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Gossip

Clizia contro Nayra, volano piume e veleni: “Un’oca travestita da cigno che prova la scena prima della verità”

Continua lo scontro tra Clizia Incorvaia e Nayra Garibo, oggi moglie di Francesco Sarcina. L’ultima stoccata arriva via social ed è un attacco frontale: “Alcuni provano la scena prima che la verità parli solo per attirare l’attenzione. Un’oca travestita da cigno…”. Parole durissime che riaccendono una tensione mai sopita.

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    Altro che tregua armata. Tra Clizia Incorvaia e Nayra Garibo la temperatura resta altissima e lo scontro si gioca ormai a colpi di metafore al vetriolo. L’ultima bordata arriva dalla nuova moglie di Francesco Sarcina, che sui social ha lanciato un messaggio che non ha bisogno di destinatario scritto in chiaro per farsi capire.

    «Non tutti quelli che piangono sono vittime. Alcuni provano la scena prima che la verità parli solo per attirare l’attenzione». E già qui il tono è chiaro: niente allusioni leggere, ma un’accusa diretta, che punta al nervo scoperto della narrazione pubblica. Poi il colpo finale, quello che trasforma la polemica in spettacolo: «Un’oca travestita da cigno che, pur senza saper ballare, vuole fare la prima ballerina ne “La morte del cigno” di Tchaikovsky, senza sapere nemmeno chi è ovviamente».

    La metafora che brucia

    Non è solo una frase, è una costruzione studiata. L’oca e il cigno, la ballerina che non sa danzare, il riferimento a Tchaikovsky e al celebre assolo del balletto. Nayra Garibo sceglie l’ironia colta per colpire duro. Un’immagine che suggerisce finzione, teatralità, desiderio di protagonismo.

    Nel linguaggio dei social, dove spesso si va dritti al punto con parole crude, qui la strategia è diversa: si costruisce un racconto, si allestisce una scena. Il sottotesto è evidente: chi si mostra fragile e ferita potrebbe, secondo chi scrive, stare recitando.

    Una guerra che non si spegne

    Il conflitto tra Clizia Incorvaia e Nayra Garibo è diventato una partita pubblica, fatta di frecciate, repliche indirette e messaggi che rimbalzano tra stories e commenti. Sullo sfondo, Francesco Sarcina, ex compagno di Clizia e oggi marito di Nayra, resta inevitabilmente il punto di snodo di una vicenda che mescola passato, presente e rivendicazioni.

    Il tema è sempre lo stesso: chi ha sofferto davvero, chi ha sbagliato, chi ha raccontato cosa. E in questa dinamica, ogni parola pesa. Perché quando si parla di “pianti”, “vittime” e “verità”, il terreno diventa scivoloso e la percezione pubblica conta quasi quanto i fatti.

    Social come palcoscenico

    C’è poi un altro elemento che rende la vicenda esplosiva: il palcoscenico scelto. I social amplificano tutto. Una frase diventa titolo, una metafora diventa etichetta, una story diventa prova. E il pubblico si divide, commenta, prende posizione.

    In questa nuova puntata, Nayra Garibo non usa mezze misure. Il linguaggio è tagliente, l’immagine potente. Resta da capire se arriverà una replica diretta o se la risposta sarà, ancora una volta, affidata a un altro post, a un’altra frase, a un’altra scena. Perché quando la guerra è a colpi di metafore, nessuno vuole restare senza l’ultima parola.

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      Gossip

      Diletta Leotta, la seconda gravidanza è un reality social: dall’annuncio al gender reveal, i webeti vanno in tilt

      Le immagini della seconda gravidanza di Diletta Leotta, dall’annuncio al gender reveal, scatenano commenti e polemiche online. Tra chi celebra la felicità della coppia e chi parla di “maternità esibita”, i social diventano il solito ring. E la conduttrice resta al centro della scena.

