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Gossip

Per gli ex Ferragnez continuano a volare gli stracci… e il parentado si fa sentire

Una crisi familiare che si è trasformato in un conflitto senza esclusione di colpi. Valentina Ferragni dedica una poesia alla sorella, mentre Mr Marra prende le difese del collega di podcast.

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    Con la separazione poteva sembrare che sulla crisi dei Ferragnez fosse calare il pietoso velo… o quantomeno il silenzio, opportuno finale per una relazione soprattutto in presenza di bambini innocenti. Poi le rivelazioni di Fabrizio Corona hanno sparigliato le carte, aprendo un nuovo capitolo del quale, sinceramente, avremmo volentieri fatto a meno. Per i più morbosi è uscito il nome della donna con cui il rapper ha avuto una relazione parallela durante gli anni di matrimonio con l’influencer. Naturalmente non è rimasta a guardare Chiara Ferragni… spiegando come si è sentita quando ha scoperto di «aver vissuto una totale presa in giro». Il tutto senza chiedersi se davvero a qualcuno i dettagli possano realmente interessare…

    Pure con Lauro: la passione dell’influencer per gli iper-tatuati

    Mentre l’ex re dei paparazzi strombazza di non aver ancora sparato tutte le sue cartucce – vere o presunte che siano – affermando che la Ferragni avrebbe avuto una liaison con Achille Lauro. In questo caso Fedez ha pensato bene di rimanere in silenzio. Chi mancava all’appello delle scempiaggini? Ma certo… le famiglie degli ex coniugi che, adesso, si schierano, alimentando il fuoco che covava sotto una brace mai doma.

    Un componimento della sorella Valentina

    Valentina Ferragni ha condiviso una poesia sui social, dedicata «a noi»: «Un giorno mi perdonerò del male che mi sono fatta. Del male che mi sono fatta fare. E mi stringerò così forte da non lasciarmi più». Un messaggio naturalmente rivolto alla sorella Chiara e a quello che sta attraversando in questi mesi.

    Cuore di mamma

    Anche Annamaria Berrinzaghi, madre di Federico Lucia, dice la sua sui social. Sotto a un suo post Instagram compare un commento che la tira in ballo: «La mammina non parla più?». La donna risponde al messaggio: «Ma qual è il vostro problema? È meglio che non parlo fidati, come non ha mai parlato nessuno di noi».

    In soccorso di Fedez pure Mr Marra

    Un chiaro intervento a sostegno, seppure in maniera indiretta a Fedez, arriva dal suo amico e collega di podcast Mr Marra: «Persone che hanno scopato negli anni con me senza dirmi che erano sposate, fidanzate e con figli, ora le leggo vomitare sui social come i peggiori puritani», ha scritto in una storia su Instagram. Proseguendo: «Sono sicuro che nelle loro teste neppure si sentono ipocrite, perché si auto-giustificano in chissà quale modo, rimuovendosi dall’equazione per sentirsi moralmente superiori». Che barba, che noia…

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      Gossip

      Selvaggia Lucarelli ribalta il GF Vip: “State facendo una pessima figura”, Ibiza diventa martire e Blu finisce nel mirino

      Parole durissime contro le concorrenti: Selvaggia accusa le donne della Casa di aver trasformato Ibiza in una vittima, poi affonda Blu. E Cesara Bonamici rincara la dose

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        Al Grande Fratello Vip il clima è ormai incandescente, ma a spostare davvero l’ago della bilancia ci pensano le parole fuori dalla Casa. E quando a parlare è Selvaggia Lucarelli, il risultato è quasi sempre una detonazione mediatica. Stavolta nel mirino finiscono le dinamiche tra le concorrenti e, in particolare, il caso Ibiza Altea.

        “Da ragione a torto”: Ibiza trasformata in martire

        Secondo Selvaggia Lucarelli, le donne della Casa hanno completamente sbagliato strategia. Partivano, almeno inizialmente, da una posizione di forza, ma qualcosa si è incrinato lungo il percorso. «Le donne della casa stanno facendo una pessima figura. Avevano tutte le ragioni del mondo e sono riuscite a passare dalla ragione al torto», ha commentato.

        Il punto centrale è uno solo: l’errore di aver trasformato Ibiza Altea in una vittima. Un passaggio chiave che, in un reality, può cambiare completamente la percezione del pubblico. Da concorrente contestata a figura quasi da difendere, il passo è breve. E a quanto pare, secondo la Lucarelli, è stato compiuto senza accorgersene.

        Blu nel mirino: “Trasparente, invisibile”

        Ma non finisce qui. Selvaggia ha deciso di puntare il dito anche contro Blu, con una descrizione che lascia poco spazio alle interpretazioni. «Blu tra le donne tu sei la più trasparente, invisibile. Ogni volta che c’è un conflitto ti sei mimetizzata tra il tappeto e il divano», ha detto, invitandola apertamente a uscire da quello che definisce un ruolo costruito.

        Una critica che va oltre il semplice giudizio televisivo e che tocca il modo di stare nel gioco. Perché in un contesto come quello del GF Vip, l’assenza o la neutralità possono diventare, paradossalmente, un problema tanto quanto l’eccesso.

        Bonamici rincara: “Se sei uscita dal grigio è grazie a Ibiza”

        A chiudere il cerchio arriva anche Cesara Bonamici, che decide di aggiungere un’ulteriore stoccata. «Blu se sei uscita dal grigio ricordati che lo devi a Ibiza eh», ha detto, rafforzando l’idea che la visibilità della concorrente sia legata proprio al conflitto.

