessico e l’ho scoperto solo dieci anni fa. Da piccolo pensavo solo di essere un po’ più stupido degli altri». Parole che restituiscono il senso di isolamento e di inadeguatezza vissuto da bambino.
Un disagio che, confessa, lo ha portato anche a pensieri estremi quando aveva appena dodici anni. Un passaggio doloroso, raccontato con misura, che spiega quanto profonde fossero le ferite interiori. Ma, secondo Nudo, il nodo centrale resta uno: il rapporto con la madre.
«Con tutte le donne cercavo mia madre»
È qui che il racconto si fa più spiazzante. L’attore parla della madre come di una figura distante, un’“artista mancata” che allora percepiva incapace di vederlo davvero. «Le ferite più forti arrivano dai genitori. Dal non essere visti. Quando mamma o papà omettono, vuol dire che non esistiamo». Una frase che sintetizza la sua lettura psicologica di quegli anni.
Da adulto, quella mancanza si sarebbe riversata nelle relazioni. «Con tutte le donne che ho avuto, io cercavo mia mamma», dice. Il sesso, in questa prospettiva, diventa un tentativo di colmare un vuoto originario, di riappropriarsi di un potere emotivo mai avuto. «È come se i nostri genitori ci avessero tolto il potere di essere noi stessi. Io cercavo di riprendermelo così».
La dipendenza, il rifiuto, la consapevolezza
Nudo non si autoassolve. Riconosce il danno fatto e la responsabilità personale. Parla di un comportamento compulsivo, di rapporti consumati e subito scartati, di un meccanismo che oggi legge come autodistruttivo. La svolta, racconta, arriva con la maturità e con un lavoro profondo su se stesso.
«Ho chiesto scusa a tutte le donne che ho avuto nella mia vita», rivela. Un gesto che per lui rappresenta il passaggio dalla giustificazione alla responsabilità. «Erano un mezzo per compensare quella ferita. Quando realizzi una cosa, hai il dovere di alzarti in piedi e dirlo». Nessuna retorica salvifica, solo la presa d’atto di un percorso lungo e faticoso.
Un racconto che va oltre il gossip
La confessione di Walter Nudo, per quanto forte e destinata a far discutere, si muove su un terreno diverso dal semplice scandalo. È il racconto di come le fragilità infantili possano riemergere in forme impreviste nell’età adulta, influenzando relazioni, desideri e scelte.
In televisione, dove spesso le storie personali vengono semplificate o spettacolarizzate, Nudo sceglie di esporsi con un linguaggio diretto, a tratti scomodo. Il risultato è un ritratto umano, imperfetto, che mette al centro il tema della consapevolezza più che quello dell’assoluzione.
Reali
Elisabetta II e l’esorcismo di Natale: quando la Regina chiese una funzione per allontanare l’ombra di Lady D
Sandringham, cuore del Natale dei Windsor, non è solo tradizione e protocollo. Nei diari del giornalista Kenneth Rose, pubblicati nel volume “Who Loses, Who Wins”, compare il resoconto di una funzione religiosa voluta da Elisabetta II per calmare le inquietudini della residenza, dove alcuni servitori avrebbero percepito presenze e atmosfere opprimenti. Il riferimento, secondo il parroco citato nei diari, riguarderebbe anche il ricordo di Lady Diana.
Sandringham è il luogo dove la famiglia reale britannica torna ogni anno per un Natale fatto di rituali, tradizioni immutate e immagini perfette. Eppure, dietro le mura della residenza nel Norfolk, la storia della monarchia si intreccia spesso con leggende, suggestioni e ricordi ingombranti. A rivelarlo, ancora una volta, sono i diari del giornalista e biografo reale Kenneth Rose, che nel secondo volume delle sue memorie racconta un episodio rimasto per anni confinato nella discrezione di corte.
Secondo quanto annotato da Rose, la regina Elisabetta II avrebbe chiesto a un sacerdote di celebrare una funzione religiosa per “portare tranquillità” nella dimora, dopo che alcuni membri dello staff avevano riferito sensazioni inquietanti in certe stanze della residenza. Tra queste, soprattutto quella in cui nel 1952 morì re Giorgio VI, un luogo già carico di memoria e simboli. A riferire l’episodio fu Lady Prue, dama di compagnia della Regina Madre, che raccontò di essere stata invitata proprio dalla sovrana ad assistere alla cerimonia, insieme alla madre di Elisabetta.
Nel diario datato 2 gennaio 2001, Rose scrive che il parroco avrebbe ipotizzato una connessione non solo con la morte di re Giorgio VI, ma anche con la tragica scomparsa di Lady Diana, evocando l’idea di presenze legate a morti violente. Non un esorcismo formale, sottolinea il giornalista, bensì una semplice benedizione, pensata per ristabilire serenità in una residenza diventata, per alcuni, pesante da vivere.
L’episodio è uno dei molti retroscena privati che emergono dai quaderni del biografo, capace di restituire un’immagine meno ufficiale e più umana di Elisabetta II: una sovrana rigorosa, ma profondamente legata alle sue emozioni e ai propri affetti. Nei diari compaiono anche altri momenti significativi, come il dolore per la morte dei corgi, i rapporti difficili con alcuni membri della famiglia e le tensioni interne legate a Diana Spencer, raccontate attraverso confidenze di cortigiani e collaboratori.
C’è spazio anche per episodi celebri come l’intrusione di Michael Fagan a Buckingham Palace nel 1982, o per i giudizi sulla rappresentazione cinematografica della monarchia, come nel caso del film “The Queen”, che Rose considerava sorprendentemente realistico.
