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Edelfa Chiara Masciotta: l’ex Miss Italia e una scelta di cuore, lontano dai riflettori

Dopo la diagnosi di diabete di tipo 1 del suo primogenito, Edelfa Chiara Masciotta ha lasciato il mondo dello spettacolo per essere presente al 100% nella vita di suo figlio. Un percorso di sacrificio che l’ha portata a trovare nuove gratificazioni personali e professionali.

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    Nella frenesia dello showbiz, è raro trovare qualcuno disposto a sacrificare la propria carriera per amore familiare. Edelfa Chiara Masciotta, ex Miss Italia 2005, ha fatto esattamente questo. Dopo un percorso ricco di successi nel mondo dello spettacolo, ha preso una decisione coraggiosa e altruista: lasciare tutto per dedicarsi completamente al benessere del suo primogenito.

    La malattia del figlio

    Quando suo figlio è stato diagnosticato con diabete di tipo 1 all’età di tre anni, Edelfa non ha esitato a mettere la sua carriera in secondo piano. “La mia decisione è stata dettata dall’amore per mio figlio e dalla necessità di garantirgli il miglior supporto possibile. Dovevo essere presente per lui al cento per cento”, afferma con convinzione.

    Lontana dai riflettori

    La scelta di abbandonare la sua carriera ha certamente avuto un impatto significativo sulla sua vita. La transizione, ammette, non è stata facile: “Affrontare le sfide quotidiane legate alla gestione del diabete di mio figlio è stato impegnativo, ma mi ha reso più forte e determinata nel mio ruolo di madre”. Tuttavia, Edelfa ha trovato sostegno nella famiglia e negli amici più stretti, e questo l’ha aiutata a navigare attraverso le difficoltà.

    Nonostante il cambiamento radicale, Edelfa non ha mai avuto rimpianti. “La salute e il benessere di mio figlio sono sempre stati la mia priorità assoluta. Non ho mai avuto alcun ripensamento sulla scelta che ho fatto”. L’ex Miss Italia ha saputo reinventarsi e trovare nuove gratificazioni professionali: “Dopo aver lasciato il mondo dello spettacolo, ho intrapreso nuove sfide e ho trovato soddisfazione nella mia attività di interior designer”.

    Trovare un equilibrio tra la vita personale e le aspirazioni professionali è stato sfidante, ma Edelfa ha imparato a gestire entrambe le cose con successo. “Essere una madre impegnata non mi ha impedito di perseguire i miei obiettivi, ma mi ha insegnato a valorizzare il tempo trascorso con la mia famiglia”, conclude.

    Questa storia di sacrificio e determinazione dimostra come, anche di fronte a sfide significative, è possibile trovare nuovi percorsi e soddisfazioni senza perdere di vista ciò che conta davvero nella vita.

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      Personaggi

      Sonia Bruganelli ricorda il ricovero della figlia Silvia e lancia un appello: «Donare gli organi può dare un senso al dolore»

      La richiesta di una madre incontrata in ospedale riporta Sonia Bruganelli ai giorni del ricovero della figlia Silvia. Da quel ricordo nasce un appello intenso sulla donazione degli organi, rivolto soprattutto a chi si trova ad affrontare la perdita più dolorosa.

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        Sonia Bruganelli torna sui social con un messaggio che nasce da un dolore vissuto in prima persona. A riportarla ai giorni del lungo ricovero della figlia Silvia all’ospedale Bambino Gesù è stata la richiesta di un’altra madre, conosciuta proprio tra quelle stanze, la cui bambina aspetta da cinque mesi un trapianto di cuore.

        La richiesta che riapre una ferita

        La donna ha chiesto a Sonia di poter utilizzare l’account Kids che Silvia e Angelo Madonia usavano per guardare i cartoni animati durante il ricovero.

        Un gesto semplice, ma capace di riaprire ricordi ancora difficili da affrontare. «In un attimo sono tornata con la testa lì dentro e ho pianto. Un pianto che purtroppo non era solo di gratitudine per essere fuori da quelle mura ma, mi sono resa conto, era un pianto di immensa e profonda rabbia», ha raccontato.

        Il dolore dei bambini e delle famiglie

        Bruganelli ha spiegato che quella rabbia nasce dal ricordo della sofferenza della figlia e dalla consapevolezza di quanti bambini continuino ogni giorno a lottare in ospedale.

        «Veder soffrire un figlio è straziante, veder soffrire un bimbo malato è terribile, ma non oso nemmeno immaginare il dolore di un genitore che perde un figlio per un incidente stradale», ha scritto.

