Connect with us

Gossip

Genny-Boccia, la sceneggiatura perfetta: 33mila messaggi, promesse di nomine e Vanzina in chat. Altro che cinepanettone, qui è ministeriale

Nelle carte: 33.741 messaggi tra aprile e agosto 2024, screenshot con Enrico Vanzina, promesse di nomina, inviti “anche all’estero” e la domanda che brucia: “Sei l’amante di Sangiuliano?”. Tra pubblico e privato, la storia diventa copione.

Avatar photo

Pubblicato

il

    Se qualcuno volesse spiegare a uno straniero che cos’è l’Italia, potrebbe evitare manuali, docufilm e cartoline. Basterebbe fargli leggere, con calma e magari una camomilla pronta, la trama che emerge dagli atti del processo che vede imputata Maria Rosaria Boccia per stalking e lesioni. Perché qui non c’è solo cronaca: sembra la prova generale di un film che non sa scegliere il genere e allora li prende tutti, commedia degli equivoci, melodramma, backstage politico, thriller da corridoio, turismo culturale. Con un cameo che, giuro, neanche l’autore più fantasioso oserebbe: Enrico Vanzina.

    Il dettaglio è da applauso in sala. 2 luglio 2024. Gennaro Sangiuliano, allora ministro della Cultura, promettendo a Boccia la nomina a sua consigliera, le invia lo screenshot di un sms in cui Vanzina gli chiede di indicargli una persona a cui esporre il progetto di un festival cinematografico a Pompei. E Sangiuliano, con quella sicurezza da protagonista che si sente già in locandina, scrive: “Infatti pensavo che appena fatto designo te a parlare con lui”. La parola è perfetta così: “designo”. Non “ti presento”, non “vi metto in contatto”. “Designo”. Come se stesse investendo un console. O almeno una co-protagonista.

    Poi si apre la diga, e nelle carte entra un numero che da solo meriterebbe un capitolo a parte: 33.741 messaggi scambiati tra l’8 aprile e il 30 agosto 2024. Un flusso che, letto oggi, sembra una serie tv scritta in diretta, con scene che cambiano tono e registro a seconda di chi ha il controllo della stanza, o della chat.

    La nomina come pass d’accesso

    Dentro quei messaggi, scrivono gli investigatori, c’è un dato politicamente rilevante: l’insistenza dell’ex ministro sull’idea di nominarla consigliera, anche quando lei sosteneva di poterne fare a meno. È un rovesciamento quasi comico dell’immaginario collettivo. Qui la “nomina” non è l’oggetto del desiderio lanciato in aria e afferrato al volo. È una palla che rimbalza avanti e indietro, come se nessuno volesse sembrare quello che la chiede davvero, pur volendola.

    Il 4 giugno, per esempio, lui scrive: “Potrei nominarti mio consigliere. Atto ufficiale – Nel qual caso puoi venire anche all’estero”. La risposta di lei è una di quelle che non lasciano spazio alla diplomazia: “Solo se posso venire con te”. E lui rincara, quasi didascalico: “(…) sei brava (…) Sei consigliere del ministro per la comunicazione”. Lei chiede: “Quindi posso venire per produrre contenuti?”. E lui alza il tiro: “Tu fai un lavoro più alto. Organizzi eventi. Dobbiamo fare G7, 800 anni di San Francesco, Giubileo e tanti altri”. Letto così, sembra insieme l’agenda di un ministero e quella di una coppia che si sta convincendo che ogni appuntamento istituzionale possa diventare un appuntamento personale. La politica come calendario condiviso.

    La prudenza in salsa nazionale

    La parte migliore, in questa storia, è la prudenza. Quella invocata, proclamata, quasi sussurrata come un mantra. Perché quando la voce della relazione comincia a girare, la chat cambia tono. L’8 giugno arriva un sms di un noto nutrizionista che chiede, senza preamboli, la domanda più romana dell’estate: “Sei l’amante di Sangiuliano?”. È l’istante in cui l’Italia smette di essere un Paese e diventa un gruppo WhatsApp.

