Personaggi
Fabrizio Corona battezza il figlio Thiago: un giorno di gioia e rinascita nella chiesa di Santa Maria del Carmine
Tra fede, emozione e simbolismo, Fabrizio Corona condivide sui social le immagini del battesimo del figlio, parlando di serenità e nuovi inizi. Una cerimonia che suggella anche l’amicizia con il suo storico legale.
Un momento di pace, intimità e rinascita per Fabrizio Corona, che questa mattina, 18 ottobre, ha battezzato il suo primogenito Thiago, nato il 21 dicembre 2024, nella parrocchia di Santa Maria del Carmine a Milano. L’ex re dei paparazzi ha condiviso la gioia del momento con i suoi follower, pubblicando un video sui social accompagnato da un messaggio semplice ma carico di significato:
“Thiago, che tu possa essere sereno e stare bene.”
Parole che lasciano trasparire un’emozione autentica, quella di un padre che, dopo anni di vita turbolenta, cerca oggi di costruire una dimensione familiare più stabile e consapevole.
Accanto a lui, durante la cerimonia, la compagna Sara Barbieri, madre del piccolo, che ha accompagnato con dolcezza ogni momento del rito. Presenti solo familiari e amici intimi, in un’atmosfera raccolta e discreta, come voluto dallo stesso Corona.
I padrini: l’avvocato e amico Ivano Chiesa ed Eva Sanna
A suscitare curiosità sono stati i nomi dei padrini scelti per il piccolo Thiago. Corona ha voluto al suo fianco due figure di riferimento nella sua vita personale e professionale: l’avvocato Ivano Chiesa e Eva Sanna.
Ivano Chiesa, classe 1958, è uno dei penalisti più noti d’Italia. Nato a Monza, si è laureato con lode in giurisprudenza all’Università di Milano, iniziando la carriera in uno studio legale del capoluogo lombardo prima di aprire il proprio studio. Durante gli anni di Mani Pulite, ha seguito casi di grande risonanza mediatica, distinguendosi per rigore e competenza.
Negli ultimi anni, Chiesa è diventato il legale di fiducia di Fabrizio Corona, difendendolo in diversi procedimenti giudiziari e accompagnandolo in un percorso di recupero personale e pubblico. La sua presenza al battesimo, in veste di padrino, non è solo simbolica: rappresenta un legame umano profondo, costruito nel tempo sulla fiducia reciproca.
La madrina, invece, è Eva Sanna, figura meno nota al grande pubblico ma vicina alla coppia. Una scelta che conferma il desiderio di Fabrizio e Sara di circondare il loro bambino di persone fidate, legate più all’affetto che alla notorietà.
Un momento di rinascita
Per Corona, il battesimo di Thiago arriva in un momento particolare della sua vita. Dopo un periodo di difficoltà, l’ex fotografo e imprenditore sembra intenzionato a voltare pagina e a dedicarsi pienamente al ruolo di padre.
Sul suo profilo Instagram, oltre al video della cerimonia, ha condiviso alcune riflessioni sul senso della paternità e della serenità ritrovata, parole che molti fan hanno interpretato come il segno di una nuova maturità.
Negli ultimi mesi, Fabrizio e Sara – legati dal 2021 – sono apparsi uniti e complici. L’arrivo di Thiago, e ora il suo battesimo, rappresentano per entrambi un simbolo di speranza e continuità.
Un messaggio di pace
La scelta della chiesa di Santa Maria del Carmine, nel cuore di Brera, non è casuale. È un luogo di grande valore spirituale, dove spesso si celebrano eventi privati ma carichi di significato per la comunità milanese.
Corona, da sempre personaggio controverso, sembra oggi cercare un nuovo equilibrio tra fede, affetti e responsabilità. Il messaggio rivolto al figlio – “che tu possa essere sereno e stare bene” – suona come un augurio ma anche come un impegno personale: quello di offrirgli un futuro diverso, lontano dagli eccessi del passato.
Nel video pubblicato sui social, tra le immagini della cerimonia e i sorrisi dei presenti, si percepisce la consapevolezza di un uomo che, pur portando con sé le ombre di ieri, prova a costruire un domani più luminoso.
