Connect with us

Gossip

Damiano David dei Måneskin e Dove Cameron festeggiano un anno d’amore: tra foto sotto la Tour Eiffel e dediche romantiche

La storia d’amore tra Damiano David, frontman dei Måneskin, e l’attrice statunitense Dove Cameron continua a far sognare i fan. Tra Parigi, concerti e red carpet, la coppia festeggia il primo anniversario con dediche affettuose e scatti mozzafiato.

Avatar photo

Pubblicato

il

    Un anno d’amore per la coppia più cool dello showbiz. Damiano David e Dove Cameron hanno scelto Instagram per celebrare il loro primo anniversario insieme, regalando ai fan un mix perfetto di glamour e dolcezza. Foto sotto la Tour Eiffel, selfie intimi nelle camere d’albergo e momenti rubati nei backstage dei più importanti eventi musicali e cinematografici: i due non perdono occasione per mostrarsi affiatati e complici.

    E, per chi ancora non lo sapesse, il cantante dei Måneskin e la star americana formano una delle coppie più ammirate e seguite del mondo dello spettacolo. Nella carrellata di immagini pubblicate, Damiano bacia Dove sotto la pioggia, fuma con un’aria ribelle mentre lei gli sorride, indossa una maglietta dei “Descendants” e si rilassano sotto la doccia – insomma, una vita da film.

    Le parole di Dove: “Ti amerò per sempre”

    Nel post che ha accompagnato il loro primo anniversario, la dolce dedica di Dove Cameron ha fatto il giro dei social. “L’anno più veloce della mia vita. Avrei solo voluto incontrarti prima”, scrive la star, aggiungendo in italiano: “Ti amerò per sempre”. Damiano, da vero gentleman, risponde con ironia e affetto: “Grazie a Dio tu pensi che io sia carino”.

    I due sono stati avvistati nei luoghi più esclusivi, dal Met Gala allo stadio per tifare la Roma. Un anno ricco di emozioni per Damiano, che sta vivendo il successo dei Måneskin e si dedica anche a un percorso solista, ma sempre con Dove al suo fianco.

    Dove Cameron: da stella Disney a icona glamour

    Dove, nata nel 1996, ha già alle spalle una carriera variegata. Dopo aver cambiato il suo nome da Chloe Celeste a Dove in memoria del padre, la giovane attrice è diventata una delle stelle più amate di Disney Channel, interpretando le gemelle Liv e Maddie e Mal, la figlia di Malefica in Descendants. Oggi, ha lasciato l’etichetta di stella Disney alle spalle, continuando a stupire sia sullo schermo che sul palco, dove ha messo in mostra le sue abilità di cantante e ballerina nella serie Schmigadoon.

    Nonostante il successo mondiale dei Måneskin, Damiano continua a condividere la sua vita con Dove, trovando in lei non solo un’alleata ma anche un amore che sembra destinato a durare a lungo.

      SEGUICI SU INSTAGRAM
      INSTAGRAM.COM/LACITYMAG

      Gossip

      Selvaggia Lucarelli contro Antonino Monteleone: “Dice che rosico per Ferragni in galera? Qualcuno gli spieghi come funzionano le notizie”

      Lucarelli replica duramente a un video attribuito ad Antonino Monteleone: nel mirino le sue parole sul presunto “rosicamento” per l’assenza del carcere nel caso Ferragni

      Avatar photo

      Pubblicato

      il

      Autore

        Selvaggia Lucarelli non usa giri di parole. E quando decide di rispondere, lo fa come è nel suo stile: diretto, sarcastico, chirurgico. Nel mirino questa volta finisce Antonino Monteleone, ex volto de Le Iene e poi protagonista di un’esperienza televisiva Rai dai numeri, per usare un eufemismo, poco memorabili. L’oggetto del contendere è un video in cui Monteleone avrebbe sostenuto che Lucarelli “rosica” perché Chiara Ferragni non è finita in galera.

        Una lettura che, a detta della giornalista, non solo è sbagliata, ma dimostra una certa leggerezza nel maneggiare i fatti. “Mi dicono che quello particolarmente scemo che faceva le Iene e poi lo zero virgola qualcosa col suo programma Rai abbia fatto un video da babbo in cui dice che io rosico perché Ferragni non va in galera”, scrive Lucarelli, scegliendo fin da subito un tono tutt’altro che conciliante.

        La replica senza sconti
        Il punto centrale della risposta non è solo l’offesa personale, ma la ricostruzione dei fatti. Lucarelli contesta l’assunto di base del ragionamento di Monteleone e lo fa richiamando una posizione che, sostiene, ha sempre espresso con coerenza. “Non è mai stato bravissimo con le notizie, ma qualcuno gli spieghi che da circa un anno e più, a chiunque mi chiedesse del processo, ho sempre risposto che l’aspetto penale non mi interessava e speravo non andasse avanti”.

        Una frase che ribalta completamente la narrazione del presunto “rosicamento”. Secondo Lucarelli, il suo interesse non è mai stato quello di vedere Ferragni in carcere, ma semmai di analizzare un sistema, un meccanismo mediatico e commerciale che andava messo sotto la lente, indipendentemente dall’esito giudiziario.

