Calcio
La pizzeria di Cristiano Ronaldo a Madrid: il verdetto dei blogger tra gusto e lusso
Il food blogger Jose Vives visita il Planta 9 by Pestana CR7 a Madrid: atmosfera esclusiva, prezzi elevati e pizza di qualità. Ma vale davvero la pena?
Cristiano Ronaldo non è solo un campione in campo, ma anche un imprenditore di successo. Almeno così sembra. La sua catena di hotel Pestana CR7 si espande nel settore della ristorazione con il Planta 9, la pizzeria situata all’ultimo piano dell’hotel di Madrid. Con una vista spettacolare sulla Gran Vía, il locale di Ronaldo combina pizzeria, sports bar e rooftop, creando un’atmosfera esclusiva e di tendenza. Il food blogger spagnolo Jose Vives, conosciuto sui social come josefoodvibes, ha recensito il locale, condividendo la sua esperienza tra TikTok e Instagram. Nel suo reel, Vives ha assaggiato la pizza Leonesa, la 5 Quesos (versione spagnola della quattro formaggi) e un piatto di cannelloni con coda bovina. Il verdetto? Gusto soddisfacente e piatti ben presentati.
Prezzi e menù: lusso a caro prezzo. Ma nemmeno così esagerato…
Il menù del Planta 9 è essenziale ma curato, con sette varianti di pizza, alcune proposte di antipasti, piatti di carne e pesce, e dolci. Il prezzo di una pizza margherita parte da 17 euro, mentre le pizze più elaborate raggiungono i 20 euro. Le bevande non sono da meno: un litro d’acqua costa 6 euro, con cifre che superano quelle di alcuni ristoranti stellati. Jose Vives ha concluso la sua cena con un conto di 54 euro, cifra che include le due pizze e le bevande, mentre i cannelloni gli sono stati offerti. Nonostante i costi, Vives ha definito l’esperienza “costosa, ma che per una volta ne vale la pena“, complice l’atmosfera esclusiva e la qualità del cibo.
Ne vale davvero la pena? Solo se c’è Ronaldo…
Secondo il food blogger, il Planta 9 by Pestana CR7 offre un’esperienza complessiva positiva. La location, certamente panoramica vista anche la zona centralissima in cui si trova l’hotel e, inoltre, l’ambiente elegante giustificano in parte i prezzi sopra la media. “Tuttavia, non è un locale per tutti i giorni, ma un posto da provare almeno una volta per chi cerca un mix di lusso e buona cucina“.
INSTAGRAM.COM/LACITYMAG
Calcio
Chiara Nasti e Mattia Zaccagni vendono la casa a Roma e smettono di seguirsi su Instagram: crisi vera o tempesta passeggera?
L’influencer e il calciatore avrebbero messo sul mercato la loro abitazione romana e cancellato il follow su Instagram. Indizi che alimentano le voci di rottura, mentre Nasti invita alla calma e parla di un momento complicato ma non definitivo.
Una casa in vendita non è mai solo una questione immobiliare. Soprattutto se a metterla sul mercato sono Chiara Nasti e Mattia Zaccagni, coppia tra le più esposte – e discusse – degli ultimi anni. L’abitazione romana sarebbe finita tra gli annunci, e il dettaglio non è passato inosservato. Quando una coppia vende il nido, il gossip non chiede permesso: entra e si accomoda.
La casa in vendita e i segnali che pesano
La messa in vendita dell’immobile nella Capitale è il primo tassello. Un gesto che, letto fuori contesto, potrebbe significare mille cose: investimento, cambio di quartiere, esigenze logistiche. Ma quando si inserisce in un quadro più ampio, diventa un indizio.
Perché nel frattempo è arrivato anche l’“unfollow” reciproco su Instagram. Un gesto digitale che, nel 2026, vale quasi come un comunicato stampa. Nasti non segue più Zaccagni. Zaccagni non segue più Nasti. Silenzio sui social, nessuna foto insieme recente, nessuna storia condivisa. E per una coppia che ha costruito parte della propria narrazione pubblica proprio online, il dettaglio pesa.
Crisi o strategia di protezione?
Chiara Nasti, però, frena. Parla di crisi passeggera, di un momento complicato ma non definitivo. Nessuna parola di rottura, nessun annuncio plateale. Solo la definizione più usata – e più ambigua – nei rapporti contemporanei: “crisi”.
