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Gossip

Costantino Vitagliano, dalla malattia agli insulti: «Dicono che fingo». E in “Narciso” racconta l’uomo nascosto dietro il personaggio

Dopo due anni di cure e ricoveri, Costantino Vitagliano torna a parlare della sua salute. “Mi hanno detto che faccio finta di stare male. Ma chi scrive certe cose non sa cosa vuol dire rischiare di morire in pochi secondi.” Oggi sta meglio, ma la ferita più profonda è quella lasciata dai commenti cattivi.

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Costantino Vitagliano, dalla malattia agli insulti

    Per vent’anni gli hanno rimproverato praticamente tutto. Di essere troppo bello e di saperlo, troppo arrogante, troppo sicuro di sé, troppo famoso senza avere fatto abbastanza per meritarselo. Adesso che Costantino Vitagliano combatte da due anni contro una malattia autoimmune, qualcuno è riuscito persino a rimproverargli di non sembrare abbastanza malato.

    Costantino Vitagliano
    Costantino Vitagliano

    È probabilmente il paradosso più feroce nella storia dell’uomo che nei primi anni Duemila diventò il primo vero fenomeno pop prodotto dalla televisione dei tronisti. Costantino era ovunque: televisioni, copertine, discoteche, calendari, pubblicità. Bastava il nome, senza neppure il cognome. Era semplicemente Costantino.

    Oggi ha 52 anni e combatte una battaglia completamente diversa. Una malattia rara lo costringe a terapie continue e controlli, lo ha portato a trascorrere settimane in ospedale e gli ha fatto perdere trenta chili. Ma poiché continua a vivere, a mostrarsi, a sorridere e a lavorare, sui social c’è chi ha deciso che quella malattia non esiste o che lui la stia utilizzando per tornare sotto i riflettori.

    «Mi accusano di fingere di stare male», ha raccontato Costantino. E questa volta, ammette, gli insulti fanno molto più male di quelli ai quali era abituato.

    «Se stai male, per loro devi mostrare soltanto l’ospedale»

    Costantino conosce gli haters da quando ancora non si chiamavano haters. Quando i social non esistevano, le critiche arrivavano attraverso i giornali, la televisione, le lettere e le persone che lo aspettavano fuori dai locali. Ha vissuto per anni dentro una gigantesca esposizione mediatica e ha imparato presto che essere idolatrati significa quasi inevitabilmente essere anche detestati. Questa volta, però, è diverso.

    «Queste critiche mi toccano più di quelle del passato, perché mi hanno accusato di venire in tv e far finta di stare male. Per loro, se stai male devi far vedere solo l’ospedale».

    Dietro quella frase c’è uno dei meccanismi più crudeli dei social: la pretesa di stabilire dall’esterno come debba apparire la sofferenza degli altri. Se sorridi, non puoi essere malato. Se esci di casa, non stai abbastanza male. Se torni davanti a una telecamera, allora forse hai inventato tutto.

    «Mi hanno chiamato bugiardo, hanno detto che ho mostrato cose non vere. Ma il mondo dei social è malato: ci sono persone che vivono solo per criticare gli altri».

    Per un uomo che ha costruito buona parte della propria immagine pubblica sul corpo, la malattia ha avuto anche un’altra conseguenza devastante: proprio quel corpo, improvvisamente, ha smesso di essere quello che aveva conosciuto per tutta la vita.

    «Ho perso trenta chili, quasi tutti muscoli»

    Quando arrivò la diagnosi, circa due anni fa, le condizioni di Vitagliano destarono grande preoccupazione. Cominciarono gli esami, i ricoveri e la ricerca di una terapia capace di fermare una patologia che aveva iniziato rapidamente a consumarlo.

    «All’inizio ho perso trenta chili, quasi tutti muscoli. Dopo quaranta giorni in ospedale ero un’altra persona».