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        Diletta Leotta incinta per la seconda volta e il web, puntuale, si trasforma in un’arena. Dall’annuncio social al gender reveal, ogni passaggio della nuova maternità viene raccontato per immagini, con scatti curati, sorrisi in primo piano e quell’estetica patinata che ormai è il marchio di fabbrica della conduttrice. Risultato? Fan in estasi e “webeti” in fibrillazione.

        Le foto fanno il giro delle bacheche in pochi minuti. C’è chi applaude, chi manda cuoricini, chi parla di famiglia felice. E poi c’è l’altra metà del pianeta digitale, quella che si indigna per principio: “troppa esposizione”, “maternità trasformata in show”, “privacy dove?”. Un copione già visto, ma sempre efficace.

        Dall’annuncio al gender reveal: la gravidanza diventa evento

        L’annuncio della seconda gravidanza è stato confezionato come un momento da condividere con milioni di follower. Non una fuga di notizie, non un gossip carpito da paparazzi, ma una comunicazione diretta, controllata, voluta. Poi il gender reveal, altro rito social che ormai è quasi obbligatorio per chi vive sotto i riflettori.

        Fiocchi, colori, sorrisi, abbracci. La maternità diventa racconto pubblico, e ogni dettaglio viene osservato, analizzato, commentato. Non è solo una notizia privata: è contenuto.

        Fan contro detrattori: il solito derby digitale

        Il punto non è tanto la gravidanza – che resta una scelta personale e familiare – quanto la modalità. Diletta Leotta ha costruito negli anni un rapporto diretto con il suo pubblico, fatto di condivisione costante. E chi la segue si aspetta proprio questo: vedere, partecipare, commentare.

        Ma la rete non è mai neutra. Se da una parte c’è chi celebra la “gioia senza filtri”, dall’altra c’è chi legge ogni scatto come una strategia, ogni post come una mossa studiata. I “webeti”, per usare il gergo che circola online, si scatenano tra ironie, critiche e moralismi.

        La maternità sotto i riflettori

        Essere personaggi pubblici significa anche questo: la linea tra privato e pubblico si assottiglia fino quasi a sparire. Ogni scelta diventa oggetto di discussione, ogni foto un pretesto per un giudizio. Diletta Leotta lo sa bene e, almeno per ora, sembra non arretrare di un passo.

        La seconda gravidanza viene vissuta – e mostrata – come un momento di felicità condivisa. Che piaccia o no, il meccanismo è chiaro: il pubblico vuole partecipare e i social amplificano tutto. Nel bene e nel male.

        E mentre le immagini continuano a circolare, una cosa è certa: anche questa maternità, tra applausi e critiche, resta saldamente al centro della scena digitale.

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          Gossip

          Ralf Schumacher verso il sì con Étienne Bousquet-Cassagne: nozze in arrivo e il commento dell’ex moglie

          Secondo la rivista Bild, Ralf Schumacher sarebbe pronto a celebrare il matrimonio con Étienne Bousquet-Cassagne. L’ex campione, che aveva fatto coming out meno di due anni fa, si prepara a un nuovo capitolo della sua vita privata. La notizia è accompagnata anche dal commento dell’ex moglie Cora Brinkmann.

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            A meno di due anni dal suo coming out, Ralf Schumacher è pronto a compiere un altro passo importante: il matrimonio con il compagno Étienne Bousquet-Cassagne. La notizia è stata diffusa inizialmente dalla rivista tedesca Bild, che ha anticipato alcuni dettagli sulla cerimonia e raccolto anche il commento dell’ex moglie del pilota, Cora Brinkmann.

            Per l’ex protagonista della Formula 1 si tratta di un momento simbolico, che arriva dopo un percorso personale vissuto sotto i riflettori ma rivendicato con naturalezza. Il coming out, avvenuto meno di due anni fa, aveva segnato una svolta pubblica nella sua vita privata, ricevendo ampio sostegno da parte di colleghi, amici e tifosi.

            Un nuovo capitolo dopo la carriera in pista

            Ralf Schumacher, fratello del sette volte campione del mondo Michael Schumacher, ha costruito la sua notorietà tra i circuiti più prestigiosi del motorsport internazionale. Terminata la carriera agonistica, ha mantenuto un profilo pubblico come commentatore e opinionista sportivo in Germania.

