Gossip
Pamela Anderson e Liam Neeson, amore sul set e amicizia oggi: la verità sulla relazione nata dopo Una pallottola spuntata
Tra Pamela Anderson e Liam Neeson qualcosa è davvero successo. Altro che semplice strategia promozionale. A confermarlo è lei stessa, che racconta una relazione nata dopo la fine delle riprese di Una pallottola spuntata, una cena romantica a Parigi e parole che sapevano di futuro. Oggi però il sentimento si è trasformato in un legame profondo, ma solo amicale.
Sul set di Una pallottola spuntata è scattato qualcosa che, per mesi, è stato liquidato come una mossa di marketing ben studiata. Pamela Anderson e Liam Neeson insieme facevano parlare, alimentavano curiosità e clic, ma in molti erano convinti che dietro ci fosse solo la necessità di spingere il film. Ora, però, arriva la versione ufficiale dell’ex bagnina di Baywatch, ed è decisamente più romantica di quanto si pensasse.
L’incontro sul set e le voci di promozione
Pamela Anderson e Liam Neeson si sono conosciuti durante le riprese del film. Due mondi apparentemente lontani: lei icona pop, sensuale e iper-esposta; lui attore drammatico, solido, con un’aura da gentiluomo d’altri tempi. Fin dall’inizio la loro complicità non è passata inosservata, ma in tanti hanno preferito leggerla come una trovata pubblicitaria. Troppo perfetta, troppo funzionale al racconto mediatico.
E invece, a sentire Pamela, la storia è andata diversamente. Nessuna relazione durante le riprese, nessun flirt da set. Tutto sarebbe nato dopo, a telecamere spente e contratti firmati.
La relazione nata dopo le riprese
«Io e Liam abbiamo avuto una relazione sentimentale per un breve periodo, ma solo dopo aver finito le riprese», ha spiegato Anderson senza troppi giri di parole. Una precisazione che smonta l’idea del flirt costruito a tavolino e restituisce alla vicenda un sapore più autentico.
Il momento simbolo? Una cena in un piccolo ristorante francese. Intimo, lontano dai paparazzi, quasi cinematografico. È lì che Neeson avrebbe fatto un gesto che Pamela ricorda con un sorriso: «Mi presentò come la futura signora Neeson». Una frase che pesa, soprattutto detta da un uomo che non ha mai abusato di dichiarazioni plateali.
Dalla promessa al cambio di rotta
Quella che sembrava l’inizio di qualcosa di importante, però, non si è trasformata in una storia duratura. La stessa Pamela lo racconta con toni dolci, senza rancori né retroscena velenosi. «Ora adoro Liam, ma siamo soltanto amici, a dire il vero».
Nessuna rottura traumatica, nessun colpo di scena. Solo la consapevolezza che a volte l’intensità di un momento non basta a costruire un futuro insieme. Eppure, dal racconto emerge un legame che va oltre il classico “ci siamo lasciati e basta”.
Un legame che resta, anche senza amore
«Sono sicura che saremo sempre presenti l’uno nella vita dell’altra», dice Pamela. Una frase che racconta un rapporto maturo, fatto di rispetto e affetto sincero. Non un amore da copertina, ma una connessione che ha lasciato il segno.
Per Pamela Anderson, reduce da anni di rilettura della propria immagine pubblica, questa storia sembra inserirsi in una fase più consapevole della sua vita. Meno scandali, meno eccessi, più attenzione alle relazioni vere. Per Liam Neeson, invece, resta l’immagine di un uomo capace di romanticismo inatteso, lontano dai ruoli duri che lo hanno reso celebre.
Tra gossip e realtà
Alla fine, la storia tra Pamela Anderson e Liam Neeson dimostra che non tutto ciò che nasce sotto i riflettori è finto. Anche a Hollywood, ogni tanto, le voci di corridoio raccontano qualcosa di vero. Magari non un grande amore destinato a durare, ma un incontro sincero, vissuto nel momento giusto e poi lasciato andare senza drammi.