    Per chiunque sarebbe stato uno choc. Per Costantino lo è stato anche simbolicamente. Quel fisico che per anni era stato fotografato, celebrato, invidiato e persino trasformato in un marchio commerciale si era improvvisamente dissolto. Dietro rimaneva l’uomo, costretto a fare i conti con qualcosa che né la notorietà né il denaro né la volontà potevano cancellare.

    Oggi le sue condizioni sono stabili e Vitagliano si sottopone a terapie sperimentali che stanno permettendo di tenere sotto controllo la malattia. Non parla di guarigione definitiva e non nasconde l’incertezza con la quale dovrà convivere.

    «Il rischio non sparirà mai del tutto, ma la stiamo tenendo a bada. Sto recuperando stima in me stesso e un po’ di serenità».

    Ed è proprio mentre ricostruisce la propria vita che Costantino ha deciso anche di voltarsi indietro e raccontare finalmente tutta la storia.

    “Narciso”, Costantino racconta quello che nessuno ha mai visto

    È appena uscito “Narciso”, il nuovo libro di Costantino Vitagliano scritto a quattro mani con il regista Mario Chiavalin. E il titolo, naturalmente, non è casuale.

    Narciso è il personaggio che per oltre vent’anni l’immaginario collettivo ha cucito addosso a Costantino: il ragazzo bellissimo, innamorato della propria immagine, apparentemente invulnerabile, capace di entrare in uno studio televisivo e diventare nel giro di pochissimo tempo uno degli uomini più desiderati, fotografati e discussi d’Italia.

    Ma il libro parte proprio da quella maschera per andare a cercare l’uomo che c’era dietro.

    Vitagliano e Chiavalin attraversano una stagione che oggi sembra lontanissima e che invece ha cambiato profondamente il costume italiano: l’esplosione di Uomini e Donne, le folle oceaniche alle serate, le discoteche prese d’assalto, le copertine, i paparazzi, gli amori trasformati in fenomeni nazionali e i cachet di personaggi che per la prima volta diventavano celebrità semplicemente mostrandosi per quello che erano, o per quello che il pubblico pensava fossero.

    Costantino fu il simbolo assoluto di quella rivoluzione. Prima degli influencer, prima di Instagram, prima che milioni di follower potessero trasformare una persona comune in una star, lui era già diventato un influencer quando la parola influencer ancora non esisteva.

    “Narciso” racconta quella vertiginosa ascesa, ma anche ciò che accade quando le telecamere si spengono, quando il pubblico comincia a guardare altrove e soprattutto quando la vita presenta un conto che nessuna popolarità può pagare.

    Da “Narciso” nascerà una serie TV sugli anni d’oro dei tronisti

    Ed è proprio qui che il progetto diventa ancora più interessante. “Narciso” non resterà soltanto un libro: dalla storia di Costantino Vitagliano nascerà una serie televisiva, che avrà al centro la sua vicenda personale ma anche il mondo che esplose intorno ai tronisti nei primi anni Duemila.

    Un’epoca televisiva che oggi rappresenta materiale narrativo formidabile. Erano gli anni in cui un’apparizione pomeridiana poteva trasformare un ragazzo sconosciuto in una celebrità nazionale nel giro di poche settimane, quando migliaia di persone affollavano le discoteche soltanto per vedere dal vivo i protagonisti conosciuti attraverso lo schermo e quando reality e dating show cominciavano a cambiare definitivamente il rapporto tra pubblico e personaggi televisivi.

    La futura serie tratta da “Narciso” racconterà proprio quel mondo, osservandolo attraverso l’uomo che più di chiunque altro ne diventò il volto.

    Non sarà quindi soltanto la storia di Costantino, ma anche quella di una generazione e di una televisione che stava inconsapevolmente inventando molti dei meccanismi sui quali, vent’anni dopo, si sarebbe costruita l’industria dei social. Cambiavano i mezzi, ma il principio era già tutto lì: esposizione della vita privata, rapporto diretto con il pubblico, fama immediata, adorazione e odio.

    Costantino fu il primo a sperimentarne quasi tutto sulla propria pelle.

