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Gossip

La castità imperversa nel mondo dei famosi

Flavia Vento, Luce Caponegro (già Selen, che forse ne ha fatto talmente tanto prima da essere stufa!), Simona Tagli e Loredana Bertè, ecco alcuni dei personaggi famosi che dicono di avere rinunciato al sesso per un certo periodo della loro vita.

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    Ma che sta succedendo?!? Sempre più persone nel mondo decidono di atenersi dal fare sesso. Sono numerosi gli studi che lo raccontano: gli esseri umani sono sempre meno attivi sessualmente e alcuni rinunciano del tutto al sesso.

    Una rinuncia sostanziale

    Una pratica che può avere svariate motivazioni ma che, in generale, sembra essere di gran moda, anche tra i personaggi famosi. Flavia Vento, Luce Caponegro (già Selen, che forse ne ha fatto talmente tanto prima da essere stufa!), Simona Tagli e Loredana Bertè sono personaggi famosi che, per i motivi più svariati, hanno scelto di rinunciare ai piaceri carnali.

    Non solo donne e uomini di fede

    Quindi non si tratta solo di una prerogativa per suore, sacerdoti e religiosi cattolici in genere. le vip che hanno fatto il “gran rifiuto” sono molte e negli ultimi giorni, grazie ad alcune interviste diventate virale sul web, altri volti noti dello showbiz hanno dichiarato di non fare sesso da anni e per motivi diversi.

    Ex libertina a riposo

    Una su tutte… Loredana Bertè. Ospite di Francesca Fagnani a Belve, la cantante ha raccontato di avere condotto una vita sessuale piuttosto “turbolenta”, avendo addirittura picchiato l’ex marito Björn Borg, reo di aver tentato di coinvolgerla in un’ammucchiata con due prostitute! Ammettendo poi: “Sono sempre stata etero e adesso non me ne frega più niente del sesso. Sono casta da qualche anno, circa dieci. Ho dato molto, mi sono data parecchio, ora mi riposo”.

    Selen si sente pronta a tornare nelle braccia di un uomo

    Diversa la decisione dell’ex pornostar Selen, al secolo Luce Caponegro, sbarcata in Honduras come concorrente della nuova Isola dei famosi. Dopo avere detto addio al mondo dell’hard nel 1999, Luce ha scelto la castità per crescere suo figlio lontano dalle dicerie ed anche come rifiuto tangibile verso la sua vita precedente. Anche se oggi si dichiara pronta a darsi un’altra possibilità con l’universo maschile. “Dopo anni di castità, in cui ho fatto unicamente la mamma di mio figlio Gabriele, che considero il dono più grande ricevuto nella vita, mi sento libera di tornare a fare l’amore, anche se può non nascere dal sentimento ma da un’intesa di simpatia e di intelletto”, ha confessato mesi fa.

    C’è chi lo fa con un voto alla Madonna

    Abbastanza simile la decisione di Simona Tagli (da noi intervistata di recente), che si è auto-imposta la castità per evitare di perdere l’affidamento della figlia Georgia, dopo il divorzio dall’ex compagno. Lo ha dichiarato prima di entrare nella casa del Grande Fratello, che ha segnato il suo ritorno in televisione dopo anni di latitanza. Raccontando poi l’episodio anche nel salotto di Silvia Toffanin a Verissimo. “Non ho più avuto altri compagni dopo la fine della relazione con il padre di mia figlia. Sono casta da dieci anni per un voto che avevo fatto alla Madonna di Lourdes per non perdere l’affidamento di mia figlia”.

    No al sesso senza amore

    Infine c’è Flavia Vento che, dopo essersi allontanata dallo spettacolo, ha raccontato più volte e a più interlocutori la scelta fatta, animata da fede e preghiera. “Ero atea e ho abbracciato la fede e sono casta da 10 anni”, raccontò a Pomeriggio 5, spiegando: “È una mia scelta, gli uomini mi hanno deluso. Non mi accontento più di fare solo sesso. Voglio fare l’amore. Per questo ora nella mia vita c’è spazio solo per i miei cani”.