            Ora, però, l’attenzione si sposta sulla sfera personale. Secondo quanto riportato da Bild, la cerimonia sarebbe già in fase di organizzazione, anche se non sono stati resi noti dettagli ufficiali su data e location. L’unica certezza è la volontà di ufficializzare un legame che dura da tempo e che è stato condiviso pubblicamente con discrezione ma senza reticenze.

            Il commento dell’ex moglie

            La rivista tedesca ha riportato anche le parole di Cora Brinkmann, ex moglie di Schumacher, con cui il pilota ha avuto un figlio. Il suo commento si inserisce in un clima che, almeno ufficialmente, appare sereno. Un elemento non secondario, considerando che le separazioni in ambienti così esposti mediaticamente spesso generano tensioni pubbliche.

            Dal coming out al matrimonio

            Il percorso di Ralf Schumacher rappresenta uno dei casi più visibili nel mondo del motorsport, un ambiente tradizionalmente percepito come poco incline a esporsi su temi personali. La scelta di raccontarsi apertamente e ora di celebrare il matrimonio con Étienne Bousquet-Cassagne segna una continuità coerente con quel gesto.

            Dalla pista all’altare, l’ex pilota sembra aver trovato una nuova stabilità lontano dai box e dalle monoposto. E mentre i dettagli ufficiali della cerimonia restano riservati, l’annuncio segna comunque un passaggio pubblico importante nella sua vita.

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              Personaggi

              “Due grandi progetti” e l’ombra di un partito: Corona rilancia “Falsissimo” e fa crescere le voci di una discesa in campo

              Annuncia nuove puntate e parla di “progetti” per essere “liberi dagli attacchi”. Intanto, tra scontri, censure e numeri social, l’ipotesi politica riprende quota. Lui esclude la candidatura, non l’idea di “un partito o di un movimento”. Sullo sfondo: il caso Signorini, i rapporti con i Berlusconi e l’ipotesi di un “battitore libero” capace di intercettare l’astensione.

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                Fabrizio Corona torna a fare ciò che gli riesce meglio: occupare la scena. Questa volta con una mossa doppia, che tiene insieme contenuto e messaggio, piattaforma e ambizione. Da un lato, il ritorno operativo di “Falsissimo” su YouTube e l’annuncio di un nuovo episodio. Dall’altro, un’espressione che sembra fatta apposta per alimentare il chiacchiericcio politico: “due nuovi grandi progetti”. E soprattutto una promessa che suona come un teaser da campagna elettorale, anche se non lo è (ancora): “stiamo lavorando a due nuovi grandi progetti che ci possano rendere liberi dagli attacchi di qualsiasi potere”.

                Sta davvero per candidarsi?

                Il punto, in questa fase, non è tanto capire se Corona stia davvero per candidarsi, quanto osservare come stia costruendo l’idea che potrebbe farlo. Perché lui stesso, nelle scorse settimane, ha tagliato corto sull’ipotesi della candidatura, ma ha lasciato aperta la porta alla cosa più grossa e più lunga: la creazione di un contenitore. A Cronache Maceratesi, l’1 febbraio, ha messo la frase che oggi torna a circolare come un gancio: “un partito o di un movimento, sto decidendo”. Nessuna data ufficiale, nessun programma, nessuna struttura dichiarata. Però un nome già pronto, perfetto per diventare etichetta, slogan, brand: “Falsissimo”.

                Caso Signorini

                Il terreno su cui questa suggestione attecchisce è quello, già caldo, degli ultimi mesi: polemiche, scontri, sospensioni social, video rimossi, un’attenzione mediatica che non si spegne neppure quando dovrebbe. Il “caso Alfonso Signorini” e lo scontro con la famiglia Berlusconi hanno fatto da detonatore, e la rimozione di contenuti o la sospensione di profili – comunque la si legga – ha prodotto l’effetto classico della comunicazione contemporanea: ha trasformato una vicenda in racconto identitario. C’è chi lo critica e chi lo esalta, ma intanto i numeri diventano argomento politico prima ancora che mediatico, perché finiscono per essere presentati come “consenso”.

