Gossip
La coppia che davvero non t’aspetti: Myss Keta e Massimo D’Alema!
La rapper dal volto misterioso, rompe il silenzio e rivela dettagli inediti sulla sua sessualità, la sua vita sentimentale e la sua carriera. Con una confessione shock, ha dichiarato di essere pansessuale e ha raccontato la sua relazione con Massimo D’Alema, l’ex Presidente del Consiglio. Ma non è tutto: Myss Keta svela anche curiosi aneddoti su Beppe Sala, sindaco di Milano, e parla dei suoi progetti futuri. Scopriamo tutto quello che c’è da sapere su questa artista unica e senza filtri.
Nel mondo della musica pop, Myss Keta rappresenta senza dubbio una delle figure più enigmatiche e affascinanti. La rapper milanese, conosciuta per il suo look audace e il suo stile musicale innovativo, ha sempre preferito mantenere un’aura di mistero attorno a sé. Ma recentemente, ha deciso di abbattere alcune delle sue barriere, rivelando aspetti inediti della sua vita privata e della sua identità. In una recente intervista, ha dichiarato senza giri di parole di essere pansessuale, un’affermazione che ha sorpreso non pochi fan…
Due generi sono troppo pochi
La rapper ha spiegato che per lei l’amore e la sessualità vanno oltre i confini tradizionali e che non esistono solo due generi, ma uno spettro ampio di possibilità. “Sono di tutto un po’”, ha detto, sottolineando l’importanza di sentirsi liberi di vivere la propria sessualità senza etichette rigide. Questa dichiarazione ha suscitato grande curiosità e supporto da parte di tanti che, come lei, vedono la sessualità come una parte fluida e in continua evoluzione dell’identità.
La storia segreta con Massimo D’Alema
Ma Myss Keta non si è fermata qui. Un altro dei suoi racconti più sorprendenti riguarda una presunta storia d’amore con Massimo D’Alema, ex Presidente del Consiglio italiano. La rapper ha confessato che tra di loro c’è stata una relazione, che ora fa parte del passato, ma che è stata un capitolo importante della sua vita. La relazione, seppur breve, ha sollevato un polverone mediatico, soprattutto per l’incontro casuale tra Myss Keta e D’Alema durante un concerto nel 2018.
Il “baffetto” non commenta
“Con Massimo c’è stata una storia, ma ora è finita”, ha detto la rapper, aggiungendo che ha sempre avuto un debole per i politici. Non è mancata, ovviamente, una foto che li ritrae insieme, diventata subito virale. Nonostante l’entusiasmo mediatico, D’Alema non ha mai commentato pubblicamente questo capitolo della sua vita, lasciando spazio solo alle dichiarazioni di Myss Keta, che ha comunque ammesso che certe cose devono rimanere nel passato, pur mantenendo un affetto sincero per l’ex politico.
Che ci voglia provare anche con Beppe Sala?
Se la vita sentimentale di Myss Keta è già di per sé un argomento di grande interesse, anche il suo legame con la politica sembra suscitare curiosità. Durante l’intervista, infatti, la rapper ha parlato anche di Beppe Sala, il sindaco di Milano, facendo trapelare una certa simpatia nei suoi confronti. Secondo Myss Keta, Sala sarebbe un grande estimatore della sua musica, e la rapper ha persino rivelato di volerlo invitare a uno dei suoi concerti durante il suo imminente tour europeo.
I fan si divertono
La rapper ha detto: “Magari lo invito al concerto di Milano. Sarebbe divertente.” La possibilità che Myss Keta e il sindaco di Milano si incontrino in un contesto così poco formale e decisamente lontano dalle dinamiche politiche ha suscitato ilarità tra i suoi fan, che si aspettano un incontro davvero insolito e fuori dagli schemi.
Tour europeo e progetti futuri
Ma non è solo la sua vita privata a suscitare attenzione. Myss Keta è anche molto concentrata sulla sua carriera musicale. Il 1° marzo, infatti, è partito il suo tour europeo, che toccherà alcune delle città più importanti del continente, tra cui Parigi, Amsterdam, Londra e Berlino. Il tour culminerà con un concerto imperdibile all’Alcatraz di Milano il 8 maggio, un luogo che ha un significato spe
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Personaggi
Chiara Ferragni ricomincia da se stessa: archiviata la fase giudiziaria, parte il rilancio globale dell’impero fashion
Chiusa la parentesi giudiziaria, Chiara Ferragni concentra tutte le energie sul lavoro. La nuova campagna per Guess è il primo tassello di un percorso pensato per riportare il brand personale ai livelli precedenti.
