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Camihawke detta le regole del fidanzato ideale e Tananai passa l’esame: gentilezza, cura e casa quasi pronta

La risposta sembra cucita addosso a Tananai, che poche sere fa le ha organizzato una cena a sorpresa per il compleanno. Intanto i lavori della casa in cui andranno a vivere insieme sarebbero ormai quasi finiti.

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Tananai

    Camilla Boniardi, in arte Camihawke, ha spiegato ai fan su YouTube quali caratteristiche deve avere il suo fidanzato ideale. E qui il punto diventa interessante, perché il fidanzato in questione non è esattamente uno qualunque, ma Alberto Cotta Ramusino, per il pubblico Tananai. Cantante, ex re dell’ironia sanremese, volto ormai stabilmente entrato nel pop italiano e, a quanto pare, anche uomo capace di superare l’esame più difficile: quello dell’educazione quotidiana.

    Camihawke non ha parlato di addominali, conti in banca, fascino da copertina o pose da maschio tenebroso che non deve chiedere mai. Ha scelto criteri molto più pericolosi, perché non si possono fingere a lungo: gentilezza, educazione, cura. Soprattutto cura dello spazio e delle persone intorno. Tradotto: puoi anche essere bello, famoso, creativo e desiderato, ma se tratti male un cameriere, rispondi storto a tua madre o vivi come se il mondo fosse il tuo camerino personale, sei fuori.

    E in questo piccolo manifesto sentimentale, Tananai sembra uscire piuttosto bene. Anche perché poche sere fa le ha organizzato una cena a sorpresa per il compleanno, gesto romantico ma senza quella patina stucchevole da fidanzatino social in cerca di applausi. Una cosa semplice, affettuosa, pensata. Esattamente quella “cura” di cui Camihawke parla quando descrive ciò che per lei conta davvero in una relazione.

    Camihawke e le regole del fidanzato ideale

    Sul suo canale YouTube, Camihawke ha risposto alle domande dei fan e ha raccontato con grande chiarezza cosa considera fondamentale in un compagno. “Deve avere gentilezza, educazione, cura”, ha spiegato, aggiungendo che per lei conta moltissimo il modo in cui una persona si rapporta con lo spazio e con chi le sta intorno.

    Non è una risposta banale, anche se sembra semplice. Perché Camihawke non parla solo di buone maniere da primo appuntamento, quelle che tutti riescono a recitare per un paio d’ore davanti a un calice di vino e a una tartare. Parla di atteggiamento profondo. Di come una persona occupa il mondo. Di come si muove tra genitori, fratelli, sorelle, camerieri, sconosciuti.

    Ed è lì che cascano molti romantici da copertina. Perché il vero test non è come ti guardano quando vogliono conquistarti, ma come trattano chi non devono conquistare. Il cameriere. Il tassista. Il parente noioso. La persona che non serve a niente nella loro personale scalata all’ego. Camihawke, da questo punto di vista, sembra avere le idee molto chiare: il fascino passa, la cafonaggine resta.

    Tananai tra romanticismo e cena a sorpresa

    Nel frattempo Tananai, almeno da quello che filtra, sembra giocarsi bene la partita. Poche sere fa ha organizzato una cena a sorpresa per il compleanno di Camihawke, confermando quella dimensione tenera e concreta che negli ultimi tempi ha reso la coppia una delle più seguite e meno respingenti del panorama pop-social italiano.

    Perché diciamolo: molte coppie famose sembrano costruite per provocare orticaria dopo tre stories. Troppi cuori, troppe frasi motivazionali, troppi tramonti con didascalie scritte come biglietti dei cioccolatini. Camihawke e Tananai, invece, funzionano perché sembrano avere un equilibrio più umano. Si vedono, si raccontano il giusto, non trasformano ogni gesto in una conferenza stampa sentimentale.

    La cena a sorpresa rientra perfettamente in questa narrazione: abbastanza romantica da far sospirare i fan, abbastanza normale da non sembrare una scenografia montata per Instagram. Tananai, che sul palco può giocare con leggerezza e malinconia, nella vita privata sembra puntare su gesti più misurati. E forse proprio per questo più efficaci.

    La casa insieme è quasi pronta

    A rendere tutto ancora più serio c’è poi il capitolo casa. I lavori dell’abitazione in cui Camihawke e Tananai andranno a vivere insieme sarebbero ormai quasi terminati. E qui il romanticismo smette di essere solo una cena a sorpresa e diventa qualcosa di molto più concreto: piastrelle, mobili, spazi condivisi, armadi da dividere e inevitabili discussioni su dove mettere le cose.

