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Gossip

“Selfie col Maestro? No, grazie!”: Renato Zero scappa dai fan e scoppia la polemica social

Renato Zero beccato a Roma da un fan mentre passeggia: si copre il volto e si allontana in fretta. Il video diventa virale, e il web si divide. Tra accuse di ingratitudine e difese appassionate, il confine tra vita privata e fama torna al centro del dibattito. Ecco cosa è successo e perché il gesto del cantante ha fatto così tanto rumore.

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    Roma, via del Babuino, ore diurne. Renato Zero, in tenuta casual (tuta grigia, giubbotto nero e zaino in spalla), viene notato da un fan che non esita: tira fuori il cellulare e inizia a registrare. Ma il celebre artista, notoriamente restio all’eccessiva esposizione fuori dal palco, non la prende bene. Si copre il volto con la mano e cambia direzione, dileguandosi in via Vittoria per evitare l’obiettivo. Il video, finito subito online, ha generato una tempesta di commenti, quasi tutti critici: “Antipatico”, “irriconoscente”, “dimentica che deve tutto ai fan”.

    Social in fiamme: “Renato, così ci deludi”

    In poche ore, la clip ha raccolto migliaia di interazioni. I fan si sono sentiti traditi da un idolo che, agli occhi di molti, sembra rinnegare l’affetto di chi lo ha sempre sostenuto.
    Tra i commenti più duri: «Musicalmente fantastico, ma umanamente Zero davvero», «Sei famoso grazie a noi, cafone!», «Mio figlio voleva solo una foto e lui ha detto no!». Esperienze simili si moltiplicano nei racconti di chi ha incontrato il cantante e ne è uscito deluso. Il malumore è palpabile, specie tra i cosiddetti sorcini, da sempre tra i fan più fedeli della musica italiana.

    Un artista, due vite: Renato sul palco e Renato per strada

    Ma non tutti puntano il dito. Alcuni utenti prendono le difese di Renato: “È un artista, non un personaggio da reality”. Altri sottolineano la differenza tra l’uomo pubblico e quello privato, ricordando che anche i cantanti hanno diritto alla riservatezza. Pierluigi Shrivastava, creator e autore del video incriminato, ha poi chiarito: «Renato è una persona adorabile, ma non sopporta i video. Quando l’ho rivisto senza telefono in mano, è stato gentile e disponibile». Il suo consiglio? “Lasciate il telefono in tasca. Parlateci, abbracciatelo, vivete il momento”.

    Vip e privacy: un equilibrio sempre più fragile

    Questo episodio riapre il dibattito sul diritto alla privacy delle celebrità. Nell’era dei social, dove ogni incontro può diventare contenuto virale, è sempre più difficile tracciare un confine. I fan chiedono autenticità, ma spesso invadono spazi personali. Il cantautore romano, con la sua reazione, ha sollevato una questione che va oltre il singolo gesto: quanto devono “concedersi” i personaggi pubblici? E fino a che punto è lecito pretendere un selfie? Zero – episodio a parte – resta un’icona indiscussa, un “mostro sacro” della musica italiana. Ma, come tutti, anche lui ha giornate no. Forse non ama le telecamere, forse vuole solo fare due passi in pace…

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      Gossip

      Francesca Pascale shock: «Spiavo il cellulare di Berlusconi, volevo farlo pedinare da un investigatore»

      «Quando vedevo la lucina del suo Samsung dai pantaloni capivo già chi era… un inferno», confessa Pascale. E rivela: «Volevo assoldare un investigatore per seguirlo, ma mi risposero che non potevano pedinare il presidente del Consiglio». Poi il ricordo: «Era abilissimo, mi faceva sentire in colpa anche quando non lo ero».

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        Francesca Pascale torna a parlare di Silvio Berlusconi, e lo fa senza filtri. La ex compagna del Cavaliere ha raccontato alcuni episodi privati della loro lunga relazione, alternando ironia e nostalgia.

        «Spiavo il cellulare di Silvio per vedere se qualcuno gli scriveva. Non era ancora l’epoca degli smartphone: aveva un vecchio Samsung, e quando vedevo quella lucina che brillava dai pantaloni… già capivo chi era», ha confessato sorridendo amaramente. «Un inferno, un disastro. La gelosia è una brutta bestia».

        Ma non è tutto. Pascale ha rivelato anche un retroscena sorprendente: «Una volta volevo assolutamente assoldare un investigatore… ma la persona da seguire era Silvio Berlusconi. Questo signore mi disse: “Signora, non la posso più aiutare, perché il presidente del Consiglio non si può seguire”».

        Un amore intenso e tormentato, quello con l’ex premier, segnato da passioni e da inevitabili scontri. «Era abilissimo – racconta – riusciva a dare la colpa a me, a farmi sentire in colpa anche quando non lo ero. Un grande comunicatore. Poi aveva questa battuta che ripeteva sempre: “Mi raccomando, oltre i mille chilometri non è più tradimento”».

        Francesca Pascale parla anche con affetto e dolore della fine della loro storia: «Se potessi cancellare un episodio della mia vita pubblica cancellerei la separazione con Berlusconi. È difficile parlarne al passato. Quindici anni non si cancellano. Lo strappo è stato forte, e sì, l’avrei gestito diversamente».

        Niente rancore, però. Solo il rimpianto per un legame che, pur finito, ha lasciato un segno profondo: «Silvio è stato una parte importante della mia vita, e lo resterà sempre».