E se qualcuno continuerà a pensare che fosse solo promozione, poco importa. Per loro, quella cena francese e quelle parole sussurrate restano reali.
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Personaggi
Asia Argento si racconta senza filtri: «Stavo morendo, ma la malattia mi ha salvata dall’alcol»
Asia Argento torna a parlare di sé e lo fa senza cercare scorciatoie, paracadute o frasi comode. Dopo anni complicati, segnati da crisi personali, isolamento professionale e dipendenza dall’alcol, l’attrice racconta una rinascita fragile ma concreta, costruita giorno dopo giorno. Il ritorno al Festival di Cannes con il film “Death Has No Master – La morte non ha padroni” di Jorge Thielen Armand è stato per lei molto più di una nuova occasione cinematografica: è diventato il segnale che qualcosa, nella sua vita, poteva ancora ripartire.
«Mi sono salvata dall’alcolismo»
Intervistata da Vanity Fair, Asia Argento ha raccontato il punto più buio del suo percorso. «Mi sono salvata dall’alcolismo. In questi anni l’analisi, il buddismo, l’ayahuasca e altro ancora non hanno funzionato. Ma ho finalmente trovato quello che mi sta salvando, un giorno alla volta. È il percorso dei 12 passi, per affrontarlo devi essere disposta a guardare tutto quello che sei veramente». Poi la frase più dura: «Stavo morendo. Ma invece di uccidermi, la mia malattia mi ha salvata perché mi ha portata alla via d’uscita». L’attrice non parla di guarigione definitiva, ma di una battaglia quotidiana: «Non guarirò mai, ma adesso posso dire di essere una ex alcolista».
La crisi dopo Cannes e la paura di essere finita
Negli ultimi anni, Asia Argento ha vissuto anche una fase professionale molto difficile. Dopo il discorso a Cannes e le polemiche che ne seguirono, le occasioni importanti si sono diradate. «Per anni mi sono sentita un fallimento. Dopo il discorso a Cannes non mi ha chiamato più nessuno. Ho iniziato a pensare a un piano B. E ancora ci penso. Dai 45 anni i ruoli calano, io ero l’intoccabile. Pensavo di essere finita. Questo film mi ha dimostrato che ho ancora delle cartucce», aveva raccontato a Repubblica.
Gli errori, il perdono e la nuova consapevolezza
Oggi Asia Argento dice di aver imparato a guardare anche la propria parte di responsabilità. «Ho imparato tanto da quello che è successo, ho fatto errori enormi. Non ho ponderato i tempi, ho parlato senza riflettere, ho fatto gesti avventati. Ho visto tutti i miei errori. Ho fatto un’autoanalisi, cercando di non focalizzarmi su quello che mi hanno fatto gli altri, ma sulla mia parte». È forse questo il passaggio più netto del suo racconto: smettere di vivere solo dentro il ruolo di chi ha subito e accettare la fatica di fare i conti con sé stessa. Non una redenzione patinata, ma un lavoro sporco, lento, quotidiano. Quello che non si annuncia: si attraversa.
Asia Argento torna a parlare di sé e lo fa senza cercare scorciatoie, paracadute o frasi comode. Dopo anni complicati, segnati da crisi personali, isolamento professionale e dipendenza dall’alcol, l’attrice racconta una rinascita fragile ma concreta, costruita giorno dopo giorno. Il ritorno al Festival di Cannes con il film “Death Has No Master – La morte non ha padroni” di Jorge Thielen Armand è stato per lei molto più di una nuova occasione cinematografica: è diventato il segnale che qualcosa, nella sua vita, poteva ancora ripartire.