    La convivenza, del resto, rappresenta il vero talent show delle coppie. Altro che palco, applausi e fan adoranti. Il banco di prova arriva quando bisogna capire chi lascia le tazze nel lavandino, chi occupa il bagno per troppo tempo, chi sistema davvero la casa e chi dice “poi lo faccio” con una credibilità sempre più fragile.

    E qui torna perfettamente il discorso di Camihawke sulla cura dello spazio. Non è un dettaglio secondario. Per vivere insieme non basta amarsi, desiderarsi, stimarsi o farsi ridere. Serve anche rispetto per i luoghi comuni, attenzione alle abitudini dell’altro, capacità di non trasformare la casa in una zona franca dell’ego. Se davvero Tananai possiede questa cura, allora parte avvantaggiato.

    Gentilezza, educazione e camerieri: il test che non mente

    La parte più interessante della risposta di Camihawke riguarda il modo in cui la persona che le piace si rapporta con genitori, fratelli, sorelle, camerieri e sconosciuti. È un dettaglio che dice moltissimo. Perché lì non c’è glamour, non c’è seduzione, non c’è posa. C’è solo carattere.

    Il modo in cui qualcuno tratta un cameriere resta uno dei grandi test sentimentali non ufficiali. Se una persona diventa arrogante appena sente di avere un minimo di potere, difficilmente migliorerà nella vita privata. Magari all’inizio porta fiori, manda messaggi dolci e organizza cene romantiche. Poi, però, prima o poi viene fuori il modo in cui guarda gli altri. E quello non lo filtri con una buona luce.

    Camihawke sembra averlo capito benissimo. La sua idea di amore non passa dal principe azzurro, ma da una qualità molto più rara: la capacità di essere gentili anche quando nessuno ti sta guardando. Che poi, per una coppia esposta come la sua con Tananai, è forse la vera forma di lusso.

    Camihawke e Tananai, una coppia che piace perché non urla

    Il successo pubblico della coppia Camihawke-Tananai nasce anche da questo: non sembra una coppia costruita per urlare. Non vendono continuamente il loro amore come un prodotto in limited edition, non sembrano ossessionati dal dover dimostrare qualcosa ogni giorno, non danno l’impressione di vivere dentro una campagna pubblicitaria permanente.

    Lei ha una comunicazione intelligente, ironica, molto riconoscibile. Lui ha costruito negli ultimi anni un’immagine da artista sensibile, autoironico, capace di passare dalla leggerezza alla malinconia senza sembrare finto. Insieme, almeno per ora, funzionano perché non sembrano inseguire la perfezione patinata. Sembrano più interessati a una normalità affettuosa, che nel mondo dei famosi è quasi una stranezza esotica.

    La casa quasi pronta, la cena a sorpresa, le parole sulla gentilezza: messi insieme, questi elementi raccontano una coppia che sta entrando in una fase più adulta. Meno gossip da avvistamento, più costruzione quotidiana. Meno “stanno insieme o no?”, più “come si vive insieme senza perdere la testa?”.

    Tananai promosso da Camihawke?

    Alla fine la domanda viene spontanea: Tananai passa l’esame di Camihawke? Da quello che lei racconta e da quello che si vede, sembrerebbe proprio di sì. Non perché sia famoso, non perché sia Tananai, non perché riempia palchi o faccia cantare il pubblico. Ma perché, almeno nella narrazione che emerge, incarna proprio quelle qualità che lei considera decisive.

    Gentilezza, educazione, cura. Tre parole semplici, ma abbastanza impegnative da mettere in crisi mezzo mercato sentimentale nazionale. Camihawke le ha pronunciate con naturalezza, ma dentro c’è una piccola rivoluzione: l’uomo ideale non deve fare il fenomeno, deve saper stare al mondo.

    E se poi quello stesso uomo ti organizza una cena a sorpresa per il compleanno e sta per condividere con te una casa quasi finita, il quadro diventa ancora più chiaro. Altro che maschio misterioso, tormentato e ingestibile. Camihawke sembra preferire uno che sa amare senza fare casino. E Tananai, per ora, pare aver capito benissimo lo spartito.

