Connect with us

Gossip

Elisabetta: la malinconia di una sovrana

Una lettera segreta della Regina Elisabetta II è emersa nei documenti del tribunale nel dicembre 2021, rivelando la sua preoccupazione per la sicurezza del Principe Harry e di Meghan Markle dopo il loro passo indietro dai ruoli reali. Nella lettera, la Regina ha definito la sicurezza “effettiva” per la coppia come “imperativa”, sottolineando che la loro incolumità era di “fondamentale importanza” per lei e per l’intera famiglia reale.

Avatar photo

Pubblicato

il


    La posizione di Harry
    Nel contesto di una controversia legale tra Harry e il Ministero dell’Interno del Regno Unito, spunta fuori questo documento, dopo che era stata presa la decisione di ridurre la sua protezione di polizia finanziata dallo Stato quando si trovava nel Regno Unito.

    Tutto parte dal vertice di Sandringham
    È stato un incontro cruciale tenutosi il 13 gennaio 2020 presso la residenza di campagna a Sandringham, nel Norfolk, in Inghilterra. L’incontro ha riunito la famiglia reale con Meghan in videochiamata dal Canada. Si discusse la volontà dei Sussex di vivere e lavorare in California a progetti indipendenti. La sovrana accettò la decisone del nipote, ma dichiarò e sottoscrisse come essenziale garantire la sicurezza del Duca e della Duchessa a causa del loro profilo pubblico e della storia di minacce contro di loro, tenendo conto dei tragici incidenti passati.

    Elisabetta, i dispiaceri, i pronipotini e i pensieri dopo il vertice
    Secondo i tabloid inglesi, la Regina era “molto ferita” dalla decisione di Harry: “Non lo so, non mi interessa e non voglio pensarci più”. Era “affranta” dal fatto di non poter trascorrere più tempo con i suoi pronipoti, Archie e Lilibet.


      SEGUICI SU INSTAGRAM
      INSTAGRAM.COM/LACITYMAG

      Gossip

      Signorini parla dopo le accuse di Corona su Falsissimo: “Mi sono isolato dal resto del mondo” e risponde sulle chat

      Alfonso Signorini torna a parlare dopo le accuse lanciate da Fabrizio Corona nel podcast “Falsissimo” e la successiva ondata di polemiche. Interpellato dal Corriere della Sera, spiega di essersi isolato per reggere l’urto mediatico. Poi commenta anche il caso di una presunta chat che chiamerebbe in causa Sigfrido Ranucci e Maria Rosaria Boccia.

      Avatar photo

      Pubblicato

      il

      Autore

        Alfonso Signorini, negli ultimi mesi, è finito in un frullatore che non riguarda il solito gossip di contorno al Grande Fratello, ma un cortocircuito tra accuse pubbliche, conseguenze mediatiche e profili legali.

        Dopo settimane di silenzio, il conduttore è tornato a parlare, scegliendo un registro che è insieme difensivo e ironico, senza alzare la voce ma nemmeno facendo finta che nulla sia accaduto.

        Secondo quanto ricostruito, l’innesco della bufera è arrivato durante una puntata di “Falsissimo”, il podcast di Fabrizio Corona. In quel contesto, Corona ha accusato Signorini di aver chiesto favori sessuali in cambio dell’ingresso nella “Casa” e ha mostrato alcune chat attribuite a uno scambio tra Signorini e Antonio Medugno, ex concorrente del reality. Da qui, sempre secondo quanto riportato, Medugno avrebbe presentato una denuncia nei confronti del conduttore per violenza sessuale ed estorsione. Una sequenza di passaggi che, nel giro di poche ore, ha trasformato una vicenda da palinsesto in un caso capace di mettere in difficoltà non solo il personaggio pubblico, ma anche l’azienda che lo ospita.

        Nel frattempo, sempre in base al materiale circolato, le dichiarazioni di Corona avrebbero innescato una battaglia legale con Mediaset, che avrebbe intenzione di chiedere un risarcimento da 160 milioni di euro. Sullo sfondo, un altro elemento che ha alimentato il rumore: la chiusura di alcuni profili social di Corona per presunte violazioni delle norme delle piattaforme. Un mosaico in cui ogni tassello finisce per amplificare l’altro, con il risultato che la vicenda si autoalimenta giorno dopo giorno.

        È in questo clima che Signorini, intercettato dal Corriere della Sera, ha provato a raccontare come abbia attraversato la tempesta. La frase scelta è netta e non lascia spazio a interpretazioni romantiche: “L’unico modo per sopravvivere a questi mesi è stato quello di isolarmi dal resto del mondo”.

        Un isolamento che, detto così, suona come un’autodifesa psicologica prima ancora che una strategia comunicativa: sparire per non diventare il bersaglio mobile di una narrazione che corre più veloce dei fatti.

        Poi, però, Signorini ha anche risposto su un altro tema emerso in queste ore: una presunta chat tra Sigfrido Ranucci e Maria Rosaria Boccia, tirata dentro il frastuono di indiscrezioni e allusioni. La replica, qui, vira su un’ironia tagliente e insieme fastidita, come se il punto fosse soprattutto l’assurdità del racconto che gli viene attribuito: “Apprendo ora da voi della chat tra Ranucci e Boccia. Posso solo dire che non sapevo di appartenere a un fantomatico ‘giro gay’, per giunta in così ‘amabile’ compagnia”. E poi l’affondo finale, costruito come una battuta colta: “Mi intriga molto l’identità del misterioso signor B. Io rimango fermo al signor K. Ma dubito che la signora Boccia frequenti Kafka”.