Il punto è capire quanto sia profonda. Nel mondo delle coppie celebri, la gestione della comunicazione è parte integrante della relazione. A volte si sceglie il silenzio per proteggere ciò che resta. Altre volte si minimizza per evitare un assedio mediatico. E altre ancora, semplicemente, si attraversa una fase.
Il peso dell’esposizione pubblica
La storia tra Nasti e Zaccagni è sempre stata sotto i riflettori. Dalla gravidanza ai momenti familiari condivisi online, ogni passaggio è stato raccontato e commentato. L’amore social funziona finché tutto fila liscio. Quando qualcosa scricchiola, ogni gesto viene interpretato come una sentenza.
Casa in vendita, follow spariti, dichiarazioni prudenti. I segni di una fine, per molti, “ci sono tutti”. Ma nel tempo delle relazioni iper-esposte, anche una pausa può sembrare un addio.
La domanda resta sospesa: siamo davanti a un epilogo o a un capitolo difficile? Per ora, l’unica certezza è che i dettagli parlano. E quando a parlare sono i social, il pubblico ascolta.
Calcio
Scommesse nel calcio, Corona lancia accuse in tv e chiama in causa Bastoni: “Ho le prove”, ma per ora sono solo dichiarazioni
Fabrizio Corona torna a parlare di calcio e scommesse sportive, evocando un presunto sistema illecito e facendo il nome di Alessandro Bastoni. Le sue parole, pronunciate in tv, non sono al momento accompagnate da prove diffuse né da atti giudiziari noti. Nessuna replica ufficiale dai diretti interessati. Il caso resta, per ora, sul piano delle accuse mediatiche.
Fabrizio Corona riporta i riflettori sul calcio e lo fa con parole destinate a far discutere. Ospite della trasmissione Peppi Night su Canale 21, l’ex fotografo dei vip ha parlato di scommesse sportive, partite vendute e presunte responsabilità individuali, citando anche un nome di primo piano del campionato italiano: Alessandro Bastoni.
Accuse che, se trovassero riscontri, aprirebbero scenari pesanti, ma che allo stato attuale restano dichiarazioni televisive non supportate da elementi pubblici verificabili o da procedimenti noti.
Le dichiarazioni su scommesse e presunti sistemi illeciti
Durante l’intervista, Corona ha sostenuto di aver realizzato un’inchiesta su un presunto sistema di scommesse che coinvolgerebbe calciatori e piattaforme riconducibili, a suo dire, alla malavita romana, albanese e calabrese. “Dedicherò una puntata a Marotta, non a De Laurentiis. Ho realizzato un’inchiesta che non è stata ripresa da altri siti”, ha affermato.
Parole forti, che evocano uno scenario torbido, ma che per ora non risultano accompagnate dalla pubblicazione di documenti, chat o altri materiali citati. In assenza di riscontri ufficiali, le affermazioni restano sul piano delle accuse personali.
Il passaggio su Bastoni e le “prove” annunciate
Il momento più delicato dell’intervento riguarda Alessandro Bastoni. “Bastoni, lo dico, quello che ha fatto la sceneggiata, giocava. Ho le prove”, ha dichiarato Corona, sostenendo che il difensore dell’Inter avrebbe scommesso sulle proprie partite.
Si tratta di un’accusa diretta nelle parole, ma che al momento non è stata corredata dalla diffusione delle presunte prove menzionate. Proprio questo elemento rende la vicenda particolarmente sensibile, considerando il peso mediatico e sportivo del nome coinvolto.
Le critiche alle sanzioni e la distanza dal calcio
Nel corso della trasmissione, Corona ha anche contestato l’esito di alcune sanzioni, parlando di multe da 250 euro: “Alla fine hanno preso 250 euro di multa. Ma che Paese è? Che Paese è?”. Non è chiaro a quali episodi specifici si riferisse né se le cifre citate siano collegate ai fatti descritti.
L’ex paparazzo ha poi ribadito la sua distanza dal mondo del calcio: “Io non guardo più il calcio, veramente ora. Allo stadio non ci vado più, punto”. Una presa di posizione che si inserisce nel suo racconto di un sistema che ritiene compromesso dalle scommesse e dalle manipolazioni.
Nessuna replica ufficiale e il nodo delle verifiche
Al momento non risultano repliche ufficiali da parte di Bastoni, dell’Inter o degli altri soggetti citati. Non emergono neppure comunicazioni di autorità sportive o giudiziarie che confermino l’esistenza di indagini collegate alle accuse formulate in televisione.