Il risultato è un ritratto complesso: una monarchia che vive di storia, simboli e disciplina, ma anche di paure, superstizioni e fragilità. Il presunto “esorcismo di Natale” di Sandringham diventa così un tassello di quel racconto sospeso tra realtà e mito, dove anche la famiglia reale più famosa del mondo appare, per un attimo, semplicemente umana.
Gossip
Antonella Elia e Valeria Marini, un’antipatia lunga una vita: la “diva stellare” rilancia e accusa, l’Elia per ora tace
L’antipatia tra Antonella Elia e Valeria Marini non è certo una novità. Ma nelle ultime ore il gelo si è trasformato di nuovo in scontro aperto. Marini, attraverso una storia Instagram, ha accusato l’Elia di essere stata sospesa da Rai2 dopo un’aggressione a un membro della troupe di Citofonare Rai2. Al momento Antonella Elia non ha replicato. E il silenzio, nel mondo del gossip televisivo, pesa quanto una smentita.
Se c’è una rivalità che attraversa epoche televisive, programmi, lustrini e rancori mai davvero sepolti, è quella tra Antonella Elia e Valeria Marini. Un’antipatia che affonda le radici talmente indietro nel tempo da sembrare quasi un fossile del varietà italiano, e che ciclicamente riaffiora, puntuale, quando meno ce lo si aspetta.
Questa volta a riaccendere la miccia è stata Valeria Marini, che nelle ultime ore ha pubblicato una storia Instagram destinata a far rumore. La “diva stellare”, senza troppi giri di parole, ha tirato in ballo un episodio che risalirebbe allo scorso gennaio, sostenendo che Antonella Elia sarebbe stata sospesa da Citofonare Rai2 dopo aver aggredito una persona della troupe. Un’accusa pesante, buttata lì con la nonchalance di chi sa benissimo come funzionano i riflettori.
Una rivalità che non si è mai spenta
Tra Elia e Marini non è mai corso buon sangue. Non si tratta di una semplice antipatia da corridoio, ma di un rapporto segnato da frecciate pubbliche, dichiarazioni al vetriolo e distanze mai colmate. Due personalità opposte, due modi diversissimi di stare in scena, due ego che difficilmente potrebbero coabitare nello stesso spazio senza attriti.
Negli anni le tensioni sono esplose più volte, spesso davanti alle telecamere o a microfoni ben accesi. E ogni volta il copione è lo stesso: accuse, repliche, controrepliche, con il pubblico a fare da spettatore e giudice. Questa volta, però, la mossa di Marini ha un peso diverso, perché non si limita a una stoccata caratteriale o a un giudizio personale, ma chiama in causa un presunto fatto disciplinare interno alla Rai.
L’accusa social e il silenzio dell’Elia
“Tutti sanno che a Citofonare Rai2 Antonella Elia a gennaio dell’anno scorso, dopo aver aggredito una persona della troupe, fu sospesa da Rai2”. Così, più o meno, il senso della storia pubblicata da Valeria Marini. Nessuna cautela, nessun condizionale, nessuna formula dubitativa. Una frase secca, che sembra voler trasformare un rumor in una verità acquisita.
Al momento, però, Antonella Elia non ha replicato. Nessuna smentita, nessuna contro-accusa, nessuna stories di risposta. Un silenzio che, nel contesto dello spettacolo televisivo, è tutt’altro che neutro. Può essere una strategia, una scelta di prudenza, oppure semplicemente la volontà di non alimentare ulteriormente una polemica che rischia di trascinarsi per giorni.
Ma è proprio questo silenzio a rendere la situazione ancora più carica di tensione. Perché quando una figura come l’Elia viene chiamata in causa pubblicamente su un tema così delicato, l’assenza di una replica immediata apre il campo a ogni interpretazione possibile.
Gossip, accuse e memoria corta
Va detto che il mondo della televisione vive anche di memoria selettiva. Episodi interni, tensioni di produzione, scontri dietro le quinte sono materia quotidiana, ma raramente diventano oggetto di accuse pubbliche così esplicite. Tirare fuori una presunta sospensione significa spostare il piano dello scontro dal personale al professionale, con tutte le conseguenze del caso.
E qui si innesta un altro elemento: il ruolo dei social. Un tempo queste guerre restavano confinate a interviste, retroscena, mezze frasi. Oggi basta una storia Instagram per rimettere tutto in circolo, senza filtri e senza possibilità di replica strutturata. Un colpo secco, che resta lì, visibile a migliaia di persone, e poi scompare lasciando dietro di sé il dubbio.
Una guerra che parla anche di tv
Al di là delle due protagoniste, questa vicenda racconta molto del clima che si respira nel sottobosco televisivo. Rivalità mai sopite, carriere che si incrociano, spazi sempre più ristretti e una visibilità che va difesa anche a colpi di dichiarazioni forti. In questo contesto, ogni occasione diventa buona per riaffermare una posizione, riscrivere una narrazione, rimettere l’altra all’angolo.
Resta da capire se Antonella Elia sceglierà di rompere il silenzio o se lascerà che la polemica si esaurisca da sola. Di certo, conoscendo i precedenti, è difficile credere che questa storia si chiuda senza almeno un’altra puntata.
Per ora, la parola passa al silenzio. Ma nel paleolitico televisivo di Elia e Marini, anche il silenzio è solo una pausa prima del prossimo scontro.
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