Reali
Il principe Andrea di nuovo nei guai: spunta una mail a Epstein, “Siamo sulla stessa barca”
Mentre Carlo III riduce fondi e privilegi al fratello minore, riemergono vecchie verità sulla controversa amicizia con il miliardario condannato per pedofilia. La monarchia cerca di prendere le distanze, ma il danno d’immagine appare ormai irreversibile.
Non sembra esserci pace per il principe Andrea, Duca di York, già da tempo escluso dalla vita pubblica della Corona britannica per i suoi legami con Jeffrey Epstein, il finanziere americano morto in carcere nel 2019 mentre era in attesa di processo per abusi e traffico sessuale di minori.
L’ultima ombra arriva da una mail del 2011, pubblicata da diversi tabloid britannici, in cui il secondogenito della regina Elisabetta II scriveva direttamente a Epstein: «Siamo sulla stessa barca». Una frase che, secondo gli osservatori, smentirebbe la versione fornita dallo stesso Andrea durante l’intervista rilasciata alla BBC nel 2019, nella quale sosteneva di aver interrotto ogni rapporto con Epstein nel dicembre 2010.
Una mail che riapre il caso
Il messaggio, datato pochi mesi dopo la pubblicazione delle ormai celebri foto che ritraevano Andrea con Virginia Giuffre, ex vittima del giro di Epstein e morta suicida nell’aprile 2024 a 41 anni, rivela un tono di confidenza preoccupante.
Nel testo, il Duca di York scriveva: «Sono preoccupato per te quanto lo sei tu per me! Non preoccuparti per me. Sembra che siamo nella stessa barca e dovremo superarla. Altrimenti, restiamo in contatto e giocheremo ancora presto!!!!», firmandosi con il titolo completo: “A, Sua Altezza Reale il Duca di York, KG”.
La corrispondenza, riportata dal Daily Mail e dal The Telegraph, risalirebbe quindi a un periodo successivo rispetto a quanto dichiarato dal principe, sollevando nuovi dubbi sulle sue parole. Se confermata, la mail dimostrerebbe che il distacco tra Andrea ed Epstein non fu immediato, come sostenuto pubblicamente.
Una bugia che costa cara
Già nel 2019, dopo l’intervista disastrosa a Newsnight, la Regina Elisabetta decise di ritirare ad Andrea tutti gli incarichi ufficiali, escludendolo dalla vita pubblica della Royal Family. Da allora, il principe è rimasto confinato in un limbo: privo di ruoli istituzionali e al centro di un imbarazzante contenzioso legale conclusosi nel 2022 con un accordo extragiudiziale milionario con la stessa Giuffre.
Ora, con la nuova ondata di rivelazioni, la posizione del Duca di York si aggrava ulteriormente. Nonostante la morte della madre nel 2022 e l’ascesa al trono del fratello Carlo III, ogni tentativo di riabilitazione è naufragato. Le e-mail riportate dalla stampa riaprono ferite mai rimarginate e mettono in imbarazzo Buckingham Palace, che da tempo tenta di allontanare l’immagine della monarchia da scandali e privilegi.
Carlo III taglia i fondi al fratello
Secondo fonti interne al palazzo, Carlo III avrebbe deciso di ridurre drasticamente il sostegno economico ad Andrea. Il Duca, che fino a pochi anni fa riceveva un appannaggio annuale di circa un milione di sterline dal Ducato di Lancaster, non gode più di quel contributo. Il Re avrebbe inoltre ordinato la cessazione del pagamento della sicurezza personale del fratello, il cui costo ammontava a diversi milioni di sterline l’anno.
La frattura familiare si riflette anche sulle questioni patrimoniali: Andrea continua a vivere a Royal Lodge, la residenza di 30 stanze che condivide con l’ex moglie Sarah Ferguson, ma da tempo deve difendere la proprietà di fronte alle pressioni del Re, che lo vorrebbe trasferito in un’abitazione più piccola e sobria.
Una monarchia che cerca di “snellirsi”
Le mosse di Carlo III rientrano nella strategia di costruire una monarchia più essenziale e trasparente, lontana dai fasti e dalle polemiche. Ma il caso del Duca di York resta una macchia difficile da cancellare.
Per molti osservatori, il taglio dei fondi e l’isolamento di Andrea non sono solo una misura di austerità, ma una punizione simbolica, un segnale chiaro di presa di distanza dalla “pecora nera” della famiglia reale.
