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Gossip

Divorzio Ferragni-Fedez, l’avvocato rivela tutto: «Accordo sui figli, ma il passato non si cancella»

La legale di Chiara Ferragni, Daniela Missaglia, fa chiarezza sulla situazione attuale del divorzio con Fedez. Focus sull’accordo raggiunto per la tutela dei figli e le implicazioni mediatiche.

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    L’avvocato di Chiara Ferragni, Daniela Missaglia, ha fatto chiarezza sugli ultimi sviluppi del divorzio dalla famosa influencer. La legale ha sottolineato l’impegno della sua assistita nel garantire il benessere dei figli, Leone e Vittoria, in particolare proteggendo la loro privacy.

    La vita familiare di Chiara e Fedez è sempre stata molto esposta sui social media. Tuttavia, alla luce delle recenti vicende, è stata presa la decisione di limitare la condivisione di contenuti riguardanti i bambini. “Il Garante della Privacy ha sempre sottolineato l’importanza di non esporre eccessivamente i minori”, ha dichiarato Missaglia, aggiungendo: «Vero è che dal concepimento fino alla separazione avevano deciso insieme di condividere pubblicamente immagini dei figli, ma ora si è ritenuto necessario rivedere questa impostazione».

    Fedez e le polemiche
    Nel frattempo, Fedez è stato al centro di diverse polemiche, tra cui la citazione dell’avvocato Missaglia in una sua canzone. La legale ha espresso il suo disappunto per questa scelta, considerandola un’intrusione nella sfera privata.
    L’avvocato Missaglia ha concluso il suo intervento sottolineando l’importanza di rispettare la privacy delle persone coinvolte in situazioni delicate come un divorzio. Nonostante le difficoltà, sembra che Ferragni e Fedez stiano cercando una soluzione che tuteli i loro figli e permetta loro di affrontare questa nuova fase della loro vita in modo sereno.

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      Gossip

      Belen al tavolo di Fazio, Marcuzzi assente: quando arriva una, l’altra sparisce e il gossip riaccende il caso De Martino

      Per lanciare OnlyFans sul Nove, Belen vola da Fazio e siede al tavolo. Proprio lì dove da settimane c’è anche Alessia Marcuzzi, che però in quella puntata non compare. Sullo sfondo torna il vecchio capitolo De Martino e le indiscrezioni mai sopite.

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        Quando c’è una, l’altra scompare. Non è un titolo di fantasia, ma l’osservazione che ha iniziato a rimbalzare sui social dopo l’ultima puntata di Che Tempo Che Fa. Belen Rodriguez è stata ospite di Fabio Fazio per promuovere OnlyFans, il nuovo programma che conduce sul Nove. Intervista in studio, sorrisi, battute e poi la classica partecipazione al tavolo della seconda parte della trasmissione.

        Fin qui, nulla di strano. Se non fosse che quello stesso tavolo, da settimane, ospita anche Alessia Marcuzzi. Non con un contratto fisso per tutte le puntate, ma con una presenza ricorrente. E proprio nella serata in cui Belen sedeva accanto a Fazio, Marcuzzi non c’era.

        L’assenza che fa rumore

        La coincidenza è bastata per accendere i radar del gossip. Perché in televisione le assenze parlano quasi quanto le presenze. E quando due nomi sono legati da un passato complicato, ogni dettaglio diventa indizio. C’è chi sussurra che l’assenza sia stata casuale, legata ad altri impegni. C’è chi, invece, sostiene che non lo sia affatto.

        Secondo alcune voci, sarebbe stata proprio Belen a non gradire una coesistenza al tavolo. Nessuna conferma ufficiale, solo retroscena che corrono veloci tra social e siti di spettacolo. Ma il tempismo è di quelli che alimentano la narrativa.

        Il fantasma di De Martino

        Sul fondo, inevitabile, c’è Stefano De Martino. Nel luglio 2020 Dagospia parlò di una presunta tresca tra il conduttore, allora legato a Belen, e Alessia Marcuzzi. Indiscrezioni che all’epoca fecero rumore, tra smentite e silenzi.

