Gossip
La separazione tra Totti e Ilary Blasi: tradimenti, misteri e rivelazioni shock in arrivo in tribunale
Francesco Totti e Ilary Blasi si preparano a una battaglia legale senza esclusione di colpi: tradimenti, misteri, amanti e spese folli nei casinò. Ecco tutto quello che c’è da sapere prima dell’udienza di fine settembre.
La separazione tra Francesco Totti e Ilary Blasi è ormai destinata a diventare uno degli eventi legali più discussi dell’anno. La fine della loro storia d’amore, che ha fatto sognare milioni di italiani, si è trasformata in una battaglia senza esclusione di colpi, pronta a svelare retroscena inaspettati e dettagli privati che fino ad ora erano rimasti nascosti.
Sono ormai lontani i tempi in cui la disputa riguardava solo i Rolex. Ora, le vere ragioni della rottura si concentrano su tradimenti reciproci e sull’accumulo di rancori che hanno portato la coppia a intraprendere la strada del tribunale. Ilary Blasi ha finora dominato la scena mediatica, raccontando la sua versione dei fatti attraverso il docufilm “Unica” e il suo libro, ma sembra che Francesco Totti sia pronto a rispondere, portando alla luce la sua verità, che si preannuncia difficile da digerire.
Secondo quanto trapelato, tra i documenti presentati dall’ex capitano giallorosso, ci sarebbe una lista di presunte amanti di Ilary, oltre a dettagli compromettenti su 3 milioni di euro spesi al casinò negli ultimi tre anni. Ma non è tutto: pare che Totti abbia anche un elenco di personaggi più o meno celebri “vicini” alla sua ex moglie durante gli anni di matrimonio. Voci vicine alla coppia suggeriscono che la showgirl potrebbe aver avuto un altro amante durante gli ultimi mesi della relazione con Totti, un dettaglio che finora è rimasto nell’ombra.
Da parte sua, Ilary Blasi non è rimasta a guardare e ha preparato la sua controffensiva. Tra gli assi nella manica della conduttrice, c’è una lista di presunte amanti di Totti, che avrebbe incluso anche il personal trainer Cristiano Iovino, con il quale si dice abbia preso il famoso caffè a Milano. A questa lista si aggiungono Alessia Solidani, hair stylist amica della Blasi, e Noemi Bocchi, la nuova compagna di Totti, che la conduttrice ha chiamato a testimoniare in tribunale.
La prossima udienza sarà cruciale, con i magistrati pronti ad ascoltare i testimoni di entrambe le parti. Ilary ha chiamato a raccolta le sorelle Silvia e Melory Blasi, la storica agente Graziella Lopedota e alcune amiche strette. Dall’altra parte, Totti ha inserito nella sua lista un misterioso manager Mediaset, che avrebbe avuto un flirt con la sua ex moglie, oltre al già citato Alex Nuccetelli, grande amico dell’ex calciatore e pronto a sostenere la sua versione dei fatti.
Un altro aspetto che tornerà a galla è quello economico, con Ilary Blasi che ha manifestato l’intenzione di chiedere una revisione verso l’alto dell’assegno di mantenimento, attualmente fissato a 12.500 euro al mese. Totti, però, non sembra intenzionato a cedere, affermando che la sua ex moglie è “più ricca” di lui. La questione della villa all’Eur, lasciata da Totti alla Blasi, e l’indipendenza economica del figlio maggiore Cristian potrebbero essere punti chiave del dibattito.
Mentre il processo si avvicina, è chiaro che la battaglia legale tra Francesco Totti e Ilary Blasi è solo all’inizio. Con rivelazioni shock e testimoni eccellenti, il tribunale potrebbe finalmente svelare tutti i segreti di una delle storie d’amore più seguite e discusse d’Italia.
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Gossip
Francesca Pascale shock: «Spiavo il cellulare di Berlusconi, volevo farlo pedinare da un investigatore»
«Quando vedevo la lucina del suo Samsung dai pantaloni capivo già chi era… un inferno», confessa Pascale. E rivela: «Volevo assoldare un investigatore per seguirlo, ma mi risposero che non potevano pedinare il presidente del Consiglio». Poi il ricordo: «Era abilissimo, mi faceva sentire in colpa anche quando non lo ero».
Francesca Pascale torna a parlare di Silvio Berlusconi, e lo fa senza filtri. La ex compagna del Cavaliere ha raccontato alcuni episodi privati della loro lunga relazione, alternando ironia e nostalgia.





«Spiavo il cellulare di Silvio per vedere se qualcuno gli scriveva. Non era ancora l’epoca degli smartphone: aveva un vecchio Samsung, e quando vedevo quella lucina che brillava dai pantaloni… già capivo chi era», ha confessato sorridendo amaramente. «Un inferno, un disastro. La gelosia è una brutta bestia».
Ma non è tutto. Pascale ha rivelato anche un retroscena sorprendente: «Una volta volevo assolutamente assoldare un investigatore… ma la persona da seguire era Silvio Berlusconi. Questo signore mi disse: “Signora, non la posso più aiutare, perché il presidente del Consiglio non si può seguire”».
Un amore intenso e tormentato, quello con l’ex premier, segnato da passioni e da inevitabili scontri. «Era abilissimo – racconta – riusciva a dare la colpa a me, a farmi sentire in colpa anche quando non lo ero. Un grande comunicatore. Poi aveva questa battuta che ripeteva sempre: “Mi raccomando, oltre i mille chilometri non è più tradimento”».