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      «Mi ha chiesto il liquido seminale per posta per avere un figlio con me»: la sconcertante confessione di Michele Bravi sulla sua fan

      Ospite nel salotto digitale di MySecretCase, l’ex vincitore di X Factor ha rivelato un episodio surreale di fanatismo. Una donna, dopo lunghi appostamenti sotto casa e lettere ai genitori, ha chiesto direttamente alla madre del cantante il materiale genetico del figlio

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      «Mi ha chiesto il liquido seminale per posta per avere un figlio con me»: la sconcertante confessione di Michele Bravi sulla sua fan

        L’amore dei fan, si sa, a volte devia in autostrade senza casello. Lo scopre a sue spese Michele Bravi, che racconta un aneddoto da neurodeliri. Ospite nel salotto digitale di MySecretCase, l’ex fanciullo di X Factor ha scoperchiato il vaso di Pandora del fanatismo d’appartamento. Roba da far impallidire i vecchi feticisti del pop. Non parliamo dei soliti bigliettini strappalacrime lanciati sul palco, ma di una vera e propria scalata alla genitrice.

        L’assedio sotto casa e la corrispondenza con la famiglia

        Una signora decisamente tenace ha scambiato il marciapiede del musicista per il red carpet di Sanremo. Presidio fisso, occhi puntati alle finestre e, come se non bastasse, una fitta corrispondenza con i genitori del ragazzo.

        Il silenzio della famiglia di fronte alle prime missive non ha scoraggiato l’ammiratrice, anzi ha acceso la fantasia della mittente. Il culmine dell’assurdo si raggiunge quando la fan decide di saltare l’intermediario e puntare direttamente alla suocera ideale.

        La folle richiesta epistolare e il sogno procreativo

        La missiva recapitata alla madre conteneva infatti un progetto biologico ben preciso, nato da una rivelazione notturna. La fan dichiarava di aver sognato di essere la prescelta per dare una discendenza al cantante.

        Davanti al muro del silenzio, la stalker non si è arresa, arrivando a chiedere formalmente il “materiale genetico”, alias il liquido seminale dell’idolo, per vie epistolari. Una richiesta liquidata dal diretto interessato con una battuta fulminante: «Chiaramente gliel’ho dato perché mi sembrava scortese poi…». La gloria, a volte, ha un prezzo decisamente bizzarro.

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          «A 48 anni vivo ancora con i miei e mio padre mi dà la paghetta»: l’incredibile confessione di Genny Urtis tra chirurgia, soldi e fede

          Ospite del podcast Radici condotto da Ughetta Di Carlo, la nota chirurga estetica Genny Urtis traccia un bilancio della sua vita. Tra la totale indifferenza per il denaro, una figura paterna ingombrante e le trasformazioni fisiche, emerge il ritratto di una personalità complessa

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          «A 48 anni vivo ancora con i miei e mio padre mi dà la paghetta»: l'incredibile confessione di Genny Urtis tra chirurgia, soldi e fede
          «A 48 anni vivo ancora con i miei e mio padre mi dà la paghetta»: l'incredibile confessione di Genny Urtis tra chirurgia, soldi e fede

            Conosciuta al grande pubblico come il chirurgo estetico dei vip, Genny Urtis, 48 anni, traccia un bilancio della sua vita: dall’infanzia ai progetti futuri, passando per il presente. Ospite del podcast Radici di Ughetta Di Carlo, Urtis riflette sul significato del cambiamento e sul rapporto con i genitori. «Nonostante la mia età, vivo ancora a casa con i miei», rivela, aprendo una finestra inedita e per certi versi inaspettata sulla sua quotidianità lontano dalle riflettori della televisione e dei social network.

            La gestione del denaro e il legame profondo con la famiglia

            «Io sono quella che tiene unita la famiglia», spiega Genny. I genitori Ada Tommasi e Antonio Urtis, oggi ottantenni, sono sempre stati una presenza ingombrante nella sua vita. L’aspetto più curioso riguarda proprio il rapporto che Urtis ha con il denaro: «Mio padre mi dà ancora la paghetta per uscire, gestisce tutto lui. È un po’ padre padrone», dice. Ma alla 48enne dei soldi importa ben poco: «Non gli do valore: vado a lavorare perché bisogna produrli, ma non spendo niente. Al mese non so quanto entra, quanto esce», confessa.

            Proprio sull’educazione condivide un pensiero controcorrente: «Spesso si crede che siano i genitori a dover educare i figli, ma è il contrario: devi far capire loro cosa vuoi dalla vita». Un legame solido, quello con mamma e papà, costruito anche attraverso la capacità di accettare le sue trasformazioni. «Dopo un po’ la mia immagine mi annoia e mi piace cambiare. I miei si sono dovuti abituare», racconta. E, guardando al passato, aggiunge con una punta di orgoglio: «Ho dato tante soddisfazioni, possono dirmi poco».

            La chirurgia come rinascita e l’inattesa parentesi mistica

            L’altro grande tema dell’intervista è il cambiamento, che per Genny Urtis passa anche dal rapporto con il proprio aspetto. «La chirurgia è un modo per voltare pagina. Le trasformazioni le ho subite dopo le delusioni», spiega, raccontando come alcuni momenti difficili abbiano finito per riflettersi anche sulla percezione di sé. Cambiare, del resto, sembra essere parte della sua indole profonda.

