Connect with us

Personaggi

Olivia Wilde sbotta dopo la separazione: “Se fossi stata io in spiaggia con un nuovo compagno mi avrebbero chiamata cattiva madre”

Avatar photo

Pubblicato

il

    Dopo la fine della relazione con Jason Sudeikis, Olivia Wilde ha deciso di affrontare pubblicamente un tema che, secondo lei, continua a pesare sulle donne molto più che sugli uomini. L’attrice e regista americana ha parlato apertamente del diverso modo in cui vengono giudicati padri e madri quando una storia d’amore finisce, affidando alle sue parole una riflessione destinata a far discutere.

    Secondo Olivia Wilde, infatti, la società continua ad applicare due pesi e due misure, soprattutto quando si tratta di genitori famosi.

    Lo sfogo di Olivia Wilde contro il doppio standard

    L’attrice ha preso come esempio alcune fotografie che ritraevano il suo ex compagno Jason Sudeikis insieme alla nuova fidanzata durante una vacanza al mare.

    «Jason è stato fotografato in spiaggia con la sua nuova fidanzata. Tutti hanno detto: “Fantastico, sembra così felice”».

    Fin qui, nulla di strano. Ma è il confronto con quello che, secondo lei, sarebbe accaduto se i ruoli fossero stati invertiti a spiegare il senso del suo sfogo.

    “Mi avrebbero chiamata una cattiva madre”

    Olivia Wilde è convinta che una donna avrebbe ricevuto un trattamento molto diverso.

    «Se avessi fatto la stessa cosa io durante una festa nazionale, sarei stata marchiata come una cattiva madre che abbandona i suoi figli. Forse mi avrebbero tolto la custodia».

    Parole forti, con cui la regista denuncia un atteggiamento che, a suo giudizio, continua a colpire soprattutto le madri, spesso sottoposte a un livello di giudizio molto più severo rispetto ai padri.

    Le dichiarazioni hanno rapidamente acceso il dibattito tra i fan e sui social, dove molti hanno condiviso le sue riflessioni mentre altri hanno espresso opinioni diverse.

    Una riflessione che va oltre il gossip

    Lo sfogo di Olivia Wilde, però, va oltre la semplice cronaca rosa. L’attrice ha infatti trasformato la sua esperienza personale in una riflessione più ampia sulle aspettative che ancora oggi vengono riposte sulle donne e sulle madri.

    Un tema che continua a dividere e che torna ciclicamente al centro del dibattito pubblico, soprattutto quando coinvolge personaggi molto conosciuti.

    E così, partendo da una semplice fotografia in spiaggia e dal nuovo capitolo sentimentale del suo ex compagno, Olivia Wilde ha riacceso una discussione che va ben oltre Hollywood e che continua a toccare corde molto sensibili.

      SEGUICI SU INSTAGRAM
      INSTAGRAM.COM/LACITYMAG

      Personaggi

      Halloween da favola e critiche per Paris Hilton: la star chiarisce la scelta del costume da tazzina Chip per la figlia London

      Paris Hilton è finita al centro di una bufera social per la scelta dei costumi di Halloween della sua famiglia, ispirati ai personaggi del film La Bella e la Bestia. Nel post pubblicato il 26 ottobre 2026, l’ereditiera ha indossato l’abito dorato di Belle, lasciando alla figlia London, di 2 anni, il costume della tazzina Chip.

      Avatar photo

      Pubblicato

      il

      Halloween da favola e critiche per Paris Hilton: la star chiarisce la scelta del costume da tazzina Chip per la figlia London

        Paris Hilton ha trasformato Halloween in una favola da La Bella e la Bestia, ma non tutti hanno apprezzato la scelta dei costumi familiari. Dopo aver condiviso su Instagram le foto della sua famiglia vestita come i personaggi del classico Disney, alcuni utenti dei social hanno sollevato perplessità sulla distribuzione dei ruoli, chiedendosi perché la figlia London, di soli 2 anni, non avesse interpretato la principessa Belle. Un travestimento curato nei minimi dettagli che ha finito per scatenare un acceso dibattito online tra ammiratori e critici della showgirl americana.

        La distribuzione dei ruoli e le pesanti critiche dei follower su Instagram

        Nel post pubblicato il 26 ottobre 2026 Hilton indossa un sontuoso abito dorato con guanti coordinati e una parrucca castana per trasformarsi in Belle. Il marito Carter Reum ha interpretato la Bestia con maschera, guanti pelosi e stivali, mentre il figlio Phoenix, 3 anni, è diventato il candelabro Lumière. La piccola London ha invece scelto un costume colorato ispirato a Chip, la tazzina incantata.