INSTAGRAM.COM/LACITYMAG
Personaggi
«Mi ha chiesto il liquido seminale per posta per avere un figlio con me»: la sconcertante confessione di Michele Bravi sulla sua fan
Ospite nel salotto digitale di MySecretCase, l’ex vincitore di X Factor ha rivelato un episodio surreale di fanatismo. Una donna, dopo lunghi appostamenti sotto casa e lettere ai genitori, ha chiesto direttamente alla madre del cantante il materiale genetico del figlio
L’amore dei fan, si sa, a volte devia in autostrade senza casello. Lo scopre a sue spese Michele Bravi, che racconta un aneddoto da neurodeliri. Ospite nel salotto digitale di MySecretCase, l’ex fanciullo di X Factor ha scoperchiato il vaso di Pandora del fanatismo d’appartamento. Roba da far impallidire i vecchi feticisti del pop. Non parliamo dei soliti bigliettini strappalacrime lanciati sul palco, ma di una vera e propria scalata alla genitrice.
L’assedio sotto casa e la corrispondenza con la famiglia
Una signora decisamente tenace ha scambiato il marciapiede del musicista per il red carpet di Sanremo. Presidio fisso, occhi puntati alle finestre e, come se non bastasse, una fitta corrispondenza con i genitori del ragazzo.
Il silenzio della famiglia di fronte alle prime missive non ha scoraggiato l’ammiratrice, anzi ha acceso la fantasia della mittente. Il culmine dell’assurdo si raggiunge quando la fan decide di saltare l’intermediario e puntare direttamente alla suocera ideale.
La folle richiesta epistolare e il sogno procreativo
La missiva recapitata alla madre conteneva infatti un progetto biologico ben preciso, nato da una rivelazione notturna. La fan dichiarava di aver sognato di essere la prescelta per dare una discendenza al cantante.
Davanti al muro del silenzio, la stalker non si è arresa, arrivando a chiedere formalmente il “materiale genetico”, alias il liquido seminale dell’idolo, per vie epistolari. Una richiesta liquidata dal diretto interessato con una battuta fulminante: «Chiaramente gliel’ho dato perché mi sembrava scortese poi…». La gloria, a volte, ha un prezzo decisamente bizzarro.
Personaggi
«A 48 anni vivo ancora con i miei e mio padre mi dà la paghetta»: l’incredibile confessione di Genny Urtis tra chirurgia, soldi e fede
Ospite del podcast Radici condotto da Ughetta Di Carlo, la nota chirurga estetica Genny Urtis traccia un bilancio della sua vita. Tra la totale indifferenza per il denaro, una figura paterna ingombrante e le trasformazioni fisiche, emerge il ritratto di una personalità complessa
Conosciuta al grande pubblico come il chirurgo estetico dei vip, Genny Urtis, 48 anni, traccia un bilancio della sua vita: dall’infanzia ai progetti futuri, passando per il presente. Ospite del podcast Radici di Ughetta Di Carlo, Urtis riflette sul significato del cambiamento e sul rapporto con i genitori. «Nonostante la mia età, vivo ancora a casa con i miei», rivela, aprendo una finestra inedita e per certi versi inaspettata sulla sua quotidianità lontano dalle riflettori della televisione e dei social network.
La gestione del denaro e il legame profondo con la famiglia
«Io sono quella che tiene unita la famiglia», spiega Genny. I genitori Ada Tommasi e Antonio Urtis, oggi ottantenni, sono sempre stati una presenza ingombrante nella sua vita. L’aspetto più curioso riguarda proprio il rapporto che Urtis ha con il denaro: «Mio padre mi dà ancora la paghetta per uscire, gestisce tutto lui. È un po’ padre padrone», dice. Ma alla 48enne dei soldi importa ben poco: «Non gli do valore: vado a lavorare perché bisogna produrli, ma non spendo niente. Al mese non so quanto entra, quanto esce», confessa.
Proprio sull’educazione condivide un pensiero controcorrente: «Spesso si crede che siano i genitori a dover educare i figli, ma è il contrario: devi far capire loro cosa vuoi dalla vita». Un legame solido, quello con mamma e papà, costruito anche attraverso la capacità di accettare le sue trasformazioni. «Dopo un po’ la mia immagine mi annoia e mi piace cambiare. I miei si sono dovuti abituare», racconta. E, guardando al passato, aggiunge con una punta di orgoglio: «Ho dato tante soddisfazioni, possono dirmi poco».
La chirurgia come rinascita e l’inattesa parentesi mistica
L’altro grande tema dell’intervista è il cambiamento, che per Genny Urtis passa anche dal rapporto con il proprio aspetto. «La chirurgia è un modo per voltare pagina. Le trasformazioni le ho subite dopo le delusioni», spiega, raccontando come alcuni momenti difficili abbiano finito per riflettersi anche sulla percezione di sé. Cambiare, del resto, sembra essere parte della sua indole profonda.