    Dal mito del corpo alla paura di perderlo

    Per questo la malattia finisce inevitabilmente per diventare uno degli snodi più dolorosi della sua storia. Il ragazzo che aveva costruito il proprio mito anche su un corpo apparentemente perfetto si è trovato improvvisamente a osservare quello stesso corpo cambiare senza poterlo controllare.

    Oggi Vitagliano non rinnega ciò che è stato. Ma guarda quel Costantino con occhi diversi.

    «Ora so cosa conta davvero: la salute, le persone vere e il rispetto. Non voglio più leggere certi messaggi, blocco le pagine false. Appartengono a persone infelici, e io non voglio farne parte».

    C’è qualcosa di profondamente ironico nel suo destino. Per anni milioni di persone hanno pensato di conoscerlo perché ne conoscevano il corpo, le fidanzate, le serate, le automobili e le frasi pronunciate davanti alle telecamere. Adesso che racconta la parte più fragile della propria esistenza, qualcuno pretende ancora di spiegargli chi sia e persino quanto abbia diritto di soffrire.

    «Ho rischiato la vita. E se oggi sto parlando, è perché ho imparato che la forza non è negare la sofferenza, ma affrontarla a testa alta».

    È probabilmente qui che “Narciso” trova il suo significato più interessante. Perché dietro il titolo che sembra evocare il Costantino di vent’anni fa c’è invece un uomo costretto dalla vita a rompere lo specchio e a guardare finalmente ciò che rimane quando l’immagine non basta più.

    E presto quella storia uscirà anche dalle pagine del libro per diventare una serie TV.

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      Gossip

      Sophie Codegoni sbotta sui social dopo il gossip sulla sua vita privata: «Quando è diventato tutto così brutto?». Lo sfogo contro l’informazione

      L’influencer affida a una serie di stories una riflessione sul modo in cui i social raccontano la vita dei personaggi pubblici. Non contesta le critiche né i giudizi, che considera parte del proprio lavoro, ma mette in discussione un sistema di informazione che sembra aver superato il limite.

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      Sophie Codegoni sbotta sui social dopo il gossip sulla sua vita privata: «Quando è diventato tutto così brutto?». Lo sfogo contro l'informazione

        Sophie Codegoni rompe il silenzio e, dopo le numerose indiscrezioni sulla sua vita privata, decide di affrontare direttamente il tema del gossip e dell’informazione sui social. Lo fa attraverso una serie di stories nelle quali esprime il proprio disagio per il modo in cui vengono raccontate le vicende personali dei personaggi pubblici. Il suo intervento non nasce, almeno nelle parole riportate, dalla volontà di sottrarsi alle critiche o di pretendere l’approvazione di tutti. La questione che solleva riguarda piuttosto il funzionamento di un sistema nel quale la vita privata diventa continuamente materia di discussione.

        Sophie Codegoni e lo sfogo sul gossip: «Quando è diventato veramente brutto?»

        «Stavo pensando a quando è diventato veramente brutto, il metodo di informazione che c’è ultimamente sui social», esordisce Sophie Codegoni, introducendo una riflessione che arriva dopo le notizie circolate sul suo conto.

        L’influencer chiarisce immediatamente un punto: non pretende di essere immune dalle opinioni degli altri e non considera le critiche una conseguenza inattesa della propria popolarità. «Non sto parlando di insulti giudizi siamo tutti molto consapevoli che nel momento in cui decidi di esporti a fare questo lavoro ci saranno persone a cui piacerai, e persone a cui non piacerai».

        Una distinzione importante, perché Codegoni separa il normale confronto con il pubblico dalle modalità attraverso le quali le informazioni personali circolano e diventano argomento di conversazione collettiva.

        Il confine tra curiosità e vita privata

        Le parole di Sophie Codegoni toccano uno degli aspetti più controversi del mondo degli influencer: il rapporto tra esposizione volontaria e diritto a mantenere una parte della propria esistenza lontana dal racconto pubblico.