        La didascalia del post di Hilton recitava: “La mia vita è una favola e la magia non finisce mai”. Molti fan hanno elogiato le foto celebrando Hilton come la “Regina di Halloween”. Tuttavia, altri commenti hanno preso una piega critica, concentrandosi sulla scelta di far interpretare alla bambina un personaggio secondario mentre la madre assumeva il ruolo da protagonista. Un utente ha scritto: “Carino, ma forse i bambini avrebbero dovuto essere Belle e la Bestia e gli adulti i personaggi secondari. Voglio dire, è una festa per bambini”. Un altro ha chiesto: “Perché non lasciare che tua figlia sia Belle? L’attenzione deve essere su di lei!”

        La replica di Paris Hilton e il chiarimento sulla decisione della piccola London

        La risposta di Hilton non si è fatta attendere. In un commento su un secondo post Instagram del 27 ottobre, l’ereditiera ha chiarito che la scelta del costume non era stata sua, ma della figlia stessa. “La Bella e la Bestia è uno dei loro film preferiti”, ha scritto Hilton. “London ha detto che voleva vestirsi da Chip. Ha detto che è il suo personaggio preferito del film”. Numerosi follower si sono schierati in difesa della star, sostenendo che le critiche fossero eccessive per una semplice foto di Halloween.

        La passione per la festa e il profondo legame tra i due fratelli

        Hilton realizza servizi fotografici elaborati per Halloween ogni anno. Prima del primo Halloween del figlio Phoenix nel 2023, aveva raccontato a People di aver già acquistato “20 costumi diversi” per lui. I due bambini, nati tramite maternità surrogata a distanza di soli 11 mesi l’uno dall’altra, hanno un legame particolarmente stretto. In un’intervista a E! News di gennaio 2025, Hilton aveva descritto il loro rapporto: “London e Phoenix sono come gemelli sempre attaccati. Phoenix è il miglior fratello maggiore, è così protettivo con lei”.

          Continua a leggere

          Personaggi

          Le confessioni di Crystal Hefner sulle violenze di Hugh Hefner: le rivelazioni in tv e l’appello accorato a Jessica Biel

          Avatar photo

          Pubblicato

          il

          Le confessioni di Crystal Hefner sulle violenze di Hugh Hefner: le rivelazioni in tv e l'appello accorato a Jessica Biel

            Dalla morte del marito, avvenuta nel settembre del 2017 a causa di un arresto cardiaco e insufficienza respiratoria, la vedova di Hugh Hefner, Crystal, ha raccontato spesso di come fosse miserabile la sua vita nella Playboy Mansion, fra soprusi psicologici e violenze di ogni tipo. Nella sua biografia Only Say Good Things: Surviving Playboy and Finding Myself del 2024, aveva rivelato quanto il marito la controllasse, imponendole di perdere peso e decidendo lui cosa dovesse indossare. Ad agosto di quest’anno, ospite del podcast No One Asked Her, aveva invece ammesso «di essere stata sottoposta a un completo lavaggio del cervello» durante i cinque anni di matrimonio con il 91enne fondatore di Playboy, riconoscendo però al tempo stesso che «non c’era nulla là fuori che mi desse un senso di appartenenza».

            I recenti interventi della donna tracciano un quadro ancora più cupo dell’esperienza vissuta tra le mura della celebre residenza.

            Le accuse di violenza sessuale e gli episodi nel podcast

            Ora però la donna ha alzato il tiro delle accuse, parlando apertamente di scioccanti abusi sessuali di cui sarebbe stata vittima ai tempi della sua relazione con Hefner. «Ci sono stati momenti davvero imbarazzanti in camera da letto. Succedevano cose che alla fine non andavano bene», ha spiegato Crystal nell’intervista concessa al podcast Lisa Guerrero Unleashed, quando la conduttrice le ha chiesto se pensasse di essere stata violentata. «Credo di aver fatto tutto quello che lui voleva e se questo implicava rapporti sessuali, allora ho semplicemente fatto quello che lui voleva», ha continuato la donna.

            Nel corso del colloquio, la vedova ha rievocato costrizioni estreme e pratiche degradanti imposte alle ospiti e alle modelle: «Non era delicato. Poi lui si metteva a russare e io cercavo di dormire, malgrado quello che era successo e i dolori che avevo in tutto il corpo. Non era una vera relazione, era un lavoro».

