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Gossip

Giulia De Lellis è incinta: Tony Effe sarà papà (e spunta il pancione a Como)

Dopo mesi di rumor, arriva la conferma: Giulia De Lellis è in dolce attesa. Il bimbo (o bimba?) nascerà in autunno, ma intanto lei e Tony Effe si godono una fuga romantica a Cernobbio, tra tenerezze e fotografie strategiche. Un amore da copertina nato solo un anno fa, tra concerti, fashion week e una giacca prestata che diceva già tutto.

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    Il pancione c’è, anche se per ora si intravede. Ma abbastanza da far tacere i rumor e lasciare spazio all’evidenza: Giulia De Lellis è incinta, e Tony Effe sta per diventare papà. La notizia – che nelle ultime settimane aveva cominciato a correre tra social e redazioni – viene confermata dal settimanale Chi, che pubblica le prime immagini della coppia in versione “nuova famiglia in costruzione”.

    La location è quella delle occasioni speciali: Villa d’Este, a Cernobbio, sul lago di Como. Una Pasqua lontana dai riflettori milanesi, ma non dalle fotocamere. Lui gioca a golf – la sua seconda passione dopo la trap –, lei si concede qualche scatto tra giacca oversize e maglietta sollevata ad arte, lasciando intravedere le prime rotondità della gravidanza. “Siamo ai primissimi mesi”, scrive il settimanale diretto da Alfonso Signorini, “e il sesso del nascituro non è ancora noto”.

    Una conferma che arriva dopo una storia d’amore lampo ma densissima. Giulia e Tony – all’anagrafe Nicolò Rapisarda – si sono avvicinati nell’estate del 2024. Lei reduce dalla relazione con Carlo Gussalli Beretta, lui fresco di rottura con Taylor Mega. Le prime uscite pubbliche sono datate giugno, durante il concerto di Geolier a Napoli. Poi gli indizi (volutamente) seminati: la giacca di Tony sulle spalle di Giulia al matrimonio di Cecilia Rodriguez, il viaggio in Puglia a Borgo Egnazia, gli avvistamenti alla Milano Fashion Week, e quelle storie su Instagram che lasciavano poco spazio al dubbio: “La mia ragione di vita”, scriveva lui. Cuoricini e feed da copione, ma il feeling sembrava autentico.

    Poi le solite voci: crisi lampo, proposte di matrimonio, foto smentite e sguardi che parlano più delle didascalie. Ma questa volta niente gossip preventivo: la gravidanza è reale, le immagini parlano chiaro, e la coppia non smentisce.

    Ora non resta che aspettare l’autunno, quando la De Lellis – da sempre dichiaratamente desiderosa di diventare madre giovane – potrà stringere il suo primo figlio tra le braccia.
    E Tony Effe, da re dei live a papà in erba, potrà aggiungere una nuova rima alla sua discografia: quella della paternità.

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      Gossip

      Cerno, festa milanese per i 51 anni tra party-giani, assenze politiche e la scena rubata da Barbara D’Urso

      Alla festa per i 51 anni di Tommaso Cerno spunta solo Licia Ronzulli dal fronte politico, mentre il parterre si popola di figure note del sottobosco mediatico. A catalizzare l’attenzione è Barbara D’Urso, in Dolce & Gabbana, con una promessa che sa di teaser mediatico.

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        Gran raduno mondano ieri sera alla casa milanese di Tommaso Cerno, che ha celebrato il suo 51esimo compleanno circondato da un parterre più mediatico che politico. Tra i presenti, l’avvocatessa Annamaria Bernardini De Pace e l’ex “papessa” Francesca Immacolata Chaouqui, mentre dal fronte della politica si è vista solo Licia Ronzulli, a conferma di un clima più da salotto televisivo che da retropalco parlamentare.

        A rubare la scena, però, ci ha pensato Barbara D’Urso, stretta in un abitino firmato Dolce & Gabbana, capace di catalizzare l’attenzione dei presenti come ai tempi d’oro del prime time. La conduttrice, tra una battuta e l’altra, avrebbe deliziato gli ospiti annunciando che, dopo Fabrizio Corona, anche lei sarebbe pronta a “tirare fuori qualche vecchia magagna”. Una frase che, detta in quel contesto, suona come una promessa di nuovi capitoli nella lunga saga del racconto mediatico a colpi di rivelazioni, allusioni e vendette post-televisive.