        Chi costruisce la propria carriera anche attraverso i social sa di attirare curiosità, commenti e inevitabili giudizi. Ma accettare questa dinamica non significa necessariamente condividere ogni metodo utilizzato per raccontare la vita privata.

        Nel passaggio diffuso attraverso le stories, Codegoni non indica episodi specifici né identifica i responsabili del comportamento che critica. Il suo ragionamento si concentra sul modo di fare informazione, senza entrare nei dettagli delle indiscrezioni che la riguardano.

        È proprio questa la differenza che l’influencer sembra voler sottolineare: un conto è essere un personaggio pubblico, un altro è vedere la propria vita trasformata in un racconto sul quale spesso sono gli altri a decidere tempi, toni e contenuti.

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          Speciale Grande Fratello

          Grande Fratello Vip, Carmen scatena il caos con «Viva gli uccelli», Marina La Rosa la punge e Megan Ria tira fuori i piselli: delirio nella Casa

          Una discussione sulle crocette della lista della spesa si trasforma in un festival di doppi sensi. Carmen celebra pesce, pasta e uccelli, Marina La Rosa coglie la battuta al volo e Megan Ria affonda il colpo con una frecciata sui piselli.

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          Grande Fratello Vip, Carmen scatena il caos con «Viva gli uccelli», Marina La Rosa la punge e Megan Ria tira fuori i piselli: delirio nella Casa

            Al Grande Fratello Vip basta una lista della spesa per trasformare una conversazione innocente in una raffica di doppi sensi. I concorrenti stanno discutendo delle crocette da segnare accanto ai prodotti da acquistare quando Carmen, presa dall’entusiasmo, se ne esce con un’esclamazione destinata a cambiare completamente il tono della conversazione: «Viva il pesce, viva la pasta, viva gli uccelli…». Marina La Rosa non si lascia sfuggire l’occasione e replica con una battuta che sottolinea immediatamente l’equivoco. Ma a completare il repertorio ci pensa Megan Ria, che riserva proprio a Marina una frecciata decisamente più pungente.

            Carmen celebra gli uccelli e Marina La Rosa coglie la palla al balzo

            La scena comincia con una discussione di ordinaria amministrazione domestica. Nella Casa del Grande Fratello Vip si parla della lista della spesa, delle crocette e dei prodotti da scegliere, argomenti che difficilmente sembrano promettere momenti memorabili di televisione. Poi Carmen pronuncia la frase che cambia tutto: «Viva il pesce, viva la pasta, viva gli uccelli…». Un elenco gastronomico che prende improvvisamente una direzione piuttosto curiosa, almeno per chi ha voglia di giocare con i doppi sensi. Marina La Rosa, che non ha mai fatto mistero di apprezzare l’ironia, interviene immediatamente: «Viva gli uccelli Carmen, un’affermazione interessante…». Il commento basta a trasformare la dichiarazione in una gag, con quel riferimento agli uccelli che, nel linguaggio colloquiale, si presta a interpretazioni ben lontane dall’ornitologia.

            Megan Ria contro Marina La Rosa: «Ti mancano i piselli»

            Ma il capitolo dei doppi sensi non finisce con Carmen. A entrare in scena è anche Megan Ria, che indirizza a Marina La Rosa una battuta decisamente più personale: «Lavori sui cervelli, ma ti mancano i piselli…». Una frase costruita sulla rima, ma soprattutto sul doppio senso dell’ultima parola, che trasforma la frecciata in una provocazione a sfondo sessuale. Il riferimento al lavoro sui cervelli diventa così il pretesto per colpire Marina con una battuta che mescola ironia e una punta di malizia. Non una semplice osservazione sulla spesa, evidentemente, ma una stoccata rivolta direttamente alla concorrente.