    E lì, finalmente, qualcuno prova a mettere un freno. Boccia, tra il 10 e l’11 giugno, scrive: “Se facciamo qualcosa insieme devo avere il terrore che finisca anche quello che mi sono impegnata a fare? (…) Allora propongo di non lavorare insieme. Così non faccio brutte figure”. È un passaggio quasi sensato, perfino umano: quando la storia ti esplode tra le mani, ti chiedi se non sia meglio togliere di mezzo la miccia. Solo che la miccia, qui, sembra avere gambe proprie.

    Il 4 luglio, davanti ai ritardi del ministero, lei scrive: “Se hai problemi lascia perdere. Sappi che non me la prendo”. Lui risponde con il classico riflesso di chi non sa rinunciare al controllo della scena: “Non ne parliamo fammi fare”. E allora arriva la frase che dovrebbe chiudere tutto: “Sai che se esce questa cosa vai nei guai a casa se in imbarazzo a lavoro”. In una storia normale, uno ringrazierebbe per la lucidità e si fermerebbe. Qui no. Lui: “Saremo prudenti al massimo (…) Questa cosa agevola la possibilità di vederci”. Ecco la prudenza in versione nazionale: non serve a evitare guai, serve a proseguire.

    Quando la realtà diventa copione

    A questo punto, il racconto nelle carte prende la forma della parabola: la nomina che appare e scompare, i ruoli che si confondono, l’idea che un documento possa essere insieme atto amministrativo e pass d’accesso emotivo. E poi la parte già nota al pubblico, quella delle “puntate precedenti”: la nomina firmata ma non valida perché ritirata prima della controfirma digitale; la ferita alla testa refertata al Gemelli; il racconto dell’hotel di Sanremo; quel messaggio drammatico: “a un certo punto ho davvero pensato di saltare dalla finestra anche se potevo farmi molto male”. Letto fuori contesto sembra un finale di stagione. Letto dentro, è il punto in cui la realtà si accorge di essere stata trasformata in sceneggiatura.

    C’è anche la testimonianza dell’ex deputata Melania De Nichilo Rizzoli, sentita come testimone il 7 ottobre 2024, che riferisce: “Lei mi diceva che non voleva passare per la ‘zoccola’ che era stata con il ministro per ottenere una nomina (…) voleva che lui lasciasse la moglie, voleva diventare la compagna ufficiale e ottenere la nomina”. Frase dura, ma rivelatrice. Perché qui non si litiga solo per un incarico. Si litiga per il racconto pubblico. Per chi sei. Per come ti vedono. Per quale parte interpreti quando la storia, appena esce dalla stanza, diventa piazza.

    E infatti, quando il 3 settembre 2024 lui è a un passo dalle dimissioni, lei chiede: “Che cosa hai detto oggi a Giorgia (Meloni, ndr)?”. Lui risponde: “Non abbiamo parlato mica di te, assolutamente”. Porta chiusa in fretta. Nelle carte compare anche la valutazione degli investigatori: Boccia avrebbe compiuto un’attività mirata a condizionare la volontà di Sangiuliano, tentando di interferire sulla libertà di autodeterminare le proprie azioni. Tradotto in lingua da bar: “lo teneva al guinzaglio”. Tradotto in lingua istituzionale: è un capitolo d’indagine.

    La verità è che questa storia fa male proprio perché è ridicola e seria insieme. Ridicola nei dettagli che sembrano scritti per farci alzare gli occhi al cielo; seria nelle conseguenze, nei confini superati, nell’idea che tra chat e potere tutto diventi trattabile, negoziabile, perfino “designabile”. È il punto in cui la commedia smette di far ridere e resta quella sensazione appiccicosa: che certe cose, in Italia, non succedono per caso. Succedono perché qualcuno, per un po’, pensa davvero che il mondo funzioni così. E allora sì: meglio di un cinepanettone. Solo che qui non esci dal cinema leggero. Ti rimane addosso l’eco di una frase: “Saremo prudenti al massimo”. E il dubbio su cosa, davvero, significhi prudenza quando il sipario si sta già aprendo.

