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Gossip

Dove Cameron, l’amore per Damiano David è una certezza: «A Sanremo non riuscivo a togliergli gli occhi di dosso»

Dopo l’esibizione del cantante italiano sul palco di Sanremo, la popstar e attrice americana rompe il silenzio sui social con parole cariche di emozione. «Mai stata così orgogliosa in tutta la mia vita», scrive, confessando di aver pianto più volte durante lo show. Una storia nata per caso, cresciuta tra musica e palchi internazionali, fino a diventare un amore che non ha più bisogno di nascondersi.

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Dove Cameron, l’amore per Damiano David è una certezza: «Non riuscivo a togliergli gli occhi di dosso»

    Dove Cameron non riusciva a togliere gli occhi di dosso a Damiano David. Lo ha scritto lei stessa sui social, come se volesse imprimere nero su bianco un sentimento che ormai non ha più bisogno di conferme. L’attrice e popstar americana ha assistito alla performance dell’ex frontman dei Måneskin sul palco di Sanremo e, a distanza di giorni, ha deciso di condividere il turbinio di emozioni che l’ha travolta quella sera. «Mai stata così orgogliosa in tutta la mia vita», ha scritto, lasciando che le parole colmassero il silenzio di uno sguardo. Un amore che ha trovato il suo spazio, che si è nutrito di musica e attese, e che ora sembra vivere di una certezza assoluta: loro due, insieme.

    Una notte speciale

    Sanremo non è un palco qualsiasi per Damiano David. È il punto di partenza di tutto. Il luogo dove la sua carriera con i Måneskin ha preso il volo nel 2021, quando la band vinse il Festival con Zitti e buoni, il brano che li avrebbe portati a trionfare anche all’Eurovision Song Contest. Tornarci da solista, da super ospite, è stato un viaggio nel tempo e nelle emozioni. E lui ha voluto che al suo fianco ci fosse Dove, la donna che gli ha stravolto la vita.

    La Cameron non si è limitata ad accompagnarlo: era lì, seduta accanto al fratello di Damiano, gli occhi fissi sul palco, la testa che probabilmente rimbalzava tra il presente e il passato, tra ciò che era e ciò che è diventato. Ha pianto, lo ha confessato lei stessa. Una «quantità inappropriata di volte», ha scritto, quasi a voler sdrammatizzare un’emozione che le è scivolata addosso come un’onda impossibile da fermare.

    Eppure, mentre il resto del pubblico scattava foto e registrava video, Dove non riusciva a fare nulla di tutto ciò. Non voleva distrarsi nemmeno per un secondo, come se il mondo si fosse ristretto fino a contenere solo lui, il suo talento, la sua voce.

    Un amore nato per caso (o forse no)

    La loro storia d’amore sembra scritta nel destino. Si sono incrociati per la prima volta nel 2022, agli MTV Video Music Awards. Entrambi in gara per lo stesso premio, entrambi inconsapevoli del fatto che, di lì a qualche tempo, sarebbero diventati l’uno il mondo dell’altra.

    In quell’occasione, ha raccontato Dove, non si scambiarono nemmeno una parola. Due mesi dopo, però, i Måneskin pensarono a lei per aprire i concerti del loro tour. Un’occasione sfumata a causa di impegni incompatibili, ma che evidentemente aveva lasciato una traccia sottile, invisibile, eppure fortissima.

    Un anno dopo, lo stesso scenario: gli MTV VMA’s. Stavolta Damiano decise di fare il primo passo: la invitò al loro concerto al Madison Square Garden. Un invito semplice, senza pretese, come si fa tra colleghi. Solo che quella sera, tra il pubblico, Dove Cameron c’era davvero. E da allora non se ne è più andata.

    La favola moderna di Damiano e Dove

    A distanza di due anni, la loro relazione non è più un segreto. Sono usciti allo scoperto nel febbraio 2024, senza grandi proclami, ma con la naturalezza di chi non ha bisogno di nascondersi. Un amore vissuto con leggerezza e intensità, come ogni passione che nasce e si sviluppa tra artisti.