        Un’affermazione che pesa, perché sottolinea come, in un reality, spesso siano gli scontri a costruire i personaggi. E senza Ibiza, secondo questa lettura, Blu rischierebbe di restare sullo sfondo.

        Nel frattempo, fuori e dentro la Casa, il dibattito continua a crescere. E con interventi così netti, la sensazione è che le dinamiche siano destinate a cambiare ancora. O almeno, a far discutere molto di più.

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          Gossip

          Eva Henger: “Mia figlia Mercedesz rapita da bambina”, il racconto shock

          Eva Henger ha raccontato il rapimento subito da Mercedesz quando era solo una bambina. Una vicenda sconvolgente che l’ha segnata per sempre.

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            Eva Henger ha vissuto momenti di puro terrore quando sua figlia Mercedesz era ancora molto piccola. L’attrice ha rivelato un drammatico episodio avvenuto molti anni fa, quando la bambina fu rapita da una vicina di casa. Un trauma che ancora oggi la fa rabbrividire al ricordo di quei momenti.

            “Mercedesz a due anni è stata rapita dalla vicina di casa”, ha raccontato Henger. “Mi sono distratta un attimo e non l’ho più trovata accanto a me”. Un evento che ha scatenato immediatamente il panico, soprattutto perché all’epoca la bambina era particolarmente vivace. “Nel condominio la chiamavano ‘figlia del Diavolo’, ma io ho capito subito che non si trattava di una sua fuga. Qualcosa non andava”.

            La Henger ha spiegato che il suo primo pensiero fu quello di chiedere aiuto alla suocera e alla migliore amica, ma a dare un’intuizione fondamentale fu proprio la suocera: “Si è ricordata di questa signora, una vicina che non stava bene mentalmente e che ogni volta che vedeva Mercedesz diceva che lei sarebbe dovuta essere sua figlia”.

            Dopo ore di angoscia, finalmente la svolta: la Henger si è recata a casa della vicina e ha trovato la bambina dopo cinque ore di ricerca disperata. “Abbiamo bussato alla porta, ma ci hanno aperto solo i figli maschi di questa donna, che erano impauriti. Mercedesz era in una stanza da sola, piangeva con in mano un Nintendo. Ho avuto paura di non rivederla mai più, perché in quegli anni c’erano molti casi di rapimenti di bambini piccoli”.

            Fortunatamente, l’incubo si è concluso con il ritrovamento della bambina, che oggi ha rimosso quasi completamente il ricordo di quella terribile esperienza. “Ricordo solo di aver giocato in una stanza da sola”, ha raccontato Mercedesz, minimizzando inconsapevolmente l’enorme spavento vissuto dalla madre.

            Un episodio sconvolgente, che Eva Henger ha deciso di condividere solo ora, aggiungendo un tassello inedito alla sua storia personale e al suo rapporto con la figlia.

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              Reali

              William e Harry: il cognome che usavano prima del matrimonio

              I figli di Re Carlo III, prima di ricevere i titoli nobiliari, avevano adottato un cognome che omaggiava il padre. Una tradizione reale poco nota che ha segnato la loro giovinezza e il loro servizio militare.

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                Non tutti sanno che, prima di diventare il duca di Cambridge e il duca di Sussex, William e Harry avevano un cognome differente. Essendo membri di alto rango della famiglia reale britannica, nei loro certificati di nascita non compare un cognome ufficiale, ma per gran parte della loro vita ne hanno utilizzato uno ispirato al titolo del padre, Re Carlo III.

                Nei primi anni 2000, durante il servizio militare, i due fratelli adottarono il cognome “Wales” (Galles), in omaggio a Carlo, all’epoca principe di Galles. Le immagini dell’epoca li ritraggono con le divise riportanti i nomi “William Wales” e “Harry Wales”, una pratica comune per i reali, che spesso assumevano il titolo del genitore come cognome in contesti ufficiali, come scuole e forze armate. Questo sistema permetteva loro di avere un’identità più semplice e gestibile nei contesti istituzionali, senza complicazioni dinastiche.

                Il cambio definitivo avvenne con il matrimonio. Nel 2011, quando William sposò Kate Middleton, ricevette il titolo di duca di Cambridge e iniziò a essere identificato come William Cambridge. Tuttavia, nel 2022, dopo la morte della regina Elisabetta II, gli è stato conferito il titolo di principe di Galles, e da allora ha ripreso a utilizzare il cognome “Wales”. I suoi tre figli – George, Charlotte e Louis – lo hanno seguito, adottando ufficialmente il cognome “Wales” per la scuola e altri contesti.

                Harry, invece, con il matrimonio del 2018 con Meghan Markle, divenne duca di Sussex e assunse il cognome “Sussex”, lo stesso che portano oggi i suoi figli, Archie e Lilibet. Inizialmente registrati come Mountbatten-Windsor, dopo l’ascesa al trono di Carlo III hanno assunto il titolo di principi di Sussex. Anche Meghan ha adottato il cognome, sottolineando pubblicamente quanto fosse importante per lei condividere il nome con il marito e i figli, rafforzando così il senso di unità familiare.

                Questo passaggio non è solo una formalità, ma un segno dell’evoluzione della monarchia britannica, in cui i titoli nobiliari definiscono non solo il ruolo pubblico, ma anche l’identità familiare di chi li porta.

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