        Il caso Ferragni e la confusione tra piani
        Nel dibattito pubblico, il caso che ha coinvolto Chiara Ferragni ha spesso mescolato piani diversi: quello etico, quello reputazionale e quello penale. Lucarelli, da tempo, insiste proprio su questa distinzione, chiarendo di non aver mai fatto una battaglia per il carcere, ma per la trasparenza e la correttezza delle operazioni.

        È su questo punto che la replica diventa anche una lezione implicita di metodo. Accusare qualcuno di “rosicare” per un mancato arresto significa, secondo la giornalista, non aver capito – o non aver voluto capire – il senso delle sue prese di posizione. Un errore che lei attribuisce a una cronica superficialità nella verifica delle informazioni.

        “Una verifica delle notizie impeccabile oh”, chiosa Lucarelli, con un’ironia che suona più come una stoccata finale che come una battuta.

        Monteleone nel mirino
        Il riferimento a Monteleone non è solo personale, ma professionale. Lucarelli ricorda implicitamente il suo passato televisivo, prima con Le Iene e poi con un programma Rai dai risultati modesti, per mettere in discussione l’autorevolezza di chi oggi si erge a commentatore del suo lavoro. Non è la prima volta che la giornalista attacca quello che considera un uso disinvolto, se non scorretto, delle notizie.

        Nel suo intervento, infatti, il bersaglio non è solo il contenuto del video, ma il metodo: parlare senza aver verificato, semplificare fino a stravolgere, trasformare una posizione articolata in una caricatura buona per i social.

        Un clima sempre più acceso
        La polemica si inserisce in un clima già teso, in cui il caso Ferragni continua a produrre strascichi mediatici anche dopo gli sviluppi giudiziari. Ogni voce che interviene rischia di essere trascinata in una guerra di interpretazioni, spesso più emotiva che fattuale. Lucarelli, dal canto suo, rivendica una coerenza che dice di aver mantenuto nel tempo, anche quando il dibattito pubblico sembrava andare in un’altra direzione.

        Il risultato è l’ennesimo scontro a distanza, che mette in luce non solo vecchie ruggini, ma anche due modi molto diversi di stare nello spazio mediatico: da una parte l’analisi e la rivendicazione del metodo, dall’altra il commento rapido, polarizzante, buono per accendere reazioni.

        La polemica che non si spegne
        Difficile pensare che qui finisca tutto. Le parole di Selvaggia Lucarelli hanno l’effetto di rilanciare la discussione e di riportare l’attenzione non tanto sul caso Ferragni in sé, quanto su come viene raccontato. Chi parla, come parla e soprattutto su quali basi.

        Per ora resta una certezza: Lucarelli non ha alcuna intenzione di lasciar passare ricostruzioni che considera false o approssimative. E quando decide di rispondere, lo fa senza filtri. Anche a costo di alzare ulteriormente il volume dello scontro.

          Continua a leggere

          Personaggi

          Aurora Ramazzotti, un nuovo tatuaggio per celebrare l’amore e una fase speciale della vita

          Aurora Ramazzotti festeggia nove anni d’amore con Goffredo Cerza e sceglie un tatuaggio simbolico: un piccolo drago rosso, carico di significati, che accompagna un periodo di grandi cambiamenti.

          Avatar photo

          Pubblicato

          il

          Autore

          Aurora Ramazzotti

            Aurora Ramazzotti sta attraversando uno dei momenti più intensi e luminosi della sua vita. Da tempo impegnata nel ruolo di mamma del piccolo Cesare, nato nel 2023, l’influencer e conduttrice guarda ora anche al futuro con il compagno storico Goffredo Cerza, con cui è legata da quasi un decennio e con il quale si prepara a convolare a nozze. La data del matrimonio, attesa nei prossimi mesi estivi, resta avvolta nella riservatezza, ma i due continuano a condividere con discrezione frammenti del loro percorso.

            Proprio in occasione del loro nono anniversario, celebrato nei giorni scorsi, Aurora ha deciso di concedersi un gesto personale e simbolico: una visita in studio da una tatuatrice per aggiungere un nuovo disegno alla sua collezione di tatuaggi. Un modo intimo per fissare sulla pelle un momento che segna una fase di crescita, tra affetti consolidati e nuovi inizi.

            La scelta dell’artista e lo stile

            Per il nuovo tatuaggio Aurora Ramazzotti si è affidata a Elisa Rossini, tatuatrice nota per la tecnica fine line, uno stile caratterizzato da linee sottilissime e dettagli delicati. Sui social, Aurora ha documentato l’esperienza con la consueta ironia, mostrandosi distesa sul lettino durante la seduta e sdrammatizzando l’attesa con piccoli gesti quotidiani. Uno scatto, in particolare, ha fatto sorridere i fan: un tarallo appoggiato sull’addome, “in pausa” fino alla fine del tatuaggio, come lei stessa ha raccontato con leggerezza.

            L’outfit scelto per l’occasione – una gonna a pieghe con top e cardigan blu navy – riflette ancora una volta il suo stile semplice ma curato, lontano dagli eccessi e sempre molto personale.

