Gossip
Fedez imita Shakira e si vendica in un rap
L’uscita della canzone di Fedez con Emis Milla è come un fulmine a ciel sereno nel mondo del gossip, perché carico di presunti riferimenti alla sua recente separazione con Chiara Ferragni. Il rapper apre il suo cuore e versa tutta la sua delusione e dolore nelle note, come se stesse canalizzando l’esperienza personale di Shakira dopo il tradimento del suo ex marito.

È tempo di tirare fuori il microscopio e scandagliare ogni singolo dettaglio della prossima hit destinata a far discutere. Siamo pronti a svelare tutti i segreti nascosti dietro le note perché è il momento di immergersi nel mondo della musica e scoprire cosa si nasconde dietro le quinte di questo brano tanto atteso.
Fedez sforna una nuova canzone e subito scoppia la polemica
Fedez è sulla bocca di tutti per il pezzo “Sexy Shop” e la ragione è “chiara”.
Il brano, in uscita per fine mese, sembra essere un palese riferimento alle recenti vicende di Federico Lucia e al suo matrimonio finito con Chiara Ferragni. E, il rapper, proprio come Shakira, scrive versi avvelenati che non sono passati inosservati.
Alcuni passaggi del brano di Federico in collaborazione con Emis Killa sembrano proprio pensati e incastrati in modo da costruire un chiaro riferimento alla crisi della coppia Ferragnez, frasi che non lasciano dubbi, perché è evidente che Federico da abile paroliere ha scelto ogni sillaba con cura, forse proprio per lanciare frecciate ben precise alla sua ex, Chiara: “L’amore non si fa nei sexy shop, sei stata come un jackpot nelle slot e dopo mi hai mandato ko. Dici che sono un bastardo, ma per te io non cambio”.
C’è dunque attesa per l’uscita della canzone che già prima del lancio ufficiale, previsto per venerdì, è diventata virale. I commenti a caldo sulla notizia sono rivolti all’evidente nuovo sound del pezzo e la voglia di Fedez di mettere in musica un momento particolare, quello di “una storia infinita che poi è finita”, in un intreccio di passione, dolore e riflessioni. Il testo svela molto dell’essere più intimo dell’artista, dalla lotta con se stesso al racconto di una storia d’amore complessa e travagliata.
Ma Emis Killa racconta come sia allo stesso tempo un’incertezza e una forza trascinante, che lo porta a sbandare come accade a un’auto che corre ad alta velocità, una potenza che spinge a rischiare qualunque cosa.
È difficile non vedere i paralleli tra la situazione di Fedez e quella vissuta dalla celebre cantante, Shakira. Sarà interessante vedere come reagirà il pubblico e se confermeranno o meno queste ipotesi sui riferimenti personali nella sua musica.
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Gossip
Paola Ferrari torna all’attacco delle giornaliste sexy: «Troppo corpo, i ragazzi ci vedono come oggetti». E riecheggia il caso Diletta Leotta
Ferrari non fa il nome di Diletta Leotta, con la quale aveva già polemizzato in passato, ma torna su un tema che le sta particolarmente a cuore: «C’è un uso esagerato dell’attrazione femminile del corpo per parlare a un mondo di uomini»
Paola Ferrari torna su una delle sue battaglie più discusse e lo fa con parole destinate inevitabilmente a riaccendere la polemica. Questa volta non nomina direttamente Diletta Leotta, con la quale in passato si era già scontrata proprio sul modello di giornalismo e comunicazione femminile, ma il bersaglio del suo ragionamento è chiarissimo: l’utilizzo dell’avvenenza e del corpo da parte delle donne che lavorano nell’informazione.
La giornalista ne ha parlato durante un’audizione davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio, sostenendo che negli ultimi anni qualcosa sia addirittura peggiorato: «Abbiamo fatto un grande passo indietro negli ultimi cinque anni, come donne».
Paola Ferrari: «C’è un uso esagerato dell’attrazione femminile»
Il punto centrale del ragionamento di Ferrari riguarda quello che definisce un «uso esagerato dell’attrazione femminile del corpo». Secondo la giornalista, sarebbero spesso le stesse donne a utilizzare questo tipo di comunicazione per rivolgersi prevalentemente a un pubblico maschile.
«Si guarda al linguaggio del corpo e non al linguaggio della testa, una cosa che a me preoccupa molto», ha spiegato.