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      Pretelli sul caso Ferragni: “Ha già pagato molto, ma ricostruire la credibilità non sarà semplice”

      Anche Pierpaolo Pretelli dice la sua su Chiara Ferragni: in tv sostiene che l’influencer abbia già scontato un prezzo pesante, ma avverte che il ritorno alla piena fiducia del pubblico sarà complicato. “Si porta uno strascico”, commenta, inserendosi nel coro di opinioni sul caso

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        Ci si mette anche lui. Nel grande talk permanente che ruota attorno a Chiara Ferragni e al suo futuro pubblico, è entrato in campo pure Pierpaolo Pretelli. Ospite de La Vita in Diretta, l’ex volto del Grande Fratello Vip ha offerto il suo punto di vista sulla vicenda che da mesi divide l’opinione pubblica, con toni più prudenti che tranchant.

        Secondo Pretelli, l’imprenditrice digitale avrebbe già pagato un prezzo significativo sul piano dell’immagine e degli affari. “Spero per lei che possa ricostruire un’immagine”, ha dichiarato, riconoscendo però che il percorso non sarà affatto in discesa. Parole che si inseriscono in quella corrente di commenti secondo cui il danno reputazionale, per Ferragni, sarebbe già stato più pesante di qualunque eventuale sanzione.

        La fiducia, merce difficile da recuperare
        Il passaggio centrale del suo intervento è tutto lì: la credibilità non è un interruttore che si riaccende. “Non è semplice ripartire con una macchia che comunque è stata grande, possiamo dire che ad oggi si porta uno strascico”, ha spiegato Pretelli. Un ragionamento che guarda meno ai tribunali e più al rapporto con il pubblico, vero capitale di chi vive di social e di consenso.

        L’opinionista televisivo non entra nel merito giuridico della vicenda, ma si concentra sull’aspetto umano e mediatico: quanto tempo serve per ricostruire un’immagine? Quanto incide la memoria collettiva nell’era dei like e delle campagne pubblicitarie? Domande che restano sospese, mentre il dibattito continua a moltiplicare voci.

        Un coro sempre più affollato
        L’intervento di Pretelli è solo l’ultimo di una lunga serie di prese di posizione. Tra chi invoca rigore, chi chiede indulgenza e chi, come lui, prova a stare nel mezzo, il caso Ferragni è diventato un terreno su cui tutti sentono il bisogno di dire qualcosa. Anche perché, al di là della singola protagonista, la storia tocca temi più larghi: trasparenza, fiducia, responsabilità degli influencer.

        Per ora l’unica certezza è quella indicata dallo stesso Pretelli: qualunque sarà il futuro di Chiara Ferragni, non potrà prescindere da quel “strascico” che continua a seguirla.

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          Natasha Stefanenko risposa Luca Sabbioni dopo trent’anni: nozze religiose in Brasile con la figlia Sasha testimone

          Trent’anni dopo il primo sì, Natasha Stefanenko e Luca Sabbioni si sono detti di nuovo sì con un matrimonio religioso celebrato in Brasile. Testimone d’eccezione la figlia Sasha, simbolo di un amore lungo una vita e capace di reinventarsi

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            Ci sono storie d’amore che non hanno bisogno di essere raccontate, perché parlano da sole. Quella tra Natasha Stefanenko e Luca Sabbioni è una di queste: trent’anni dopo il primo matrimonio, la coppia ha deciso di risposarsi con una cerimonia religiosa in Brasile, scegliendo un luogo lontano e simbolico per rinnovare un legame che non ha mai perso forza.

            A fare da testimone c’era la loro figlia Sasha, oggi adulta, presenza discreta ma centrale di un giorno carico di significati. Un dettaglio che trasforma l’evento in qualcosa di più di una semplice festa: un passaggio di testimone tra generazioni, la fotografia di una famiglia che si è costruita nel tempo.

            Un sì che profuma di vita vissuta
            Natasha e Luca si erano sposati per la prima volta all’inizio degli anni Novanta, quando lei era una modella russa appena approdata in Italia e lui un giovane imprenditore. Da allora hanno attraversato mode, cambiamenti, carriere televisive e silenzi lontani dai riflettori, mantenendo però una riservatezza rara nel mondo dello spettacolo.

            La scelta del Brasile per il rito religioso non è stata casuale: un Paese che la coppia ama da tempo e che rappresenta per entrambi un luogo dell’anima, fatto di natura, luce e semplicità. Lontano dal clamore mediatico, hanno preferito un’atmosfera raccolta, circondati da pochi affetti.

            Sasha, il volto del loro cammino
            La presenza di Sasha come testimone ha dato alla cerimonia un valore ancora più profondo. Figlia unica della coppia, è cresciuta vedendo un amore maturo, capace di resistere alle prove e di evolversi. Oggi è lei a tenere idealmente insieme i due capitoli della stessa storia.