    Sanremo è stato solo un altro tassello di questa storia. Un tassello importante, certo, ma non determinante. Perché il vero punto di forza di Damiano e Dove non è un palco, un red carpet o un riflettore acceso. È quella sintonia silenziosa che li lega anche lontano dai riflettori.

    Lei lo ha definito «la persona migliore che abbia mai conosciuto». Un’affermazione che dice tutto e niente, e che al tempo stesso racchiude l’essenza di ciò che è diventato per lei. Un porto sicuro. Una casa.

    Sanremo, Malgioglio e una risata virale

    La partecipazione di Dove al Festival non è passata inosservata. Soprattutto perché, tra un’esibizione e l’altra, si è trovata davanti Cristiano Malgioglio, con il suo iconico look rossonero. Un momento di puro intrattenimento che ha scatenato il web.

    La Cameron non è riuscita a trattenere un sorriso mentre il paroliere sfilava tra le poltrone dell’Ariston. Un sorriso che non è sfuggito agli utenti dei social, che l’hanno subito eletta “una di noi”. Forse perché, a ben vedere, in quella sua reazione spontanea c’era tutta la magia di Sanremo: quella capacità di mescolare musica, spettacolo e momenti surreali in un unico grande show.

    Un futuro da scrivere insieme

    Non è dato sapere cosa riserverà il futuro a Damiano David e Dove Cameron. Le loro carriere li porteranno in giro per il mondo, su palchi diversi, con progetti diversi. Ma ciò che è certo è che, per ora, si scelgono ogni giorno.

    E in fondo, in un mondo dove tutto è effimero, dove le relazioni durano il tempo di un post, vedere due anime così diverse ma così affini ritrovarsi e riconoscersi è una boccata d’aria fresca.

    Lei continuerà a essere l’ombra silenziosa nei backstage dei suoi concerti. Lui continuerà a cantare per il mondo, sapendo che da qualche parte, tra il pubblico, ci saranno sempre due occhi che non riusciranno a staccarsi da lui.

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      Reali

      Re Carlo, la frase choc su Lady Diana: «La dimenticheremo presto». Il fratello accusa, Buckingham reagisce durissimo

      Nel nuovo libro il fratello della principessa attribuisce all’attuale sovrano una frase raggelante pronunciata nel 1997: «Stai tranquillo, la dimenticheremo presto». Al centro dello scontro anche William e Harry, che Spencer non voleva dietro la bara della madre. Buckingham Palace rompe il tradizionale silenzio e contrattacca: il dolore «può offuscare la ragione, influenzare il giudizio e alterare i ricordi».

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        «Stai tranquillo, dimenticheremo presto Diana». Se davvero re Carlo pronunciò queste parole pochi giorni dopo la morte della sua ex moglie, come sostiene Charles Spencer, si tratta probabilmente di una delle frasi più crudeli mai attribuite all’attuale sovrano britannico. E se invece la memoria del fratello di Lady D avesse deformato quel drammatico colloquio del 1997, come lascia intendere Buckingham Palace con una replica insolitamente dura, saremmo comunque davanti all’ennesima guerra familiare che, a quasi trent’anni dalla morte della principessa, riesce ancora a far tremare le mura della monarchia britannica.

        A riaprire una ferita che evidentemente non si è mai chiusa è Charles Spencer, che nel nuovo libro Il canto del cigno. Diana, mia sorella ricostruisce i giorni immediatamente successivi alla tragedia del 31 agosto 1997 e soprattutto un furibondo scontro telefonico con l’allora principe di Galles. Il punto sul quale i due si divisero riguardava William e Harry, appena quindici e dodici anni, e la decisione di farli camminare dietro il feretro della madre davanti alle televisioni di tutto il mondo.

