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Gossip

La bordata di Noemi Bocchi in “poesia” sulle presunte menzogne di Ilary

Noemi Bocchi si da ai componimenti pseudo-poetici sui social, velando attraverso parole evocative un preciso messaggio alla sua “rivale” Ilary Blasi. Non sarebbe più semplice dirsi le cose con il classico atteggiamento del “pane al pane, vino al vino”?

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    L’attuale fidanzata del “pupone” Totti, Noemi Bocchi, ha pubblicato una poesia sul suo profilo Instagram. Leggendola, appare chiaro che si tratti di una risposta indiretta alle dichiarazioni di Ilary Blasi, l’ex moglie del capitano giallorosso.

    Condivisione a sua insaputa

    Il riferimento è alle parole della Blasi contenute nel suo docufilm Ilary che hanno fatto discutere, sollevando l’attenzione del pubblico e pure quello di Noemi. Durante un’intervista contenuta nel progetto, alla specifica domanda su eventuali sentimenti di gelosia nei confronti dell’ex marito Francesco Totti, Ilary risponde: “Non sono mai stata gelosa. Ho sposato Francesco e ho sposato il capitano della Roma. L’ho sempre condiviso con tutti, ora ho scoperto anche in altri sensi…”. Un riferimento pungente e chiaro ai tradimenti del suo ex, che hanno messo una pietra tombal sul loro matrimonio.

    La Bocchi si cimenta con la scrittura

    Noemi pare non avere affatto gradito quelle parole sibilline, per le quali si è sentita tirata in causa, visto che la sua poesiola ha tutta l’aria di essere una frecciatina bella e buona. Ecco il testo della poesia “Cara donna, Quella felicità che provi a gridare… non si chiama felicità ma TRISTEZZA! La FELICITÀ è un qualcosa che ti travolge… non ti lascia il tempo di pensare male, di parlare male, di dar fastidio agli altri. Ti PRENDE e ti porta via con sé in un mondo fatto di perdono, in un mondo dove gli altri sono solo colori di primavera. Lasciati andare, prova ad aprire il tuo cuore e il treno di quella felicità vera arriverà anche per te. Non perder tempo a costruire la vita che ti rimane sulla menzogna. Deponi le armi, prova a rilassarti, prendi quel treno e siediti. Fatti portare dove i tuoi sogni diventeranno realtà! Buona fortuna”.

    Il post di Noemi Bocchi

    Lo capirebbe anche un bambino

    Sebbene non contenga riferimenti diretti, il “componimento” (sul valore poetico del quale si piò tranquillamente glissare) ha immediatamente scatenato il dibattito sui social. Svariati utenti hanno letto una frecciatina diretta alla Blasi, una sorta di invito a lasciarsi alle spalle il passato e a non soffermarsi sul rancore o sulle accuse pubbliche.

    Più avvincente di una telenovela in tv

    Noemi e Ilary, per ovvii motivo, sono costantemente al centro delle cronache per il delicato triangolo sentimentale che ha coinvolto Totti. Da un lato, Ilary continua a raccontare la sua verità attraverso svariate interviste e, soprattutto, con i docufilm; dall’altro, Noemi sembra prediligere un approccio più velato e poetico, ma altrettanto incisive. La cosa interessante è capire se la Blasi risponderà allo scritto della Bocchi o meno. Di sicuro si continua a discutere su una separazione che è diventata – tra rolex, borsette, corna e prese per i fondelli – più avvincente di una telenovela brasiliana.


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      Personaggi

      Kendall Jenner rompe la tradizione: “I miei figli non avranno un nome che inizi con la K”

      La supermodella guarda al futuro senza fretta di diventare madre e prende le distanze da uno dei simboli più riconoscibili della dinastia Kardashian-Jenner

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      Kendall Jenner

        Kendall Jenner non ha alcuna intenzione di affrettare i tempi per diventare madre, ma quando immagina il suo futuro da genitore una cosa è già chiara: i suoi figli non porteranno un nome che inizi con la lettera K. Una scelta che può sembrare marginale, ma che in realtà rappresenta una presa di posizione netta rispetto a una delle tradizioni più iconiche della sua famiglia.