Chiara Ferragni ricomincia da se stessa. Archiviata la questione giudiziaria che negli ultimi mesi ha inciso profondamente sulla sua immagine pubblica, l’influencer e imprenditrice digitale ha deciso di concentrare ogni sforzo su un unico obiettivo: rimettere al centro il lavoro e riportare il proprio business ai fasti di un tempo. Nessuna fuga in avanti, nessun colpo di teatro, ma una strategia costruita con attenzione, passo dopo passo.
La sensazione è che questa fase rappresenti per Chiara Ferragni una sorta di ripartenza consapevole, lontana dalle sovraesposizioni emotive e più ancorata ai numeri, ai contratti e alla solidità industriale del suo marchio.


Il ritorno sotto i riflettori, ma per lavoro
Il segnale più evidente di questo nuovo corso è la campagna pubblicitaria internazionale per Guess, che vede Ferragni nel ruolo di testimonial globale. Un incarico tutt’altro che simbolico, perché restituisce all’imprenditrice una centralità nel sistema fashion internazionale che negli ultimi mesi sembrava essersi incrinata.
La scelta di Guess non è casuale: si tratta di un brand storico, riconoscibile, capace di parlare a un pubblico trasversale e internazionale. Un contesto ideale per rilanciare un’immagine che punta di nuovo su glamour, affidabilità e visibilità globale.
Una strategia più ampia di ricostruzione
La campagna, però, è solo l’inizio. Dietro questo ritorno mediatico si intravede un’operazione più articolata, pensata per rimettere ordine e coerenza nell’ecosistema Ferragni. Collaborazioni selezionate, maggiore attenzione ai progetti realmente strategici e un progressivo spostamento del focus dal racconto personale al valore del brand.
L’obiettivo è chiaro: tornare a essere un punto di riferimento nel mondo della moda e del lifestyle, lasciandosi alle spalle mesi segnati da polemiche, silenzi e riposizionamenti forzati.
Il lavoro come unica priorità
In questa fase, Chiara Ferragni sembra aver deciso di parlare soprattutto attraverso le scelte professionali. Poche dichiarazioni, nessuna esposizione superflua, ma una presenza calibrata che punta a ricostruire fiducia, prima ancora che consenso.
Il rilancio dell’immagine passa così da una narrazione più sobria e da un ritorno alla concretezza del business. Una ripartenza che non cancella il passato, ma prova a superarlo concentrandosi su ciò che, per lei, resta centrale: il lavoro.
Gossip
Belen Rodriguez chiude la porta al passato: “Non amo le minestre riscaldate” e spegne le voci su Andrea Iannone
Di fronte alle domande insistenti sul ritorno di fiamma con Andrea Iannone, Belen Rodriguez è netta: nessun passo indietro. Tra messaggi ignorati e vacanze alle Maldive, il suo sguardo è già altrove.
“Non amo le minestre riscaldate”. È una frase secca, senza possibilità di interpretazioni, quella che Belen Rodriguez affida a chi le chiede conto del recente riavvicinamento social del suo ex fidanzato Andrea Iannone. Nessuna nostalgia, nessuna apertura: la posizione della showgirl argentina appare più che mai definitiva.
Le attenzioni pubbliche del motociclista, tornate improvvisamente visibili sui social, non sembrano aver fatto breccia. Al contrario, Belen le leggerebbe come una mossa mirata, non certo nei suoi confronti.
Le “mosse pubbliche” e il nome di Elodie
Secondo quanto trapela dal suo entourage, la Rodriguez non avrebbe dubbi sulle reali intenzioni di Iannone. Quelle che appaiono come avances o segnali di riavvicinamento sarebbero in realtà provocazioni indirette rivolte a Elodie, che avrebbe deciso di prendersi una pausa dal rapporto con il pilota.
Un gioco di riflessi social che Belen osserva da lontano, senza sentirsi coinvolta. Nessuna gelosia, nessuna reazione pubblica, solo una distanza mantenuta con lucidità.
Il messaggio ignorato e la linea della distanza
A confermare questa linea di fermezza c’è anche un dettaglio che racconta molto. Nell’ultima notte dello scorso anno, Andrea Iannone avrebbe inviato a Belen un messaggio privato di auguri. Un gesto che, in altri tempi, avrebbe potuto riaprire spiragli o quantomeno alimentare un dialogo.
