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Gossip

E’ caccia al milionario da parte di Tina Cipollari: lo sostiene l’ex marito

L’ex marito Chicco Nalli difende la sua scelta di cercare un uomo ricco, sostenendo che molte donne lo pensano ma non lo dicono. Ma è davvero così? E il nuovo corteggiatore Cosimo sarà all’altezza delle aspettative?

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    L’ex marito di Tina Cipollari, Chicco Nalli, difende la sua scelta di cercare un uomo ricco, sostenendo che molte donne lo pensano ma non lo dicono. Ma è davvero così? E il nuovo corteggiatore Cosimo sarà all’altezza delle aspettative?

    Un amore con conto in banca

    Tina Cipollari non ha mai avuto peli sulla lingua e anche questa volta ha fatto parlare di sé: cerca un uomo che possa farla stare bene, anche economicamente. Nulla di strano secondo l’ex marito Chicco “Kikò” Nalli, che difende la sua scelta definendola “grandiosa”. Secondo lui, molte donne la pensano allo stesso modo, ma poche hanno il coraggio di dirlo apertamente. La dichiarazione, però, ha diviso il pubblico tra chi la sostiene e chi la critica.

    Kikò nalli la difende: “E’ sincera”

    Dopo tredici anni di matrimonio e tre figli insieme, tra Tina e Kikò è rimasto un grande affetto e rispetto reciproco. Proprio per questo, il noto parrucchiere ha deciso di intervenire pubblicamente per prendere le difese della sua ex moglie. In un’intervista a Nuovo Tv, ha dichiarato che chi critica Tina è solo un ipocrita: “Tutte lo pensano, ma nessuna lo dice. Lei è semplicemente onesta!”.

    Ad una certa età c’è bisogno di un sostegno “concreto”

    Secondo Kikò, la Cipollari ha fatto bene a rimettersi in gioco a Uomini e Donne per cercare il suo nuovo amore. Del resto, è proprio in quello studio che i due si sono conosciuti tanti anni fa. “Quando arrivi a una certa età, non sei più una ragazzina. Hai bisogno di un sostegno amorevole, ma anche economico” ha aggiunto l’hair stylist, sostenendo che la sua ex moglie abbia tutto il diritto di desiderare un uomo che possa garantirle stabilità e serenità.

    Il fascino di Cosimo: sarà lui il prescelto?

    Tra i corteggiatori di Tina, uno in particolare ha attirato l’attenzione di Kikò: Cosimo. Nalli si dice favorevolmente colpito da lui, tanto da promuoverlo come possibile nuovo amore della sua ex: “Mi piace, ha gli occhi buoni. La vedrei bene con lui”. Secondo lui, Tina ha bisogno di qualcuno che le porti leggerezza e allegria, vista la sua vita intensa tra famiglia e lavoro. “Le auguro con tutto me stesso di trovare la persona giusta. Se lo merita” ha concluso.

    Calcolo o sincerità?

    La questione resta aperta: quella di Tina è una scelta calcolata o una semplice dichiarazione di intenti senza ipocrisie? In un’epoca in cui l’indipendenza femminile è spesso al centro del dibattito, il suo desiderio di un uomo milionario divide l’opinione pubblica. Da un lato, c’è chi apprezza la sua sincerità, dall’altro chi la accusa di opportunismo. Una cosa è certa: Tina Cipollari sa sempre come far parlare di sé, e questa volta non fa eccezione.

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      Personaggi

      Alessandro Borghese: “Ho un figlio di 19 anni che non conosco.”

      Lo chef e volto televisivo si confida sul legame con il figlio avuto da giovane, riconosciuto ma mai incontrato. “Sono un padre responsabile, lo sostengo e lo accompagno nel suo percorso, anche se da lontano”.

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      Alessandro Borghese

        Prima di diventare uno degli chef più amati della televisione italiana, Alessandro Borghese ha vissuto una vita da giramondo. Figlio dell’attrice Barbara Bouchet e dell’imprenditore Luigi Borghese, ha trascorso parte della sua giovinezza viaggiando tra Stati Uniti, Inghilterra e paesi del Sud-Est asiatico, lavorando come cuoco su navi da crociera e in ristoranti di lusso. Un periodo di formazione intensa, professionale e umana, che ha segnato la sua visione della cucina come incontro tra culture e sapori.

        In quegli anni, lontano dai riflettori, Borghese ha vissuto anche un’esperienza personale complessa: la nascita di un figlio, oggi diciannovenne, di cui venne a conoscenza solo dopo il parto. “Fu un errore di gioventù – ha raccontato nel podcast Belli Dentro Belli Fuori di Gianluca Gazzoli –. L’ho scoperto un po’ dopo, e non è facile riuscire a conciliare tutto”.

        Lo chef ha riconosciuto il ragazzo e contribuisce alla sua crescita, ma i due non si sono ancora incontrati di persona. “Sono un super papà responsabile – ha detto –. Lo seguo a distanza e lo sostengo economicamente, insieme a mia moglie Wilma. Non mi nascondo: nella mia famiglia non è un argomento tabù”.

        Borghese ha poi spiegato che il giovane vive all’estero e che, per ora, non è stato possibile creare un rapporto diretto. “Non ci siamo ancora visti, ma nella vita non si può mai sapere”, ha aggiunto con tono riflessivo, lasciando aperta la possibilità di un incontro futuro.

        Oggi il celebre chef vive a Milano con la moglie Wilma Oliviero, sposata nel 2009, e le loro due figlie. Arizona, nata nel 2012, e Alexandra, nata nel 2016. In più di un’intervista Borghese ha confessato di essere un padre molto affettuoso, ma anche protettivo. “Sono gelosissimo delle mie figlie – aveva detto a Il Giorno – ma mi sforzo di non limitarle. Mi do i pizzicotti per stare zitto e lasciarle fare.”