        Parole con cui ha provato a raccontare uno strazio che, ammette, neppure la sua mente abituata al dolore riesce davvero a concepire.

        L’appello di Sonia Bruganelli sulla donazione degli organi

        Il ricordo personale si trasforma così in un appello. La bambina ricoverata al Bambino Gesù continuerà a guardare i cartoni con l’account lasciato da Silvia, mentre aspetta un cuore compatibile.

        Sonia ha citato Vasco Rossi e il verso «Voglio trovare un senso a questa vita, anche se questa vita un senso non ce l’ha», per spiegare il significato che attribuisce alla donazione.

        «È contro natura sopravvivere a un figlio, ma riuscire a trovare la forza e la lucidità, nel momento più buio della vita di un genitore, di donare gli organi credo sia l’unico modo possibile per “dare un senso” a qualcosa che davvero un senso non ce l’ha», ha scritto.

        Trasformare il dolore in speranza

        L’appello di Sonia Bruganelli non cancella la sofferenza, ma prova a trasformarla in una possibilità concreta per chi continua ad aspettare.

        La donazione degli organi diventa, nelle sue parole, un gesto capace di offrire una speranza a un’altra famiglia proprio nel momento in cui tutto sembra perduto. Un messaggio nato da una ferita ancora aperta e dalla volontà di non lasciare che quel dolore resti senza voce.

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          Personaggi

          Michelle Hunziker rivela perché lei ed Eros Ramazzotti non sono mai tornati insieme: «Ci amavamo ancora»

          Intervistata da Vanity Fair, Michelle Hunziker spiega perché lei ed Eros Ramazzotti non hanno mai tentato davvero di ricominciare. La separazione arrivò mentre si amavano ancora, lasciando una ferita troppo profonda. Oggi tra loro resta un legame trasformato, senza possesso e fondato sull’affetto.

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            Michelle Hunziker ed Eros Ramazzotti sono mai stati davvero sul punto di tornare insieme? La domanda accompagna la coppia da anni e si è riaccesa dopo le immagini del matrimonio della figlia Aurora con Goffredo Cerza, quando i due ex sono apparsi sorridenti, complici e perfettamente a proprio agio l’uno accanto all’altra. La risposta della conduttrice, però, chiarisce perché quel ritorno di fiamma non sia mai avvenuto.

            «Ci siamo lasciati mentre ci amavamo ancora»

            Intervistata da Vanity Fair, Michelle Hunziker ha raccontato che la fine del matrimonio con Eros Ramazzotti arrivò nel momento peggiore possibile, quando il sentimento tra loro era ancora fortissimo.

            «Ci siamo dovuti lasciare in un momento in cui ci amavamo terribilmente: spezzare un amore all’apice è la cosa peggiore che ti possa capitare. Eravamo giovani e impreparati a difenderlo», ha spiegato.

            Proprio il dolore causato da quella rottura avrebbe reso impossibile provare a ricostruire il rapporto. «Il dolore è stato troppo grande, ecco perché non siamo tornati insieme», ha aggiunto.

            L’amore per Eros si è trasformato

            La separazione non ha cancellato il posto che il cantante continua a occupare nella vita di Michelle.

            «Ho capito che quell’uomo avrà sempre uno spazio nel mio cuore. E lo spazio si è evoluto, è diventato un amore senza possesso, un amore ancora più bello», ha raccontato.

            La conduttrice dice di credere profondamente nella possibilità di conservare nella propria vita le persone amate, anche quando la relazione sentimentale finisce. Un principio che applica anche al rapporto con Tomaso Trussardi, padre delle figlie Sole e Celeste.

            «Le persone che ho amato devono rimanere nella mia vita. È il mio più grande obiettivo», ha dichiarato.

            L’appello alle coppie che si separano

            Michelle Hunziker ha approfittato dell’intervista per rivolgersi ai genitori alle prese con una separazione difficile.

            «A chi si sente ferito dal partner, è arrabbiato e ha il cuore stretto dico di non usare i figli come mezzo di ricatto: è la peggior violenza psicologica che si possa infliggere loro», ha affermato.

            La conduttrice invita inoltre a scegliere professionisti capaci di ridurre il conflitto e di mettere al centro l’interesse dei bambini. «È fondamentale che arrivi forte e chiara una certezza: l’amore genitoriale rimane», ha spiegato, ricordando di conoscere bene la sofferenza dei figli di genitori separati.