Ferrari contrappone questo modello a quello rappresentato da alcune colleghe che, a suo giudizio, hanno costruito la propria carriera soprattutto attraverso preparazione e professionalità. Cita Donatella Scarnati e Simona Rolandi, parlando di donne capaci di imporsi in un settore tradizionalmente dominato dagli uomini grazie al proprio lavoro.
Oggi, secondo lei, qualcosa sarebbe cambiato: «In tante colleghe ha preso spazio un modello diverso che chiaramente è più facile da commercializzare, che porta avanti dei valori completamente diversi da quelli che io portavo avanti».
Il precedente con Diletta Leotta
Il nome di Diletta Leotta non compare nelle dichiarazioni pronunciate durante l’audizione, ma il tema inevitabilmente riporta alla memoria le polemiche che in passato hanno coinvolto le due giornaliste.
Ferrari aveva già criticato il modello rappresentato dalla conduttrice, aprendo un dibattito molto acceso sul confine tra immagine, sensualità e professionalità nel giornalismo sportivo. Una posizione che le aveva attirato anche numerose critiche, soprattutto da parte di chi considera sbagliato giudicare la credibilità professionale di una donna attraverso il modo in cui sceglie di vestirsi o di mostrare il proprio corpo.
Questa volta Ferrari allarga però il discorso e non lo concentra su una singola collega. Il problema, nella sua lettura, sarebbe diventato culturale e generazionale.
«I ragazzi non vedono più la giornalista con rispetto»
È soprattutto sulle conseguenze per i più giovani che Ferrari usa le parole più pesanti. Secondo la giornalista, la continua sovrapposizione tra informazione e sensualità rischierebbe di cambiare il modo in cui gli adolescenti guardano le professioniste dell’informazione.
«I ragazzi sotto i vent’anni non vedono più la donna giornalista come la vedevano prima con rispetto, ma tornano a vederla come un oggetto, non dico sessuale ma diciamo sensuale per essere gentili», ha dichiarato.
Una conclusione destinata probabilmente a dividere ancora una volta il pubblico. Perché se Ferrari individua nell’esposizione del corpo un arretramento rispetto alle conquiste professionali delle donne, dall’altra parte resta aperta una questione altrettanto delicata: una giornalista può scegliere liberamente di essere sensuale senza che questo tolga valore alla sua professionalità?
Paola Ferrari, almeno sul modello dominante che vede oggi, sembra avere pochi dubbi: «È un passo indietro importante».
Speciale Grande Fratello
GF Vip, fuori uno dei pochi che valeva la pena guardare: Simone Annichiarico squalificato. Ilary Blasi: «Senza appello»
Il reality perde uno dei concorrenti più interessanti di questa edizione. La produzione analizza il caso, poi arriva la decisione definitiva: le frasi pronunciate da Simone costano la squalifica immediata
Una mazzata per Simone Annichiarico e, diciamolo, anche per un Grande Fratello Vip che non può esattamente permettersi di perdere per strada i concorrenti capaci di regalare qualcosa al programma. Perché Simone, piaccia o non piaccia, era diventato uno dei pochi per cui valeva davvero la pena accendere la televisione. Ironico, imprevedibile, poco costruito e soprattutto lontano dal copione del gieffino professionista.
Ma stavolta il copione lo ha scritto il regolamento. E non prevede lieto fine.
A comunicare la decisione è stata Ilary Blasi, chiamata a spiegare davanti ai concorrenti che cosa avesse deciso il Grande Fratello dopo aver esaminato le frasi pronunciate da Annichiarico.
Ilary Blasi gela Simone: «Squalificato senza appello»
Ilary non gira intorno alla questione e consegna a Simone il verdetto con parole che lasciano pochissimo spazio alle interpretazioni.
«Il Grande Fratello ha analizzato nel dettaglio il regolamento, ma ci sono delle regole e dei precedenti che non ammettono eccezione e chi pronuncia le frasi che ha pronunciato Simone è squalificato senza appello».
Fine della corsa.
Il programma ha dunque valutato quanto accaduto e ha deciso che non esistevano margini per una punizione più morbida. Nessuna nomination d’ufficio, nessun richiamo e nessuna seconda possibilità: squalifica.
Il GF Vip perde uno dei suoi personaggi migliori
Ed è qui che, al di là del regolamento, arriva la beffa televisiva. Perché Annichiarico stava diventando uno dei personaggi più riconoscibili della Casa proprio grazie a un atteggiamento molto diverso da quello di tanti concorrenti abituati a costruire dinamiche, alleanze e possibili storyline praticamente dal momento in cui varcano la porta rossa.