            Il drago rosso: simbolo e significato

            Il risultato finale è un tatuaggio di dimensioni ridotte, circa cinque centimetri, posizionato sull’interno dell’avambraccio sinistro, appena sotto un altro disegno già presente. Si tratta di un dragone giapponese realizzato in inchiostro rosso, curato nei minimi particolari nonostante la grandezza contenuta.

            Nella tradizione orientale, il drago è un simbolo potente: rappresenta forza, saggezza, protezione e prosperità. A differenza dell’immaginario occidentale, non è una creatura da temere, ma una figura benevola, legata all’equilibrio e alla longevità. Il colore rosso, inoltre, richiama energia vitale, passione e coraggio, ma anche un senso di difesa e buon auspicio.

            Un segno che racconta un momento

            Sebbene Aurora non abbia esplicitato il significato personale del tatuaggio, la scelta del soggetto e del momento sembra parlare da sé. Tra la maternità, una relazione solida e i preparativi per il matrimonio, il dragone rosso appare come un simbolo di forza interiore e protezione, quasi un talismano per il futuro.

            Ancora una volta, Aurora Ramazzotti utilizza il linguaggio del corpo e dei simboli per raccontare chi è e dove sta andando, condividendo con il pubblico non solo immagini, ma frammenti autentici di una vita in continua evoluzione.

              Continua a leggere

              Personaggi

              Kendall Jenner rompe la tradizione: “I miei figli non avranno un nome che inizi con la K”

              La supermodella guarda al futuro senza fretta di diventare madre e prende le distanze da uno dei simboli più riconoscibili della dinastia Kardashian-Jenner

              Avatar photo

              Pubblicato

              il

              Autore

              Kendall Jenner

                Kendall Jenner non ha alcuna intenzione di affrettare i tempi per diventare madre, ma quando immagina il suo futuro da genitore una cosa è già chiara: i suoi figli non porteranno un nome che inizi con la lettera K. Una scelta che può sembrare marginale, ma che in realtà rappresenta una presa di posizione netta rispetto a una delle tradizioni più iconiche della sua famiglia.

                In diverse interviste, la modella ha raccontato di avere già una lista di nomi che le piacciono, tutti lontani dall’iniziale che accomuna quasi tutti i membri del clan Kardashian-Jenner. Kendall ha spiegato di apprezzare i nomi semplici, equilibrati, facili da pronunciare e da portare nella vita quotidiana, senza l’obbligo di essere immediatamente riconoscibili o “brandizzati”.

                La lettera K, infatti, è diventata nel tempo un vero e proprio marchio di famiglia. Tutto ha avuto inizio con Kris Jenner, matriarca e manager del clan, che ha dato ai figli avuti da Robert Kardashian i nomi Kourtney, Kim, Khloé e Rob (unica eccezione). Successivamente, con Bruce Jenner — oggi Caitlyn — sono arrivate Kendall e Kylie, consolidando definitivamente l’identità alfabetica della famiglia.

                Quella che inizialmente era una scelta personale è diventata col tempo un elemento distintivo potentissimo, capace di rafforzare l’immagine del brand Kardashian-Jenner nell’industria dell’intrattenimento. La K è diventata sinonimo di visibilità, successo e riconoscibilità globale, alimentata da reality show, social media e imperi imprenditoriali.

                Proprio per questo, Kendall ha spesso manifestato un rapporto più ambivalente con la fama rispetto alle sorelle. Pur essendo una delle top model più richieste al mondo, ha sempre cercato di mantenere una maggiore riservatezza sulla sua vita privata. La decisione di non proseguire la tradizione dei nomi con la K va letta anche in questa chiave: il desiderio di offrire ai propri figli un’identità meno esposta e meno legata a un’eredità mediatica già scritta.

                Kendall ha anche espresso una certa diffidenza verso i nomi troppo ricercati o volutamente eccentrici, sempre più diffusi tra le celebrità. Secondo la modella, un nome dovrebbe accompagnare una persona per tutta la vita senza diventare un peso o un’etichetta. Una visione che contrasta con la tendenza, spesso spettacolarizzata, a scegliere nomi pensati più per stupire che per durare nel tempo.

                La sua posizione non rappresenta una rottura polemica con la famiglia, ma piuttosto una naturale affermazione di individualità. In un contesto in cui l’identità è spesso costruita come prodotto, Kendall Jenner rivendica il diritto alla semplicità e alla scelta personale.

                Rinunciare alla K, in questo senso, non è solo una questione di lettere, ma un modo per segnare un confine simbolico tra ciò che è stato e ciò che verrà. Una dichiarazione silenziosa ma chiara: anche nella famiglia più famosa del mondo, non tutte le tradizioni sono destinate a continuare.

                  Continua a leggere
                  Advertisement

                  Ultime notizie

                  Lacitymag.it - Tutti i colori della cronaca | DIEMMECOM® Società Editoriale Srl P. IVA 01737800795 R.O.C. 4049 – Reg. Trib MI n.61 del 17.04.2024 | Direttore responsabile: Luca Arnaù