            L’appello a Jessica Biel e il rifiuto dell’operazione nostalgia

            Dopo la scomparsa del magnate, Crystal ha intrapreso una nuova fase della propria vita sposando il biologo marino James Ward ad aprile di quest’anno, ma le ferite del passato continuano a riemergere. All’inizio di ottobre, l’ex modella ha reso pubblico un messaggio inviato su Instagram all’attrice Jessica Biel per chiederle di rifiutare il ruolo di moglie nel film Playmates di Lorraine Nicholson.

            «Per favore, riconsidera di non accettare il ruolo della “moglie” di Hugh Hefner se questo film intende romanticizzare lui o il mondo di Playboy», ha scritto la donna, ricordando le tante testimonianze di altre vittime e invitando Hollywood a evitare celebrazioni nostalgiche di una realtà fatta di coercizione e condizionamento emotivo.

            Il peso delle testimonianze storiche sul mondo di Playboy

            Le rivelazioni di Crystal si aggiungono a un lungo filone di denunce che negli ultimi anni ha ridisegnato la figura pubblica di Hugh Hefner, svelando le zone d’ombra nascoste dietro l’immagine edonistica della Playboy Mansion.

            Le sue parole riaprono il dibattito culturale sulle dinamiche di potere e sugli abusi sistematici nell’industria dello spettacolo.

              Continua a leggere

              Personaggi

              Carla Bruni senza filtri sulla lotta all’alcol: la promessa da mantenere, il ruolo di Sarkozy e la paura per i figli

              Carla Bruni è tornata a confessare le sue fragilità più intime nel libro Merci pour le non della collega Élisa Tovati, raccontando il lungo e complesso cammino contro le dipendenze da alcol e fumo.

              Avatar photo

              Pubblicato

              il

              Carla Bruni senza filtri sulla lotta all'alcol: la promessa da mantenere, il ruolo di Sarkozy e la paura per i figli

                Carla Bruni è tornata a parlare del suo difficile rapporto con l’alcol e il fumo, ammettendo di non considerare ancora definitivamente superate le dipendenze che hanno segnato una parte importante della sua vita. La cantante ed ex première dame francese, oggi 58enne, si è raccontata nel libro Merci pour le non, pubblicato dalla collega Élisa Tovati, spiegando come per anni abbia cercato nell’alcol e nelle sigarette un modo per affrontare emozioni e sofferenze che non riusciva a gestire diversamente. Oggi ha scelto la sobrietà, ma sa che si tratta di un equilibrio sul quale deve continuare a lavorare. Una testimonianza profonda che accende i riflettori sulla fragilità emotiva dietro i riflettori del jet set.

                Gli anni della moda, l’alcol come difesa e la serenità trovata all’Eliseo

                «Per molto tempo, le mie dipendenze dal tabacco e dall’alcol sono state per me un vero sostegno», ha confessato l’ex modella parlando della giovinezza trascorsa sotto la pressione delle sfilate internazionali. Bere e fumare le permettevano di anestetizzare sofferenze e insicurezze nate già durante l’adolescenza con il consumo eccessivo di zuccheri.

                Con il tempo, la sensazione di sollievo iniziale si è trasformata in una dipendenza difficile da arginare. La vera svolta verso la stabilità è arrivata negli anni dell’Eliseo accanto al marito Nicolas Sarkozy, la cui presenza protettiva ha contribuito a placare le sue angosce quotidiane.

                La promessa alla figlia Giulia e il cammino della sobrietà

                A dare una spinta decisiva al cambiamento è stata la figlia Giulia, nata nel 2011, che ha chiesto alla madre di rinunciare completamente agli alcolici per un anno. Accettata la proposta della ragazza, la cantante ha trasformato la sfida in un percorso di rinascita personale, trovando utilità nei principi fondamentali del programma in dodici passi degli Alcolisti Anonimi.

                Pur non avendo mai frequentato direttamente i gruppi di supporto, Bruni ritiene che l’astinenza totale sia l’unica strada percorribile per chi stenta a gestire la moderazione.

                La paura per i figli e le ferite del passato condivise in tv

                Nonostante i traguardi raggiunti, l’artista mantiene alta la guardia: «Non mi sono liberata completamente delle mie dipendenze», ha ammesso, esprimendo apprensione per la possibilità che i figli Aurélien e Giulia possano ereditare le sue stesse debolezze.

                La cantante aveva già affrontato l’argomento durante un’intervista a Belve con Francesca Fagnani nell’aprile 2024, ricordando anche il dolore provato quando la sorella Valeria Bruni Tedeschi aveva rappresentato un personaggio con problemi di alcol nei suoi film, rendendo pubblico un aspetto intimo della sua vita prima che fosse lei stessa a raccontarlo.

                  Continua a leggere
                  Advertisement

                  Ultime notizie