            Stefanenko, che raramente espone la propria vita privata, ha condiviso solo pochi scatti e parole, ma sufficienti a far capire quanto questo secondo sì sia stato un atto voluto e meditato, non una celebrazione nostalgica ma un nuovo inizio.

            Trent’anni dopo, Natasha e Luca hanno dimostrato che l’amore non è un traguardo raggiunto una volta per tutte, ma un viaggio che può avere più stagioni, più promesse, più sorrisi.

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              Nina Moric choc su Corona: “Mi obbligò a posare nuda per il calendario, io piangevo e non volevo farlo”

              Le parole di Nina Moric riaprono una ferita mai chiusa: in un’intervista rilanciata sui social racconta che il celebre calendario di Max non fu una scelta libera ma un’imposizione di Fabrizio Corona. “Ero senza nulla addosso, ho pianto”, dice, definendolo oggi “un narcisista invecchiato”

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              Nina Moric

                Un calendario che per anni è stato raccontato come simbolo di un’epoca, di una bellezza aggressiva e patinata, ma che dietro le quinte – secondo Nina Moric – avrebbe avuto tutt’altro sapore. I profili social del podcast Gurulandia hanno condiviso un estratto di un’intervista alla modella croata in cui l’ex moglie di Fabrizio Corona torna su quel servizio fotografico del 2002, rivelando una versione molto diversa da quella entrata nell’immaginario collettivo.

                Non volevo posare

                Moric non usa giri di parole e risponde direttamente a un riferimento dell’intervistatore: “Ti ha detto che devo dire la verità sul calendario di Max? Ok. Lui è un narcisista invecchiato. Si ricorda poche cose e non capisco perché vuole che io ne parli”. Poi la frase che pesa come un macigno: “È vero che io non volevo fare il calendario di Max, perché ero senza nulla addosso e lui mi ha obbligata a farlo, io ho pianto…”.

                Il calendario che cambiò un’epoca

                Quel servizio fotografico, datato 2002, segnò uno dei momenti più alti della popolarità di Nina Moric. Immagini provocanti, distribuzione enorme, copertine e ospitate televisive: tutto sembrava parte di un percorso consapevole verso la celebrità. Oggi, a distanza di oltre vent’anni, la modella ribalta la narrazione e descrive quelle pose come un’esperienza subita, non scelta.

                Le sue parole rimettono al centro un tema che spesso resta ai margini del gossip: quanto sia sottile il confine tra decisione personale e pressione professionale, soprattutto quando di mezzo ci sono relazioni sentimentali e dinamiche di potere. Moric parla di lacrime, di disagio, di un corpo esposto senza che ci fosse un reale consenso.

                Il rapporto con Corona e i conti con il passato

                Non è la prima volta che tra i due volano accuse e versioni contrastanti. La loro storia, seguita per anni dalle cronache rosa, è stata un intreccio di amore, conflitti, affari e tribunali. In questo nuovo sfogo, però, Nina sceglie un registro più intimo che polemico, come se volesse liberarsi di un peso rimasto a lungo sotto traccia.

                “Cosa c’è da raccontare?”, si chiede nell’intervista, quasi sorpresa che quel capitolo venga ancora evocato. Eppure proprio quel calendario contribuì a costruire l’immagine pubblica di entrambi, trasformando una giovane modella in un’icona e Corona in un protagonista del sistema mediatico di quegli anni.

                Le reazioni sui social
                La clip diffusa da Gurulandia ha fatto il giro della rete in poche ore, dividendo il pubblico tra chi esprime solidarietà a Moric e chi mette in dubbio la ricostruzione. Molti utenti sottolineano come, all’inizio degli anni Duemila, il tema del consenso nel mondo dello spettacolo fosse affrontato con superficialità, quasi fosse un dettaglio irrilevante rispetto al successo.

                Altri ricordano che quel periodo fu segnato da un’estetica aggressiva e da logiche commerciali che spingevano sempre più in là i limiti, spesso senza considerare le conseguenze emotive per chi stava davanti all’obiettivo.

                Oggi Nina Moric torna su quella pagina con lo sguardo di una donna diversa, lontana dai riflettori di allora. E le sue parole, al di là delle inevitabili polemiche, aprono una domanda scomoda: quante storie simili sono state archiviate come semplici “scelte di carriera”?

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