La pubblicazione della mail incriminata rischia però di riaccendere i riflettori proprio su ciò che la Casa Reale vorrebbe dimenticare: l’intreccio oscuro tra potere, denaro e abusi che continua a perseguitare il nome di Windsor.
E mentre Andrea tenta di difendere la propria versione dei fatti, la sensazione è che, come scrisse lui stesso a Epstein quattordici anni fa, sia davvero “nella stessa barca” — e che la tempesta non sia ancora finita.
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Reali
Forte dei Marmi in versione riservata per il principe Edouard de Ligne e Isabella Orsini: vacanza lontano dal jet set
Mentre Forte dei Marmi si riempie di vip e feste esclusive, Edouard Lamoral Rodolphe de Ligne-La Trémoïlle e Isabella Orsini scelgono la discrezione. Una pausa all’insegna del relax prima di rientrare nella loro residenza francese.
C’è chi arriva a Forte dei Marmi per inseguire gli eventi più esclusivi dell’estate e chi, invece, preferisce restarne accuratamente alla larga. È il caso del principe Edouard Lamoral Rodolphe de Ligne-La Trémoïlle e della moglie Isabella Orsini, che hanno scelto la Versilia per una vacanza all’insegna della tranquillità, lontani dal frastuono della mondanità.
La coppia sta trascorrendo alcuni giorni di relax prima di fare ritorno nel castello di famiglia alle porte di Parigi, dove vive abitualmente.
Una vacanza all’insegna della discrezione
Pur appartenendo a una delle famiglie aristocratiche più prestigiose d’Europa, il principe Edouard de Ligne-La Trémoïlle e Isabella Orsini hanno sempre mantenuto uno stile di vita molto riservato.
Anche questa estate hanno evitato i party esclusivi e gli appuntamenti più mondani della costa toscana, preferendo godersi il mare e la quiete della Versilia lontano dai riflettori.
Isabella Orsini, dal set alla produzione
Prima del matrimonio con il principe, Isabella Orsini si è fatta conoscere dal grande pubblico come attrice televisiva.
Tra i lavori più ricordati c’è la serie in costume Il sangue e la rosa, dove recitò accanto a Gabriel Garko. Negli anni successivi ha progressivamente spostato il proprio interesse verso la produzione cinematografica e televisiva, continuando comunque a frequentare il mondo dello spettacolo con grande discrezione.
Ritorno in Francia dopo l’estate italiana
La tappa a Forte dei Marmi rappresenta una pausa prima del rientro in Francia.
Terminato il soggiorno italiano, il principe e la moglie torneranno nella loro residenza alle porte di Parigi, confermando ancora una volta uno stile di vita lontano dagli eccessi e dalle cronache mondane che spesso accompagnano i personaggi dell’aristocrazia europea.
Una scelta controcorrente che, proprio per la sua riservatezza, continua ad alimentare la curiosità degli appassionati di gossip.
Reali
Nuovo amore a corte? L’ex assistente di Kate Middleton e l’ex scudiero di William fanno sognare i royal fan
Entrambi hanno lasciato i rispettivi incarichi al servizio della famiglia reale britannica, ma il loro legame sarebbe nato proprio dietro le quinte di Palazzo. Protagonisti del gossip sono Natasha Archer, storica assistente di Kate Middleton, e Rob Dixon, ex scudiero del principe William.
C’è un nuovo gossip che anima il mondo della famiglia reale britannica, ma questa volta i protagonisti non sono Kate Middleton e William, bensì due persone che per anni hanno lavorato al loro fianco.
Secondo le indiscrezioni rilanciate dalla stampa britannica, Natasha Archer, storica assistente e stilista personale della Principessa del Galles, avrebbe iniziato una relazione con Rob Dixon, ex scudiero del principe William.
Un amore nato dietro le quinte di Palazzo
Entrambi conoscono molto bene la vita a corte.
Natasha Archer ha affiancato Kate Middleton per molti anni, contribuendo anche all’evoluzione dell’immagine pubblica della principessa e diventando una delle collaboratrici più fidate della futura regina.
Rob Dixon, invece, ha ricoperto il ruolo di scudiero del principe William, uno degli incarichi più delicati all’interno della Casa Reale, occupandosi dell’organizzazione degli impegni ufficiali e dell’assistenza diretta all’erede al trono.