      SEGUICI SU INSTAGRAM
      INSTAGRAM.COM/LACITYMAG

      Personaggi

      Stefano De Martino, cicogna in arrivo con Gilda Ambrosio? Il gossip esplode: «La sua Gilda aspetta un bambino?»

      Nessuna conferma dai diretti interessati, ma gli indizi sulla solidità del rapporto non mancano: vacanze insieme, il viaggio negli Stati Uniti e soprattutto mamma Anna Annunziata, che aveva raccontato: «Stefano mi chiama “suocera” e io lo chiamo “genero”».

      Avatar photo

      Pubblicato

      il

      Autore

        Tra Affari Tuoi, il ritorno in televisione e una macchina organizzativa già lanciata verso il Festival di Sanremo, Stefano De Martino avrebbe materiale sufficiente per occupare le cronache dello spettacolo fino alla prossima primavera. Invece a prendersi improvvisamente la scena è ancora una volta la sua vita sentimentale, perché attorno al conduttore e a Gilda Ambrosio ha cominciato a circolare un’indiscrezione decisamente più grossa delle solite fotografie rubate durante una vacanza: potrebbe esserci un bambino in arrivo.

        A far esplodere il gossip è stata una copertina di Diva e Donna, che ha accostato le immagini dei due a una domanda inequivocabile: «La sua Gilda aspetta un bambino?». Il punto interrogativo, naturalmente, fa tutta la differenza del mondo: non esiste al momento alcun annuncio di gravidanza da parte di Stefano o Gilda e neppure una conferma ufficiale proveniente dalle rispettive famiglie.

        Ma per il mondo del gossip è bastato questo per scatenare la caccia agli indizi.

        Stefano e Gilda, quella storia che ormai sembra molto più di un flirt

        Che tra Stefano De Martino e Gilda Ambrosio esista un rapporto importante non rappresenta certo una novità. I due si conoscono da anni e nel corso del 2026 gli avvistamenti insieme si sono moltiplicati, rendendo sempre più difficile liquidare la loro vicinanza come una semplice amicizia.

        Sono stati fotografati dal Lago di Como alla Puglia, hanno condiviso momenti lontano dagli impegni professionali e Gilda sarebbe stata accanto al conduttore anche durante il viaggio estivo negli Stati Uniti con Santiago, il figlio che De Martino ha avuto nel 2013 da Belén Rodriguez.

        Una presenza, quella della stilista, che racconta inevitabilmente qualcosa in più rispetto a una frequentazione occasionale. Perché entrare anche nei momenti trascorsi con Santiago significa avvicinarsi alla parte più privata della vita di Stefano, quella che il conduttore ha sempre cercato di proteggere dall’enorme attenzione mediatica che lo accompagna.

        A rendere ancora più interessante il quadro ci aveva pensato qualche mese fa Anna Annunziata, la madre di Gilda, che aveva raccontato pubblicamente il rapporto affettuoso instaurato con De Martino: «Mia figlia Gilda e Stefano si vogliono bene. Lui scherzando mi chiama “suocera” e io lo chiamo “genero”».

        Altro che semplice amico di famiglia.

        «La sua Gilda aspetta un bambino?»: la copertina che scatena il gossip

        Adesso, però, la domanda sulla possibile gravidanza porta inevitabilmente la storia su un altro livello. Perché se l’indiscrezione trovasse conferma, per Stefano De Martino sarebbe il secondo figlio, mentre Gilda Ambrosio diventerebbe mamma per la prima volta.

        Al momento, però, bisogna fermarsi esattamente dove arrivano le informazioni disponibili. Né De Martino né Ambrosio hanno annunciato una gravidanza e la stessa copertina che ha scatenato il caso presenta la notizia sotto forma interrogativa.