        In mezzo resta un dato: Signorini prova a riprendersi la scena parlando il minimo indispensabile, senza entrare nel dettaglio delle contestazioni, ma mostrando di non voler più subire in silenzio l’effetto valanga. È un ritorno che non chiude la vicenda, ma rimette un elemento in campo: la voce del diretto interessato, dopo mesi in cui a parlare sono stati soprattutto altri. E, in un caso così esposto, già questo basta a spostare di qualche grado l’asse del racconto.

          Continua a leggere

          Personaggi

          Converseremo con celebrità e personaggi di fantasia

          Google lavora a un nuovo modello di intelligenza artificiale per simulare conversazioni con celebrità e personaggi di fantasia, sfidando Meta. Il chatbot, basato sul software Gemini, potrebbe lanciarsi nel 2024. Collaborazioni con artisti e celebrità sono in corso per utilizzare le loro personalità virtuali.

          Avatar photo

          Pubblicato

          il

          Autore

            Google sta lavorando a un innovativo modello di intelligenza artificiale che promette di rivoluzionare le conversazioni digitali. Secondo il sito The Information, il nuovo chatbot di Google, basato sul software Gemini, simulerà conversazioni con celebrità e personaggi di fantasia. Questa mossa, prevista per il 2026, mira a sfidare Meta, che ha recentemente annunciato una partnership con celebrità come Paris Hilton e Snoop Dogg per i suoi chatbot su Facebook, Instagram e WhatsApp.

            L’obiettivo di Google è mostrare come la sua tecnologia di intelligenza artificiale generativa possa essere trasformata in uno strumento attraente per i consumatori comuni. Per raggiungere questo scopo, Google sta cercando collaborazioni con artisti e celebrità per ottenere il consenso a utilizzare le loro personalità virtuali. Inoltre, Google starebbe sviluppando una tecnologia che consente agli utenti di creare chatbot personalizzati, simile a quanto offerto da Character.AI.

            Non è ancora noto se questo servizio sarà offerto gratuitamente o come parte del piano di abbonamento Google One. Nel frattempo, l’attrice Scarlett Johansson ha aperto una vertenza contro OpenAI, accusandola di aver copiato la sua voce, sottolineando i complessi problemi legati ai diritti delle personalità virtuali. Con questa nuova iniziativa, Google punta a consolidare la sua posizione nel mercato dell’intelligenza artificiale, offrendo esperienze uniche e coinvolgenti ai suoi utenti.

              Continua a leggere

              Reali

              Re Carlo ruba la scena ai Sussex, sbarcando su Netflix partecipando ad un documentario

              Il debutto di Re Carlo sulla piattaforma streaming segna un nuovo capitolo per la monarchia britannica. E ora, per Harry e Meghan, la concorrenza arriva… direttamente da Buckingham Palace!

              Avatar photo

              Pubblicato

              il

                Il Regno Unito entra ufficialmente nell’era dello streaming. Re Carlo III ha deciso di partecipare a un documentario Netflix dedicato al King’s Trust, l’organizzazione benefica da lui fondata che sostiene i giovani. Una mossa storica, che segna il primo vero passo del Sovrano britannico nel cuore del media digitale globale. A curare la produzione sarà Eva Omaghomi, stretta collaboratrice del Re, mentre tra i protagonisti spicca il nome dell’attore Idris Elba.

                Per un reame più moderno e smart

                La scelta non è casuale: con questa operazione, Re Carlo punta a modernizzare l’immagine della monarchia, avvicinandola a un pubblico più giovane e internazionale. Il CEO del King’s Trust, Jonathan Townsend, ha spiegato che il progetto sarà incentrato sull’empowerment giovanile, un tema sempre più centrale nella comunicazione istituzionale del Re.

                Harry e Meghan: il monopolio mediatico è finito?

                Il debutto di Re Carlo su Netflix non è solo un gesto simbolico. È anche un messaggio diretto a chi, negli ultimi anni, ha cercato di riscrivere la narrazione reale da oltreoceano. Harry e Meghan Markle, ex Duchi di Sussex, avevano fatto proprio della piattaforma streaming il loro canale preferenziale, siglando nel 2020 un contratto da 153 milioni di dollari.

                Non più all’apice della cronaca

                Tuttavia, tra progetti cancellati e recensioni tiepide, il vento è cambiato. Le critiche della stampa americana li definiscono oggi “i più grandi perdenti di Hollywood”. Il rischio è che ora la loro narrazione venga sovrastata dalla figura istituzionale – e più credibile – di Re Carlo, che ha saputo cogliere il momento giusto per entrare nel gioco.

                Marketing, percezione e impatto reale

                La presenza del Re su Netflix è anche una brillante mossa di strategia comunicativa. Le piattaforme digitali sono oggi il canale principale per creare engagement, specialmente tra i giovani. Se il documentario riscuoterà successo, potremmo assistere a un aumento diretto nelle donazioni al King’s Trust, migliorando contemporaneamente brand reputation e impatto sociale. Sotto la lente ci sono KPI come CTR, engagement rate e ROAS. Tutti indicatori chiave che potrebbero trasformare questo esperimento in un modello replicabile anche per altri membri della Royal Family. Il trono è più digitale che mai… e Re Carlo lo sa bene.

                  Continua a leggere
                  Advertisement

                  Ultime notizie

                  Lacitymag.it - Tutti i colori della cronaca | DIEMMECOM® Società Editoriale Srl P. IVA 01737800795 R.O.C. 4049 – Reg. Trib MI n.61 del 17.04.2024 | Direttore responsabile: Luca Arnaù