            Quando la lista della spesa diventa uno spettacolo a luci rosse

            Il contrasto tra l’argomento iniziale e le battute successive rende la scena particolarmente surreale. Si parte dalle crocette da mettere su un foglio e si finisce a discutere, almeno per allusioni, di uccelli e piselli. Carmen offre involontariamente lo spunto, Marina lo raccoglie con prontezza e Megan Ria aggiunge una provocazione che sposta il confronto su un terreno più personale. In una Casa dove anche scegliere cosa mangiare può diventare motivo di discussione, la lista della spesa finisce per regalare un siparietto che sembra scritto da un autore di commedie degli equivoci. Con buona pace di chi pensava che il problema fosse soltanto decidere cosa mettere nel carrello.

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              Speciale Grande Fratello

              Grande Fratello Vip, Federica vuole una sorpresa dalla madre ma Marina La Rosa la spiazza: «La mia è morta, non può venire». E scoppia a ridere

              Nella Casa si parla delle sorprese che ancora non sono arrivate per alcune concorrenti. Federica confessa di desiderare una visita della madre, ma Marina La Rosa risponde con una battuta fulminante sulla propria situazione familiare. Una scena di umorismo nero che ribalta completamente il tono della conversazione.

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              Grande Fratello Vip, Federica vuole una sorpresa dalla madre ma Marina La Rosa la spiazza: «La mia è morta, non può venire». E scoppia a ridere

                Al Grande Fratello Vip anche una conversazione sulle sorprese familiari può trasformarsi in un momento di umorismo nerissimo. Marina La Rosa e Federica stanno parlando del fatto di non aver ancora ricevuto visite o sorprese nella Casa, quando Federica esprime un desiderio semplicissimo: «Vorrei venisse mia madre». La risposta di Marina arriva immediata, senza il minimo tentativo di addolcire la realtà: «A me è morta, non può venire». E subito dopo scoppia a ridere, trasformando una frase che avrebbe potuto gelare chiunque in una battuta dal tempismo irresistibile.

                Federica aspetta la madre, Marina La Rosa risponde con una battuta spiazzante

                La conversazione nasce da una situazione piuttosto comune nei reality: i concorrenti aspettano un messaggio, una visita o un incontro con qualcuno che hanno lasciato fuori dalla Casa. Le sorprese dei familiari rappresentano spesso i momenti più emozionanti del programma, tra abbracci, lacrime e dichiarazioni d’affetto. Federica, parlando con Marina, confessa che le piacerebbe ricevere la visita della madre. Una richiesta del tutto naturale, soprattutto per chi trascorre molto tempo lontano dalle persone care. Marina, però, sceglie una risposta che nessuno potrebbe aspettarsi in una conversazione del genere. «A me è morta, non può venire», osserva, prima di lasciarsi andare a una risata.

                L’umorismo nero di Marina La Rosa sorprende nella Casa

                La forza della battuta sta proprio nel contrasto tra la naturalezza della domanda e la crudezza della risposta. Marina non cerca di suscitare compassione e non trasforma il ricordo della madre in un momento malinconico. Al contrario, utilizza l’ironia per affrontare una realtà dolorosa, dimostrando che si può scherzare persino su una perdita personale. È un esempio di umorismo nero, quello che prende argomenti normalmente considerati intoccabili e li affronta con un’improvvisa leggerezza, spesso spiazzando chi ascolta. La risata di Marina cambia completamente il significato della scena: non è una provocazione rivolta a Federica, ma una battuta sulla propria condizione, pronunciata con una disinvoltura che rende il momento ancora più sorprendente.

                Una battuta lontana dalle solite lacrime del reality

                Il Grande Fratello Vip ha abituato il pubblico a incontri familiari costruiti sull’emozione, con racconti personali, confessioni e abbracci davanti alle telecamere. Marina La Rosa, invece, riesce a capovolgere il meccanismo con una sola frase. Mentre Federica immagina la sorpresa che vorrebbe ricevere, Marina ricorda con ironia che per lei quella possibilità non esiste. E anziché cercare il fazzoletto, sceglie di ridere. Una reazione che racconta anche un modo molto personale di convivere con il dolore, senza pretendere che tutti lo affrontino allo stesso modo. Perché a volte l’umorismo nero riesce a dire qualcosa di profondamente umano proprio quando sembra voler prendere in giro tutto, persino la morte.

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