        In diverse interviste, la modella ha raccontato di avere già una lista di nomi che le piacciono, tutti lontani dall’iniziale che accomuna quasi tutti i membri del clan Kardashian-Jenner. Kendall ha spiegato di apprezzare i nomi semplici, equilibrati, facili da pronunciare e da portare nella vita quotidiana, senza l’obbligo di essere immediatamente riconoscibili o “brandizzati”.

        La lettera K, infatti, è diventata nel tempo un vero e proprio marchio di famiglia. Tutto ha avuto inizio con Kris Jenner, matriarca e manager del clan, che ha dato ai figli avuti da Robert Kardashian i nomi Kourtney, Kim, Khloé e Rob (unica eccezione). Successivamente, con Bruce Jenner — oggi Caitlyn — sono arrivate Kendall e Kylie, consolidando definitivamente l’identità alfabetica della famiglia.

        Quella che inizialmente era una scelta personale è diventata col tempo un elemento distintivo potentissimo, capace di rafforzare l’immagine del brand Kardashian-Jenner nell’industria dell’intrattenimento. La K è diventata sinonimo di visibilità, successo e riconoscibilità globale, alimentata da reality show, social media e imperi imprenditoriali.

        Proprio per questo, Kendall ha spesso manifestato un rapporto più ambivalente con la fama rispetto alle sorelle. Pur essendo una delle top model più richieste al mondo, ha sempre cercato di mantenere una maggiore riservatezza sulla sua vita privata. La decisione di non proseguire la tradizione dei nomi con la K va letta anche in questa chiave: il desiderio di offrire ai propri figli un’identità meno esposta e meno legata a un’eredità mediatica già scritta.

        Kendall ha anche espresso una certa diffidenza verso i nomi troppo ricercati o volutamente eccentrici, sempre più diffusi tra le celebrità. Secondo la modella, un nome dovrebbe accompagnare una persona per tutta la vita senza diventare un peso o un’etichetta. Una visione che contrasta con la tendenza, spesso spettacolarizzata, a scegliere nomi pensati più per stupire che per durare nel tempo.

        La sua posizione non rappresenta una rottura polemica con la famiglia, ma piuttosto una naturale affermazione di individualità. In un contesto in cui l’identità è spesso costruita come prodotto, Kendall Jenner rivendica il diritto alla semplicità e alla scelta personale.

        Rinunciare alla K, in questo senso, non è solo una questione di lettere, ma un modo per segnare un confine simbolico tra ciò che è stato e ciò che verrà. Una dichiarazione silenziosa ma chiara: anche nella famiglia più famosa del mondo, non tutte le tradizioni sono destinate a continuare.

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          Personaggi

          Gabriel Garko a Verissimo, la rivelazione che spiazza tutti: «Mi sono sposato due anni fa» e la vita pubblica “da fiction”

          Nel salottino di Silvia Toffanin, Gabriel Garko arriva per parlare del film Colpa dei sensi con Anna Safroncik. Poi lascia tutti interdetti: racconta un matrimonio celebrato in Comune e tenuto nascosto, rivendicando la distanza tra immagine pubblica e vita privata.

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            L’ingresso è quello di sempre: sorriso controllato, tono lieve, promozione di un nuovo progetto. Gabriel Garko torna a Verissimo per presentare Colpa dei sensi, film che lo vede protagonista insieme ad Anna Safroncik. Ma l’intervista prende una piega inattesa quando l’attore decide di aprire una parentesi personale rimasta chiusa fino a oggi.

            La frase arriva senza preparazione, quasi come se fosse un dettaglio qualunque, e invece riorganizza tutta la conversazione: «Mi sono sposato due anni fa. Ho due anelli, uno di fidanzamento e uno da matrimonio. La mia vita pubblica è stata una fiction, con storie d’amore inventate come quella con Eva Grimaldi». È una dichiarazione che suona come uno strappo netto tra ciò che è stato raccontato e ciò che, per scelta, è rimasto fuori scena.

            Gli anelli e il confine tra pubblico e privato
            Il particolare dei due anelli non è un vezzo da salotto: diventa un segnale visibile, concreto, di un cambiamento di postura. Garko, nello stesso passaggio, spiega di aver protetto con cura ciò che contava davvero: «Sono sempre stato molto attento, perché le mie storie vere le ho tenute per me». E, parlando del passato, cita anche relazioni come quella con Manuela Arcuri, a conferma di quanto la sua vita sentimentale sia stata, negli anni, un terreno continuamente osservato e interpretato.