Francesca Pascale parla anche con affetto e dolore della fine della loro storia: «Se potessi cancellare un episodio della mia vita pubblica cancellerei la separazione con Berlusconi. È difficile parlarne al passato. Quindici anni non si cancellano. Lo strappo è stato forte, e sì, l’avrei gestito diversamente».
Niente rancore, però. Solo il rimpianto per un legame che, pur finito, ha lasciato un segno profondo: «Silvio è stato una parte importante della mia vita, e lo resterà sempre».
Tra ricordi, ironia e confessioni da tabloid, Francesca Pascale ha mostrato ancora una volta la sua arma più efficace: la sincerità disarmante.
Reali
Re Carlo ruba la scena ai Sussex, sbarcando su Netflix partecipando ad un documentario
Il debutto di Re Carlo sulla piattaforma streaming segna un nuovo capitolo per la monarchia britannica. E ora, per Harry e Meghan, la concorrenza arriva… direttamente da Buckingham Palace!
Il Regno Unito entra ufficialmente nell’era dello streaming. Re Carlo III ha deciso di partecipare a un documentario Netflix dedicato al King’s Trust, l’organizzazione benefica da lui fondata che sostiene i giovani. Una mossa storica, che segna il primo vero passo del Sovrano britannico nel cuore del media digitale globale. A curare la produzione sarà Eva Omaghomi, stretta collaboratrice del Re, mentre tra i protagonisti spicca il nome dell’attore Idris Elba.
Per un reame più moderno e smart
La scelta non è casuale: con questa operazione, Re Carlo punta a modernizzare l’immagine della monarchia, avvicinandola a un pubblico più giovane e internazionale. Il CEO del King’s Trust, Jonathan Townsend, ha spiegato che il progetto sarà incentrato sull’empowerment giovanile, un tema sempre più centrale nella comunicazione istituzionale del Re.
Harry e Meghan: il monopolio mediatico è finito?
Il debutto di Re Carlo su Netflix non è solo un gesto simbolico. È anche un messaggio diretto a chi, negli ultimi anni, ha cercato di riscrivere la narrazione reale da oltreoceano. Harry e Meghan Markle, ex Duchi di Sussex, avevano fatto proprio della piattaforma streaming il loro canale preferenziale, siglando nel 2020 un contratto da 153 milioni di dollari.
Non più all’apice della cronaca
Tuttavia, tra progetti cancellati e recensioni tiepide, il vento è cambiato. Le critiche della stampa americana li definiscono oggi “i più grandi perdenti di Hollywood”. Il rischio è che ora la loro narrazione venga sovrastata dalla figura istituzionale – e più credibile – di Re Carlo, che ha saputo cogliere il momento giusto per entrare nel gioco.
Marketing, percezione e impatto reale
La presenza del Re su Netflix è anche una brillante mossa di strategia comunicativa. Le piattaforme digitali sono oggi il canale principale per creare engagement, specialmente tra i giovani. Se il documentario riscuoterà successo, potremmo assistere a un aumento diretto nelle donazioni al King’s Trust, migliorando contemporaneamente brand reputation e impatto sociale. Sotto la lente ci sono KPI come CTR, engagement rate e ROAS. Tutti indicatori chiave che potrebbero trasformare questo esperimento in un modello replicabile anche per altri membri della Royal Family. Il trono è più digitale che mai… e Re Carlo lo sa bene.
Gossip
Elisabetta Canalis confessa il suo debole per Ricky Martin: “Se la foto fosse arrivata a 13 anni, sarei morta”
Uno scatto diventato virale e una battuta che conquista il pubblico. Elisabetta Canalis ammette senza filtri la sua passione per Ricky Martin, trasformando un semplice incontro in un racconto generazionale.
Elisabetta Canalis non ha mai nascosto il suo lato ironico e spontaneo, e anche questa volta lo dimostra con una frase capace di far sorridere. Commentando la foto che la ritrae accanto a Ricky Martin, la showgirl ha ammesso senza esitazioni: “La foto con lui? Se fosse successo quando avevo 13 anni, sarei morta”.

Una battuta che racconta molto più di quanto sembri, perché dietro c’è il ricordo di un idolo adolescenziale che ha segnato un’epoca.
Un entusiasmo da fan, senza pose
Nel racconto di Elisabetta Canalis non c’è costruzione, né strategia social. C’è piuttosto la sincerità di chi, pur avendo frequentato per anni il mondo dello spettacolo internazionale, riesce ancora a lasciarsi sorprendere da certi incontri.
Ricky Martin, per intere generazioni, non è stato solo una popstar globale, ma un vero fenomeno culturale. Ritrovarselo accanto oggi diventa così un cortocircuito tra presente e passato, tra carriera adulta e sogni da ragazzina.
Quando gli idoli crescono con noi
Il riferimento ai 13 anni non è casuale. È l’età in cui la musica diventa identità, in cui un volto, una canzone, un videoclip possono imprimersi in modo indelebile. Canalis lo racconta con leggerezza, ma anche con una punta di nostalgia, trasformando una semplice foto in un racconto condivisibile.
Un modo per ricordare che, dietro ogni personaggio pubblico, resta sempre qualcuno che ha avuto poster in camera e canzoni consumate a forza di riascoltarle.
Una normalità che conquista
Il successo della frase sta proprio qui: nel mostrare una normalità disarmante. Nessuna posa da diva, nessuna distanza. Solo l’ammissione di un entusiasmo che non ha bisogno di essere giustificato.
E forse è anche per questo che il commento di Elisabetta Canalis ha colpito così tanto. Perché racconta un’emozione semplice, immediata, capace di attraversare età e ruoli. Proprio come le canzoni di Ricky Martin.
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