        William e Harry dietro la bara, il furioso scontro tra Carlo e Spencer

        Charles Spencer sostiene di essersi opposto a quella scelta perché convinto che Diana non avrebbe mai voluto esporre i figli a una prova tanto traumatica. Carlo, secondo la ricostruzione contenuta nel libro, insistette invece perché William e Harry prendessero parte al corteo funebre e la discussione degenerò rapidamente, mentre intorno alla famiglia reale cresceva una pressione popolare senza precedenti.

        L’immagine dei due ragazzini che il 6 settembre 1997 attraversarono Londra seguendo la bara della madre, insieme al padre Carlo, al nonno Filippo e allo zio Charles, sarebbe diventata una delle fotografie simbolo della tragedia di Diana. Dietro quella scena, racconta oggi Spencer, si sarebbe però consumato uno scontro durissimo, nel quale l’allora principe di Galles avrebbe manifestato anche un forte disagio davanti all’immensa ondata di commozione che la morte dell’ex moglie aveva provocato in tutto il mondo.

        È a quel punto che, secondo il conte, Carlo avrebbe pronunciato la frase destinata quasi trent’anni dopo a provocare un nuovo terremoto: «Stai pur certo che ce la dimenticheremo abbastanza presto». Spencer racconta di averla interpretata come l’espressione di un rancore rimasto a lungo represso e dell’insofferenza dell’ex marito davanti alla trasformazione di Diana, nel giro di pochi giorni, in un’icona planetaria.

        Buckingham Palace rompe la regola del silenzio e attacca Spencer

        Questa volta Buckingham Palace non ha scelto la tradizionale strategia del silenzio. Anzi, la risposta arrivata dalla corte appare particolarmente significativa proprio perché i Windsor, anche davanti ad accuse molto pesanti, hanno spesso preferito rifugiarsi nella vecchia regola del «never complain, never explain», evitando di alimentare pubblicamente polemiche familiari destinate inevitabilmente a finire sulle prime pagine.

        Di fronte alla ricostruzione di Spencer, invece, un portavoce del Palazzo ha fatto sapere che Sua Maestà comprende come «il dolore per la perdita di una sorella possa offuscare la ragione, influenzare il giudizio e alterare i ricordi in modi che altri non colgono, anche a distanza di molti anni». Una formula impeccabilmente reale nella forma, ma pesantissima nella sostanza: Buckingham non si limita a prendere le distanze dal racconto, lascia intendere che Charles Spencer possa ricordare in maniera distorta ciò che avvenne durante quella telefonata.

        L’intervento ha sorpreso anche gli osservatori britannici perché la monarchia era rimasta molto più prudente persino durante le tempeste provocate da Harry e Meghan. Quando il principe pubblicò Spare, mettendo in piazza litigi, rancori e conversazioni privatissime dei Windsor, Palazzo ridusse al minimo le risposte ufficiali. Questa volta, invece, l’accusa tocca direttamente Carlo e soprattutto riguarda Diana, un terreno sul quale quasi trent’anni sembrano non avere raffreddato nulla.

        Il fantasma di Diana torna ancora a Buckingham Palace

        Charles Spencer non è mai stato tenero con la famiglia reale. Già durante i funerali della sorella pronunciò un discorso che molti interpretarono come un atto d’accusa contro il mondo che aveva circondato Diana, e negli anni successivi ha continuato a criticare il modo in cui la principessa venne trattata durante e dopo il matrimonio con Carlo. Il nuovo libro aggiunge però un elemento ancora più esplosivo, perché non parla genericamente dell’atteggiamento della monarchia ma attribuisce all’attuale re parole precise.

        Da una parte c’è quindi il fratello di Diana, convinto di ricordare perfettamente quel litigio e deciso a raccontarlo pubblicamente; dall’altra Buckingham Palace, che compie un passo piuttosto raro e mette apertamente in discussione l’affidabilità di quei ricordi. In mezzo restano William e Harry, i due ragazzini che quel giorno camminarono davvero dietro la bara della madre e che ancora oggi rappresentano, forse più di chiunque altro, le conseguenze di quella tragedia sulla famiglia Windsor.