        Questo non ha impedito ai fan di cominciare a passare al setaccio fotografie, apparizioni pubbliche e immagini social alla ricerca del particolare rivelatore, in quella sorta di investigazione collettiva che accompagna ormai qualsiasi sospetto di cicogna nel mondo dello spettacolo.

        La curiosità è ulteriormente alimentata dalla crescente riservatezza della coppia. Stefano e Gilda non hanno mai trasformato il loro rapporto in uno spettacolo permanente e proprio questa scelta rende ogni apparizione insieme ancora più osservata.

        E mamma Gilda aveva già promosso Stefano come «genero»

        C’è soprattutto quella frase pronunciata dalla madre della stilista che oggi, alla luce del nuovo gossip, acquista inevitabilmente un sapore diverso. «Lui mi chiama “suocera” e io lo chiamo “genero”» non certificava naturalmente progetti matrimoniali o familiari, ma raccontava quanto De Martino fosse già entrato nella quotidianità della famiglia Ambrosio.

        E mentre il gossip si domanda se il passo successivo possa essere davvero un figlio, Stefano continua a vivere uno dei momenti professionalmente più intensi della propria carriera. Affari Tuoi lo ha consacrato come uno dei volti centrali della Rai e all’orizzonte c’è Sanremo, appuntamento capace da solo di trasformare qualsiasi conduttore nel personaggio televisivo più osservato del Paese.

        Questa volta, però, il Festival può aspettare. Almeno per gli appassionati di cronaca rosa, la domanda del momento è un’altra: Stefano De Martino sta davvero per diventare papà per la seconda volta?

        Per scoprirlo servirà una conferma dei diretti interessati. Nel frattempo, dopo il «genero» pronunciato da mamma Anna, il gossip ha già fatto il passo successivo e comincia a chiedersi se per lei non sia in arrivo anche un nuovo titolo: quello di nonna.

          Continua a leggere

          Speciale Uomini e Donne

          Alessandra Mussolini scatenata a Uomini e Donne: «Ogni tanto una botta di tronista ci vuole.» Il marito è avvisato

          L’ex parlamentare scherza anche sulla possibile reazione del marito Mauro Floriani davanti a una sua avventura sul trono: «Il matrimonio? Uno deve essere più elastico». E sulla chiamata di Maria De Filippi non ha dubbi: «È stata una cosa meravigliosa».

          Avatar photo

          Pubblicato

          il

          Autore

          Alessandra Mussolini

            Alessandra Mussolini opinionista a Uomini e Donne? Troppo poco. Dopo aver conquistato l’ultima edizione del Grande Fratello Vip, l’ex parlamentare è approdata nello studio di Maria De Filippi e sembra essersi ambientata con una rapidità impressionante. Tanto che, se dipendesse da lei, dalla poltrona laterale passerebbe volentieri a quella più ambita del programma: il trono.

            A confessarlo è stata la stessa Mussolini durante l’intervista a Verissimo, dove ha raccontato con il consueto entusiasmo la sua nuova vita televisiva e soprattutto il divertimento che prova nell’osservare da vicino corteggiamenti, gelosie, ripicche e intrighi del dating show di Canale 5. «Questa chiamata di Maria De Filippi è stata una cosa meravigliosa. Ci sono situazioni, intrighi», ha spiegato.

            Solo che guardare gli altri corteggiarsi, evidentemente, non le basta.

            «Ogni tanto una botta di tronista ci vuole»

            È quando Alessandra Mussolini immagina di cambiare ruolo che l’intervista diventa decisamente più divertente. Perché lei non si limita a dire che le piacerebbe provare il trono, ma confeziona una delle sue frasi destinate a diventare immediatamente titolo: «Avrei però voluto essere tronista per una notte. Ogni tanto una botta di tronista ci vuole. Io nasco tronista».

            E conoscendo il personaggio, viene persino naturale crederle. A Uomini e Donne Mussolini non sembra affatto intenzionata a interpretare la parte dell’opinionista silenziosa che osserva educatamente quello che accade in studio. Il programma vive di caratteri forti, battute, discussioni e persone che difficilmente riescono a tenersi dentro ciò che pensano: praticamente il suo habitat naturale.