«Mi sono salvata dall’alcolismo»
Intervistata da Vanity Fair, Asia Argento ha raccontato il punto più buio del suo percorso. «Mi sono salvata dall’alcolismo. In questi anni l’analisi, il buddismo, l’ayahuasca e altro ancora non hanno funzionato. Ma ho finalmente trovato quello che mi sta salvando, un giorno alla volta. È il percorso dei 12 passi, per affrontarlo devi essere disposta a guardare tutto quello che sei veramente». Poi la frase più dura: «Stavo morendo. Ma invece di uccidermi, la mia malattia mi ha salvata perché mi ha portata alla via d’uscita». L’attrice non parla di guarigione definitiva, ma di una battaglia quotidiana: «Non guarirò mai, ma adesso posso dire di essere una ex alcolista».
La crisi dopo Cannes e la paura di essere finita
Negli ultimi anni, Asia Argento ha vissuto anche una fase professionale molto difficile. Dopo il discorso a Cannes e le polemiche che ne seguirono, le occasioni importanti si sono diradate. «Per anni mi sono sentita un fallimento. Dopo il discorso a Cannes non mi ha chiamato più nessuno. Ho iniziato a pensare a un piano B. E ancora ci penso. Dai 45 anni i ruoli calano, io ero l’intoccabile. Pensavo di essere finita. Questo film mi ha dimostrato che ho ancora delle cartucce», aveva raccontato a Repubblica.
Gli errori, il perdono e la nuova consapevolezza
Oggi Asia Argento dice di aver imparato a guardare anche la propria parte di responsabilità. «Ho imparato tanto da quello che è successo, ho fatto errori enormi. Non ho ponderato i tempi, ho parlato senza riflettere, ho fatto gesti avventati. Ho visto tutti i miei errori. Ho fatto un’autoanalisi, cercando di non focalizzarmi su quello che mi hanno fatto gli altri, ma sulla mia parte». È forse questo il passaggio più netto del suo racconto: smettere di vivere solo dentro il ruolo di chi ha subito e accettare la fatica di fare i conti con sé stessa. Non una redenzione patinata, ma un lavoro sporco, lento, quotidiano. Quello che non si annuncia: si attraversa.
Speciale Temptation Island
Temptation Island, Alessandra accusa Rosario: «Mi tradiva con un’altra mentre stava con me». Lui replica: «Ho già pagato»
Alessandra e Rosario sono tra i protagonisti della nuova edizione di Temptation Island. Lei racconta di aver scoperto due relazioni parallele e di aver lasciato Milano per seguirlo a Napoli. Ma oggi i dubbi sul futuro della coppia sono più forti che mai.
Temptation Island non è ancora iniziato, ma una delle nuove coppie del reality di Canale 5 è già riuscita a far parlare di sé. Alessandra, 26 anni, e Rosario stanno insieme da due anni e otto mesi e oggi convivono a Napoli. Ma dietro quella che sembrava una normale storia d’amore si nasconde una ferita che, evidentemente, non si è mai rimarginata.
A scrivere al programma è stata proprio Alessandra, decisa a capire una volta per tutte se la relazione con il fidanzato abbia davvero un futuro oppure se sia arrivato il momento di voltare pagina.
«Aveva due relazioni parallele»
Nel video di presentazione della coppia, la giovane non usa mezzi termini.
«Ho scritto a Temptation Island perché Rosario mi ha tradita, ho perso la fiducia e sono diventata molto gelosa», spiega.
Poi arriva la rivelazione che racconta quanto sia stato difficile ricostruire il rapporto.
«Mentre stava con me a Milano, aveva anche un’altra ragazza a Napoli. Aveva due relazioni parallele».
Parole che lasciano intendere una ferita ancora molto viva e che spiegano le difficoltà vissute dalla coppia negli ultimi mesi.
Il trasferimento a Napoli e i dubbi sul futuro
Nonostante il tradimento, Alessandra ha scelto di dare una seconda possibilità al compagno. Ha lasciato Milano, la sua famiglia, il lavoro e le sue abitudini per trasferirsi a Napoli e iniziare una convivenza con Rosario.
Una scelta importante, che oggi però la porta a interrogarsi sul futuro.
«Voglio capire se ho fatto la scelta giusta e se questa relazione ha davvero un futuro», confessa.
Dubbi che saranno inevitabilmente messi alla prova durante l’esperienza nel villaggio delle tentazioni.