        La storia sembrava archiviata, almeno pubblicamente. Poi, a fine 2023, è stata la stessa Belen a riaprire il capitolo. Sui social, rispondendo a una fan che chiedeva se quelle voci fossero vere, la conduttrice argentina ha confermato il tradimento. Una frase secca, senza giri di parole, che ha rimesso tutto sotto i riflettori.

        Televisione, orgoglio e tempismo

        La presenza di Belen da Fazio aveva un obiettivo chiaro: promuovere il suo nuovo progetto televisivo. Eppure l’attenzione si è spostata rapidamente altrove. Non sulle battute in studio, non sui contenuti del programma, ma su chi c’era e chi no.

        In un mondo dello spettacolo dove le immagini contano quanto le parole, anche un posto vuoto può diventare racconto. Coincidenza? Scelta editoriale? O semplice calendario? Le risposte ufficiali non arrivano. Ma il dubbio resta sospeso, alimentando quella dinamica tutta televisiva in cui, quando una entra in scena, l’altra sembra dissolversi.

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          Gossip

          Genny-Boccia, la sceneggiatura perfetta: 33mila messaggi, promesse di nomine e Vanzina in chat. Altro che cinepanettone, qui è ministeriale

          Nelle carte: 33.741 messaggi tra aprile e agosto 2024, screenshot con Enrico Vanzina, promesse di nomina, inviti “anche all’estero” e la domanda che brucia: “Sei l’amante di Sangiuliano?”. Tra pubblico e privato, la storia diventa copione.

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            Se qualcuno volesse spiegare a uno straniero che cos’è l’Italia, potrebbe evitare manuali, docufilm e cartoline. Basterebbe fargli leggere, con calma e magari una camomilla pronta, la trama che emerge dagli atti del processo che vede imputata Maria Rosaria Boccia per stalking e lesioni. Perché qui non c’è solo cronaca: sembra la prova generale di un film che non sa scegliere il genere e allora li prende tutti, commedia degli equivoci, melodramma, backstage politico, thriller da corridoio, turismo culturale. Con un cameo che, giuro, neanche l’autore più fantasioso oserebbe: Enrico Vanzina.

            Il dettaglio è da applauso in sala. 2 luglio 2024. Gennaro Sangiuliano, allora ministro della Cultura, promettendo a Boccia la nomina a sua consigliera, le invia lo screenshot di un sms in cui Vanzina gli chiede di indicargli una persona a cui esporre il progetto di un festival cinematografico a Pompei. E Sangiuliano, con quella sicurezza da protagonista che si sente già in locandina, scrive: “Infatti pensavo che appena fatto designo te a parlare con lui”. La parola è perfetta così: “designo”. Non “ti presento”, non “vi metto in contatto”. “Designo”. Come se stesse investendo un console. O almeno una co-protagonista.

            Poi si apre la diga, e nelle carte entra un numero che da solo meriterebbe un capitolo a parte: 33.741 messaggi scambiati tra l’8 aprile e il 30 agosto 2024. Un flusso che, letto oggi, sembra una serie tv scritta in diretta, con scene che cambiano tono e registro a seconda di chi ha il controllo della stanza, o della chat.

            La nomina come pass d’accesso

            Dentro quei messaggi, scrivono gli investigatori, c’è un dato politicamente rilevante: l’insistenza dell’ex ministro sull’idea di nominarla consigliera, anche quando lei sosteneva di poterne fare a meno. È un rovesciamento quasi comico dell’immaginario collettivo. Qui la “nomina” non è l’oggetto del desiderio lanciato in aria e afferrato al volo. È una palla che rimbalza avanti e indietro, come se nessuno volesse sembrare quello che la chiede davvero, pur volendola.

            Il 4 giugno, per esempio, lui scrive: “Potrei nominarti mio consigliere. Atto ufficiale – Nel qual caso puoi venire anche all’estero”. La risposta di lei è una di quelle che non lasciano spazio alla diplomazia: “Solo se posso venire con te”. E lui rincara, quasi didascalico: “(…) sei brava (…) Sei consigliere del ministro per la comunicazione”. Lei chiede: “Quindi posso venire per produrre contenuti?”. E lui alza il tiro: “Tu fai un lavoro più alto. Organizzi eventi. Dobbiamo fare G7, 800 anni di San Francesco, Giubileo e tanti altri”. Letto così, sembra insieme l’agenda di un ministero e quella di una coppia che si sta convincendo che ogni appuntamento istituzionale possa diventare un appuntamento personale. La politica come calendario condiviso.

