Gossip
Il valzer delle coppie: Antonella Fiordelisi ora “balla” con l’ex della Gregoraci
Antonella Fiordelisi e Giulio Fratini sono ufficialmente una coppia. Dopo le prime voci, i due sono stati paparazzati a Firenze, confermando la loro relazione. Scopriamo tutti i dettagli della nuova storia d’amore, il passato dei protagonisti e cosa ci riserverà questa coppia dello showbiz.
Antonella Fiordelisi, ex campionessa di scherma e protagonista del Grande Fratello Vip 2022, ha un nuovo amore. Si tratta di Giulio Fratini, manager 33enne e ex compagno di Elisabetta Gregoraci. La coppia è stata recentemente fotografata dal settimanale Chi a Firenze, dove sono stati avvistati mentre uscivano da un hotel di proprietà di Fratini. Le immagini, che mostrano complicità, sorrisi e affiatamento, non lasciano spazio a dubbi: è ufficiale!
Sentori già nell’aria da un po’
La notizia ha suscitato molta curiosità, anche perché la relazione tra i due era già nell’aria da qualche mese, alimentata da voci e indiscrezioni. Tuttavia, le foto che li ritraggono insieme, sorridenti e a loro agio davanti ai flash, mettono fine alle speculazioni e confermano la loro unione. Una coppia che, sebbene non abbia mai cercato di nascondersi, ha finalmente deciso di ufficializzare il legame con un’apparizione pubblica.
Il passato di Giulio Fratini e Antonella Fiordelisi: storie d’amore precedenti
Giulio Fratini non è nuovo al mondo delle cronache rosa. Prima di iniziare questa relazione con Antonella Fiordelisi, aveva avuto una lunga storia con Elisabetta Gregoraci, ex moglie di Flavio Briatore. La loro relazione, pur mantenuta discreta, aveva attirato l’attenzione dei paparazzi, soprattutto durante le vacanze estive insieme. Dopo la fine di questa relazione, Fratini è stato accostato brevemente a nomi noti come Roberta Morise e Raffaella Fico, ma sembra che ora abbia trovato una nuova stabilità al fianco di Antonella.
Tutto alle spalle, aprendosi al futuro
Antonella Fiordelisi, invece, ha alle spalle una storia sentimentale con Edoardo Donnamaria, conosciuto al Grande Fratello Vip 2022. La coppia, ribattezzata “Donnalisi” dai fan, ha avuto alti e bassi e si è separata nel 2023, soprattutto a causa delle tensioni legate all’uso eccessivo dei social da parte di Antonella, che aveva messo in crisi il rapporto. Dopo questa separazione, Antonella sembra aver trovato nuovamente l’amore con Giulio Fratini, pronto a lasciarsi alle spalle il passato e vivere una relazione più serena e stabile.
Antonella Fiordelisi e Giulio Fratini: tra amore e carriera
La relazione tra Antonella Fiordelisi e Giulio Fratini non è solo una storia d’amore, ma anche un passo verso una nuova fase della vita per entrambi. Antonella, dopo la fine della sua relazione con Edoardo Donnamaria, sembra aver trovato un equilibrio più sano lontano dalle polemiche che avevano segnato la sua passata storia d’amore. Il legame con Giulio, pur essendo ancora giovane, appare solido e sereno, tanto che i due non si sono nascosti mai veramente dai riflettori, anzi, ora hanno scelto di uscire allo scoperto.
Giulio Fratini, dal canto suo, è un uomo che ha sempre cercato di mantenere un basso profilo, ma la sua visibilità nel mondo dello spettacolo è aumentata grazie alle sue storie d’amore con donne famose. Con Antonella, sembra essere più aperto e pronto a godersi la relazione senza troppe riservatezze, forse anche perché ha trovato una persona con cui sentirsi davvero a suo agio.
Cosa aspettarsi dal futuro della coppia?
Con il tempo, la relazione tra Antonella Fiordelisi e Giulio Fratini potrebbe diventare uno dei nuovi gossip più seguiti dello showbiz italiano. Sebbene entrambi abbiano avuto storie precedenti abbastanza pubbliche, il loro legame sembra essere diverso, più maturo e lontano dalle polemiche. I fan e i curiosi seguiranno con attenzione ogni nuova apparizione della coppia, sperando di scoprire altre sfumature del loro amore. Se la relazione continuerà su questa strada, non è da escludere che i due diventino una delle coppie più stabili e chiacchierate del panorama italiano.