            Il primo incontro con Eros e quel concerto da bambina

            Michelle ha ricordato anche il primo vero incontro con Eros, avvenuto quando aveva diciotto anni in una discoteca di Milano Marittima. In realtà, però, lo aveva già visto molti anni prima.

            A undici anni aveva assistito a un suo concerto a Berna, dopo avere aspettato per ore l’apertura dei cancelli. Travolta dall’emozione, era svenuta durante l’esibizione e si era risvegliata in infermeria accanto alla madre del cantante.

            «Il destino, che meraviglia», ha commentato. Il giorno successivo un’amica le mostrò una fotografia scattata con Eros, mentre lei quasi non era riuscita a vederlo. «Però poi l’ho sposato», ha ricordato con ironia.

            La setta e gli anni più difficili

            La rottura con Ramazzotti si intrecciò anche con uno dei periodi più delicati della vita di Michelle, quando finì sotto l’influenza di un gruppo che cercò progressivamente di allontanarla dai suoi affetti.

            «Ogni tanto mi tornano alla mente dei flash», ha raccontato, spiegando però di riuscire oggi a guardare quel passato con orgoglio per esserne uscita.

            Un passaggio decisivo fu la scrittura del libro Una vita apparentemente perfetta. «Non ho omesso alcun dettaglio: vivere di nuovo quello che ho attraversato in scala uno a uno mi ha salvata», ha detto.

            Oggi Michelle Hunziker considera quell’esperienza una ferita elaborata, ma anche una lezione. E sul rapporto con Eros resta una certezza: non sono tornati insieme, ma il sentimento non è scomparso. Ha semplicemente cambiato forma.

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              Diletta Leotta vende il super attico di Milano: la trattativa è top secret e c’entra anche la privacy

              Dopo la nascita del secondo figlio Leonardo, Diletta Leotta e Loris Karius starebbero cercando una nuova casa. La vendita del prestigioso attico milanese, però, si svolgerebbe nel massimo riserbo, lontano da annunci pubblici e occhi indiscreti.

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                Diletta Leotta sarebbe pronta a cambiare casa e ad aprire un nuovo capitolo della sua vita familiare. Secondo quanto riportato da Vanity Fair, la conduttrice di DAZN avrebbe deciso di mettere in vendita il suo esclusivo attico nel centro di Milano, scegliendo però una strada molto lontana dai riflettori: nessun annuncio pubblico, nessun cartello e trattative condotte nella massima riservatezza.

                Una casa nuova per la famiglia di Diletta Leotta

                La decisione arriverebbe in un momento particolarmente importante per la vita privata della conduttrice.

                Lo scorso maggio la famiglia si è allargata con la nascita di Leonardo, secondo figlio avuto insieme al marito Loris Karius, dopo l’arrivo della primogenita Aria nell’agosto del 2023.

                Diletta e il portiere tedesco, sposati dal 22 giugno 2024, continuano oggi a dividersi tra Milano e la Germania. Mentre la giornalista porta avanti gli impegni televisivi con DAZN, Karius difende la porta dello Schalke 04, club con il quale ha conquistato la promozione in Bundesliga nella stagione appena conclusa.

                Una quotidianità costruita tra due Paesi e tre lingue – italiano, tedesco e inglese – che potrebbe richiedere spazi diversi rispetto al passato.

                Perché Diletta Leotta vuole vendere il suo attico

                Secondo la ricostruzione di Vanity Fair, la necessità di una casa più grande non sarebbe l’unico motivo della scelta.

                La conduttrice vorrebbe infatti proteggere maggiormente la propria vita privata, allontanandosi dall’attenzione costante di fotografi, droni, paparazzi e curiosi che negli anni hanno spesso seguito ogni suo spostamento.

                L’obiettivo sarebbe trovare un’abitazione capace di garantire una maggiore riservatezza, soprattutto ora che la famiglia è cresciuta e la serenità domestica rappresenta una priorità.

                Una vendita nel massimo riserbo

                Anche il modo in cui starebbe avvenendo la cessione dell’immobile confermerebbe questa volontà di discrezione.

                Sempre secondo Vanity Fair, non sarebbero comparsi cartelli “vendesi” né annunci pubblici riconducibili all’attico della conduttrice. Le trattative procederebbero esclusivamente attraverso canali riservati, evitando qualsiasi esposizione mediatica.

                Per Diletta Leotta, il cambio di casa rappresenterebbe così non soltanto un investimento immobiliare, ma anche la scelta di costruire uno spazio più protetto per la propria famiglia, lontano dai riflettori che da anni accompagnano la sua vita pubblica.

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