            La tentazione del trono, però, presenta un piccolo particolare: Alessandra Mussolini è sposata. Dal 1989 suo marito è Mauro Floriani, con il quale ha avuto tre figli. Una circostanza che renderebbe perlomeno complicata l’improvvisa comparsa di una fila di corteggiatori pronti a contendersela davanti alle telecamere.

            Mussolini, però, ha una soluzione anche per questo.

            E il marito Mauro Floriani? «Uno deve essere più elastico»

            Quando le viene fatto notare che il marito potrebbe non accogliere con particolare entusiasmo l’idea di vederla trasformata in tronista, Alessandra liquida il problema con un’altra battuta: «Il matrimonio? Uno deve essere più elastico».

            Insomma, Mauro Floriani è avvisato. Per ora si tratta naturalmente soltanto di una provocazione televisiva, ma immaginare Alessandra Mussolini sul trono mentre passa in rassegna i suoi aspiranti corteggiatori potrebbe diventare uno di quei siparietti che Maria De Filippi sa trasformare in televisione.

            Del resto, la Mussolini sembra attraversare una fase nella quale ha deciso di concedersi soprattutto il lato più leggero dello spettacolo. Dopo una lunghissima stagione politica, le esperienze televisive hanno progressivamente conquistato uno spazio sempre maggiore nella sua vita pubblica, fino alla vittoria nell’ultima edizione del Grande Fratello Vip e all’approdo a Uomini e Donne.

            Dalla politica al Grande Fratello Vip, ora Alessandra vuole il trono

            È lei stessa a raccontare questa trasformazione senza alcuna nostalgia per i ruoli più istituzionali del passato: «Mi sono divisa in tanti ruoli, in tante cose belle, leggere. Nella vita ci vuole leggerezza».

            E di leggerezza, nello studio di Uomini e Donne, potrebbe trovarne parecchia. La chiamata di Maria De Filippi l’ha entusiasmata proprio perché le permette di entrare in un meccanismo televisivo fatto di sentimenti dichiarati, gelosie, corteggiamenti e inevitabili scontri. Tutto materiale sul quale una personalità come la sua difficilmente resterà in silenzio.

            Per adesso deve accontentarsi di commentare i troni altrui. Ma la candidatura, sia pure scherzosa, è stata depositata pubblicamente: «Io nasco tronista».

            A questo punto manca soltanto Maria De Filippi. E soprattutto resta da capire quanto sia davvero elastico Mauro Floriani.

              Continua a leggere

              Gossip

              Damiano David e Dove Cameron, nozze da star ma a 30 all’ora: dietro l’auto degli sposi esplode la rivolta, «Andate a girare ’sto film da un’altra parte»

              Damiano David e Dove Cameron avanzano verso il matrimonio come in una scena da cinema, ma chi resta imbottigliato alle loro spalle sembra apprezzare molto meno la scenografia. E dalle auto partono imprecazioni decisamente poco nuziali.

              Avatar photo

              Pubblicato

              il

              Autore

                Il matrimonio era internazionale, gli abiti da sogno, Montalcino sembrava trasformato nel set di una commedia romantica e Damiano David e Dove Cameron procedevano verso il loro giorno più bello a bordo di una splendida auto d’epoca. Mancava soltanto la colonna sonora. O forse no, perché a provvedere alla musica ci hanno pensato gli automobilisti rimasti in coda dietro agli sposi.

                Il problema era molto semplice: la meravigliosa vettura scelta dalla coppia per raggiungere Montalcino viaggiava placidamente a circa trenta chilometri orari. Velocità perfetta per farsi ammirare, salutare i curiosi e godersi il panorama della Toscana. Un po’ meno perfetta per chi, alle loro spalle, magari doveva semplicemente arrivare a casa, andare al lavoro o raggiungere un appuntamento senza aver previsto nel programma della giornata di partecipare involontariamente al corteo nuziale di una rockstar.