Un duetto da seguire
Antonella Fiordelisi e Giulio Fratini sembrano essere una delle nuove coppie del momento, destinate a far parlare di sé. Dopo mesi di voci e speculazioni, le foto ufficiali hanno finalmente confermato la loro relazione. Entrambi con un passato sentimentale alle spalle, hanno deciso di voltare pagina e di vivere il presente insieme. Cosa riserverà il futuro per questa coppia? Sarà interessante seguire i prossimi sviluppi della loro storia, tra affari, amore e inevitabili riflettori mediatici.
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Gossip
Cristiano Cucchini rompe il silenzio su Raoul Bova: “Dicevano che lo sceglievo perché ci andavo a letto”
Cristiano Cucchini ricostruisce l’origine dei rumors sul suo rapporto con Raoul Bova e liquida tutto con una battuta diventata proverbiale: “Se fosse stato vero, avrei dovuto scegliere mezza Roma”.
Certe voci non muoiono mai, semplicemente tornano a galla a intervalli regolari. Cristiano Cucchini, agente storico di molti attori, ha deciso di chiarire una volta per tutte un pettegolezzo che lo accompagna da oltre trent’anni e che riguarda il suo rapporto con Raoul Bova. Una storia che nasce negli anni ’90, quando Bova era reduce dal successo de La Piovra e il suo nome cominciava a pesare davvero nel panorama della fiction italiana.
Cucchini racconta l’episodio con precisione quasi chirurgica. Dopo La Piovra, si reca in Rai per un progetto e, durante una riunione, gli viene chiesto quale attore sceglierebbe per una nuova fiction destinata alla messa in onda. La risposta è immediata: Bova. È in quel momento che qualcuno, senza troppi giri di parole, insinua che quella scelta non sia professionale ma personale.
L’origine del pettegolezzo negli anni ’90
“Qualcuno – non ricordo nemmeno chi – mi disse che avevo fatto il nome di Bova perché ci andavo a letto”, racconta Cucchini. Un’accusa buttata lì, con la leggerezza tipica di certi ambienti, ma sufficiente a trasformarsi in voce di corridoio e poi in leggenda metropolitana. Una di quelle frasi che non hanno bisogno di prove per circolare.
La replica, però, è rimasta impressa quanto l’insinuazione. Cucchini racconta di aver risposto senza scomporsi: “Se lo avessi scelto per questo, avrei dovuto scegliere mezza Roma”. Una battuta secca, ironica, ma anche definitiva, che smonta il pettegolezzo con una risata e lo riporta alle sue reali dimensioni.
Professionalità contro malizia
Nel racconto dell’agente c’è soprattutto la fotografia di un’epoca in cui il confine tra vita privata e scelte professionali veniva spesso sporcato da allusioni gratuite. Bova, in quel momento, era semplicemente uno degli attori più credibili e promettenti del panorama televisivo. Indicarlo come scelta naturale per una fiction non aveva nulla di sorprendente, se non per chi cercava altro sotto la superficie.
Cucchini non indulge in vittimismo né in recriminazioni. Si limita a ricostruire i fatti e a ricordare come certi meccanismi funzionino da sempre allo stesso modo: un nome forte, un agente influente, una frase sussurrata e il gioco è fatto.
Una voce che ritorna ciclicamente
Il fatto che questo pettegolezzo torni a circolare ancora oggi dice molto sulla sua natura. Non è una notizia, non è uno scandalo, ma una vecchia insinuazione che riemerge quando il nome di Raoul Bova torna al centro dell’attenzione mediatica. E ogni volta trova qualcuno disposto a riprenderla senza chiedersi da dove nasca davvero.
Con poche parole, Cucchini chiude il cerchio e rimette la storia nel suo contesto: quello di una battuta infelice trasformata in leggenda. Il resto, come spesso accade, è solo rumore.
Personaggi
Paul Mescal e Gracie Abrams, amore allo scoperto: le foto su Instagram che raccontano due anni insieme
Dalle fototessere in cabina agli abbracci negli stadi vuoti fino ai pomeriggi sugli spalti del baseball: Gracie Abrams celebra su Instagram una relazione lunga due anni con Paul Mescal.
La domanda circolava da mesi, alimentata da avvistamenti, silenzi e qualche apparizione calibrata: Paul Mescal e Gracie Abrams stanno insieme ufficialmente? Ora la risposta è arrivata, senza comunicati né interviste esclusive, ma nel modo più contemporaneo possibile: un carosello di fotografie su Instagram.

È stata proprio Gracie Abrams a scegliere il suo profilo social per condividere una serie di scatti che non lasciano spazio a interpretazioni. Immagini intime, quasi domestiche, che raccontano una storia lontana dal clamore: fototessere scattate in una cabina, abbracci negli stadi vuoti, pomeriggi passati sugli spalti a guardare una partita di baseball. Un racconto per frammenti che celebra due anni d’amore senza bisogno di dichiarazioni ufficiali.