        C’è infine un paradosso difficile da ignorare. Se Carlo pronunciò davvero la frase che Charles Spencer gli attribuisce, la previsione si è rivelata clamorosamente sbagliata. Sono trascorsi quasi trent’anni dalla morte di Diana e basta ancora una frase, un libro o un ricordo riemerso dal settembre 1997 perché il suo fantasma torni a occupare le prime pagine e Buckingham Palace senta addirittura il bisogno di intervenire.

        Lady Diana, evidentemente, non l’ha dimenticata proprio nessuno.

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          Speciale Grande Fratello

          Marina La Rosa torna al Grande Fratello: «Gattamorta? Sono una gallina vecchia, ma faccio ancora un buon brodo»

          Nell’intervista al Corriere della Sera Marina La Rosa racconta il ritorno al Grande Fratello, i 50 milioni di lire guadagnati per una serata, gli attacchi di panico e il rapporto con Pietro Taricone: «Cristina era innamorata di lui, mentre Pietro cercava di convincermi a fare qualcosa di sessuale». E sugli uomini di oggi sentenzia: «Ho chiuso la boutique».

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            Da «gattamorta» a «gallina vecchia», ma ancora capace, parole sue, di fare «un buon brodo». Ventisei anni dopo avere trasformato qualche sguardo languido, una buona dose di strafottenza e il corteggiamento di Pietro Taricone in un pezzo di storia della televisione italiana, Marina La Rosa torna al Grande Fratello, proprio nel luogo dove nacque il personaggio che da allora non è più riuscita a scrollarsi di dosso.

            A 49 anni, però, Marina non prova neppure a vendere la favola della nostalgia o del richiamo irresistibile della Casa. In una lunga intervista concessa a Renato Franco per il Corriere della Sera, racconta che inizialmente aveva rifiutato anche questa nuova proposta, come aveva già fatto altre volte, ma alla fine gli argomenti della produzione si sono rivelati abbastanza convincenti. Anche quelli economici. «Mi pagano per giocare e divertirmi. Poteva andarmi peggio», ammette con quella stessa ironia che nel 2000 contribuì a renderla uno dei personaggi più riconoscibili della prima, irripetibile edizione del reality.

            «Gattamorta? Ormai sono una gallina vecchia»

            Alla domanda se sia ancora la «gattamorta» che fece impazzire l’Italia, La Rosa risponde con una battuta che da sola vale mezza intervista: «Ormai gallina vecchia. Ma faccio ancora un buon brodo». Del resto, se per ventisei anni il pubblico ha continuato a identificarla con quella ragazza siciliana che sembrava divertirsi a provocare uomini e telespettatori, tanto vale giocare con il personaggio invece di continuare a combatterlo.

            Quando entrò nella Casa, Marina non immaginava minimamente ciò che sarebbe accaduto. Ai provini si presentarono circa 16 mila persone e lei affrontò il proprio colloquio convinta di stare perdendo tempo, tanto da rispondere agli autori con aria di sufficienza e prenderli apertamente in giro. Quella «strafottenza», come la definisce oggi, probabilmente convinse proprio chi doveva scegliere i concorrenti.

            Il resto diventò televisione, costume e fenomeno sociale. Il primo Grande Fratello fermò letteralmente l’Italia e trasformò ragazzi sconosciuti in celebrità capaci di riempire discoteche e copertine. Marina si ritrovò contemporaneamente amata, desiderata e detestata, fino a diventare prigioniera di un’etichetta che ancora oggi considera impossibile cancellare: «È un tatuaggio che non mi toglierò più. Mi vedete solo come quella del Grande Fratello? Tiè, ora ci ritorno».