            Il matrimonio tenuto nascosto, fino all’ultimo
            A sorprendere non è solo l’esistenza delle nozze, ma il modo in cui sono state organizzate. Nessun annuncio, nessuna anticipazione, nessuna comunicazione “di rito”. «Quando ho preso questa decisione ho organizzato tutto affinché non uscisse la notizia. Era il 2 dicembre, non l’ho comunicato a nessuno, neanche alla mia famiglia. Glielo abbiamo detto il giorno stesso». Parole che raccontano un’intimità gestita come una cassaforte: non per mistero, ma per controllo.

            Una cerimonia in Comune, “in quattro”
            Anche il rito, a suo dire, è stato ridotto all’essenziale, volutamente blindato: «Eravamo in quattro in Comune, soli». Una scelta che chiude il cerchio con l’idea di “fiction” evocata dall’attore: se per anni la narrazione pubblica ha prodotto trame e personaggi, qui la scena viene svuotata, resa minima, quasi invisibile. E proprio per questo, paradossalmente, più potente.

            In studio l’effetto è immediato: la promozione del film resta sullo sfondo e il racconto personale diventa notizia, perché ribalta anni di etichette e di copioni. Non c’è rivalsa, però: c’è la calma di chi decide, finalmente, cosa far entrare nel campo visivo.

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              Personaggi

              Alba Parietti e Fabio Adami, incontro a sorpresa alla Stazione Centrale: abbracci, sguardi e un ritorno che profuma di romanzo

              Alla Stazione Centrale di Milano Alba Parietti e Fabio Adami vengono visti insieme in atteggiamenti intimi. La loro storia era nata su un treno e oggi il copione sembra ripetersi. Lei nega qualsiasi ritorno di fiamma, mentre intorno alla showgirl continuano a circolare voci su un nuovo accompagnatore.

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                A volte la realtà sceglie traiettorie narrative che sembrano scritte apposta per essere raccontate. Alla Stazione Centrale di Milano, nella sala vip riservata ai passeggeri più discreti, sono stati avvistati Alba Parietti e il suo ex Fabio Adami. Non un incontro frettoloso, ma abbracci, sorrisi ravvicinati, quei gesti che difficilmente passano inosservati a chi sa guardare.

                Il dettaglio che accende l’immaginazione è uno solo, ma pesa come un simbolo: la loro storia era iniziata proprio in treno. E ora, a distanza di tempo, i due si rincontrano ancora una volta tra binari, partenze e ritorni. Un cerchio che si chiude o forse che prova a riaprirsi, come in un romanzo sentimentale dal finale ancora incerto.

                Chi conosce bene Fabio Adami racconta che non si sarebbe mai davvero rassegnato alla fine della relazione. Un legame che, almeno da parte sua, non si sarebbe mai del tutto sciolto. Di tutt’altro segno le voci che riguardano Alba Parietti, che negli ultimi mesi è stata spesso descritta come tutt’altro che sola. Si fantastica infatti di un accompagnatore affascinante e complice, con cui la showgirl sarebbe stata vista a Courmayeur e in alcune feste esclusive, tra sguardi d’intesa e una presenza costante, mai ufficializzata.

                La linea scelta da Alba Parietti, almeno per ora, è quella della massima prudenza. Secondo quanto filtra, avrebbe chiesto ad alcuni amici direttori di giornali di non pubblicare fotografie e di smorzare ogni interpretazione romantica. La versione ufficiale è netta: nessun ritorno di fiamma, nessun risvolto sentimentale, solo un incontro civile e affettuoso tra due persone che hanno condiviso una parte importante della loro vita.

                Resta però quell’immagine alla Stazione Centrale, difficile da archiviare come una semplice casualità. Abbracciarsi lì, proprio lì, non è un gesto neutro. E mentre le smentite provano a raffreddare il racconto, la suggestione resta sospesa tra un passato che non smette di bussare e un presente che, almeno a parole, continua a guardare altrove.

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