Lui star del cinema, lei regina delle classifiche
Paul Mescal è oggi uno degli attori più gettonati della sua generazione. Dalla consacrazione internazionale ai grandi set cinematografici, la sua carriera corre veloce e sotto i riflettori. Gracie Abrams, dall’altra parte, ha scalato le classifiche mondiali costruendo una fanbase solida e trasversale, grazie a un pop intimo e autobiografico che parla soprattutto alle nuove generazioni.
Due percorsi diversi, ma compatibili, che sembrano essersi incontrati lontano dal red carpet. Ed è proprio questa normalità a colpire nelle immagini condivise: nessuna posa studiata, nessun evento glamour, solo momenti rubati alla routine.
Una conferma senza proclami
Il post non è accompagnato da lunghe didascalie né da dichiarazioni solenni. Le fotografie parlano da sole e sembrano suggerire una scelta precisa: rendere pubblico ciò che, di fatto, esiste da tempo, senza trasformarlo in uno spettacolo. Due anni insieme, raccontati con leggerezza e misura, lontano dalle logiche dell’ufficializzazione forzata.
In un’epoca in cui le relazioni delle celebrity vengono spesso annunciate come lanci promozionali, Mescal e Abrams scelgono un’altra strada. Più discreta, più coerente con l’immagine che entrambi hanno costruito.
Social come album privato
Il risultato è un album sentimentale condiviso con milioni di follower, che funziona proprio perché non cerca l’effetto virale. È la quotidianità a fare notizia: sedersi sugli spalti, ridere in una cabina fotografica, abbracciarsi quando non c’è nessuno a guardare.
La conferma, a questo punto, è tutta qui. E forse è proprio questo il segnale più forte: una storia importante raccontata senza alzare la voce.
Personaggi
“I miei fan? Stupidi”: Fabrizio Corona lo dice in tv. E a questo punto dobbiamo credergli
In un’intervista alla televisione svizzera, Fabrizio Corona definiva “stupidi” i suoi stessi follower, spiegando che il guadagno nasce dal vendere contenuti a chi lo segue senza spirito critico. Una dichiarazione che oggi suona come una confessione.
Che Fabrizio Corona non abbia mai avuto particolare stima del suo pubblico non è una novità. La differenza, questa volta, è che lo ha detto lui. Senza filtri, senza ambiguità, senza nemmeno la solita ironia di copertura. Un anno fa, intervistato dalla televisione svizzera, Corona spiegava con brutalità chirurgica come funziona il suo rapporto con i follower. E il ritratto che ne usciva non era lusinghiero.
“I numeri li fai guadagnando, vendendo agli stupidi che ti seguono”, diceva. Poi affondava il colpo: “Perché la maggior parte delle persone che seguono questa cosa, la massa, sono tutti stupidi”. Non haters, non critici, non avversari. I suoi. I fan. Quelli che cliccano, pagano, condividono.
La teoria Corona: massa, numeri, incassi
Nessuna invettiva emotiva, nessuno scatto d’ira. Al contrario: Corona parlava con la calma di chi sta spiegando un modello di business. Secondo la sua visione, il successo non nasce dal contenuto, ma dal meccanismo. Più la massa è acritica, più è monetizzabile. Più è rumorosa, più produce valore economico.
Una dichiarazione che ribalta la retorica classica dell’influencer riconoscente al proprio pubblico. Qui non c’è gratitudine, non c’è comunità. C’è un mercato. E dall’altra parte del bancone, parole sue, ci sono “stupidi”.
Quando la confessione vale più dell’accusa
La cosa interessante è che non siamo davanti a un’accusa mossa da terzi, né a un’inchiesta, né a una ricostruzione ostile. È una definizione auto-inflitta. Se lo dice Corona, verrebbe da pensare, perché non dovremmo credergli? In fondo è sempre stato il primo a rivendicare lucidità, cinismo, capacità di leggere il sistema mediatico meglio degli altri.
Il punto, semmai, è un altro: quanti di quelli che oggi lo seguono, lo difendono, lo rilanciano, hanno ascoltato davvero quelle parole? E quanti, ascoltandole, hanno deciso che andava bene lo stesso?
Il cortocircuito perfetto
Il paradosso è tutto qui. Corona costruisce consenso dicendo apertamente di disprezzarlo. E il consenso non solo regge, ma cresce. È il cortocircuito definitivo del personaggio: dire la verità più scomoda possibile e scoprire che non cambia nulla. Perché la macchina, una volta avviata, non ha più bisogno di rispetto reciproco.
Alla fine resta una frase che pesa come un macigno e che oggi, riascoltata, suona meno come una provocazione e più come un manifesto. I fan? Stupidi. Se lo dice lui, forse, conviene smettere di far finta di niente.
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