            Pietro Taricone, Cristina Plevani e il triangolo che divise l’Italia

            Naturalmente, nel lungo viaggio nei ricordi c’è Pietro Taricone, perché raccontare quella prima edizione senza tornare al triangolo con Cristina Plevani significa cancellare una delle storie che contribuirono maggiormente al successo del programma. Nell’intervista al Corriere, Marina offre una lettura molto meno romantica di quella costruita all’epoca dal pubblico: Cristina, racconta, era «totalmente innamorata di Pietro», mentre lui continuava ad avvicinarsi proprio a Marina tentando di convincerla «a fare qualcosa, di sessuale ovviamente».

            Il dettaglio che mandava in cortocircuito quella narrazione era che Taricone a lei non piaceva fisicamente. Nonostante questo, il pubblico aveva già assegnato le parti: Cristina era la ragazza innamorata da proteggere, Pietro l’uomo conteso e Marina la tentatrice, la «gattamorta» che minacciava una storia d’amore nella quale, sostiene oggi La Rosa, Taricone non era affatto coinvolto quanto la Plevani.

            Fuori dalla Casa il rapporto con Pietro cambiò completamente. I due diventarono molto amici perché, racconta Marina, si ritrovarono ad affrontare insieme una popolarità che nessuno dei due avrebbe potuto prevedere. Erano i personaggi più forti di quella edizione e finirono per sostenersi a vicenda dentro un mondo diventato improvvisamente gigantesco. Di Taricone, Marina ricorda soprattutto la parte che il pubblico vedeva meno: dietro l’immagine dell’uomo tutto muscoli, dice, c’era una persona molto più profonda di quanto il personaggio televisivo lasciasse immaginare.

            Dai 50 milioni per una serata agli insulti e alla scorta

            Il successo portò soldi in quantità che oggi sembrano quasi appartenere a un’altra epoca televisiva. Marina racconta di avere incassato 50 milioni di lire per una sola serata in discoteca e ricorda una notte nella quale, tornando da due appuntamenti, buttò cento milioni sul letto davanti a un’amica. Rimasero entrambe a guardarli per un quarto d’ora senza parlare, incapaci di capire davvero cosa stesse succedendo: poche fotografie, qualche autografo e cifre che una ragazza della sua età non avrebbe mai immaginato di guadagnare in così poco tempo.

            Ma insieme ai soldi arrivò una violenza che non aveva niente di virtuale, anche perché i social network ancora non esistevano. Marina racconta di essere stata costretta a muoversi con due guardie del corpo, non tanto per l’entusiasmo dei fan quanto per gli insulti che riceveva per strada. Era diventata «la puttana, la spacca famiglie, la poco di buono», bersaglio di un giudizio pubblico feroce costruito soprattutto intorno alla vicenda con Taricone e Plevani.

            Quella pressione finì per presentarle il conto. La distanza tra ciò che sentiva di essere e l’immagine che milioni di persone avevano costruito di lei diventò così profonda da provocarle attacchi di panico e un periodo di grande sofferenza. «Sono stata malissimo», racconta oggi, spiegando che proprio da quell’esperienza nacque successivamente il suo interesse per la psicologia, culminato nella laurea, in anni di analisi personale e nell’attività di consulenza che svolge oggi.

            Marina La Rosa e gli uomini: «Ho chiuso la boutique»

            A quasi cinquant’anni Marina sembra invece molto meno tormentata sul fronte sentimentale. Dopo la separazione ha provato a frequentare altre persone, ma il bilancio che consegna al Corriere non appare esattamente entusiasmante. Quando Renato Franco le chiede se abbia incontrato soltanto «casi umani», lei evita di generalizzare ma ammette che la sensazione è proprio quella, perché vede intorno a sé «tanta inconsistenza».

            La differenza rispetto alla ragazza del 2000 è che oggi sostiene di stare troppo bene da sola per accettare una relazione soltanto per non essere single. Chi entra nella sua vita deve aggiungere qualcosa, non sottrarre energie, altrimenti la solitudine resta un’opzione decisamente più interessante. E quando arriva l’inevitabile domanda sul suo attuale status sentimentale, Marina prende in prestito una battuta da Amanda Lear e liquida l’intera questione con una frase perfetta: «Ho chiuso la boutique».