        Tra ricordi, ironia e confessioni da tabloid, Francesca Pascale ha mostrato ancora una volta la sua arma più efficace: la sincerità disarmante.

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          Reali

          Re Carlo ruba la scena ai Sussex, sbarcando su Netflix partecipando ad un documentario

          Il debutto di Re Carlo sulla piattaforma streaming segna un nuovo capitolo per la monarchia britannica. E ora, per Harry e Meghan, la concorrenza arriva… direttamente da Buckingham Palace!

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            Il Regno Unito entra ufficialmente nell’era dello streaming. Re Carlo III ha deciso di partecipare a un documentario Netflix dedicato al King’s Trust, l’organizzazione benefica da lui fondata che sostiene i giovani. Una mossa storica, che segna il primo vero passo del Sovrano britannico nel cuore del media digitale globale. A curare la produzione sarà Eva Omaghomi, stretta collaboratrice del Re, mentre tra i protagonisti spicca il nome dell’attore Idris Elba.

            Per un reame più moderno e smart

            La scelta non è casuale: con questa operazione, Re Carlo punta a modernizzare l’immagine della monarchia, avvicinandola a un pubblico più giovane e internazionale. Il CEO del King’s Trust, Jonathan Townsend, ha spiegato che il progetto sarà incentrato sull’empowerment giovanile, un tema sempre più centrale nella comunicazione istituzionale del Re.

            Harry e Meghan: il monopolio mediatico è finito?

            Il debutto di Re Carlo su Netflix non è solo un gesto simbolico. È anche un messaggio diretto a chi, negli ultimi anni, ha cercato di riscrivere la narrazione reale da oltreoceano. Harry e Meghan Markle, ex Duchi di Sussex, avevano fatto proprio della piattaforma streaming il loro canale preferenziale, siglando nel 2020 un contratto da 153 milioni di dollari.

            Non più all’apice della cronaca

            Tuttavia, tra progetti cancellati e recensioni tiepide, il vento è cambiato. Le critiche della stampa americana li definiscono oggi “i più grandi perdenti di Hollywood”. Il rischio è che ora la loro narrazione venga sovrastata dalla figura istituzionale – e più credibile – di Re Carlo, che ha saputo cogliere il momento giusto per entrare nel gioco.

            Marketing, percezione e impatto reale

            La presenza del Re su Netflix è anche una brillante mossa di strategia comunicativa. Le piattaforme digitali sono oggi il canale principale per creare engagement, specialmente tra i giovani. Se il documentario riscuoterà successo, potremmo assistere a un aumento diretto nelle donazioni al King’s Trust, migliorando contemporaneamente brand reputation e impatto sociale. Sotto la lente ci sono KPI come CTR, engagement rate e ROAS. Tutti indicatori chiave che potrebbero trasformare questo esperimento in un modello replicabile anche per altri membri della Royal Family. Il trono è più digitale che mai… e Re Carlo lo sa bene.

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              Gossip

              Elisabetta Canalis confessa il suo debole per Ricky Martin: “Se la foto fosse arrivata a 13 anni, sarei morta”

              Uno scatto diventato virale e una battuta che conquista il pubblico. Elisabetta Canalis ammette senza filtri la sua passione per Ricky Martin, trasformando un semplice incontro in un racconto generazionale.

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                Elisabetta Canalis non ha mai nascosto il suo lato ironico e spontaneo, e anche questa volta lo dimostra con una frase capace di far sorridere. Commentando la foto che la ritrae accanto a Ricky Martin, la showgirl ha ammesso senza esitazioni: “La foto con lui? Se fosse successo quando avevo 13 anni, sarei morta”.

                Una battuta che racconta molto più di quanto sembri, perché dietro c’è il ricordo di un idolo adolescenziale che ha segnato un’epoca.

                Un entusiasmo da fan, senza pose

                Nel racconto di Elisabetta Canalis non c’è costruzione, né strategia social. C’è piuttosto la sincerità di chi, pur avendo frequentato per anni il mondo dello spettacolo internazionale, riesce ancora a lasciarsi sorprendere da certi incontri.

                Ricky Martin, per intere generazioni, non è stato solo una popstar globale, ma un vero fenomeno culturale. Ritrovarselo accanto oggi diventa così un cortocircuito tra presente e passato, tra carriera adulta e sogni da ragazzina.

                Quando gli idoli crescono con noi

                Il riferimento ai 13 anni non è casuale. È l’età in cui la musica diventa identità, in cui un volto, una canzone, un videoclip possono imprimersi in modo indelebile. Canalis lo racconta con leggerezza, ma anche con una punta di nostalgia, trasformando una semplice foto in un racconto condivisibile.

                Un modo per ricordare che, dietro ogni personaggio pubblico, resta sempre qualcuno che ha avuto poster in camera e canzoni consumate a forza di riascoltarle.

                Una normalità che conquista

                Il successo della frase sta proprio qui: nel mostrare una normalità disarmante. Nessuna posa da diva, nessuna distanza. Solo l’ammissione di un entusiasmo che non ha bisogno di essere giustificato.

                E forse è anche per questo che il commento di Elisabetta Canalis ha colpito così tanto. Perché racconta un’emozione semplice, immediata, capace di attraversare età e ruoli. Proprio come le canzoni di Ricky Martin.

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