Simone sembrava invece muoversi con una leggerezza tutta sua, alternando battute, ironia e momenti decisamente sopra le righe. Una presenza capace di rompere gli equilibri e, soprattutto, di evitare quella sensazione di déjà-vu che spesso aleggia sui reality dopo qualche settimana.
Adesso quella presenza sparisce di colpo.
Una squalifica che cambia gli equilibri della Casa
L’uscita di Simone Annichiarico rischia così di pesare molto più di una normale eliminazione. Quando un concorrente esce attraverso il televoto, il programma ha tempo di preparare la nuova geografia della Casa. Una squalifica, invece, taglia una dinamica mentre è ancora in corso e obbliga tutti gli altri a riposizionarsi.
Ilary Blasi, però, è stata chiarissima: davanti alle frasi pronunciate da Simone, il Grande Fratello ritiene che esistano precedenti e regole che «non ammettono eccezione».
E così il GF Vip saluta uno dei suoi concorrenti più imprevedibili proprio mentre stava diventando uno dei motivi per continuare a guardarlo.
Speciale Grande Fratello
Valeria Marini canta “Money Money” in un inglese tutto suo ed è subito cult: «Io so cantare e ballare, non ti permettere»
Liza Minnelli può dormire tranquilla, ma il pubblico decisamente meno: pronuncia creativa, coreografia scatenata e la Marini che rivendica orgogliosamente il proprio talento. Il risultato? Un cult fotonico
Ci sono esibizioni riuscite, esibizioni sbagliate e poi c’è Valeria Marini. Una categoria dello spettacolo che ormai vive di regole proprie e nella quale persino un disastro può trasformarsi, nel giro di pochi secondi, in un momento di televisione memorabile.
Stavolta la Valeriona nazionale ha deciso di misurarsi nientemeno che con “Money Money”, lo storico brano reso immortale da Liza Minnelli in Cabaret di Bob Fosse. Al suo fianco, perfetto partner in crime, Moreno Morello.
Il risultato? Dimenticate Broadway. Dimenticate Berlino anni Trenta. Dimenticate soprattutto la pronuncia inglese. Quello andato in scena è stato Grand Guignol allo stato puro, con una Marini scatenata che ha cantato il pezzo in un inglese talmente personale da sembrare una nuova lingua.
“Money Money” secondo Valeria Marini
Il bello di Valeria è che non fa mai nulla a metà. Se deve esibirsi, si esibisce. Se deve ballare, balla. E se deve cantare in inglese, l’inglese dovrà in qualche modo adattarsi a lei.
Così Money Money diventa rapidamente un’esperienza mistica, con parole inseguite, sillabe reinventate e una pronuncia maccaronica che probabilmente non sarebbe passata neppure al primo giorno di un corso base, ma che in compenso ha tutto ciò che serve per diventare virale.
Accanto a lei Morello partecipa alla follia senza tirarsi indietro, contribuendo a trasformare l’esibizione in un piccolo numero da avanspettacolo surreale.
E proprio per questo funziona meravigliosamente.
«Io so cantare e ballare, non ti permettere»
Ma il vero capolavoro arriva quando qualcuno osa mettere in discussione le capacità artistiche della Marini.
Apriti cielo.
Valeria non arretra di un millimetro e pronuncia la frase che dovrebbe essere immediatamente stampata su una maglietta: «Io so cantare e ballare, non ti permettere».
Sipario.
Perché discutere con Valeria Marini sul fatto che Valeria Marini sappia fare qualcosa è già in partenza un’impresa disperata. Lei non ha dubbi, non contempla cedimenti e soprattutto possiede quella meravigliosa capacità di attraversare qualsiasi situazione come se intorno stessero esplodendo applausi e coriandoli stellari.
Altro che Liza Minnelli: questa è Valeria
Il paragone con l’originale sarebbe ovviamente criminale. Liza Minnelli è Liza Minnelli. Valeria Marini, però, è Valeria Marini. Ed è precisamente questo il punto.
L’esibizione sarà stata musicalmente disastrosa, l’inglese decisamente creativo e la coreografia qualcosa di difficilmente catalogabile, ma quanti riescono a trasformare tutto questo in un momento che hai immediatamente voglia di rivedere?
Pochissimi.
Lei sì.
E allora aveva ragione Valeria fin dall’inizio: «Non ti permettere». Perché se la Marini non ci fosse, in una televisione sempre più prevedibile e ingessata, bisognerebbe inventarla. Stellare, naturalmente.
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