            La prudenza in salsa nazionale

            La parte migliore, in questa storia, è la prudenza. Quella invocata, proclamata, quasi sussurrata come un mantra. Perché quando la voce della relazione comincia a girare, la chat cambia tono. L’8 giugno arriva un sms di un noto nutrizionista che chiede, senza preamboli, la domanda più romana dell’estate: “Sei l’amante di Sangiuliano?”. È l’istante in cui l’Italia smette di essere un Paese e diventa un gruppo WhatsApp.

            E lì, finalmente, qualcuno prova a mettere un freno. Boccia, tra il 10 e l’11 giugno, scrive: “Se facciamo qualcosa insieme devo avere il terrore che finisca anche quello che mi sono impegnata a fare? (…) Allora propongo di non lavorare insieme. Così non faccio brutte figure”. È un passaggio quasi sensato, perfino umano: quando la storia ti esplode tra le mani, ti chiedi se non sia meglio togliere di mezzo la miccia. Solo che la miccia, qui, sembra avere gambe proprie.

            Il 4 luglio, davanti ai ritardi del ministero, lei scrive: “Se hai problemi lascia perdere. Sappi che non me la prendo”. Lui risponde con il classico riflesso di chi non sa rinunciare al controllo della scena: “Non ne parliamo fammi fare”. E allora arriva la frase che dovrebbe chiudere tutto: “Sai che se esce questa cosa vai nei guai a casa se in imbarazzo a lavoro”. In una storia normale, uno ringrazierebbe per la lucidità e si fermerebbe. Qui no. Lui: “Saremo prudenti al massimo (…) Questa cosa agevola la possibilità di vederci”. Ecco la prudenza in versione nazionale: non serve a evitare guai, serve a proseguire.

            Quando la realtà diventa copione

            A questo punto, il racconto nelle carte prende la forma della parabola: la nomina che appare e scompare, i ruoli che si confondono, l’idea che un documento possa essere insieme atto amministrativo e pass d’accesso emotivo. E poi la parte già nota al pubblico, quella delle “puntate precedenti”: la nomina firmata ma non valida perché ritirata prima della controfirma digitale; la ferita alla testa refertata al Gemelli; il racconto dell’hotel di Sanremo; quel messaggio drammatico: “a un certo punto ho davvero pensato di saltare dalla finestra anche se potevo farmi molto male”. Letto fuori contesto sembra un finale di stagione. Letto dentro, è il punto in cui la realtà si accorge di essere stata trasformata in sceneggiatura.

            C’è anche la testimonianza dell’ex deputata Melania De Nichilo Rizzoli, sentita come testimone il 7 ottobre 2024, che riferisce: “Lei mi diceva che non voleva passare per la ‘zoccola’ che era stata con il ministro per ottenere una nomina (…) voleva che lui lasciasse la moglie, voleva diventare la compagna ufficiale e ottenere la nomina”. Frase dura, ma rivelatrice. Perché qui non si litiga solo per un incarico. Si litiga per il racconto pubblico. Per chi sei. Per come ti vedono. Per quale parte interpreti quando la storia, appena esce dalla stanza, diventa piazza.

            E infatti, quando il 3 settembre 2024 lui è a un passo dalle dimissioni, lei chiede: “Che cosa hai detto oggi a Giorgia (Meloni, ndr)?”. Lui risponde: “Non abbiamo parlato mica di te, assolutamente”. Porta chiusa in fretta. Nelle carte compare anche la valutazione degli investigatori: Boccia avrebbe compiuto un’attività mirata a condizionare la volontà di Sangiuliano, tentando di interferire sulla libertà di autodeterminare le proprie azioni. Tradotto in lingua da bar: “lo teneva al guinzaglio”. Tradotto in lingua istituzionale: è un capitolo d’indagine.