            Tra le rivelazioni più inattese c’è anche un episodio legato alla sua giovinezza. A 20 anni, infatti, Genny Urtis decide di ritirarsi per un mese in un monastero insieme a un’amica. «È stato bellissimo», ricorda, raccontando di aver persino pensato di intraprendere la vita religiosa: «Volevo farmi prete ma poi ho capito che non faceva per me». Un capitolo lontanissimo dalla persona che il pubblico avrebbe conosciuto negli anni successivi, ma che contribuisce a delineare una personalità decisamente difficile da incasellare.

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              Chiara Ferragni, malore in Perù dopo la scalata a 5mila metri: «Mi sembrava di non respirare». Poi la maschera con l’ossigeno

              L’influencer racconta sui social il malessere durante il viaggio con il fidanzato José Hernández. Dopo l’escursione sul Vinicunca, il malore mentre mangiava una pizza: in hotel le consigliano quindici minuti di ossigeno.

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                Una foto con la mascherina sul volto e la bombola dell’ossigeno accanto, il fidanzato José Hernández vicino a lei e qualche momento di comprensibile preoccupazione. La vacanza di Chiara Ferragni in Perù ha avuto un imprevisto dopo l’escursione sul Vinicunca, la celebre Montagna dei Sette Colori che supera i cinquemila metri di altitudine.

                A raccontare l’episodio è stata la stessa influencer sui social. Ferragni ha spiegato di avere affrontato l’escursione senza particolari problemi e di essersi inizialmente stupita perché, mentre altre persone accusavano gli effetti dell’altitudine, lei si sentiva bene.

                Il malessere è arrivato successivamente e in una situazione decisamente meno estrema: mentre stava mangiando una pizza.

                Chiara Ferragni e il malore durante la vacanza in Perù

                Ferragni ha raccontato di avere avvertito improvvisamente un forte malessere, con una sensazione di calore e la percezione che il corpo non rispondesse normalmente. Una situazione che l’ha preoccupata abbastanza da chiedere aiuto una volta rientrata in hotel.

                A tranquillizzarla ha contribuito anche la presenza nel gruppo di viaggio di diversi amici medici. Dopo aver descritto i sintomi, le hanno spiegato che il problema poteva essere collegato all’altitudine e le hanno consigliato di respirare ossigeno per qualche minuto.

                Da qui l’immagine pubblicata sui social: Chiara con la mascherina collegata alla bombola e José Hernández al suo fianco.

                La terapia è durata circa un quarto d’ora. Secondo quanto raccontato dalla stessa Ferragni, dopo 15 minuti di ossigeno il malessere è passato e ha recuperato le forze.

                La scalata al Vinicunca, oltre cinquemila metri sulle Ande

                Nei giorni precedenti Ferragni aveva raggiunto il Vinicunca, una delle mete più spettacolari e frequentate delle Ande peruviane. Conosciuto anche come Rainbow Mountain o Montagna dei Sette Colori, supera i 5.000 metri di quota e deve il suo aspetto alle diverse stratificazioni minerali che colorano il terreno.

                Il periodo tra maggio e settembre coincide con la stagione secca peruviana ed è tra quelli più indicati per visitare la zona, grazie alle minori precipitazioni e alla maggiore probabilità di trovare il cielo sereno.

                La quota, tuttavia, rappresenta la vera difficoltà dell’escursione. Sopra i 2.500-3.000 metri alcune persone possono accusare i sintomi del mal di montagna, chiamato comunemente soroche in Perù.

                Cos’è il soroche e perché negli hotel c’è l’ossigeno

                Il mal di montagna può provocare mal di testa, nausea, vertigini, affaticamento e difficoltà respiratorie. La possibilità di svilupparlo non dipende semplicemente dall’età o dall’allenamento fisico e l’acclimatazione alla quota riveste un ruolo importante.

                Nelle località andine frequentate dai turisti, a cominciare da Cusco, non è quindi insolito trovare strutture attrezzate con bombole di ossigeno da utilizzare in caso di necessità.

                Nel caso di Ferragni tutto si è risolto rapidamente. Nessun ricovero e nessuna conseguenza sul viaggio: dopo quei quindici minuti con la mascherina, l’influencer ha raccontato di essersi ripresa. Resta lo scatto con la bombola d’ossigeno a documentare l’imprevisto di una vacanza trascorsa, almeno per qualche giorno, a quote decisamente lontane da quelle di Milano.

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