Tra le rivelazioni più inattese c’è anche un episodio legato alla sua giovinezza. A 20 anni, infatti, Genny Urtis decide di ritirarsi per un mese in un monastero insieme a un’amica. «È stato bellissimo», ricorda, raccontando di aver persino pensato di intraprendere la vita religiosa: «Volevo farmi prete ma poi ho capito che non faceva per me». Un capitolo lontanissimo dalla persona che il pubblico avrebbe conosciuto negli anni successivi, ma che contribuisce a delineare una personalità decisamente difficile da incasellare.
Personaggi
Chiara Ferragni, malore in Perù dopo la scalata a 5mila metri: «Mi sembrava di non respirare». Poi la maschera con l’ossigeno
L’influencer racconta sui social il malessere durante il viaggio con il fidanzato José Hernández. Dopo l’escursione sul Vinicunca, il malore mentre mangiava una pizza: in hotel le consigliano quindici minuti di ossigeno.
Una foto con la mascherina sul volto e la bombola dell’ossigeno accanto, il fidanzato José Hernández vicino a lei e qualche momento di comprensibile preoccupazione. La vacanza di Chiara Ferragni in Perù ha avuto un imprevisto dopo l’escursione sul Vinicunca, la celebre Montagna dei Sette Colori che supera i cinquemila metri di altitudine.
A raccontare l’episodio è stata la stessa influencer sui social. Ferragni ha spiegato di avere affrontato l’escursione senza particolari problemi e di essersi inizialmente stupita perché, mentre altre persone accusavano gli effetti dell’altitudine, lei si sentiva bene.
Il malessere è arrivato successivamente e in una situazione decisamente meno estrema: mentre stava mangiando una pizza.
Chiara Ferragni e il malore durante la vacanza in Perù
Ferragni ha raccontato di avere avvertito improvvisamente un forte malessere, con una sensazione di calore e la percezione che il corpo non rispondesse normalmente. Una situazione che l’ha preoccupata abbastanza da chiedere aiuto una volta rientrata in hotel.
A tranquillizzarla ha contribuito anche la presenza nel gruppo di viaggio di diversi amici medici. Dopo aver descritto i sintomi, le hanno spiegato che il problema poteva essere collegato all’altitudine e le hanno consigliato di respirare ossigeno per qualche minuto.
Da qui l’immagine pubblicata sui social: Chiara con la mascherina collegata alla bombola e José Hernández al suo fianco.
La terapia è durata circa un quarto d’ora. Secondo quanto raccontato dalla stessa Ferragni, dopo 15 minuti di ossigeno il malessere è passato e ha recuperato le forze.
La scalata al Vinicunca, oltre cinquemila metri sulle Ande
Nei giorni precedenti Ferragni aveva raggiunto il Vinicunca, una delle mete più spettacolari e frequentate delle Ande peruviane. Conosciuto anche come Rainbow Mountain o Montagna dei Sette Colori, supera i 5.000 metri di quota e deve il suo aspetto alle diverse stratificazioni minerali che colorano il terreno.
Il periodo tra maggio e settembre coincide con la stagione secca peruviana ed è tra quelli più indicati per visitare la zona, grazie alle minori precipitazioni e alla maggiore probabilità di trovare il cielo sereno.
La quota, tuttavia, rappresenta la vera difficoltà dell’escursione. Sopra i 2.500-3.000 metri alcune persone possono accusare i sintomi del mal di montagna, chiamato comunemente soroche in Perù.
Cos’è il soroche e perché negli hotel c’è l’ossigeno
Il mal di montagna può provocare mal di testa, nausea, vertigini, affaticamento e difficoltà respiratorie. La possibilità di svilupparlo non dipende semplicemente dall’età o dall’allenamento fisico e l’acclimatazione alla quota riveste un ruolo importante.
Nelle località andine frequentate dai turisti, a cominciare da Cusco, non è quindi insolito trovare strutture attrezzate con bombole di ossigeno da utilizzare in caso di necessità.
Nel caso di Ferragni tutto si è risolto rapidamente. Nessun ricovero e nessuna conseguenza sul viaggio: dopo quei quindici minuti con la mascherina, l’influencer ha raccontato di essersi ripresa. Resta lo scatto con la bombola d’ossigeno a documentare l’imprevisto di una vacanza trascorsa, almeno per qualche giorno, a quote decisamente lontane da quelle di Milano.
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