        La serata, più che una festa privata, ha assunto i contorni di un micro-evento mondano: un incrocio tra giornalismo, televisione e quel sottobosco di relazioni, rivalità e retroscena che da sempre alimenta la narrazione pubblica. E in un contesto così, bastano poche parole per accendere nuove attese, sospetti e, inevitabilmente, future polemiche.

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          Gossip

          Aurora Ramazzotti scherza sullo psicologo, Michelle Hunziker ci resta male: siparietto social tra ironia e recita

          Aurora Ramazzotti pubblica un siparietto ironico sul rapporto con la madre e la terapia, Michelle Hunziker reagisce con una battuta piccata. Il confine tra confidenza autentica e contenuto costruito torna a farsi sottile.

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            Un breve video su Instagram, una frase apparentemente innocua, una reazione immediata: il risultato è il solito mini-caso social. Aurora Ramazzotti racconta davanti alla telecamera: «Allora mia madre mi sta accompagnando dallo psicologo, la parte più importante della mia settimana. Grazie mamma, ci vado anche per colpa tua».

            La risposta di Michelle Hunziker arriva a caldo e senza filtri: «Ma come? Sei una pirla! Perché mi dici queste cose che poi non dormo la notte?». Un botta e risposta che, in pochi secondi, trasforma una dinamica privata in intrattenimento pubblico.

            Tra confidenza e spettacolo
            Il siparietto gioca su un terreno ambiguo: la terapia come elemento di racconto personale, il rapporto madre-figlia come materiale narrativo, l’autoironia come scudo. È il linguaggio dei social, dove il privato diventa contenuto e il contenuto deve, per forza, funzionare.

            La reazione della madre
            La Hunziker appare genuinamente colpita dalla battuta, almeno nel tono del video. La frase «poi non dormo la notte» suggerisce una sensibilità reale, ma è impossibile stabilire dove finisca la spontaneità e dove inizi la consapevolezza di essere davanti a una telecamera.

            Recita per i webeti?
            Il dubbio resta: scena autentica o micro-sketch costruito per strappare commenti e engagement? Nel teatro dei social, la linea tra realtà e performance è sempre più sottile. E anche la psicoterapia, da esperienza personale, diventa materia narrativa, battuta, meme. Forse è solo intrattenimento. Forse no.

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              Personaggi

              «Gerry non ci ha mai provato con me né con le altre»: l’ex letterina Cristina Cellai smentisce Corona e parla di “bugie senza prove”

              L’ex protagonista di Passaparola smonta le accuse rilanciate da Fabrizio Corona su Gerry Scotti e punta il dito contro un racconto riesumato a distanza di vent’anni.

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                «Posso dire che Gerry non solo non ci ha mai provato con me, ma neanche con le altre mie colleghe». Cristina Cellai, ex letterina di Passaparola per una sola stagione, interviene senza giri di parole per smentire il racconto rilanciato da Fabrizio Corona, secondo cui Gerry Scotti avrebbe avuto relazioni con “oltre 30 letterine”.

                La smentita netta
                Una versione che Cellai definisce apertamente falsa. «Ho scritto a Corona… ma non mi ha risposto. Da lui tutte bugie», racconta, sottolineando come quelle affermazioni non trovino riscontri né testimonianze dirette. «Non capisco poi il senso di tirare fuori questa roba dopo 20 anni, se uno non ha le prove».

                Il sospetto di un secondo fine
                Nel suo intervento, l’ex letterina va oltre la smentita personale e prova a leggere il contesto mediatico. «Credo che punti a colpire altre persone. Penso a Silvia Toffanin, che sta con Pier Silvio Berlusconi, o Ilary Blasi. Penso abbia un secondo fine». Un sospetto che sposta l’attenzione dal passato televisivo alle dinamiche attuali del racconto pubblico, fatto di nomi pesanti e inevitabili riverberi.

                La posizione di Scotti
                Sulla vicenda è intervenuto anche lo stesso Scotti, che ha respinto ogni accusa parlando di «menzogne dette per ragioni di lucro». Una definizione che fotografa il clima in cui certe storie vengono riesumate, amplificate e rilanciate, spesso senza elementi nuovi a sostenerle.

                Il quadro che emerge è quello di un racconto costruito a distanza di decenni, privo di prove documentali e smentito da chi quel programma lo ha vissuto dall’interno. Un cortocircuito mediatico che mostra, ancora una volta, quanto il confine tra rivelazione e insinuazione diventi fragile quando il passato viene usato come arma nel presente.

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