                Così, mentre davanti si consumava il sogno hollywoodiano, qualche metro più indietro cominciava un film completamente diverso. Più che Pretty Woman, diciamo Fantozzi sulla Cassia.

                Damiano e Dove a 30 all’ora, dietro parte il concerto dei clacson

                L’auto d’epoca avanzava senza fretta e, chilometro dopo chilometro, dietro cominciavano ad accumularsi le vetture. Sorpassare non era semplice e la processione diventava sempre più lunga. Damiano e Dove, davanti, immersi nella loro atmosfera romantica; dietro, gente che probabilmente iniziava a chiedersi perché il destino avesse deciso di inserirla come comparsa non retribuita nel matrimonio dell’anno.

                Finché qualcuno ha perso definitivamente la pazienza.

                «Ma andate a girare ’sto film da un’altra parte!», è stata una delle colorite proteste partite dalla coda.

                Ed è difficile immaginare una fotografia migliore dell’Italia. Da una parte Damiano David, rockstar internazionale, e Dove Cameron, attrice e cantante americana, che attraversano la campagna toscana su una macchina d’altri tempi diretti alle loro nozze. Dall’altra un automobilista bloccato dietro di loro che, evidentemente immune al fascino del red carpet, desidera soltanto superare.

                Hollywood incontra Montalcino. E Montalcino risponde: «Sì, tutto molto bello, però levatevi di mezzo».

                Il matrimonio da favola incontra il traffico reale

                La scena è ancora più divertente proprio perché stride con tutto il resto. Il matrimonio di Damiano e Dove ha avuto gli ingredienti perfetti delle nozze da copertina: il borgo toscano, gli abiti bianchi, gli invitati, i fan, il rito civile e naturalmente l’automobile vintage, accessorio praticamente obbligatorio quando si vuole arrivare davanti al municipio facendo sembrare ogni fotografia un fotogramma cinematografico.

                Solo che le fotografie non hanno fretta. Gli automobilisti sì.

                E soprattutto una fotografia non deve percorrere una strada vera con dietro una fila di persone che non possono sorpassare. Così l’arrivo romantico ha prodotto involontariamente una seconda cerimonia, molto meno elegante, celebrata a colpi di clacson e commenti dal finestrino.

                D’altra parte, anche questo ha il suo fascino. Si può essere famosi in mezzo mondo, avere milioni di follower, sposarsi in uno dei luoghi più belli d’Italia e trasformare Montalcino per qualche ora nel centro del gossip internazionale. Ma se vai a trenta all’ora e quello dietro non riesce a passare, resti semplicemente quello che sta facendo coda.

                «Andate a girare ’sto film da un’altra parte»

                La frase dell’automobilista merita probabilmente di entrare tra i ricordi non ufficiali del matrimonio. Perché, senza volerlo, ha centrato perfettamente l’effetto della scena.

                Agli occhi di chi incontrava l’auto degli sposi, infatti, poteva davvero sembrare che qualcuno stesse girando un film: la vettura d’epoca, la coppia celebre, il borgo medievale sullo sfondo e quell’andatura studiata che permetteva di assaporare ogni metro dell’arrivo. Soltanto che non c’erano transenne a bloccare il traffico e, soprattutto, gli altri protagonisti della strada non avevano ricevuto il copione.

                Damiano e Dove avranno probabilmente conservato dell’arrivo a Montalcino un ricordo romanticissimo. Qualche automobilista toscano, invece, ricorderà soprattutto quella maledetta macchina a trenta all’ora.

                In fondo è stato il più italiano dei benvenuti possibili. Damiano David può conquistare l’America, sposare Dove Cameron e arrivare alle nozze come un divo degli anni Cinquanta. Ma sulla strada per Montalcino esiste una legge superiore persino alla celebrità: se dietro hai formato la coda, prima o poi qualcuno ti manda a quel paese.

                  Continua a leggere
                  Advertisement

                  Ultime notizie