Questa volta no. La showgirl non gli ha dato alcun peso, scegliendo di non attribuire significati a parole che, per lei, appartengono ormai al passato.
Lo sguardo avanti, tra mare e brindisi
“Il mio sguardo è rivolto al futuro. Mai più farò l’errore di voltarmi indietro in amore”. È questo il pensiero che Belen avrebbe condiviso con gli amici più stretti, tra un brindisi e un tuffo in mare, durante un breve periodo di vacanza alle Maldive.
Un contesto che racconta una donna concentrata su sé stessa, sulle proprie scelte e su un equilibrio personale che non ammette ritorni nostalgici. Il passato resta archiviato, senza rancore ma anche senza ripensamenti.
Personaggi
Raz Degan, digiuni e reset dell’anima: «Dopo dieci giorni senza cibo ho capito che persino una mela può cambiare la vita»
Dopo i digiuni da record, Degan organizza maratone collettive online seguite da migliaia di persone. Vita barefoot in Valle d’Itria, niente tv, l’amore con Cindy Stuart e i ricordi di set con Hopkins, Lange, Stone e Olmi.
«Questa sera io non ho fame». Sono passati quasi trent’anni da quello spot che lo rese un volto familiare. Raz Degan, oggi 55enne, continua a non avere fame, ma stavolta per scelta. Intervistato da Elvira Serra per il Corriere della Sera, l’ex modello e attore racconta la sua vita da “santone rock”, divisa tra digiuni estremi, meditazione e la quiete di un trullo pugliese.
La sua esperienza più radicale risale al 2016, al termine delle riprese di The Last Shaman, documentario prodotto da Leonardo DiCaprio: diciotto giorni di digiuno totale. «Era il mio modo per purificarmi dopo cinque anni di lavoro totalizzante» spiega. Da allora Degan ha trasformato la pratica personale in un esperimento collettivo. Lo scorso agosto ha lanciato su Instagram “48 ore di digiuno con Raz”: si sono iscritti in tremila, oltre duecento hanno partecipato agli incontri live quotidiani.




C’era chi temeva sbandamenti o rischi, ma Degan precisa che non era un’avventura improvvisata: «Avevamo un team di specialisti – medici, psicologi, cardiologi – pronti a seguire tutti i partecipanti. Le 48 ore erano precedute da un giorno di preparazione e seguite dal rientro consapevole. Non era una gara di resistenza, ma un’esperienza di crescita».
Lui, che da fuori potrebbe sembrare un invasato, rivendica la filosofia che lo ispira: «Il digiuno consapevole è come riavviare il sistema operativo. In un mondo bombardato da immagini e distrazioni, togliere il superfluo permette di ritrovare respiro e lucidità. Così persino una mela, mangiata senza distrazioni, diventa un’esperienza di presenza e libertà».
Dietro la seriosità, c’è anche l’ironia. Dopo un digiuno di dieci giorni aveva postato un video parlando con la voce di Dan Peterson. Il giorno dopo lo hanno invitato in tv per confrontarsi con quattro medici scettici. «All’estero il digiuno è sempre più sostenuto e ci sono studi che ne dimostrano i benefici» ribatte.
Non solo astinenze. Degan rivendica la sua scelta di vivere da antidivo. Dal 2001 ha un trullo in Valle d’Itria: «Qui mi sento libero, cammino scalzo, non ho nemmeno la tv. È il mio modo per restare con i piedi per terra». Accanto a lui la compagna Cindy Stuart, con cui condivide viaggi e passioni: sul matrimonio taglia corto, «sono solo fatti nostri».
E c’è la carriera da attore, con ricordi che ancora lo emozionano: «Anthony Hopkins e Jessica Lange in Titus erano straordinari. Lui scherzava fino a un attimo prima, poi si trasformava. Lei, tutta Metodo Stanislavskij, viveva davvero il dolore della scena. Due opposti, ma entrambi giganteschi». Anche tra i registi cita gli estremi: «Oliver Stone, un generale che costruiva le scene con disciplina militare. Ermanno Olmi, invece, rubava immagini creando magia».
La vita di oggi, fatta di silenzi, digiuni e natura, sembra distante anni luce dai riflettori che lo hanno reso un sex symbol. Eppure Degan resta fedele a sé stesso: un uomo che, tra spiritualità e provocazione, trasforma persino il gesto più semplice – addentare una mela – in un manifesto di libertà.
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