        Tra i fornelli e la vita privata, Borghese appare oggi come un uomo consapevole e pacificato, che non rinnega il passato ma lo considera parte del suo percorso. “Tutti commettiamo errori da giovani – ha concluso –. L’importante è assumersene la responsabilità e imparare da ciò che la vita ti mette davanti. Anche questo, in fondo, è un ingrediente della crescita.”

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          Gossip

          Francesca Pascale shock: «Spiavo il cellulare di Berlusconi, volevo farlo pedinare da un investigatore»

          «Quando vedevo la lucina del suo Samsung dai pantaloni capivo già chi era… un inferno», confessa Pascale. E rivela: «Volevo assoldare un investigatore per seguirlo, ma mi risposero che non potevano pedinare il presidente del Consiglio». Poi il ricordo: «Era abilissimo, mi faceva sentire in colpa anche quando non lo ero».

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            Francesca Pascale torna a parlare di Silvio Berlusconi, e lo fa senza filtri. La ex compagna del Cavaliere ha raccontato alcuni episodi privati della loro lunga relazione, alternando ironia e nostalgia.

            «Spiavo il cellulare di Silvio per vedere se qualcuno gli scriveva. Non era ancora l’epoca degli smartphone: aveva un vecchio Samsung, e quando vedevo quella lucina che brillava dai pantaloni… già capivo chi era», ha confessato sorridendo amaramente. «Un inferno, un disastro. La gelosia è una brutta bestia».

            Ma non è tutto. Pascale ha rivelato anche un retroscena sorprendente: «Una volta volevo assolutamente assoldare un investigatore… ma la persona da seguire era Silvio Berlusconi. Questo signore mi disse: “Signora, non la posso più aiutare, perché il presidente del Consiglio non si può seguire”».

            Un amore intenso e tormentato, quello con l’ex premier, segnato da passioni e da inevitabili scontri. «Era abilissimo – racconta – riusciva a dare la colpa a me, a farmi sentire in colpa anche quando non lo ero. Un grande comunicatore. Poi aveva questa battuta che ripeteva sempre: “Mi raccomando, oltre i mille chilometri non è più tradimento”».

            Francesca Pascale parla anche con affetto e dolore della fine della loro storia: «Se potessi cancellare un episodio della mia vita pubblica cancellerei la separazione con Berlusconi. È difficile parlarne al passato. Quindici anni non si cancellano. Lo strappo è stato forte, e sì, l’avrei gestito diversamente».

            Niente rancore, però. Solo il rimpianto per un legame che, pur finito, ha lasciato un segno profondo: «Silvio è stato una parte importante della mia vita, e lo resterà sempre».

            Tra ricordi, ironia e confessioni da tabloid, Francesca Pascale ha mostrato ancora una volta la sua arma più efficace: la sincerità disarmante.

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              Reali

              Re Carlo ruba la scena ai Sussex, sbarcando su Netflix partecipando ad un documentario

              Il debutto di Re Carlo sulla piattaforma streaming segna un nuovo capitolo per la monarchia britannica. E ora, per Harry e Meghan, la concorrenza arriva… direttamente da Buckingham Palace!

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                Il Regno Unito entra ufficialmente nell’era dello streaming. Re Carlo III ha deciso di partecipare a un documentario Netflix dedicato al King’s Trust, l’organizzazione benefica da lui fondata che sostiene i giovani. Una mossa storica, che segna il primo vero passo del Sovrano britannico nel cuore del media digitale globale. A curare la produzione sarà Eva Omaghomi, stretta collaboratrice del Re, mentre tra i protagonisti spicca il nome dell’attore Idris Elba.

                Per un reame più moderno e smart

                La scelta non è casuale: con questa operazione, Re Carlo punta a modernizzare l’immagine della monarchia, avvicinandola a un pubblico più giovane e internazionale. Il CEO del King’s Trust, Jonathan Townsend, ha spiegato che il progetto sarà incentrato sull’empowerment giovanile, un tema sempre più centrale nella comunicazione istituzionale del Re.

                Harry e Meghan: il monopolio mediatico è finito?

                Il debutto di Re Carlo su Netflix non è solo un gesto simbolico. È anche un messaggio diretto a chi, negli ultimi anni, ha cercato di riscrivere la narrazione reale da oltreoceano. Harry e Meghan Markle, ex Duchi di Sussex, avevano fatto proprio della piattaforma streaming il loro canale preferenziale, siglando nel 2020 un contratto da 153 milioni di dollari.

                Non più all’apice della cronaca

                Tuttavia, tra progetti cancellati e recensioni tiepide, il vento è cambiato. Le critiche della stampa americana li definiscono oggi “i più grandi perdenti di Hollywood”. Il rischio è che ora la loro narrazione venga sovrastata dalla figura istituzionale – e più credibile – di Re Carlo, che ha saputo cogliere il momento giusto per entrare nel gioco.

                Marketing, percezione e impatto reale

                La presenza del Re su Netflix è anche una brillante mossa di strategia comunicativa. Le piattaforme digitali sono oggi il canale principale per creare engagement, specialmente tra i giovani. Se il documentario riscuoterà successo, potremmo assistere a un aumento diretto nelle donazioni al King’s Trust, migliorando contemporaneamente brand reputation e impatto sociale. Sotto la lente ci sono KPI come CTR, engagement rate e ROAS. Tutti indicatori chiave che potrebbero trasformare questo esperimento in un modello replicabile anche per altri membri della Royal Family. Il trono è più digitale che mai… e Re Carlo lo sa bene.

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