            La verità è che questa storia fa male proprio perché è ridicola e seria insieme. Ridicola nei dettagli che sembrano scritti per farci alzare gli occhi al cielo; seria nelle conseguenze, nei confini superati, nell’idea che tra chat e potere tutto diventi trattabile, negoziabile, perfino “designabile”. È il punto in cui la commedia smette di far ridere e resta quella sensazione appiccicosa: che certe cose, in Italia, non succedono per caso. Succedono perché qualcuno, per un po’, pensa davvero che il mondo funzioni così. E allora sì: meglio di un cinepanettone. Solo che qui non esci dal cinema leggero. Ti rimane addosso l’eco di una frase: “Saremo prudenti al massimo”. E il dubbio su cosa, davvero, significhi prudenza quando il sipario si sta già aprendo.

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              Gossip

              Elodie, Franceska e quel mazzo di fiori a Venezia: San Valentino segreto nella città più romantica del mondo?

              La ballerina è a Venezia per lavoro, ma tra le immagini condivise sui social spunta un mazzo di fiori che accende le domande. Sono per Franceska? E la coppia passerà San Valentino insieme nella città dell’amore?

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                Con loro funziona sempre così: basta un dettaglio e il web parte in quarta. Elodie e Franceska Nuredini sono ormai seguite con la lente d’ingrandimento, tra paparazzi, fan attentissimi e social che amplificano ogni minimo indizio. E questa volta l’indizio ha il profumo dei fiori freschi e lo sfondo inconfondibile di Venezia.

                A raccontarlo è RDS, che sottolinea come “ormai tutto, anche il più piccolo dei dettagli, può dare vita a nuove indiscrezioni e articoli su di loro”. In queste ore Franceska si trova in laguna per lavoro. Tra call, prove e preparativi, la ballerina ha condiviso immagini della città, scatti dietro le quinte e momenti prima di entrare in scena. Fin qui, normale routine professionale. Poi però, tra una foto e l’altra, spunta un mazzo di fiori.

                Il dettaglio che accende il gossip

                Un bouquet elegante, immortalato quasi con noncuranza. Nessuna dedica visibile, nessun tag esplicito. Eppure tanto è bastato per far scattare la domanda: sono per Franceska? E soprattutto, chi li ha mandati? In rete l’associazione è stata immediata. Elodie, che da tempo viene accostata alla ballerina, è finita inevitabilmente al centro delle supposizioni.

                Il meccanismo è noto: una relazione mai ufficializzata del tutto, apparizioni insieme, sguardi complici e poi silenzi strategici. Ogni elemento diventa tassello di un puzzle sentimentale che i fan cercano di ricomporre in tempo reale.

                Venezia, scenario perfetto

                C’è poi il tempismo. Venezia, con i suoi canali e i tramonti che sembrano dipinti, è da sempre la cornice ideale per dichiarazioni d’amore, vere o presunte. E San Valentino è alle porte. L’idea che le due possano trascorrere la festa degli innamorati nella città più romantica del mondo è una suggestione troppo ghiotta per non rimbalzare da un profilo all’altro.

                Al momento non ci sono conferme né smentite. Solo coincidenze che si sommano: la presenza in laguna, il mazzo di fiori, la ricorrenza imminente. Elementi sufficienti per alimentare il racconto mediatico, anche senza parole ufficiali.

                Tra lavoro e vita privata

                Va detto che Franceska è a Venezia per motivi professionali. Le immagini condivise parlano di impegno e concentrazione. Ma quando si è sotto i riflettori, la linea tra pubblico e privato diventa sottilissima. Un gesto affettuoso, un omaggio floreale, possono trasformarsi in un titolo.

                Elodie, dal canto suo, continua a muoversi con discrezione. Nessuna dichiarazione, nessuna esposizione eccessiva. E forse è proprio questo silenzio a rendere ogni dettaglio ancora più potente.

                I fiori, per ora, restano un mistero profumato. Che siano un semplice pensiero o il preludio a un San Valentino veneziano, il gossip ha già fatto il suo corso. E in attesa di conferme, la laguna si prende la scena.

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