Il tema delle scommesse nel calcio resta ciclicamente al centro dell’attenzione pubblica, e ogni dichiarazione che coinvolge giocatori in attività ha un impatto mediatico immediato. Resta da vedere se alle parole seguiranno elementi concreti, come la pubblicazione delle prove annunciate o eventuali iniziative delle autorità competenti.
Per ora, il caso si muove sul terreno delle accuse televisive e delle anticipazioni, in un’area di confine tra spettacolo, denuncia e responsabilità.
Calcio
La guerra senza fine dei Totti: Ilary Blasi denuncia Francesco per il crollo del controsoffitto della villa all’Eur
Nella villa dell’Eur-Torrino dove vive Ilary Blasi con i figli è crollato un controsoffitto a novembre. La showgirl ha citato in giudizio Francesco Totti, proprietario dell’immobile, chiedendo un intervento urgente. Nessun accordo dopo il sopralluogo con i tecnici. Udienza fissata il 21 marzo.
Tra Ilary Blasi e Francesco Totti la separazione continua a produrre strascichi. Questa volta il terreno di scontro non è sentimentale né mediatico, ma immobiliare. Una lite da manuale tra inquilino e proprietario, con sullo sfondo una villa monumentale all’Eur-Torrino e un controsoffitto crollato.
Secondo quanto ricostruito, nella magione in cui Ilary Blasi vive con i figli – un complesso imponente da 25 vani, quasi mille metri quadrati coperti, con piscine e campi sportivi – a novembre si sarebbe verificato il cedimento di un controsoffitto. L’episodio avrebbe reso inutilizzabili alcuni locali della casa, in particolare l’area dove si trovano la sala cinema e la celebre stanza delle maglie da calcio di Totti.
Il crollo e la richiesta di intervento
Il cedimento sarebbe stato causato da una significativa infiltrazione di umidità. Il distacco dell’intonaco avrebbe portato alla luce estese macchie di muffa e diffuso un odore tale da rendere impraticabili gli ambienti coinvolti. Di fronte alla situazione, Ilary Blasi – che in questo momento risulta essere l’inquilina – avrebbe chiesto al proprietario dell’immobile, Francesco Totti, di farsi carico delle spese di manutenzione straordinaria, come previsto dalla legge per chi detiene la proprietà.
A novembre, i due ex coniugi avrebbero effettuato un sopralluogo con i rispettivi tecnici. Un incontro che, però, non avrebbe portato a un accordo. Da qui la decisione della Blasi di rivolgersi al Tribunale civile.
Il ricorso d’urgenza e l’articolo 700
La showgirl avrebbe attivato un ricorso d’urgenza, il cosiddetto articolo 700 del Codice di procedura civile, chiedendo al giudice un intervento immediato. Si tratta dello strumento previsto quando si teme un pregiudizio imminente e irreparabile durante i tempi della giustizia ordinaria.
In attesa della decisione del Tribunale, la Blasi avrebbe anche avviato, tramite i suoi legali, un accesso agli atti in Comune per verificare la regolarità urbanistica del manufatto. Un passaggio che aggiunge un ulteriore livello tecnico e amministrativo alla vicenda.
Una casa come campo di battaglia legale
La villa, oggi, è diventata il simbolo di un conflitto che non accenna a spegnersi. Nei mesi scorsi, i legali delle due parti – sia civilisti che penalisti – avrebbero tentato di costruire un accordo complessivo, utilizzando proprio l’immobile come elemento di scambio. L’ipotesi prevedeva che Ilary acquistasse a proprie spese un altro appartamento, con la previsione di un risarcimento al momento della vendita della villa, da immettere sul mercato a condizioni concordate.
L’intesa, però, non è stata raggiunta. E così la casa dell’Eur-Torrino resta al centro dell’ennesima querelle giudiziaria tra due ex che, anche dopo la fine del matrimonio, continuano a incrociarsi nelle aule dei tribunali.
Verso l’udienza di marzo
Il prossimo snodo è fissato per il 21 marzo, data dell’udienza sulla separazione Totti-Blasi. Nel frattempo, la vicenda del controsoffitto crollato procede su un binario parallelo, trasformando una questione tecnica di manutenzione in un nuovo capitolo di una guerra che sembra non trovare tregua.
Una separazione che, a distanza di tempo, continua a produrre cause, ricorsi e sopralluoghi. E che, questa volta, passa anche dal soffitto.
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