Proprio la lunga frequentazione negli ambienti di Kensington Palace avrebbe favorito la nascita del loro rapporto.
Dalle collaborazioni professionali al sentimento
Secondo le indiscrezioni, la relazione sarebbe sbocciata dopo la conclusione delle rispettive esperienze professionali al servizio dei Principi del Galles.
Per il momento non sono arrivate conferme ufficiali dai diretti interessati né da Buckingham Palace, ma la notizia ha già acceso la curiosità degli appassionati della monarchia britannica.
I royal fan seguono ogni dettaglio
Le storie d’amore che ruotano intorno alla Casa Reale suscitano sempre grande interesse, anche quando coinvolgono figure rimaste finora lontane dai riflettori.
Natasha Archer e Rob Dixon, pur avendo svolto per anni ruoli fondamentali dietro le quinte, sono diventati volti conosciuti dagli osservatori della monarchia proprio grazie alla loro vicinanza a Kate Middleton e al principe William.
Se le indiscrezioni saranno confermate, quella tra l’ex assistente della Principessa del Galles e l’ex scudiero del futuro re rappresenterà una delle storie più curiose nate nell’entourage della famiglia reale britannica.
Reali
Máxima d’Olanda fa la storia: è la prima regina a inaugurare un Pride, «Essere chi sei è normale»
Máxima d’Olanda diventa la prima regina appartenente a una casa reale regnante a inaugurare ufficialmente un Pride. Ad Amsterdam, davanti al pubblico del WorldPride 2026, lancia un messaggio di inclusione che conquista la folla e il web.
Una regina con un cappello elegante, un cartello con la scritta “Love has no boundaries” e una frase destinata a fare il giro del mondo. Máxima d’Olanda ha scritto una pagina di storia diventando la prima sovrana di una monarchia regnante a inaugurare ufficialmente un Pride. È accaduto ad Amsterdam, città che quest’anno ospita il WorldPride 2026, il più importante appuntamento internazionale dedicato ai diritti e alla visibilità della comunità LGBTQIA+.
Máxima d’Olanda entra nella storia del WorldPride
L’apertura della manifestazione si è svolta nel Vondelpark, dove la regina è stata accolta dagli applausi di migliaia di persone. Nel suo intervento ha pronunciato parole semplici ma molto forti: «Essere chi sei, amare chi vuoi, non è forse normale?». Poi ha invitato il pubblico a sostenersi a vicenda e a vivere la manifestazione con gioia.
La presenza della sovrana non è stata soltanto simbolica. Nel corso della giornata ha visitato anche lo Sport Pride e lo Youth Pride, incontrando associazioni, volontari e rappresentanti della comunità LGBTQIA+, confermando un impegno che negli anni l’ha resa una figura molto apprezzata per la sua attenzione ai temi dell’inclusione.
Un gesto dal forte valore simbolico
L’iniziativa assume un significato particolare perché Amsterdam ospita per la prima volta il WorldPride proprio nell’anno in cui ricorre il venticinquesimo anniversario del primo matrimonio tra persone dello stesso sesso celebrato nei Paesi Bassi, il primo al mondo con pieno riconoscimento legale. La città celebra così una doppia ricorrenza, riaffermando il proprio ruolo internazionale sui temi dei diritti civili e dell’inclusione.
Per molti osservatori, la partecipazione di Máxima rappresenta un segnale importante anche per il mondo delle monarchie europee, tradizionalmente molto caute su temi sociali così divisivi. La regina, invece, ha scelto di esserci in prima persona, trasformando la propria presenza in un messaggio istituzionale di apertura e vicinanza.
Da regina a icona LGBTQIA+
Negli anni Máxima ha partecipato a numerose iniziative dedicate ai diritti e all’inclusione, ma l’inaugurazione del WorldPride 2026 segna un passaggio senza precedenti. Le immagini della sovrana sorridente tra le bandiere arcobaleno hanno fatto rapidamente il giro dei social, dove in molti l’hanno definita una vera icona LGBTQIA+.
Con un solo discorso e una presenza dal forte valore simbolico, la regina dei Paesi Bassi ha dimostrato come anche le istituzioni più antiche possano scegliere di parlare il linguaggio dell’inclusione. E quella domanda – «Essere chi sei, amare chi vuoi, non è forse normale?» – è già diventata una delle frasi simbolo di questo WorldPride.
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