                Serate in discoteca

                A rafforzare questa narrazione contribuisce anche l’altra faccia della macchina Corona: le serate in discoteca, i video che circolano, la costruzione di una comunità che si muove tra intrattenimento e militanza emotiva. Un pubblico giovane, molto digitale, spesso più presente online che ai seggi. Ed è qui che l’ipotesi politica smette di essere folclore e inizia a essere scenario: l’obiettivo, secondo il ragionamento che rimbalza da settimane, non sarebbe tanto pescare nei bacini tradizionali dei partiti, quanto puntare su chi ha smesso di votare, su chi si è chiamato fuori e ora potrebbe rientrare “per protesta” o per appartenenza a un personaggio.

                In questo senso, la frase pronunciata a gennaio fuori dal Tribunale di Milano diventa quasi un manifesto, perché contiene insieme potenza e minaccia, audience e rivalsa: “Faccio 70 milioni di interazioni, più di un partito. Se mi chiudono fondo una lista civica, vinco le elezioni e comando tutti, anche la magistratura”. È un’esagerazione? È una provocazione? È un’iperbole da personaggio? Probabile. Ma è anche, nel suo linguaggio, la dichiarazione che il potere oggi passa per la visibilità e che la visibilità può diventare struttura.

                C’è poi un dettaglio che alimenta ulteriormente le voci: Corona, nei giorni scorsi, ha parlato di una “rivoluzione a metà marzo”, senza entrare nei particolari. Il tipo di frase che, da sola, non dice nulla ma invita tutti a riempire il vuoto. E sui social il vuoto non resta vuoto: viene occupato da ipotesi, ricostruzioni, retroscena, nomi.

                Tra questi nomi torna ciclicamente Mario Adinolfi, che negli ultimi tempi ha difeso Corona e ha parlato di censura. Lo stesso Adinolfi avrebbe evocato un’alleanza immaginifica, quasi da slogan: “Songo un tridente Adinolfi-Vannacci-Corona”. È un’ipotesi che fa rumore perché mette insieme mondi diversi e perché arriva mentre Roberto Vannacci con Futuro Nazionale è già al centro di incastri parlamentari e proiezioni elettorali. Ma, proprio per questo, resta più suggestione che architettura: Corona, per come si muove e per come si racconta, difficilmente accetterebbe un ruolo da comprimario.

                Se davvero il “partito Falsissimo” dovesse prendere forma, sarebbe quindi più plausibile immaginarlo come un progetto personale, cucito su misura, con una logica da piattaforma più che da sezione di partito: un leader che non necessariamente si candida, ma orienta, incendia, trascina, detta l’agenda e sceglie i volti. Un modello che in Italia abbiamo già visto nella genesi di movimenti nati fuori dai palazzi, con la differenza che qui la benzina è la cronaca social, non una rete territoriale.

                Resta, infine, un’altra traccia che mostra come la tentazione politica non sia nuova. Nel 2012 Corona diceva di stimare Matteo Renzi e aggiungeva: “Gli direi che in un futuro mi piacerebbe fare politica. Imparerei da lui perché da tutte le persone c’è da imparare, poi quello che avrei imparato lo userei magari nei miei progetti”. La risposta di Renzi, affidata al portavoce di allora, fu una porta chiusa senza diplomazie: “Nessuno gli chiederà di far politica con noi. Per noi infatti la politica è una cosa seria”.

                Oggi, a distanza di anni, la domanda non è se la politica sia “seria”. La domanda è quanto sia permeabile. E quanto un personaggio capace di produrre rumore, numeri e polarizzazione possa trasformare quel rumore in struttura. Corona intanto torna su YouTube, rilancia “Falsissimo” e parla di “due grandi progetti”. Il resto, per ora, è un’ipotesi che cammina sulle gambe migliori che esistano nel 2026: l’attenzione e la curiosità.

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