La replica di Rosario
Rosario, dal canto suo, sembra affrontare la situazione con uno spirito diverso. Pur ammettendo l’errore commesso, ritiene di aver già pagato abbastanza.
«Lei continua a non fidarsi di me anche se credo di avere già pagato per questo errore», afferma.
Una distanza di vedute che potrebbe rivelarsi decisiva nel percorso dei due fidanzati.
Insieme ad Alessandra e Rosario, nella nuova edizione di Temptation Island parteciperanno anche Andrea e Iris, Bernadette e Diamante, Cristian e Soraya, Giovanni e Sabrina, Francesca e Danilo e Gabriele e Sara.
Ma già dalle prime immagini, la storia dei due fidanzati sembra avere tutti gli ingredienti per regalare scintille.
Reali
Perché re Carlo III festeggia il compleanno a giugno se è nato a novembre? Il segreto del Trooping the Colour
Anche quest’anno Londra celebra il Trooping the Colour, la spettacolare parata militare dedicata al compleanno ufficiale di re Carlo III. Ma il sovrano è nato il 14 novembre: ecco perché i festeggiamenti si svolgono sempre a giugno.
Per i sudditi britannici è uno degli appuntamenti più attesi dell’anno. Carrozze, uniformi, cavalli e il celebre saluto dal balcone di Buckingham Palace fanno del Trooping the Colour uno degli eventi più iconici della monarchia inglese. Anche nel 2026, re Carlo III è stato al centro della tradizionale celebrazione, ma c’è un dettaglio che continua a incuriosire molti: il sovrano è nato il 14 novembre, quindi perché il suo compleanno viene festeggiato a giugno?
La risposta affonda le radici in una tradizione che dura da oltre due secoli e che continua a essere rispettata da tutti i monarchi britannici.
Il doppio compleanno del sovrano
Quello di giugno non è il compleanno anagrafico del re, ma il suo compleanno ufficiale. Una consuetudine introdotta nel XVIII secolo da Giorgio II, che era nato nel mese di novembre e si trovò davanti a un problema molto pratico: il clima inglese.
Le condizioni meteorologiche autunnali, infatti, rendevano complicato organizzare grandi eventi all’aperto. Per questo motivo il sovrano decise di trasferire le celebrazioni pubbliche in un periodo più favorevole, scegliendo l’inizio dell’estate.
Da allora, la tradizione del “secondo compleanno” è stata mantenuta dai successivi monarchi britannici, compreso Carlo III.
La spettacolare parata con oltre 1.400 soldati
Il Trooping the Colour rappresenta uno degli eventi più solenni della monarchia. L’edizione 2026 ha visto impegnati oltre 1.400 militari, circa 200 cavalli e 400 musicisti.
La parata parte da Buckingham Palace, attraversa The Mall e raggiunge Horse Guards Parade, dove si svolge la cerimonia principale. Protagonisti assoluti sono i reparti della Household Division e della Household Cavalry, accompagnati dalle tradizionali bande reggimentali.
Negli ultimi anni Carlo III ha scelto di partecipare all’evento in carrozza, mentre il principe William, la principessa Anna e il principe Edoardo hanno continuato a sfilare a cavallo.
Kate Middleton, i piccoli principi e le grandi assenze
Accanto al sovrano sono presenti anche la regina Camilla e i principali membri della famiglia reale. Tra i più attesi, naturalmente, Kate Middleton con i figli George, Charlotte e Louis, protagonisti del tradizionale saluto dal balcone di Buckingham Palace.
Non dovrebbero invece esserci il principe Harry e Meghan Markle, che continuano a vivere negli Stati Uniti insieme ai loro figli. Assente anche il principe Andrea, ormai da tempo escluso dagli impegni pubblici della Corona.
Così, tra fanfare, cavalli e antiche uniformi, il Trooping the Colour continua a rappresentare uno dei simboli più riconoscibili della monarchia britannica e una delle tradizioni più amate dai sudditi di Sua Maestà.
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