            La boutique sentimentale sarà anche chiusa, quella televisiva invece riapre esattamente dove tutto era cominciato. Marina La Rosa torna nella Casa dopo ventisei anni, consapevole che nessuno ha dimenticato la «gattamorta» e abbastanza intelligente da non fingere il contrario. Adesso promette di essere diventata una «gallina vecchia», ma il buon brodo, evidentemente, intende servirlo ancora davanti alle telecamere.

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              Gossip

              Amanda Seyfried torna single dopo la rottura con Thomas Sadoski: i motivi dell’addio e la fine di un’unione durata quasi un decennio

              L’attrice di Mamma Mia! e il collega mettono fine al loro matrimonio iniziato nel 2017. Dopo nove anni di vita insieme e due figli, la coppia ha deciso di prendere strade diverse, chiedendo massima riservatezza e concentrandosi sul benessere della famiglia e dei bambini.

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              Amanda Seyfried torna single dopo la rottura con Thomas Sadoski: i motivi dell'addio e la fine di un'unione durata quasi un decennio

                Una delle unioni più solide e riservate del panorama cinematografico internazionale giunge al capolinea. Amanda Seyfried e Thomas Sadoski si sono ufficialmente lasciati, mettendo fine a una storia d’amore durata nove anni e culminata nel matrimonio celebrato nel 2017. La notizia della separazione tra l’attrice statunitense, nota al grande pubblico per le sue interpretazioni in Mamma Mia!, Les Misérables e The Dropout, e il collega attore ha sorpreso i fan della coppia e gli addetti ai lavori del mondo dello spettacolo.

                La nascita dell’amore e le nozze fuggitive nel 2017

                Il primo incontro tra i due artisti risale al 2015, quando hanno condiviso il palco nell’opera teatrale off-Broadway The Way We Get By. La scintilla della passione è scoccata l’anno successivo, nel 2016, sul set del film Adorabile nemica (The Last Word).

                Dopo un fidanzamento vissuto al riparo dai riflettori, Seyfried e Sadoski hanno scelto di unirsi in matrimonio nel marzo del 2017 con una cerimonia intima e segreta organizzata ad Topanga, in California. L’attore aveva poi rivelato pubblicamente l’avvenuto matrimonio durante un’apparizione televisiva, definendo la giornata come un momento unico vissuto esclusivamente alla presenza di un officiante.

                La vita familiare e le priorità per la tutela dei figli

                Dalla loro unione sono nati due figli: Nina, venuta alla luce pochi giorni dopo le nozze nel 2017, e Thomas Jr., nato nel settembre del 2020. Nel corso degli anni, la coppia ha mantenuto una condotta improntata alla riservatezza, preferendo la vita tranquilla nella propria fattoria nello Stato di New York al trambusto degli eventi mondani di Los Angeles.

                Nonostante la decisione di interrompere la relazione coniugale, le fonti vicine agli ex coniugi confermano come la priorità assoluta di entrambi rimanga la crescita serena dei due minori e il mantenimento di un rapporto collaborativo e di rispetto reciproco nell’interesse della famiglia.

                I nuovi impegni professionali dopo la separazione

                Archiviata la parentesi matrimoniale, sia Amanda Seyfried sia Thomas Sadoski continuano a essere fortemente impegnati nei rispetti percorsi artistici nel cinema e nella televisione. Seyfried prosegue il suo momento d’oro nell’industria cinematografica, tra nuovi progetti per il grande schermo e produzioni seriali di primo piano.

                Sadoski, dal canto suo, affianca la recitazione teatrale a ruoli in produzioni cinematografiche indipendenti. La conclusione della loro storia d’amore chiude un capitolo amato dai sostenitori della coppia, che hanno espresso vicinanza agli attori attraverso i canali web.

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